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Justin Kurzel

Macbeth

Francia - Inghilterra, 2015
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Nulla si è ottenuto, tutto è sprecato, quando il nostro desiderio è appagato senza gioia. Meglio essere ciò che distruggiamo, che inseguire con la distruzione una dubbiosa gioia.

Macbeth è un valoroso condottiero che decide di seguire la profezia delle tre Streghe, le Parche o Norme del Destino della mitologia classica, che lo ha indicato come il futuro re di Scozia. L’unica via per arrivare a tale titolo è il tradimento e l’omicidio, stremato dal dubbio si confida alla moglie ormai resa fragile e incattivita dalla morte incessante dei suoi figli. Fomentato dalla crudele quanto umana Lady Macbeth, la cui sete di rivalsa sulla vita supera ogni reticenza morale, la profezia si avvera e ogni giorno di più vediamo scivolare il valoroso Macbeth in un tiranno di disumana fattura. Lady Macbeth si renderà conto, ormai quando è troppo tardi, di aver creato un mostro che non può più controllare.

Riassumere la trama della gigantesca tragedia di Shakespeare è difficilissimo. Difficile è stato girare anche questo film da parte di Justin Kurzel, già autore del magnifico Discorso del Re, avendo come predecessori film realizzati da campioni come Orson Welles, Akira Kurosawa, Roman Polanski. Kurzel si ispira al gigantesco Valhalla Rising di Nicolas Winding Refn in cui la natura, il silenzio, la contemplazione in slow motion delle emozioni conferiscono una forma alla natura primordiale dell’uomo che si lega in modo indissolubile allo scenario che partecipa alla tragedia sempre eterna dell’animo umano. Kurzel ci regala una rilettura moderna e profondissima della tragedia del Bardo senza alterare il testo e restituendocelo in maniera integrale nella sua perfetta bellezza. Ciò che fa la differenza rispetto ad altre rilettura è la potenza delle immagini, sono le atmosfere di Scozia, la nebbia, la pioggia, i paesaggi brulli punteggiati di laghi e di neve, la luce delle candele, i colori sempre più saturi, fino al rosso finale del fuoco, del tramonto e del sangue. E la fantastica intensità, i primissimi piani sui volti feriti e tormentati, gli occhi che piangono e amano, le mani che accarezzano e uccidono. L’ombra della regia è totalmente assente, a parlare è una tragedia sempre moderna e attuale sul potere e la sua eterna corruzione. In questo film Lady Macbeth assume un’ombra umana a differenza di molte altre letture che la vogliono una donna invincibile nella sua malvagità, mentre in questo scenario è una donna mossa dalla vendetta il che la rende estremamente vicina a molti di noi, esattamente come il condottiero Macbeth non è più un uomo vinto  e manovrato ma un uomo ambizioso che si dimostra incapace del destino che gli è stato affidato.

Immensa interpretazione di Michael Fassbender che comunica con la sola forza dello sguardo le mille sfumature della metamorfosi del protagonista: da eroico combattente ad arrampicatore assetato di potere a tiranno senza umanità, passando per quel bambino fragile che la moglie riesce a manipolare con facilità.

Si consiglia la visione a un pubblico superiore ai 14 anni a causa delle scene di violenza e per la difficoltà del testo integrale.

Se ami le atmosfere di questo film, le ambizioni macchinazioni dei personaggi per raggiungere il potere devi leggere assolutamente:

Le cronache del ghiaccio e del fuoco di G.R. Martin

Joe Abercrombie Il richiamo delle spade

Se hai amato il testo del Bardo contenuto del film lo trovi in molte edizioni commentate, qui per esempio:

W. Shakespeare Macbeth

Ascolta anche:

Amon Amarth Deceiver of the Gods 
Promises dei The Cranberries
Lacuna Coil Heavens a Lie 

Guarda anche

Valhalla Rising di Nicolas Winding Refn

macbeth-poster-italiano

 

Regia:Justin Kurzel
Soggetto: William Shakespeare
Fotografia: Adam Arkapaw
Montaggio: Chris Dickens
Effetti speciali: Bernard Newton
Musiche: Jed Kurzel
Scenografia: Fiona Crombie
Costumi: Jacqueline Durran
Trucco: Kirsty Mcqueen
Sfondi : Alice Felton
Cast: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Sean Harris, Elizabeth Debicki, Paddy Considine, Jack Reynor, David Thewlis

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Rob Zombie

Le streghe di Salem

Notorius Pictures, Usa, 2012
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Dio non perdona gli Angeli quando peccano

Heidi Laroque lavora come DJ per un’emittente radio di Salem, insieme a Herman “Whitey” Salvador e Herman Jackson. Un giorno, ad Heidi viene recapitato un disco dello sconosciuto gruppo “I signori”. Whitey e Heidi decidono di ascoltare il disco e, fin dalle prime note, Heidi cade in una specie di trance. Il giorno successivo, dopo un’intervista allo scrittore Francis Matthias, il disco viene mandato in onda durante il programma, e mentre la musica si diffonde, alcune donne della città cadono in una trance simile a quella di Heidi. Rientrata a casa, Heidi fa la conoscenza di Sonny e Megan, sorelle di Lacy, proprietaria dello stabile in cui risiede. Quella notte, Heidi entra nell’appartamento numero 5 in cui, davanti a una croce di neon, cade nuovamente in trance e riceve la visita di una donna che le chiarisce cosa le stia accadendo e cosa dovrà fare per liberarsi dalle sinistre presenze.

Rob Zombie torna dopo dieci anni dal suo film d’esordio ormai vero e proprio oggetto di culto La casa dei 1000 corpi. Zombie cambia totalmente registro in questo poderoso film psichedelico e simbolico instaurando una visione a 360° dell’inquietudine come sentimento dominate all’interno dell’animo umano. Le streghe di Salem si dipana ipnotico, raccontando una witch-story contemporanea  trovando proprio nella musica il ponte perfetto tra un passato e un presente diversissimi eppure uguali nelle angosce e nelle oppressioni, soprattutto nei desideri e nei corpi femminili.  Il percorso Heidi è reso travagliato da possessioni e dipendenze (droga e alcool) dalle quali non riesce a liberarsi, cadendo in stati di profonda paranoia e ossessione, come se avessero una radice comune assumendo anche una valenza metaforica, raccontando così di una rabbiosa e dolorosa reazione ad una struttura patriarcale e paternalista dalla quale l’unica emancipazione possibile e quella di una rivolta violenta e radicale. La novità è insista nell’introspezione psicologica (e non solo sociale) dell’aspetto più inquietante della sofferenza umana: la rassegnazione al vuoto e al nulla in quella che si definisce “banalità del male” che fa rima spesso con la “semplicità del male” e autodistruzione.

Rob Zombie inaugura un film ultracitazionista in cui troviamo le atmosfere di molti film horror di culto da Russell e Kubrick passando per il nostrano Dario Argento e i b movie splatter di ultima generazione.

Il film a causa delle scene di estremo valore simbolico e lo splatter abbondante è ASSOLUTAMENTE VIETATO ai MINORI DI 16 ANNI.

Se ti è piaciuto leggi anche il libro di Rob Zombie da cui è tratto il film

Le streghe di Salem – Rob Zombie

Ascolta anche:

Black Sabbath – Black Sabbath

Guarda anche un altro horror innovativo:

The Witch – Robert Eggers anche in questo caso la visione è vietata ai minori di 16 anni

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Regia: Rob Zombie
Soggetto: Rob Zombie
Sceneggiatura: Rob Zombie
Produttore: Rob Zombie
Casa di distribuzione: Notorius Pictures
Fotografia: Brandon Trost
Montaggio: Glenn Garland
Musiche: John 5, Griffin Boice
Cast: Sheri Moon Zombie, Bruce Davison, Jeffrey Daniel Phillips, Ken Foree, Dee Wallace

 

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Tru Calling

Usa, 2003 - 2005
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Per una volta, per una sola volta, vorrei andare in un posto dove tutti restano vivi.

<<Aiutami>>

Diciamocelo: non tutti sono soddisfatti del proprio lavoro.
Si attende qualcosa che faccia voltare pagina, che vivacizzi tutto.
Ed è quello che spera Tru Davies: ha trovato lavoro in un obitorio e aspetta che la situazione si animi.
Oh. Succederà. Letteralmente.
<<Aiutami>> sente provenire una notte dalla parte di obitorio dove vengono portati i cadaveri in attesa di autopsia, ma non c’è nessuno…di vivo. Scoprendo il corpo da dove sembra provenire la voce, il cadavere apre gli occhi e girandosi verso di lei dice <<Aiutami>>.
A questo punto Tru rivive le ultime 24 ore dove, in tutti i modi, cerca di impedire la morte di questa persona, intervenendo in luogo del Destino: si rende conto di avere un dono enorme, scoprendo di averlo ereditato dalla madre.
Un potere ha però due facce: l’altra è Jack, anche lui agente del destino e anche lui rivive le giornate, ma si batte affinché gli eventi scorrano come stabilito e non vengano cambiati o alterati in alcun modo.
In definitiva chi è destinato a morire deve, in effetti, morire.
Sia Tru che Jack dipendono dallo stesso potere che assicura una stabilità al mondo, talvolta in modo subdolo e capriccioso: Jack asseconda gli eventi, Tru si ribella, interferisce e dovrà prima o poi risponderne…
…ma allora Tru fa parte dei buoni o è una dei cattivi inconsapevoli?

Ti è piaciuta questa serie televisiva? Allora guarda anche…
La sposa cadavere – Tim Burton, Mike Johnson
Buffy – L’ammazzavampiri
21 grammi – Alejandro González Iñárritu

…e leggi anche
The Restorer : La signora dei cimiteri – Amanda Stevens
Necronomicon

… e ascolta anche
Full Blown Rose – Somebody Help Me
Dido – White Flag
Sarah McLachlan – Angel
Fatboy Slim – Praise You

tru calling

Interpreti e personaggi:
Eliza Dushku : Tru Davies
Zach Galifianakis : Davis
Jason Priestley : Jack Harper
A.J. Cook : Lindsay Walker Thompson
Matt Bomer : Luc

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Dave Eggers

Il Cerchio

2014, Mondadori
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Mae Holland  appena varca le porte del Cerchio inizia a comprendere cosa significhi lavorare in un posto simile: la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni web che ha imbarcato al suo interno le menti migliori delle ultime due generazioni. Mae adora tutto del Cerchio: le sale adibite a qualsiasi tipo di lavoro, svago, cariche di storia e ogni tipo di isprazione. Pur di far parte della comunità di eletti del Cerchio, Mae non esita ad acconsentire alla richiesta di rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta, cioè condividere sul web qualsiasi esperienza personale e trasmettere in streaming la propria vita. La vita fuori dal Cerchio non è che un miraggio sfocato e privo di fascino, anzi appare caotica e pericolosa nella sua fosca anarchia. Ma un ex collega inizia a farla riflettere: il progetto di usare i social network per creare un mondo più sano e più sicuro è davvero privo di conseguenze o rende gli esseri umani più esposti e fragili, alla fine più manipolabili?

Il Cerchio, scritto da Dave Eggers uno degli scrittori più influenti degli ultimi anni, è il libro distopico che segna il nostro tempo esattamente come fece 1984 di Orwell. Nel calderone di queste pagine, corpose ma agili, si annidano i grandi problemi che i social network hanno sollevato in questi anni. Più in generale la rete ha reso liquidi confini che prima sembravano invalicabili come quello fra diritto alla riservatezza, alla tutela dei dati personali, alla salvaguardia delle opere di ingegno. Le dittature vivono di una ingerenza sempre più consistente, da parte di uno stato tiranno, nella vita dei cittadini. L’unica differenza è che la dittatura del Cerchio è dolce, quasi evanescente. È la dittatura della trasparenza assoluta, della morale invadente che non rispetta alcuna libertà di scelta, del divertimento estremo che esiste solo se pubblicato sull’unico social network ovviamente gestito dalla dittatura stessa e che segna interamente la vita sociale a livello globale. Leggendo questo libro capiamo quanto dobbiamo tenere stretta la nostra privacy, la possibilità di nascondere alcuni aspetti della nostra vita e che solo noi possiamo scegliere con chi condividere. Anche la possibilità di mentire è preziosa e ci restituisce un lato, certo oscuro e sporco, della natura umana che denota il potere però della nostra libertà e del nostro diritto di scelta. Il Cerchio sembra urlare che la luce è positiva solo se a contrasto con la nostra capacità logica e di analisi altrimenti ci ustiona e ci lascia fragili sotto il peso del giudizio altrui, sempre presente e tiranno. Anche l’ombra ci rende umani, senza questo lato saremmo mostri luminosi magari moralmente irreprensibili ma pur sempre mostri, esattamente come il personale del Cerchio: assolute marionette manovrate da un gioco di potere molto più grande della loro stessa immaginazione.

Se ti è piaciuto leggi anche:

1984 di George Orwell 

Guarda anche:

Fahrenheit 451 diretto da Francois Truffaut 

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Jarecki Nicholas

La frode

USA, 2012
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Esiste una linea sottile tra il successo e la rovina

Robet Miller è un magnate dell’economia all’apice del successo.
In procinto di vendere la sua società, si districa tra carriera, la moglie Ellen, l’amata figlia Brooke e una relazione extraconiugale con Juliet Cote, una bella e giovane artista.
La sua vita procede nel migliore dei modi fino a quando l’uomo causando un incidente nel quale perde la vita Juliet tenta di fuggire trovandosi in poche tempo a dover evitare due incriminazioni:una per frode e l’altra per omicidio.
Parallelamente, la figlia Brooke, scopre aspetti inquietanti legati alla società che mettono a dura prova il rapporto con il padre.

Una fotografia che mette luce su uno spaccato del mondo finanziario nel quale profitti illeciti, traffici loschi e giochi di potere sono all’ordine del giorno.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Il potere dei soldi – Robert Lucketic

la frode

Regia: Nicholas Jarecki
Sceneggiatura:Nicholas Jarecki
Musiche: Cliff Martinez
Durata: 107′

Interpreti e personaggi
Richard Gere: Robert Miller
Susan Sarandon: Ellen Miller
Brit Marling: Brooke Miller
Tim Roth: Detective Michael Bryer
Laetitia Casta: Julie Cotes

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