Archivio tag: perdita

Negramaro

La rivoluzione sta arrivando

2015, Sugar Music
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La rivoluzione sta arrivando
E tu da che parte stai?
Lo scenario sta cambiando, si disegna un nuovo sfondo
E tu quale ombra sei?
Con la testa tra le mani
Mentre il cielo sta virando verso colori nuovi
Sono I colori degli umani

La Rivoluzione sta arrivando è il sesto album in Studio della band salentina, e come ogni loro progetto è curato nei minimi dettagli: la copertina dell’album, secondo il batterista Ermanno Carlà, è stata pensata come una sorta di Jolly Rogers, in cui si fronteggiano i due stati d’animo di felicità per la vita e di paura per la morte.
E proprio sui contrasti tra vita e morte si basa tutto l’album, in un sottile equilibrio che indaga i sentimenti umani e che riesce ad esprimere una malinconia comunque speranzosa.

Il disco è nato dal dolore del cantante Giuliano Sangiorgi per il padre, ed è proprio il tema del dolore e della perdita che permeano tutto l’album, a volte affrontati con un andamento leggero come nella canzone Il posto dei santi.
Sei tutti i limiti che superi descrive bene la prova che i Negramaro si impegnano ad affrontare nel futuro.

Ascolta tre canzoni dell’album:
Sei tu la mia città
Attenta
Il posto dei santi

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
U2, The Joshua tree
Negramaro, Una storia semplice

E leggi anche:
Giuliano Sangiorgi, Lo spacciatore di carne

 

 

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Train

Drops of Jupiter

Columbia Records, 2001
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Dimmi il vento ti ha fatto perdere l’equilibrio?
Sei finalmente riuscita a ballare con la luce del giorno
e ritornare verso la Via Lattea?

Drops of Jupiter è il secondo album del gruppo rock statunitense Train e contiene elementi di rock, country e indie.
Il primo singolo è il celebre brano Drops of Jupiter (Tell Me), che ha vinto il Grammy Award per la Migliore Canzone Rock nel 2002 ed è una delle canzoni più famose dei Train. Il testo assomiglia a quello di una classica canzone d’amore, in realtà, Pat Monahan, cantante dei Train, ha dichiarato ufficialmente durante un’intervista che questa canzone nasce dal suo bisogno di elaborare il lutto per la morte della madre malata di cancro. Durante un lungo periodo di depressione, il cantante un giorno disse di aver sognato sua madre e di essersi svegliato con in testa le parole “back in the atmosphere” (“ora lei è tornata nell’atmosfera”). Volle quindi scrivere una canzone che iniziasse proprio con quelle parole. Quello fu il momento in cui Pat si rese anche conto che sua madre non se ne era andata via per sempre, ma che era ancora presente in una forma che noi non possiamo percepire e vedere (“Si comporta come l’estate e cammina come la pioggia” e “lei ascolta come la primavera e parla come giugno”). Per questo motivo la canzone è stata concepita come un dialogo con la madre.
Gli altri singoli dell’album sono stati: “She’s on Fire” e “Something More”; entrambi hanno avuto abbastanza successo nella classifica Adult Top 40.

Sito ufficiale di Pat Monahan

Ascolta tre brani dell’album:
Drops of Jupiter
She’s on Fire
Something More

Se ti è piaciuto questo album ascolta anche:
Train, Save me San Francisco
Jònsi, We bought a zoo

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Vincent Ward

Al di là dei sogni

USA, 1998
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Mi dispiace, piccola, ci sono delle cose che devo dirti e mi restano solo pochi momenti. Mi dispiace per tutto ciò che non potrò mai darti… Volevo soltanto invecchiare insieme a te come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme, al capolinea, sul lago del tuo dipinto, quello era il nostro Paradiso. Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini, baci e litigi, o Dio ne abbiamo avuti di straordinari dei quali ti ringrazio… Grazie per i nostri figli, per la prima volta che li ho visti e per avermi sempre fatto sentire orgoglioso di te. Per la tua forza, per la tua dolcezza, per come eri e come sei. per come ho sempre desiderato toccarti: Dio eri tutta la mia vita! E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te,specialmente questa.

Un film o un quadro impressionista? Questa la domanda che nasce spontanea guardando questa pellicola dove per la maggior parte della storia è il colore a farla da padrone. L’inferno e il paradiso, la notte e il giorno, le tenebre e la luce: tutto giocato sulla sottile linea che separa l’amore dalla morte in una tavolozza cromatica che ritrae paesaggi da sogno.
Molti i riferimenti alla Divina commedia dantesca, senza però mai banalizzarli o stravolgerli. E allora lasciatevi condurre da questa drammatica favola moderna di un uomo alla ricerca della sua amata al di là dei sogni.

Ti è piaciuto questo film? Allora ascolta anche
La cura - Franco Battiato
November rain - Guns’n'Roses

Al di là dei sogni

Regia: Vincent Ward
Soggetto: Richard Matheson
Musiche: Michael Kamen
Scenografia: Eugenio Zanetti
Durata: 113′

Interpreti e personaggi
Robin Williams: Chris Nielsen
Cuba Gooding Jr.: Albert Lewis
Annabella Sciorra: Annie Collins-Nielsen
Max von Sydow: The Tracker

 

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Massimo Gramellini

Fai bei sogni

Longanesi, 2012, 209 pp.
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Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare una vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l’assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.

 
Quanto il dolore nascosto ma mai sopito può influenzare le nostre vite? Quanto è difficile farsi una ragione della perdita della madre quando si hanno solo 9 anni? Tema alquanto delicato, che Massimo Gramellini riesce a giostrare con un tocco d’artista, con malinconia e ironia mischiati al punto giusto da dare un libro da leggere in un solo fiato.
“Fai bei sogni” diceva sempre la madre. E Fai bei sogni è un libro dedicato a chi nella vita ha perso qualcosa e non vuole farsene una ragione per paura di scoprire la verità. Una verità che anche l’autore del libro scopre solo a 40 anni.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Tu non sei più qui – Sofia Gallo
 
…ascolta anche Ho messo via – Luciano Ligabue

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