Archivio tag: pavement

Deerhunter

Halcyon Digest

4AD, 2010
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only fear can make you feel lonely out here.

Se si volesse raccontare la musica importante di questi anni, fatta di elettricità, sperimentazione e grandi, grandissime canzoni, i nomi di Bradford Cox e dei suoi Deerhunter sarebbero di certo tra gli imprescindibili.
Halcyon Digest è il picco di una produzione di altissimo livello, vero capolavoro che spande manciate di polvere di stelle e sogni a occhi aperti.
Gli effetti delle chitarre di Cox e Pundt disegnano traiettorie aeree, mentre basso e batteria richiamano ipnosi kraut e la voce è la dolce cantilena di un ragazzo addormentato nella stanza a fianco.
Un mondo affascinante e nervoso, concentrato di dream-pop, shoegaze e psichedelia moderna, dove la concisione pop dei momenti più immediati (l’interferenza di Don’t Cry, il jingle-jangle squillante di Memory Boy o la strokesiana Coronado, in cui fa capolino un sax), si affianca a bozzetti in cui pare di vedere la band suonare sul fondo di un acquario (Basement Scene, Helicopter o la commovente Sailing, in cui è facile immaginare Cox nella propria stanzetta, chino sulla chitarra e intento a mormorare qualcosa con gli occhi umidi) e dilatazioni soniche in cui le evoluzioni laterali valgono quanto il centro (l’apertura di Earthquake e il memorabile intrico di arpeggi di Desire Lines).
E, proprio in fondo, il dono più bello: He Would Have Laughed, dedica allo scomparso Jimmy Lee Lindsay Jr., altro grande irregolare dalla storia sfortunata; un ricordo tenero e delicato, sette minuti che sembrano arrivare da un altro mondo e sfiorano il cielo.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Mona Lisa – Atlas Sound
Strangers – Lotus Plaza
Selina’s Melodie Fountain – Serena Maneesh
Shady Lane – Pavement

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King Of The Opera

Nothing Outstanding

Trovarobato, 2012
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pay no mind, if I look confused when you smile.

Dove abitino testa e cuore di Alberto Mariotti è un bel mistero che forse è meglio non svelare.
Prima in solitaria, con lo pseudonimo sghignazzante di Samuel Katarro, e ora in trio, per il progetto King Of The Opera: sempre sogni a occhi aperti e incubi buffi, deformi.
Da quelle canzoni scoordinate e nervose si giunge ora a brani più lineari guidati da una voce ispiratissima, dove l’amore per la psichedelia liquida si unisce a una scrittura scintillante, che non perde mai equilibrio: non sull’orlo del precipizio dei riverberi di Heart Of Town, dagli arpeggi Red House Painters; non in quel magico messaggio in bottiglia che è Nothing Outstanding e nemmeno nel miraggio infinito di Pure Ash Dream.
Eppure il meglio arriva quando i tempi si stringono e i tre si gettano a capofitto in vere perle pop come Worried About e The Floating Song (la prima un vero incontro in cielo tra Television e i Pavement di Brighten The Corners) e nei sogni folk di GD e The Halfduck Mistery (da primo Tim Buckley); senza dimenticare la straordinaria apertura di Fabriciborio, dolce risveglio floydiano che si avvita in un memorabile turbinio elettrico.
 

 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Pink Floyd – If
Pavement – Date With Ikea
Red House Painters – Medicine Bottle
Samuel Katarro – 9v
Tim Buckley – Wings
 
Scaricatelo gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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Yuck

Yuck

Fat Possum, 2011
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Daniel, Max, Mariko, Jonny.
Quattro ragazzi poco più che ventenni da Londra, una passione divorante per le chitarre dolcemente rumorose dei ’90, un sacco pieno di sogni e melodie memorabili.
Questi sono gli Yuck e questo è il loro esordio, dodici canzoni belle e bellissime che sanno del vento caldo e lieve dei primi giorni di primavera, degli anni giovani e importanti, quando ogni piccolo sospiro del cuore è un momento da ricordare.
Le voci affogano nel magma chitarristico dei pezzi più tirati, indie-rock d’alta scuola che letteralmente travolge in Get Away, Holing Out e Operation; dipingono paesaggi da sogno pop in The Wall e Georgia.
Shook Down, Suicide Policeman e Sunday sono carezze che hanno l’aria di essersi appena svegliate, tutte melodie sussurrate e chitarre sopite e gentili; un altro mondo rispetto ai sette rumorosissimi minuti della conclusiva Rubber.
Canzoni da custodire come segreti preziosi, in attesa di qualcuno.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Get Away, Holing Out, Shook Down
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Bob Mould – The Descent
Yo La Tengo – Sugarcube
Dinosaur Jr. – The Wagon
The Smashing Pumpkins – Today
Pavement – Summer Babe
 
…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Juno – Jason Reitman

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Edgar Wright

Scott Pilgrim Vs. The World

Marc Platt Productions, Big Talk Films, Closed on Mondays Entertainment, 2010
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La vita da videogioco di Scott Pilgrim rotola arruffata e inciampa come le corde del suo basso fino a quando, a una festa, non gli capita d’incontrare l’amore della vita, Ramona Flowers. Peccato che Scott sia già impegnato con l’urlante Knives. E peccato che per raggiungere il suo sogno sia costretto ad affrontare lotte all’ultimo sangue con La Lega dei Sette Malvagi Ex della bella e tintissima Ramona. Un’impresa mica da ridere, se fra loro si nascondono gemelli terroristi del pentagramma, vegani poco pacifisti e produttori discografici senza scrupoli.
Scott Pilgrim Vs. The World : l’amore nerd ai tempi di Amazon.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’Alba dei Morti Dementi – Edgar Wright
Super 8 – JJ Abrams
 
…e leggi anche
Scott Pilgrim – Bryan Lee O’Malley
 
…e ascolta anche
The Smashing Pumpkins – Today
Pavement – Cut Your Hair
 
Locandina di Scott Pilgrim Vs. the World, film di Edgar Wright
Regia: Edgar Wright
Soggetto: Bryan Lee O’Malley
Sceneggiatura: Edgar Wright, Michael Bacall
Musiche: Nigel Godrich
Fotografia: Bill Pope
Durata: 112′
 
Interpreti e personaggi
Michael Cera: Scott Pilgrim
Mary Elizabeth Winstead: Ramona Victoria Flowers
Kieran Culkin: Wallace Wells
Alison Pill: Kim Pine
Anna Kendrick: Stacey Pilgrim
Johnny Simmons: giovane Neil Nordegraf
Ellen Wong: Knives Chau

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