Archivio tag: parigi

Deborah Levi - Bertherat

I viaggi di Daniel Ascher

Einaudi, 2017
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Cara Hélène, spero che tu ti sia sistemata bene in rue Vavin. Qui è magnifico. Ti racconterò, ma solo se insisti…
Con tutto il mio affetto. Daniel H.R.

La storia irrompe spesso nelle vite deformandone il corso, senza preavviso, senza chiedere il permesso. In questi casi reagire agli eventi e ricostruirsi una quotidianità non è facile. Può aiutare il ricorso alla finzione, all’inganno: verso se stessi e verso gli altri.

Hélène ha vent’anni ed una passione per l’archeologia. Frequenta l’università a Parigi, dove vive in un appartamento messole a disposizione dal prozio, Daniel Ascher, personaggio enigmatico, un po’ sopra le righe, scherzoso con i bambini, schivo con gli adulti.
Noto scrittore di romanzi di avventura per ragazzi – pubblicati sotto lo pseudonimo di H.R. Sanders – Daniel è spesso lontano da casa, impegnato in lunghi viaggi per il mondo, dai quali invia alla nipote cartoline illustrate.
Hélène non lo vede spesso né è mai parsa interessata ai suoi libri, finchè non conosce Guillame, di cui si innamora e che invece conosce a memoria ogni romanzo della serie. Con curiosità e leggerezza, ma non senza coinvolgimento, Hélène inizia a scavare nelle memoria e nei ricordi della propria famiglia: una delicata ricerca nel passato che la porterà a scoprire la dirompente verità.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche Robinson Crusoe – Daniel Defoe
Moby Dick – Herman Melville

e vedi anche Scoprendo Forrester – Gus Van Sant
Molto forte incredibilmente vicino – Stephen Daldry

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Robert Zemeckis

The walk

USA, 2015
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Tutto era silenzio. Non vedevo che il filo, una linea retta fluttuare verso l’infinito. E se avessi spostato il mio peso, sarei diventato un funambolo.

Ci siamo già chiesti, recensendo l’omonimo libro, cosa possa aver spinto nel lontano 1974 il funambolo francese Philippe Petit ad osare tanto: tendere un filo tra le Torri Gemelle dell’ormai scomparso World Trade Center di New York e percorrerlo a 400 metri di altezza. Un coup tanto pericoloso da sembrare impossibile.

Durante la visione di questo bel film, che alterna suspence e tempi lenti, si oscilla (letteralmente) tra una sensazione di estraneità ad un così folle progetto e un’intensa partecipazione.
E’ una storia di sfida personale, di determinazione, di insicurezza che spinge ad osare l’impossibile. Si percepisce a volte l’assurdità dell’impresa, ma mai se ne avverte l’inutilità.

Segno che nella vicenda di Philippe Petit c’è qualcosa di più di un gioco, di un record da conquistare : c’è la vita e l’atavico, poetico desiderio dell’uomo di superarne i limiti.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Man on the wire – James Marsh

e leggi anche
Toccare le nuvole – Philippe Petit
Trattato di funambolismo – Philippe Petit

Layout 4

Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Christopher Browne, Philippe Petit
Fotografia: Dariusz Wolski

Personaggi ed interpreti:
Philippe Petit – Joseph Gordon Levitt
Papà Rudy – Ben Kigsley

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Toulouse – Lautrec. La Belle Epoque

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Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio.
Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intelliggibile il carattere della figura.

Avete sempre sognato di vivere nella Parigi de La Belle Epoque? Non disperate a Torino è in corso una mostra dedicata a questo frizzante periodo e più precisamente a uno dei suoi personaggi più celebri: Henri de Toulouse Lautrec.

La mostra ospita 170 opere dell’artista che provengono dall’Herakleidon Museum di Atene. Il percorso oltre a mettere in luce l’arte eccentrica e la ricercata poetica anticonformista e provocatoria dell’artista, ci trasporta nella Parigi “nottambula” e colorata di fine ’800. Qui troverete oltre a litografie e manifesti dell’artista, anche una piccola sala che ricorda il celeberrimo Moulin Rouge, molti oggetti dell’epoca e la musica del can can.

Toulouse Lautrec ( 1864 – 1901 ) è uno degli ultimi artisti impressionisti. La sua vita fu segnata da due cadute da cavallo avvenute da bambino che non gli permisero di crescere. Questo lo portò alla vita bohemien nel caratteristico quartiere parigino di Montmatre. E’ proprio in questo universo fatto di alcol, ballerine e serate che Henri ha trovato l’ispirazione per gran parte delle sue opere.

Egli è stato il primo pittore ad utilizzare le sue capacità artistiche per la produzione di grafica d’autore, soprattutto in occasione di spettacoli teatrali e cabarettistici.
La sua breve vita rimane un esempio emblematico dell’artista di fine secolo; ovvero di artista maledetto che vive la propria vita e la propria arte su un unico piano di intensa partecipazione emotiva.

Per maggiori informazioni visita il sito.

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Timothéè de Fombelle

Il favoloso libro di Perle

2015, Mondadori, 336 p.
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La sera prima lei era una fata.
Ma proprio per questo, la sera prima non avrebbe potuto condividere il destino del suo amato, e vivere o morire con lui. Ecco perché si è spogliata di ogni magia. Una rinuncia rarissima, perfino nelle fiabe più antiche: l’abdicazione di una fata.

Nel mondo delle fiabe può capitare che una fata si innamori di un principe; è quello che è successo tra Olia e Ilian. Ilian è però un principe cadetto, odiato dal fratello maggiore e costretto a fuggire dal suo mondo per salvarsi la vita.

Grazie ad una sorta di parallelismo tra mondi diversi, il giovane principe esiliato si ritrova nella nostra dimensione e viene accolto dai Perle, una coppia di pasticceri parigini il cui unico figlio è morto anni prima. Il giovane principe assume il nome e l’identità di loro figlio Joshua, proprio mentre il mondo precipita nell’incubo della Seconda Guerra Mondiale.

Per tutta la vita Joshua Perle non farà altro che collezionare gli oggetti magici che possano mantenere un collegamento con il suo originale mondo magico.
Quello che Ilian non sa è che la Fata ha rinunciato ai suoi poteri e lo ha seguito nel mondo in cui ora lui vive, e pur non invecchiando, gli è rimasta accanto tutta la vita senza mai farsi vedere.

Perchè il legame che li unisce è più forte di qualsiasi altra cosa.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Cornelia Funke, Reckless
James Matthew Barrie,I romanzi di Peter Pan

E guarda anche:
Joe Johnson, Jumanji
C’era una volta…- Serie tv

E ascolta anche:
Robbie Williams, You know me

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Philippe Petit

Toccare le nuvole (The Walk)

Ponte Alle Grazie, 2003
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In bilico fra tangibile ed effimero, mi sorprendo a riflettere: tranne che un pazzo essere bicefalo, mezzo ingegnere e mezzo poeta, chi mai oserebbe imbarcarsi di proposito in una tale avventura? Sono schiavo del mio sogno.

Cosa spinge un uomo a tentare un’impresa tanto pericolosa ed impossibile quanto quella progettata ed attuata dal funambolo francese  Philippe Petit? Certo non incoscienza o istinto di autodistruzione.
Esibizionismo, spasmodico desiderio di apparire ed essere ammirati, sicuramente: ma non basta.

Petit inizia a programmare la traversata dei sessanta metri che separa(va)no le Torti Gemelle del World Trade Center il 6 Gennaio 1974 a Parigi e la porta a termine il 7 Agosto dello stesso anno.
Attraverso fasi alterne di entusiasmo e sconforto, coinvolge nell’impresa amici ed esperti : tutti uomini e donne affascinati dal coup, ciascuno con una propria competenza, e tutti legati a Philippe dalla passione per le imprese impossibili.

Ciò che alimenta la determinazione di Philippe in ogni minuto della preparazione del coup e’ la sfida, verso se stesso, verso il limite umano. Il consapevole riconoscimento delle proprie ineguagliabili capacita’ di progettazione, delle proprie conoscenze ingegneristiche (da autodidatta), del controllo assoluto del proprio corpo.

Il racconto della preparazione del “colpo” è appassionante.
La descrizione della traversata di quel pezzo di cielo ad oltre 400 metri di altezza assolutamente poetica ed esaltante.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Trattato di funambolismo – Philippe Petit

e guarda anche
The Walk – Robert Zemeckis
Man on the wire – James Marsch

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Manuele Fior

Le variazioni d’Orsay

Coconino Press - Fandango 2015, 68 p.
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Bisognerebbe mostrare a questi dilettanti un torso di donna che non sembri un ammasso di carne putrefatta.

Una graphic novel dedicata agli Impressionisti. Una delle custodi del Musée d’Orsay si addormenta presso un quadro del Doganiere Rousseau e sogna le vicende di Degas, Renoir, Monet, Pissarro, Berthe Morisot, Cézanne dalla prima esposizione del gruppo, svoltasi nel 1874 fra insulti e incomprensioni, alla consacrazione dei decenni successivi. La nascita dell’arte contemporanea viene vista attraverso gli occhi e le parole dei protagonisti. Punto di partenza è la Gare d’Orsay, la grande stazione costruita per l’Esposizione Universale del 1900 e trasformata in museo dell’Impressionismo e del post Impressionismo negli anni Ottanta del secolo scorso: proprio sotto le enormi gallerie dell’edificio nasce e finisce la storia, che si snoda con un andamento circolare attraverso ripetuti slittamenti temporali fra passato e presente.
Con un tratto nitido che svela la sua formazione da architetto e un linguaggio ricco di espressioni gergali (il testo originale è stato scritto dall’autore in francese e poi tradotto in italiano con modi di dire contemporanei che un po’ stridono), Manuele Fior punta l’attenzione su un momento fondamentale della storia dell’arte.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Kiki de Montparnasse – Catel & Bocquet
La vita moderna – Susan Vreeland
I guardiani del Louvre – Jiro Taniguchi

E ascolta anche…
Prélude à l’après-midi d’un faune – Claude Debussy

E guarda anche…
Lautrec- Roger Planchhon

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Anthony Doerr

Tutta la luce che non vediamo

2014, Rizzoli, 510 pagine
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La maledizione era questa: chi avesse tenuto la pietra sarebbe vissuto per sempre, ma finché la conservava grandi sciagure avrebbero colpito i suoi cari [...]Se però chi aveva la pietra l’avesse gettata in mare, consegnando così al legittimo destinatario, la dea avrebbe annullato la maledizione.

“Ma papà tu ci credi davvero?”
“Al diamante o alla maledizione?”
“A tutt’e due. A uno dei due.”
“Sono solo leggende, Marie.”

La guerra è dolorosa per tutti, non importa sa quale parte sia costretti guardarla.
È questo ciò che imparano, a loro spese i protagonisti di questo romanzo.
Marie-Laure Leblanc è una ragazza parigina che ha perso la vista. Segue suo padre Daniel al museo nazionale di storia naturale dove lavora come primo fabbro di serrature. La piccola Marie trascorre il suo tempo tra studiosi naturalisti.
Werner Pfenning è un ragazzo albino tedesco e vive con la sorellina Jutta nell’orfanotrofio di Frau Elena. Ha un talento innato per la matematica e per la fisica, si appassiona alle onde radio e, contrariamente ad ogni plausibile ipotesi,riesce ad entrare nella prestigiosa scuola si Schulpforta.
La guerra cambia il destino di entrambi: Marie-Laure ed il padre saranno costretti a rifugiarsi a Saint-Malò, a casa dello strambo zio Étienne e della sua anziana e coraggiosa governante Madame Manec.
Daniel Leblanc scompare nel tentativo di proteggere il Mare di Fiamma, un prezioso diamante del museo che si dice possa rendere immortale chi lo possiede ma porta con se’ anche una tetra maledizione. Anche il perfido Maresciallo Von Rumpel è alla ricerca del prezioso diamante, che lo porterà pericolosamente vicino a Marie-Laure.
Werner invece dovrà combattere, non imbracciando le armi, ma cercando le trasmissioni clandestine delle radio nemiche col suo vecchio compagno di scuola Volkheimer .
Il destino, che aveva già legato le vite dei due giovani a loro insaputa, sul finire della guerra li farà incontrare per un solo giorno, che cambierà per sempre il corso delle loro vite.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Susan Vreeland,  La lista di Lisette
Gabrielle Zevin, La misura della felicità
Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari
Donna Tartt, Il Cardellino

e guarda anche:
George Cooney, Monuments men
Brian Percival, Storia di una ladra di libri
John Frankenhheimer, Il treno

e ascolta anche:
Ivan Graziani, Monna Lisa
Pink Floyd, Wish you were here

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Susan Vreeland

La lista di Lisette

Neri Pozza, 2014, 438 pagine
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“Ma attenzione: in fin dei conti, l’arte è una religione.”
“Come l’anima? ” chiesi io.
Rispose:”In un certo senso. O si potrebbe affermare che viene creata dall’anima. Il modo di apprezzare un oggetto è anima.”

Lisette è una giovane parisienne che segue l’amatissimo marito Andrè in Provenza per curare l’anziano nonno che l’ha cresciuto.
Il vecchio Pascal vuole approfittare degli ultimi momenti di vita per insegnare a Lisette tutto ciò che ricorda sui sette quadri che ha collezionato. Scoppia la guerra e Andrè nasconde i quadri per proteggerli e parte per il fronte, da cui non tornerà mai più. Lisette impara quindi a vivere da sola, aiutata dagli abitanti del villaggio e corteggiata dalla guardia. Incontra Chagall che la ritrarrà in un quadro.
Ma una sera la polizia tedesca bussa alla porta di Lisette e la costringe a rivelare il nascondiglio dei quadri. Lisette è costretta a cedere, ma con sua enorme sorpresa i quadri non vengono ritrovati, qualcuno ha provveduto a farli sparire. Con la fine della guerra lo scopo di Lisette è riallacciare i rapporti con l’amico di suo marito e ritrovare i quadri perduti.

Anche in questo romanzo, Susan Vreeland utilizza l’arte per intessere storie, sentimenti e personaggi nella speranza, dice l’autrice in questa intervista  ”che i lettori abbiano voglia di andare a visitare un museo, dopo aver letto un mio romanzo.”

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Susan Vreeland, La passione di Artemisia
Tracy Chevalier, La ragazza con l’orecchino di perla
Karen Essex,Le due donne del Partenone

E guarda anche:
Brian Percival, Storia di una ladra di libri

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Philippe Le Guay

Le donne del 6° piano

Francia, 2011
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 Mi sono sbagliata, lei non è un padrone come gli altri!

Nella Francia del 1962 avere a servizio una colf bretone non è più di moda, sono le spagnole le nuove immigrate, che diventano con sacrificio e a buon prezzo gli angeli del focolare delle famiglie bene di Parigi. Così Jean-Francois Joubert, agente di cambio, che delle faccende di casa si è sempre interresato un gran poco; inizia a prendere confidenza con questa nuova cultura, proprio a causa del fatto che la moglie licenzierà la precedente colf e prenderà a serivizio Maria, giovane immigrata spagnola.

Al sesto piano, della stessa palazzina dei Joubert abita non solo Maria, ma anche altre sue cinque connazionali, che lavorano a servizio delle famiglie dello stesso quartiere di Parigi. Una bella e appassionante commedia in cui il protagonista ci fa scoprire le peculiarità sia della cultura spagnola che di quella francese. La prima affronta storicamente il periodo dell’emigrazione verso un paese più ricco che può permettergli di lavorare e di arrivare ad una indipendenza economica; la cultura francese invece, in questo periodo storico, ci mostra la contaminazione di una borghesia imperante: le mogli non si occupano più delle faccende domestiche, ma giocano a bridge, si trovano per il tè, vanno a visitare le mostre; vittime di un decandentismo che porta la società al divorzio, ed a un tenore di vita del tutto diverso da quello della Provincia, da cui provengono per origine.

Un interessante spaccato di civiltà, letto in chiave lieve ed ironica, che però mostra un ciclico atteggiamento e cambiamento delle culture.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet, Marc Caro

locandina

Regia: Philippe Le Guay
Durata: 102 minuti
Sceneggiatura: Philippe Le Guay
Fotografia: Jean-Claude Larrieu
Musiche: Jorge Arriagada
Montaggio:  Monica Coleman

Interpreti e personaggi:

Fabrice Luchini : Jean-Louis Joubert, un agente di cambio
Natalia Verbeke : María Gonzalez, la nuova serva
Sandrine Kiberlain : Suzanne Joubert, la moglie di Jean-Louis

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Jacques Audiard

Tutti i battiti del mio cuore

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Per questa cosa della musica hai la testa da un’altra parte?

Il nevrotico e aggressivo Tom lavora nel campo delle compravendite immobiliari. In una Parigi di cui si vedono solo il traffico e i palazzoni, agisce ai limiti della legalità, non disdegnando di malmenare chi occupa abusivamente i suoi immobili o non paga gli arretrati. Talvolta incontra il padre, che lavora nel suo ramo e al quale è legato da un rapporto tormentato. Da bambino, però, Tom è stato una promessa del pianoforte, almeno fino a quando la madre concertista non è morta. L’incontro casuale con il vecchio insegnante di musica lo spinge a riprendere lo studio dello strumento. Si preparerà per un’audizione con una graziosa pianista cinese che non parla francese e deve sopportare i suoi frequenti scoppi d’ira. La musica diventa sempre più importante per Tom, che trascura il lavoro e inasprisce i rapporti col padre. Riuscirà il protagonista a cambiare il corso della propria vita?
Remake di Rapsodia per un killer, il film ha vinto l’Orso d’argento al festival di Berlino del 2005.

Ti è piaciuto?
Allora guarda anche
Rapsodia per un killer – James Toback

E leggi
Pericle il nero -Giuseppe Ferrandino

E ascolta:
Johann Sebastian Bach, Toccata in mi minore BWV 914

Titolo originale: De battre mon cœur s’est arrêté
Paese di produzione: Francia
Anno: 2005
Durata: 107 min
Genere: drammatico
Regia: Jacques Audiard
Soggetto: James Toback
Sceneggiatura: Tonino Benacquista e Jacques Audiard
Fotografia: Stéphane Fontaine
Interpreti: Romain Duris, Niels Arestrup, Jonathan Zaccaï, Gilles Cohen, Linh Dan Pham, Aure Atika

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