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Paco Roca

La casa

Tunué, 2016 - pg. 166
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Più mi faccio vecchio più sento che l’unico tema della letteratura – e probabilmente di tutto il resto – è il passare del Tempo. E  La casa, libro che un ragazzo ha voluto scrivere per la morte del padre, è anche l’opera che ha permesso a Paco Roca di disegnare il Tempo che se ne va, o che se ne è andato, o che se ne andrà.

Fernando Marías‬

Si tratta di una splendida graphic novel che proviene dalla penna di Paco Roca, tre fratelli tornano dopo un anno nella casa del padre, la seconda casa, quella in cui hanno passato le vacanze da bambini fino a diventare ragazzi. In un continuo andare e tornare tra tempo attuale e ricordi, la storia si snoda raccontando dei drammi e dei sentimenti della vita comune.

La morte del padre, è un momento di crescita inevitabile di ognuno di noi, ma l’inclinazione e il carattere che abbiamo acquisito nel tempo, ci permettono di affrontare questi ostacoli come sempre -in fondo- ci costringe la vita.

Meraviglia le tavole, la descrizione del fare azioni quotidiane, il racconto di immagini del familiare: il cavatappi e il tovagliolo abbandonati sul tavolo della cucina dopo il pranzo, i ricordi dei racconti del padre, il giardino alla sera da innaffiare. Splendido e poetico, un libro che nasce da una perdita, da un’esperienza del disegnatore, che però si ritrova nelle paure e nell’insicurezza atavica di tutti noi.

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Paco Roca

Rughe

Tunué, 2008
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Sempre più spesso la mente di Emilio gli gioca brutti tiri: lo sveglia la notte per andare al lavoro, sebbene sia in pensione da anni; gli rende difficile ricordare parole e perfino i volti dei cari.
I figli, troppo presi da sé, non hanno altra scelta che ricoverarlo in una casa di riposo, circondandolo di coetanei, ognuno perso nella propria solitudine, ma vivo in frammenti di storie quasi dimenticate.
Michele, Giovanni, Rosaria, Sole: mondi a sé stanti, cristallizzati in ricordi ingialliti e felici di tanti anni prima.
Poco a poco, il peggioramento delle condizioni di Emilio renderà inevitabile una diagnosi di Alzheimer, costringendolo al terribile piano superiore dell’edificio; ma anche in questo doloroso passaggio non verranno meno la tenerezza e l’empatia di una storia piccola e universale insieme.
Con un tratto semplice e prezioso e un ritmo conciso, infatti, Paco Roca sa dar voce a un mondo solitamente poco illuminato: basti pensare alla straordinaria scena iniziale; alla pura meraviglia delle pagine dedicate ai ricordi di gioventù di Dolores e Modesto; alla rappresentazione dello scorrere di giornate sempre uguali; al terrore e allo sconforto vissuti da dentro gli occhi di Emilio al momento della diagnosi.
Un’opera dolce e lieve, ironica e commovente, racconto di sguardi sul punto di spegnersi e legati a logiche ormai incomprensibili, eppure ancora capaci di contrarre il volto in un sorriso, un attimo prima che i ricordi scoloriscano in pagine bianche.
 
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