Archivio tag: Pop Rock

Francesco Renga

L’altra metà

RCA Records, 2019
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È da tempo che respiro piano
Col cuore sempre in sordina al mattino
La vita è un gioco di ruolo
E nessuno ha mai vinto se ha giocato da solo ma
Quando perdo sono solo io

Giro di boa per Francesco Renga che, dopo la partecipazione a Sanremo con Aspetto che torni, ha pubblicato il suo ottavo album in studio, L’altra metà.

Dopo una lunga carriera, iniziata come leader dei Timoria e diverse presenze al Festival di Sanremo, coronate con la vincita nel 2005 con la canzone Angelo,  Renga esprime la necessità di aprire un nuovo capitolo artistico, che sia più in sintonia con le nuove tendenze del Pop italiano, cercando una nuovo sonorità più moderna ed attuale. Da qui la scelta di abbinare la sua rinomata voce vibrata ai testi scritti in collaborazione con Ultimo, Colapesce, Gazzelle, Danti, per rinnovare il suo stile con un linguaggio più colloquiale e testi che si ispirano alle normali situazioni quotidiane.

Ascolta tre brani:
Odore del caffè
L’unica risposta
L’amore del mostro

Ti è piaciuto questo album?
Allora scolta anche:
Francesco Renga, Camere con vista
Francesco Renga ft Alessandra Amoroso, L’amore altrove

 

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Hozier

Wasteland, Baby!

Columbia / Sony Music, 2019
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All the fear and the fire of the end of the world
Happens each time a boy falls in love with a girl
Happens great, happens sweet
Happily, I’m unfazed here, too

Wasteland, baby
I’m in love, I’m in love with you

All the things yet to come are the things that have passed
Like the old enough hands, like the breaking of glass

Finalmente!
Andrew Hozier-Byrne o più semplicemente Hozier è tornato con un nuovo lavoro, sospeso tra atmosfere toccanti, testi con forti richiami e ricchi di metafore, quasi sospesi tra passato e presente: testi veri e sinceri raccontati cantando da un’affascinante e calda voce dai toni quasi religiosi.
È stata un’attesa meditata, deliberata e riflessiva che si è riversata in un concentrato di sonorità blues, soul ed indie rock, all’interno delle quali si alternano melodie brillanti talvolta in netto contrasto con le parole che accompagnano le note, talvolta fragili come solitudine oppure delicate come un amore.
Comunque sia, una musica che fa sempre riflettere, a volte rimandandosi ad accordi del passato, quasi un echeggiar di sensazioni jazz e contemplative e invece talvolta esplodendo in artifizi rock scatenatissimi.
La sua musica invita a riflettere sul rapporto che abbiamo tra noi stessi e gli altri, in un viaggio privilegiato, riflessivo e profondo, tale da trascinarci in un contatto molto più intimo con in nostro lato interiore e spirituale.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Wasteland, Baby!, Almost (Sweet Music), Shrike

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Lorde – Pure Heroine
Bon Iver – Bon Iver
Ed Sheeran – X

… e leggi anche:
Delphine de Vigan – Gli effetti secondari dei sogni
Alan Moore, David Lloyd – V per vendetta
Sabina Colloredo – Fai un salto

… e guarda anche:
Peter Chelsom – The Mighty
Stephen Chbosky – Wonder
Ian Samuels – Sienna Burgess è una sfigata

 

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Imagine Dragons

Evolve

2017, Interscope Records
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Kids were laughing in my classes
While I was scheming for the masses
Who do you think you are?
Dreaming ’bout being a big star
You say you’re basic, you say you’re easy
You’re always riding in the back seat
Now I’m smiling from the stage while
You were clapping in the nose bleeds

Terzo album in carriera per la band americana degli Imagine Dragons, che rispetto al precedente “Smoke +Mirrors”  presenta una decisa virata: abbandonate sia le atmosfere Indie degli esordi e le sonorità rock, la band sembra orientarsi verso un album più pop.

Forse quest’album di transizione manca un po’ di una direzione precisa, ma le canzoni sono indubbiamente orecchiabili. Anche se non ha ricevuto molti riconoscimenti dalla critica, l’album ha ricevuto un sicuro apprezzamento dal pubblico internazionale tanto da meritarsi il secondo posto nella Billboard 200 (la classifica dei 200 nuovialbum ed EP più venduti negliStati Uniti, dalla rivista Billboard) e, sommando il successo del precedente singolo Radioactive a quelli dei singoli Believer, Thunder e Whatever It Takes, gli Imagine Dragons sono stati incoronati gruppo di maggior successo della Billboard Rock Songs.

Il 5 ottobre è stato annunciata l’uscita di un nuovo album, Origins, concepito per essere direttamente collegato ad Evolve.

Ascolta tre canzoni dall’album:
Whatever it takes
Believer
Thuder

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Radioactive
OneRepublic, Oh my my
Bastille, Pompeii

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Pink

Beautiful Trauma

2017, RCA Records
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 Sticks and stones they may break these bones
But then I’ll be ready, are you ready?

Dopo il successo di Greatest Hits…so far!!! del 2010, che ha decretato il punto di svolta della cantante rilanciando una carriera che sembrava in lieve flessione, e l’uscita dell’album The truth about love del 2012, Pink ritorna con un nuovo album, pubblicato ad ottobre del 2017 e preceduto dall’uscita del singolo What about us.

La prima canzone, che dà il nome al disco, si collega perfettamente alle sonorità della precedente raccolta. Nel complesso Pink ci presenta un disco energico, a tratti dance, impreziosito da alcune ballad, riuscendo a declinare la sua versatilità artistica come punto di forza.
Le tematiche presenti sono quelle care all’artista: l’amore, la rabbia e la ribellione, la volontà di lottare per ciò in cui si crede senza arrendersi.

Sito ufficiale

Ascolta tre canzoni:
Beautiful Trauma
What about us
Revenge

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Pink, The truth about love
P
ink, Greatest Hits…So Far!!!

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Imany

Shape of a Broken Heart

2011, Time Records
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It breaks my heart ‘cos I know you’re the one for me
Don’t you feel sad that never was a story obviously
it’ll never be And you will never know I will never show

Nadia Mladjao, modella francese originaria delle isole Comore dismette nel 2011 i panni dell’alta moda per recarsi a Parigi e dare una svolta alla propria vita artistica. Dopo sette anni passati a New York in qualità di top model vola in Europa con  una demo autoprodotta che contiene sei dei suoi brani – e la sua nuova identità: da Nadia Mladjao a Imany, cantautrice con una splendida voce unica al mondo.

Il produttore Malick N’Diaye  le propone subito un contratto per un disco. E nasce così Shape of a Broken Heart, album di debutto che contiene il singolo  You Will Never Know che le regala un successo immediato e planetario. Imany si distingue per quel tocco di soul che le dona un’espressione vellutata e fluida, ma soprattutto per un grande controllo vocale, che le permette di essere sempre precisa e misurata in tutte le espressioni.

Imany ricorda moltissimo la voce con la quale si è fatta conoscere Tracy Chapman,  quella impostazione leggera e soul all’epoca sconosciuta. In Pray for Help Imany dà dimostrazione della versatilità e dell’estensione della sua voce. Brani che sfilano uno dietro l’altro, sempre con la chitarra come accompagnamento, nei quali esplora le possibilità musicali, passando da Shape of a Broken heart, l’intensa ballad che dà il titolo all’album, alle suggestioni retrò di Kisses in the Dark e Slow Down.

Se ti è piaciuto questo disco ascolta anche il suo ultimo disco: The Wrong kind of war 

Leggi anche: K.L. Going , Una voce di piombo e oro 

Guarda anche:  Il diritto di contare Theodore Melfi 

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Lindsey Stirling

Lindsey Stirling

Bridge Tone, 2012
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Lindsey Stirling è una vera e propria artista in tutti i sensi ed ha uno stile e una tecnica tutta sua: è riuscita a fondere il suono del violino e il timbro della musica classica all’elettronica moderna e all’hip hop, accompagnandolo con coreografie eseguite da lei stessa.
[ Mariano Trissati ]

Lindsey Stirling prima ancora di essere un’artista, è un folletto.
Sembra un personaggio uscito da un manga giapponese: quando si esibisce balla e saltella sul palcoscenico per tutta la durata dello spettacolo, si contorce in mille moine in una maniera tale che si fatica a capire se sia reale o sia un artefatto di gommapiuma.
Lei è una scenografia vivente.
Dopo questo si nota e ci si compiace di quanto sia virtuosa col violino, pare un’estensione di lei: in questo album eponimo è un brivido costante la bravura con la quale imbastisce note e sensazioni, melodie e stati d’animo.
Lindsey ha creato qualcosa di veramente unico, raffinato, che strizza l’occhio alla musica classica unendo però tutta la forza della musica contemporanea con spruzzate di elettronica, ritmi dance, dubstep.
Insomma crossover, ma di classe.
Non annoia nei live, anzi, si ascolta piacevolmente nella nostra sala audio privata; si potrebbe forse obbiettare che forse è ancora un’artista un poco di nicchia.
Ma crediamo resterà tale ancora per poco.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Electric Daisy Violin, Minimal Beat, Crystallize.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
David Garrett – Rock Symphonies
Vanessa Mae – Storm (Vivaldi Techno)
Valentina Giovagnini – Il passo silenzioso della neve

… e leggi anche
Paolo D’Antonio – Paganini
Enzo Porta – Il violino nella storia
Uto Ughi – Quel diavolo di un trillo

… e guarda anche
Scott Hicks – Shine
Milos forman – Amadeus

… e visita anche
Il Museo del Violino di Cremona

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ACϟDC

Back in Black

1980, Atco Records
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Back in black
I hit the sack
I’ve been too long I’m glad to be back
Yes, I’m let loose
From the noose
That’s kept me hanging about
I’ve been looking at the sky
‘Cause it’s gettin’ me high
Forget the hearse ’cause I never die
I got nine lives
Cat’s eyes
Abusin’ every one of them and running wild

Il riff della title track Back in Black è uno dei mirabili capolavori di Malcolm Youngscomparso sabato 18 novembre 2017, a soli 64 anni.
Lui e la sua chitarra ritmica, Brian Johnson e la sua voce, Angus Young e la sua chitarra solista, Cliff Williams e il suo basso, Phil Rudd e la sua batteria hanno creato 10 tracce entrate nella leggenda e di conseguenza hanno creato l’album capolavoro degli ACϟDC, indiscutibilmente il miglior album della loro carriera.
Questi “terribili ragazzi” sono sempre stati dei mostri musicali nel creare canzoni dal grande ritmo e in quest’album hanno portato la creazione a livelli mai visti.
Spudoratamente meraviglioso il cantato, con quella voce cartavetrata di Brian, accattivante ed umoristica al tempo stesso, con tratti perfino in tonalità blues.
Si potrebbe concludere dicendo che gli ACϟDC siano la band migliore del mondo (sarebbe sbagliato?) oppure si potrebbe concludere che questo lavoro è un punto di riferimento definitivo nella storia dell’hard rock, un classico indiscusso ed indiscutibile (non sarebbe sbagliato)…
…non si concluderà in nessun modo: la loro musica è infinita e tale continuerà a risuonare.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Back to Black, Hells Bells, You Shook Me All Night Long

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Album degli ACϟDC presenti in Opac RBBC
Motorhead – Ace of Spades
Alice Cooper – Trash
Metallica – Metallica (Black Album)

… e leggi anche
Phil Sutcliffe – ACϟDC
Jesse Fink – La dinastia Young
Murray Engleheart : Arnaud Duriex – ACϟDC

… e guarda anche
Concerti degli ACϟDC presenti in Opac RBBC

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Colleen

A Flame My Love, a Frequency

Thrill Jockey, 2017
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[...] la musica di Colleen esplora i legami tra paura e speranza,
gioia e perdita, corpo e anima [...]
(allmusic)

Ascoltare Colleen è fare un balzo in un universo parallelo.
Le sue canzoni (canzoni è riduttivo: sono parti di idee, emozioni, contesti) posso essere sia da ascoltare a ripetizione oppure da centellinare, da sorseggiare una sola volta per poi assaporarne il ricordo, le sensazioni, i guizzi di genio.
Semplicemente sono immagini sonore, rarefatte, quasi spiazzanti come il suono dei carillon cullata da cieli boreali.
Sono parole sussurrate, melodie che iniziano sinuose e finiscono quasi spezzate, evanescenze quasi celestiali ed immobili.
Cécile (il suo vero nome) ci invita ad entrare nelle sue composizioni, come i vecchi amici ci accolgono in casa propria per passare del tempo assieme, sapendo che non farai niente se non stare bene.

Ascolta due brani tratti dall’album:
Winter Dawn, Separating

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Jacaszek – Kwiaty
Bibio – Ambivalence Avenue
Rothko / Susumu Yokota – Distant Sounds of Summer

… e guarda anche
La mia vita è uno zoo – Cameron Crowe
Moon – Duncan Jones

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Genesis

Calling All Stations

Atlantic, 1997
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Calling all stations
Can anybody tell me, tell me exactly where I am
I’ve lost all sense of direction
Watching the darkness closing around me
Feeling the cold all through my body
That’s why I’m calling all stations
In the hope that someone hears me
A single lonely voice

Calling All Stations non è solamente l’ultimo album in studio dei Genesis.
È un album a sé.
Pervade un ritmo blando, quasi non sembra composto con il sound del gruppo britannico: ma non lasciamoci ingannare.
“Congo” è una canzone veramente ben costruita, forte nei concetti, chiara nel testo, con una melodia d’impatto e fa a gara con “The Dividing Line” impegnata ed audace.
In generale è un album che si apprezza nel tempo, quando le chitarre della title track sedimentano e rendono partecipi del loro rumoroso essere, allontanandosi da quello che sembra essere un suono ripetitivo.
Sicuramente l’assenza della voce storica della band, Phil Collins, pesa: ci si aspettano determinati modi di modulare parole, pensieri, sensazioni.
Ma si supera.
Invenzioni melodiche e testi derivano senz’altro dal passato musicale della band, come è giusto che sia: quindi lo stile è pur sempre Genesis, con tutti gli sviluppi, cambiamenti, novità del caso.
Considerando che il rock progressivo in questo album è un ricordo ed il sound certamente meno patinato, c’è la voglia di fare di sempre ed un lato della band, quasi oscuro e psicologico, che emerge come non mai.

Ascolta tre brani tratti dall’album
Calling All Stations, Congo, Not About Us

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Genesis – Album presenti in Opac RBBC
The Smiths -The Queen is Dead
Il Cile – Siamo morti a vent’anni

… e leggi anche
Mario Giammetti – Genesis : gli anni prog
Giovanni De Liso – Genesis
Per Petterson – Fuori a rubar cavalli

… e guarda anche
Genesis – Live & Video presenti in Opac RBBC
The Genesis songbook
Jim Henson – Labyrinth: dove tutto é possibile

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September

In Orbit

Family Tree, 2005
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I never had to say goodbye
You must have known I wouldn’t stay
While you were talking about our life
You killed the beauty of today

You’ll never gonna see me again
So now who’s gonna cry for you
You’ll never gonna see me again
No matter what you do

La proverbiale saggezza nordica parrebbe fare a pugno con la musica di September… invece sono le due facce di una stessa medaglia.
In questo caso la saggezza nordica si fa tranquillamente da parte e si rilassa ascoltando i beat certamente consistenti e mai invadenti, note che inebriano un senso di divertimento unito alla tecnica vocale di Petra Eos Marklund (il vero nome di September).
Petra gioca molto sulla parola e sul tono che le si può dare: ogni canzone ha una forte personalità che sia una ballata o un brano da dancefloor.
Diciamolo: In Orbit è un album principalmente da ballare.
Tuttavia i brani hanno un che di virtuoso e cristallino insieme, a tratti sussurrato; son canzoni che se andranno dalla mente dopo molto molto tempo, la loro ritmica circolare persiste in un impasto di note e fascinazioni che conquista in una magmatica (ma controllata: non dimentichiamo che siamo in Svezia) assonanza con il nostro star bene.

Ascolta quattro brani tratti dall’album
Cry for You, Satellites, It Doesn’t Matter, Cry for You (Extended Dance Edition)

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Royksopp – Melody A.M.
George Michael – Older
Daft Punk – Random Access Memories

… e leggi anche
Per Petterson – Fuori a rubar cavalli
Lars Berge – Ninja in ufficio
Jonas Jonasson – Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

… e guarda anche
Film ambientati in Svezia presenti in Opac RBBC

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