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Manuela Salvi

E sarà bello morire insieme

Mondadori, 2010
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Oggi sono diventata maggiorenne. Pensando che sto diventando grande mi prende il panico. E’ come se all’improvviso mi rendessi conto di avere davanti un corridoio infinito, pieno di porte. Dietro ognuna di esse c’è una possibilità, ma anche il rischio di errore.

 

Bianca, diciotto anni, si trasferisce da Milano a Palermo con il padre – giudice – all’indomani di un avvenimento tragico che ha messo in crisi la famiglia ed inizia a frequentare il liceo artistico.

Qui incontra Manuel, orfano di padre mafioso, inserito appieno nelle logiche di violenza e potere della cosca cui appartiene. O forse semplicemente ingabbiato in un destino che non condivide fino in fondo, ma dal quale sente di non potersi svincolare.
Dovrebbero avere più elementi di differenza, rispetto a cose in comune. In realtà tra loro si crea fin da subito un’affinità speciale, che sfocia ben presto in attrazione ed innamoramento.

La storia d’amore però non potrà prescindere dal corso della giustizia e ben presto i due si troveranno coinvolti in fronti contrapposti ed in pericolo. Ciascuno di loro dovrà scegliere da che parte stare.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avenia
Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

… vedi anche
La mafia uccide solo d’estate – Pif
I cento passi – Marco Tullio Giordana

e ascolta anche
Pensa – Fabrizio Moro
The dark side of the moon – Pink Floyd

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Alessandro D'Avenia

Ciò che inferno non è

Mondadori, 2014, 317 pp.
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Se nasci all’inferno, hai bisogno di vedere almeno un frammento di ciò che inferno non è per concepire che esista altro.

Difficile sognare una vita diversa quando non si ha nemmeno l’idea di un’alternativa al presente. Arduo rifiutare la violenza se fin da piccoli e’ stata l’unica regola imposta. Impossibile rispettare il prossimo se si e’ soffocati ogni giorno dalla sopraffazione altrui.
Occorrerebbe avere una guida, un modello positivo: qualcuno disposto a mettersi in gioco per noi, anche rischiando la vita.

Don Pino Puglisi, insegnante in un liceo classico palermitano e fondatore di un centro ricreativo nei primi anni Novanta, ha voluto essere questo per i ragazzi palermitani del quartiere Brancaccio: un esempio di amore ed altruismo. Ha voluto contrastare le crudeli logiche mafiose proprio nei territori in cui Cosa Nostra coltivava i suoi seguaci “migliori”, tra i bambini, tra i ragazzi, cercando di offrire un’alternativa di legalita’ alla barbarie.
Ha pagato con la vita questo suo smisurato amore per il prossimo. Un esempio importante che D’Avenia (autore del romanzo “Bianca come il latte rossa come il sangue”) ricorda con sincera partecipazione in questo bel libro.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Don Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia col sorriso – Francesco Deliziosi

e vedi anche
Alla luce del sole – Roberto Faenza
I cento passi – Marco Tullio Giordana
La mafia uccide solo d’estate – Pif
U parrinu – Christian Di Domenico (spettacolo teatrale)

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Pif

La mafia uccide solo d’estate

Italia, 2013
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Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo. La seconda che avrei dovuto insegnargli a distinguerla

Una cronaca impietosa della Palermo degli anni Ottanta e Novanta, quando il clan dei corleonesi, capeggiato da Totò Riina, decide di dare vita alla seconda grande guerra di mafia, sterminando le cosche rivali e decimando con violenza inaudita ogni figura dello Stato impegnata nella lotta a Cosa Nostra. Sono anni in cui l’aria a Palermo – ed in Italia – è davvero pesante, in cui le commistioni tra mafia e politica diventano sempre più sfacciate, scandalosamente note.
Arturo, alle cui orecchie fin da bambino giungono quotidianamente gli echi di tutto ciò, guarda agli eventi con gli occhi ingenui di chi stenta a capire, di chi non ne percepisce il significato: assorbe con innocente spirito acritico l’omertà strisciante, l’indifferenza, la paura. Finchè le stragi di Capaci e Via D’Amelio irrompono con una devastante onda d’urto nelle coscienze dei palermitani, dando voce al dolore collettivo, straziante durante i funerali delle vittime dello Stato.
Pif riesce a raccontare tutto questo in modo toccante, ma al tempo stesso meravigliosamente garbato, mantenendo un equilibrio perfetto tra tensione emotiva e sorriso.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Tano da morire – Roberta Torre
Il divo – Paolo Sorrentino
I cento passi – Marco Tullio Giordana
Cento giorni a Palermo – Giuseppe Ferrara

…leggi anche…
L’albero Falcone – Sandra Amurri
Quarant’anni di mafia – Saverio Lodato
Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

…e ascolta anche
Pensa – Fabrizio Moro

Locandina del film "La mafia uccide solo d'estate"

Regia: Pif (Piefrancesco Diliberto)
Sceneggiatura: Michele Astori, Pif, Marco Martani
Fotografia: Roberto Forza
Montaggio: Cristiano Travaglioli
Musiche: Santi Pulvirenti
Durata: 90′

Pif: Arturo
Cristiana Capotondi: Flora
Claudio Gioè: Francesco
Ninni Bruschetta: Fra Giacinto

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