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Perfume Genius

Too Bright

Matador, 2014
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no family is safe when I sashay

Che il terzo album a nome Perfume Genius, Too Bright, sarebbe stato un tentativo di allontanarsi dalle opere precedenti, lo si era già capito dal singolo Queen: una delle pop song dell’anno, dall’arrangiamento scintillante – bassi imponenti ed esplosioni corali – che affrontava il gay panic prendendo l’omofobia di petto, in modo diretto e sarcastico come mai prima. Lontanissimo, per intenderci, dalla timidezza di quella All Waters in cui Mike Hadreas immaginava di stringere la mano del proprio ragazzo in una strada affollata.
Alle tenui miniature pianistiche del passato si preferiscono spesso tinte sintetiche quasi violente, canzoni pop illuminate da una visione grottesca e inquietante – il falsetto distorto di My Body, il ticchettare a orologeria di Grid, la voce che si fa strumento a fiato in I’m A Mother – che non stonerebbero in una qualsiasi pellicola di Nicolas Winding Refn. Si incontra perfino un numero come Fool: giocoso, da musical, ritmato dallo schioccare delle dita.
Con straordinaria coerenza queste canzoni vanno a inserirsi in una scaletta divisa con brani più classici, a partire da I Decline fino all’avvolgente chiusura di All Along. Proprio al centro, poi, Don’t Let Them In si spoglia di ogni cosa fino a rimanere un’eco lontana per voce e piano, immersa in un’atmosfera che fa pensare alle parole che Luca Sofri scelse per introdurre il capolavoro a fumetti di Craig Thompson, Blankets: “non è che manchino i suoni, ma proprio si sentono i silenzi: [...] silenzi nella neve, nei luoghi appena abbandonati, nel dopo dei rumori”.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
You Are My Sister – Antony & The Johnsons
Every Single Night – Fiona Apple
Cynthia – Soap&Skin
No Self Control – Peter Gabriel

…e guarda anche
Mysterious Skin – Gregg Araki
Noi Siamo Infinito – Stephen Chbosky
The Rocky Horror Picture Show – Jim Sharman

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Marco Campogiani

Smalltown Boy

2013, Edizioni Anordest, 335 pp.
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Articolo di Silvia Franchini

“Io penso solo che l’amore va sempre rispettato. Questo credo…e in tutti i casi,” prosegue [Padre Ralph], cercando le parole, “comunque gli altri la pensino, Davide, non permettere a nessuno di dirti… chi, cosa e come amare.”

Davide ha quattordici anni, frequenta il liceo, gioca a calcio. C’è Sonia che gli fa il filo, Max con cui passa il tempo a suonare e a discutere di musica, Martina e Guido,appena arrivati in città, che vanno ad abitare di fronte a lui. E’ un adolescente come tanti altri e tutto “scorre normale, liscio, regolare”.
Poi un pomeriggio, mentre fa merenda davanti alla TV, su Videomusic parte la nuova clip dei Bronski Beat, Smalltown Boy ed è come una picconata che fa crollare il muro dietro il quale per anni ha tenuta rinchiusa una parte di sé. Capisce perché le attenzioni di Sonia lo lasciano indifferente, comprende ciò che prova per Guido. E da quel momento deve fare i conti con sé stesso, con la propria omosessualità, con i pregiudizi di un mondo esterno ostile. Ma Davide è determinato e ci accompagna alla scoperta di un sentimento d’amore intensissimo, senza vergogna, che non è aberrazione ma pura e semplice normalità. Un amore che lo costringerà ad affrontare l’isolamento, l’intolleranza dei coetanei, la fuga da casa, ma gli permetterà anche di scoprire solidarietà e comprensioni inattese.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ragazzi che amano ragazzi – Piergiorgio Paterlini
Il blu è un colore caldo – Julie Maroh
The Smiths. A murderous desire. Testi commentati – Diego Ballani
Mamma, papà: devo dirvi una cosa: come vivere serenamente l’omosessualità: scritto da una madre e da suo figlio – Giovanni e Paola Dall’Orto

…e ascolta anche…
Hand In Glove – The Smiths
Hood – Perfume Genius
Love Will Tear Us Apart – Joy Division

…e guarda anche
La vita di Adele – Abdellatif Kechiche

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Stephen Chbosky

Noi siamo infinito

Usa, 2012
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Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta.
E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito.

Addossato a una parete come a voler scomparire, Charlie osserva le cose e le persone e percepisce il peso e la fatica di ogni sentimento.
Dopo il suicidio del suo migliore amico e un’estate di totale isolamento, si trova ora ad affrontare l’inizio del liceo potendo contare solo su di sé.
Ma proprio qui incontrerà l’amore e l’amicizia di chi aspettava da una vita: Sam e Patrick, tre anni in più e, come Charlie, un terribile passato di oscurità e solitudine che li stringe in una danza dolce e unica, di cui solo loro sembrano conoscere i passi.
Stephen Chbosky trae dal proprio romanzo The Perks Of Being A Wallflower una sceneggiatura impeccabile e si affida a uno sguardo tenero e commovente, attento a cogliere le più piccole sfumature emozionali di un cast favoloso (Logan Lerman, Emma Watson, un vulcanico Ezra Miller).
Un’opera viva e bruciante, di una leggerezza capace di alternare un gelido dolore al colore caldo e confortante di una speranza luminosa.
Celebrando quegli anni importanti, che ci fanno superare il percorso obbligato da cui arriviamo per abbracciare le scelte e la vita.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Donnie Darko – Richard Kelly
The Breakfast Club – John Hughes
 
…e leggi anche
Ragazzo da parete – Stephen Chbosky
 
…e ascolta anche
David Bowie – Heroes
The Smiths – Asleep
The Smashing Pumpkins – 1979
Perfume Genius – Dark Parts
 
noi-siamo-infinito_cover
Regia: Stephen Chbosky
Soggetto: Stephen Chbosky
Sceneggiatura: Stephen Chbosky
Fotografia: Andrew Dunn
Montaggio: Mary Jo Markey
Musiche: Michael Brook
Durata: 102′
 
Interpreti e personaggi
Logan Lerman: Charlie
Emma Watson: Sam
Ezra Miller: Patrick
Mae Whitman: Mary Elizabeth
Kate Walsh: Madre di Charlie
Dylan McDermott: Padre di Charlie
Melanie Lynskey: Zia Helen
Nina Dobrev: Candace
Johnny Simmons: Brad
Paul Rudd: Professor Anderson

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Soap&Skin

Lovetune for Vacuum

Play It Again Sam Records, 2009
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Un corpo giace sul pavimento di una stanza buia, mentre un pianoforte tesse la melodia grave e drammatica di Sleep.
E’ così che l’immenso talento di Anja Plaschg si schiude al mondo, una voce che racconta di paure e tormenti, di amore e morte, di gelo e isolamento.
A volte si intravede una speranza tenera e ingenua ed è forse per questo che Cry Wolf, Brother Of Sleep o Mr.Gaunt Pt 1000 sono gioielli che si sciolgono in incantesimi fatati di infinita dolcezza.
Altrove l’ombra ha la meglio e la voce è preda delle ansie più cupe, quasi sepolta nei clangori di Marche Funèbre, fino a strozzarsi nell’urlo raggelato all’apice dell’inquietudine di Spiracle e a tacere in Turbine Womb o nel magma elettronico di DDMMYYYY.
La verità è che basterebbe un solo attimo di Cynthia per capire quanto questa sia musica più grande della vita: l’attimo in cui il pianoforte di Anja, inseguendo i tumulti del cuore, precipita in una cascata di note mentre la voce si inerpica fino a un coro celestiale per poi cadere prostrata in un dolce sonno.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
Sleep, Cry Wolf, Spiracle, Cynthia
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Nico – Afraid
Perfume Genius – Dark Parts
Tim Hecker – Chimeras
Cat Power – I Don’t Blame You
 
…e guarda anche…
Lasciami Entrare – Tomas Alfredson

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Lukas Moodysson

Fucking Amal

Svezia, 1998
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di solito mi viene una bomba… perchè ci metto 2 grammi di latte e 5000 chili di cioccolato e così… diventa quasi nero e così allora… allora di solito ci devo mettere dentro più latte, ma il bicchiere non basta più… e allora lo devo versare in un altro bicchiere, un bicchiere più grande, e se il bicchiere grande non c’è… lo verso in un altro bicchiere… e il cioccolato diventa fortissimo… ma non me ne frega niente!

Una vera tortura.
Ecco com’è la vita ad Åmål, il più noioso e grigio paesino della provincia svedese che si possa immaginare.
Elin è la ragazza più bella e complicata della scuola, mal sopporta le continue attenzioni dei ragazzi e odia essere trascinata per i piedi a quelle feste rumorose in cui la gente non fa che parlare di nulla.
Agnes è solitaria, dolce, innamorata della poesia e, soprattutto, di Elin e per questo è vittima di pesanti scherzi da parte dei compagni di scuola e della sua stessa musa.
Una sera, però, Elin si accorge di quanto Agnes sia diversa da chiunque abbia mai incontrato e da quel momento le cose cambiano…anche se la vita continuerà a sembrarle complicata da far quadrare come la ricetta del latte al cioccolato.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’Amore Che Resta – Gus Van Sant
 
…e ascolta anche…
Broder Daniel – Whirlwind
Perfume Genius – All Waters
 
…e leggi anche…
Il Giovane Holden – J.D. Salinger
 
Locandina di Fucking Amal, film di Lukas Moodysson
Regia: Lukas Moodysson
Sceneggiatura: Lukas Moodysson
Fotografia: Ulf Brantås
Musiche: Tomaso Albinoni, Per Gessle, Håkan Hellström
Durata: 89′
 
Interpreti e personaggi principali
Alexandra Dahlström: Elin
Rebecka Liljeberg: Agnes
Erica Carlson: Jessica

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Perfume Genius

Put Your Back N 2 It

Matador, 2012
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All’ascolto di Put Your Back N 2 It c’è da stropicciarsi gli occhi: si fatica a credere che tante emozioni, tante sofferenze e tanta voglia di vivere possano nascondersi in una sola piccola vita di un solo minuto ragazzo di ventott’anni.
Eppure così è: la vita di Mike Hadreas a.k.a. Perfume Genius si manifesta senza finzioni in ogni secondo di questo favoloso album di canzoni pop fatte di voce insicura, pianoforte, melodie soffici come nuvole di zucchero e desiderio di condivisione.
Come in Dark Parts, storia delle terribili violenze subite dalla madre; come in All Waters, voglia di vivere la propria omosessualità alla luce del sole; come in Awol Marine, Dirge, Hood, 17, Sister Song e tutte le altre: doni preziosi, che sanno prenderti per mano e guidarti dalle tenebre della paura alla luce della speranza.
 
Ascolta tre canzoni tratte dall’album
Dark Parts, Hood, 17
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Antony And The Johnsons – Her Eyes Are Underneath The Ground
Sufjan Stevens – John wayne Gacy Jr.

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EMA

Past Life Martyred Saints

Souterrain Transmissions, 2011
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Erika M. Anderson, in arte EMA. Un nome già nell’empireo del rock alternativo contemporaneo, una personalità forte in un mondo fatto di troppe copie sbiadite e innocue.
La sua voce sa sorprendere dal soffio più sottile alle declamazioni più solenni, in nove brani fantastici, da subito memorabili e mai prevedibili.
The Grey Ship e Red Star partono sonnambule ed esplodono in vortici di chitarre distorte. California è tutta tristezza e voglia di riscatto, Breakfast una ballata voce-chitarra da brivido, il fantasma di Kurt nascosto da qualche parte.
In Milkman e Butterfly Knife si mostra il volto più rumorista e sperimentale di Ema, ma l’apice assoluto è Marked: un sussurro afono che cade preda di una melodia da groppo in gola, di quelle che sanno cambiare la vita in poesia.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
California, Marked, Milkman
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Sonic Youth – Kool Thing
Perfume Genius – Hood

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