Archivio tag: persepolis

Marsha Mehran

Caffè Babilonia

Neri Pozza, 2005
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Padre Mahoney non faceva eccezione. Mentre masticava l’ultimo boccone di lavash con carne, sentì un groppo allo stomaco. Era un seme che sarebbe germogliato dopo un mese, cambiando per sempre il corso della sua vita

Iran,1986. Tre sorelle fuggono all’indomani della rivoluzione khomeinista, alla ricerca di libertà. Scappano da un’esistenza ormai minata nella quotidianità da violenza e sopraffazione.
Durante il viaggio verso l’Europa portano con sé – conservandole gelosamente, come preziosi tesori  – numerose ricette della cucina persiana, tramandate in famiglia ed imparate da piccole.

Dopo un’iniziale permanenza a Londra, le ragazze si trasferiscono in un piccolo paese dell’Irlanda, dove realizzano il proprio sogno di aprire un caffè/ristorante di specialità persiane.
L’arrivo delle ragazze scombussola la vita della comunità, dividendola tra incuriositi e diffidenti.
C’è chi si lascia interamente conquistare dalla loro vitalità e chi invece non perde occasione per denigrarle, con cattiveria ed astio ingiustificati. La determinazione delle ragazze le aiuta a superare le difficoltà, fino a quando però i fantasmi del passato sembrano tornare a minacciarle…

“Caffè Babilonia” è un romanzo che parla di profumi e spezie, successi, sconfitte e determinazione.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Pane e acqua di rose – Marsha Mehran
Viaggio di nozze a Teheran – Azadeh Moaveni
Persiana – Sabrina Ghayour

e vedi anche
Persepolis – Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Bagdad Cafè – Percy Adlon

 

 

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Ari Folman

Valzer con Bashir

Israele, Germania, Francia, 2008
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Osserva bene questa foto… mi riconosci?

Se vi state chiedendo qualcosa sulla famosa, quanto angosciante, “questione palestinese” siete nel posto giusto. L’odio è antico ma per palestinesi e israeliani è qualcosa in più: uno stato permanente. Questa eterna tensione ve la racconta Ari Folman (ex soldato israeliano) che, vinto da continui incubi, inizia ad indagare fra i suoi ricordi frammentati e in quelli dei suoi commilitoni. Folman confessa il suo sogno più ricorrente: sogna di essere sbranato da ventisei cani inferociti. In quel preciso istante realizza di aver rimosso praticamente tutto quanto accaduto durante i mesi che condussero al massacro (portato a termine dalle Falangi cristiano-maronite) nei campi di Sabra e Chatila in seguito all’assassinio del presidente libanese Bashir. La guerra in Libano resta un mistero di orrore troppo recente per poter essere raccontato con distacco lucido e per questo ci avventuriamo fra ricordi, sogni e desideri dei giovani soldati. In questa spettacolare graphic-novel autobiografica, cronaca di un viaggio nei meandri della memoria compiuto da Folman stesso, ci avventuriamo nelle domande che riguardano tutti noi . Cosa ci fa dimenticare qualcosa che abbiamo vissuto? E soprattutto: cosa ci spinge ad andare alla ricerca di quei ricordi perduti anche se angoscianti e terribili?

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche
Valzer con Bashir – Ari Folman, David Polonsky
Persepolis – Marjane Satrapi
Madre dignità – Moni Ovadia

… guarda anche…
Persepolis – Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Il giardino di limoni
 – Eran Riklis
Il figlio dell’altra – Lorraine Lévy

… e ascolta anche
Ot Azoy Neyt A Shnayde – Pressburger Klezmer Band
Sweet and Tender Hooligan – The Smiths

Valzer con Bashir

Regia: Ari Folman
Sceneggiatura: Ari Folman

Soggetto: Ari Folman

Fotografia: Declan Quinn

Montaggio: Nili Feller
Musiche: Max Richter
Durata: 90′

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Amani El Nasif- Cristina Obber

Siria mon amour

Piemme, 2013, 166 p.
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Mi piace l’Italia, mi piace da morire. Mi piaceva già prima di ciò che mi è accaduto, adesso adoro ogni sua sfumatura, ogni suo vicolo, ogni suo terrazzino fiorito, ogni sua testimonianza di libertà. Perché finché non te la tolgono, la libertà, non ti rendi nemmeno conto di averla. … Non ti rendi conto di quanto la libertà ti sia vitale fino a che non la perdi.

Amani ha sedici anni, un fidanzato e un lavoro che ama. Quando sua madre le propone di trascorrere alcuni giorni in Siria, dove è nata, Amani è entusiasta. Non vede l’ora di poter finalmente visitare quei posti e conoscere quelle persone di cui ha sentito tanto parlare. Ma i suoi parenti l’hanno ingannata: lo scopo del suo viaggio è quello di farle sposare un cugino.
Amani, però, non si rassegna al destino che altri hanno scelto per lei. Lotta per più di un anno con i parenti e l’ambiente ostile in cui è stata trascinata, aggrappandosi ad ogni minimo ricordo della sua vita in Italia. Nonostante la rabbia e il dolore per l’indifferenza dei suoi genitori e per la perdita della libertà a cui era abituata, Amani riuscirà a tirare avanti fino a quando, inaspettatamente, sarà proprio la nostalgia di sua madre per l’Italia, a riportarla a casa.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Puzzola- Sheba Karim
Persepolis- Marjane Satrapi

…e guarda anche
East is east- Damien O’Donnell

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Vera Brosgol

Anya e il suo fantasma

Bao Publishing, 2013, 223 pp.
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voler essere come tutti, desiderare ciò che hanno…la vita degli altri sembra sempre così semplice…ma questo è ciò che credi tu! Non puoi sapere quello che succede nella testa degli altri!

Quando uno sconosciuto le chiede quale sia il suo cognome, Anya Borzakovskaya preferisce dire qualcosa come “Brown”. Non è stato facile per lei superare le distanze imposte dalle sue origini russe con i coetanei americani, ma ormai ci è riuscita e somiglia alla più classica delle liceali, senza nemmeno un briciolo di accento buffo. Pur con tutti i problemi del caso: la famiglia, lo studio, la paura di finire grassa come sua madre, gli amici/nemici, le ragazze più carine di lei, i ragazzi che non vogliono saperne di notarla. Eccetera.
Un giorno, durante una passeggiata per smaltire l’ennesima serie di disavventure, Anya inciampa e cade in un pozzo in cui trova uno scheletro e il piccolo fantasma di Emily, morta novant’anni prima. Da qui prende le mosse una storia che parrebbe semplicemente un’amicizia insolita e riserva invece sviluppi inquietanti quanto le tonalità violacee della tavolozza di colori usata dall’autrice.
Vera Brosgol, qui all’esordio, riesce a offrire realismo a un “racconto di formazione con fantasma” e diverte e commuove con una galleria di personaggi dalla grande espressività, tratteggiata con splendida semplicità: basti pensare alla goffaggine di Anya quando s’imbatte per la prima volta in Sean (che non salutava lei, ma la fidanzata ovviamente bionda e bellissima); alle sue memorabili smorfie di fastidio e affetto nei rari contatti con Dima, che, a differenza sua, è ancora vittima della crudeltà riservata ai diversi; alle microvariazioni che rendono il fantasma di Emily di volta in volta dolce, amichevole e terrificante.
Anya E Il Suo Fantasma è insomma un piccolo gioiello da custodire con cura, che con un paio di occhi sgranati e una scrollata di spalle racconta l’adolescenza meglio di tante parole.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Persepolis – Marjane Satrapi
American Born Chinese – Gene Luen Yang

…e ascolta anche…
Friendly Ghost – Eels
New Slang – The Shins

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Ben Affleck

Argo

USA, 2012
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Quindi tu vuoi venire a Hollywood e far finta che stai lavorando a un grande progetto senza realizzarlo, giusto? Allora hai scelto il posto giusto!

Nella trama pare non possa esserci spazio per imprevisti o colpi di scena, eppure dal primo minuto ci si trova catapultati in una realtà in cui l’angoscia, il ritmo frenetico, la suspence lasciano lo spettatore quasi senza respiro.
Il film racconta la nota vicenda dell’assalto all’ambasciata americana a Teheran, all’indomani della cacciata dello Scià e dell’avvento del governo dell’ayatollah Khomeini. Siamo nel Novembre 1979 e gli Stati Uniti diventano bersaglio del nuovo governo e dell’odio popolare avendo offerto asilo allo Scià in fuga.
Solo un gruppo di sei impiegati dell’ambasciata riesce a scappare all’assalto, evitando così la cattura da parte della folla inferocita e si salva grazie alla disponibilità dell’ambasciatore canadese, che offre loro rifugio.
La CIA deve elaborare un piano per far uscire dal paese i sei impiegati e si rivolge a Tony Mendez, specializzato in azioni di infiltrazione e liberazione di ostaggi, il quale elaborerà un piano assolutamente incredibile ed audace.
La vicenda narrata è realmente accaduta: il film si permette qualche “adattamento”, ma resta sostanzialmente fedele ai fatti.
E soprattutto ha il grande merito di riuscire a mantenere ritmi sempre tesi.
Una prova di regia (e di recitazione) senza dubbio di alto livello per Ben Affleck, da non perdere.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche Viaggio di nozze a Teheran – Azadeh Moaveni
 
e guarda anche Persepolis – Satrapi, Parronnaud

 

Locandina del film Argo

 

Regia: Ben Affleck
Sceneggiatura: Chris Terrio
Musiche: Alexandre Desplat
Durata: 120′
 
Interpreti e personaggi principali:
Ben Affleck: Tony Mendez
John Goodman: John Chambers
Alan Arkin: Lester Siegel
Bryan Cranston: Jack O’Donnell

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