Archivio tag: povertà

Garth Davis

Lion: la strada verso casa

2016, Australia - Gran Bretagna - USA
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Ogni notte mi addormento immaginando di percorrere la strada di casa… E di rivedere mia madre, per sussurrarle all’orecchio: sono qui.

Il film racconta la storia vera e commovente di Saroo Brierley, tratta dalla sua autobiografia.

Saroo nasce nell’entroterra povero dell’India, abita in un piccolo villaggio con la madre, il fratello maggiore e la sorella più piccola. Una sera il piccolo Saroo decide di accompagnare il fratello al lavoro, ma si perde in una stazione ferroviaria. Spaventato e infreddolito sale su un treno che lo porta, dopo due giorni di viaggio, a Calcutta. Dopo varie vicende e non ritrovando la via di casa Saroo viene portato prima in un orfanotrofio e poi adottato da un’amorevole famiglia australiana.

Passati vent’anni Saroo si trova a fare i conti con il passato mai dimenticato e grazie all’aiuto delle nuove tecnologie e a Google Earth decide di mettersi alla ricerca del suo villaggio d’origine e della sua famiglia, chissà se riuscirà a trovare la strada di casa…

Il film, uscito nelle sale italiane il 22 dicembre 2016, ha una trama forte e commovente. Trattandosi di una storia reale porta ad una ancora più profonda riflessione sulla povertà dell’India e delle condizioni di buona parte della popolazione. Ha un ritmo incalzante, e gli attori interpretano in maniera eccellente tutti i personaggi della storia, in particolare colpisce e rimane nel cuore la figura di Saroo bambino. Vi consiglio di non perderlo!

Ti è piaciuto il film? Allora guarda anche…

The Millionaire – Danny Boyle

Leggi anche…

Saroo Brierley, A Long Way Home

locandina

ANNO: 2016
REGIA: Garth Davis
ATTORI: Nicole Kidman, Dev Patel, Rooney Mara, David Wenham, Nawazuddin Siddiqui, SCENEGGIATURA: Luke Davies
FOTOGRAFIA: Greig Fraser
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures
PAESE: Australia, Gran Bretagna, USA
DURATA: 120 Min

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a cura di Gianni Riotta

Il mondo di Steve McCurry

Mondadori, 2016
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Nel XXI secolo noi dobbiamo ancora decidere chi siamo e perchè viviamo. Il patto col diavolo del progresso deve per forza essere a nostro sfavore, oppure c’è un modo di portare i poveri al benessere senza condannarli ad essere fantasmi?

Indubbiamente tra i più grandi fotografi viventi, lo statunitense Steve Mc Curry si racconta qui a Gianni Riotta, attraverso una serie di brevi, ma significative conversazioni. I venti capitoli del volume (in buona parte fotografico) ci offrono un assaggio su filosofia di vita, avventure e scelte tecniche di Mc Curry. Emerge così il profilo di un uomo che ha voluto – e saputo – fin da subito definire un’etica nella propria arte, documentando la realtà nel modo più empatico possibile, senza perdere lo sguardo attento e coraggioso del fotoreporter.
Mc Curry non smette mai di guardare al presente con occhio critico e con sincera volontà di comprensione. Non rinuncia ad interpretare la vita, le guerre, la povertà dei popoli che ha conosciuto da vicino, approfondendone senza pregiudizi tradizioni, cultura, storia.
Attraverso l’obiettivo, Mc Curry ci racconta delle guerre succedutesi in Afghanistan, dell’esplosiva situazione in Pakistan, della permanenza in India, dell’inferno del Kashmir, della guerra nel Golfo, dell’11 Settembre a New York. E di tanto altro, condividendo con i lettori una visione del mondo profondamente permeata dai principi buddisti che predicano introspezione, compassione, non-violenza.

Proprio in questi giorni è stata prorogata fino al 16 Ottobre l’apertura al pubblico della mostra Il mondo di Steve Mc Curry allestita presso la Reggia di Venaria (TO): un’occasione per approfondire la conoscenza di questo grande artista.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ritratti – Steve McCurry
Le storie dietro le fotografie – Steve McCurry
Leggere – Steve McCurry
New York 9/11 – Steve McCurry DJ Morvan Jung Gi Kim

… vedi anche
Il mondo di Steve McCurry – Venaria Reale
In cerca della ragazza afgana – National Geographic

cammelli kuwait

ragazza afgana

treno pakistan

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Claudio Giovannesi

Alì ha gli occhi azzurri

Italia, 2012
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Come si fa a lasciare un figlio fuori casa, so’ proprio arabi. -
Perché tu che sei?
So’ italiano.

Alì ha gli occhi azzurri è figlio dell’opera disperata e profetica di Pasolini. Ispirato dai versi di Profezia Alì dagli Occhi Azzurri, uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi, a vela e a remi Claudio Giovannesi racconta la storia di Nader, adolescente italiano di genitori egiziani, e della sua emancipazione dalle tradizioni più conservative della cultura islamica. Una ribellione vissuta sul filo del rasoio e di una legalità sempre più labile messa in crisi da una rissa in discoteca, in cui Nader accoltella un coetaneo romeno. Nel tentativo di evitare la vendetta dei parenti della vittima, il ragazzo sarà aiutato da Stefano, compagno di scorribande e da sempre suo migliore amico. Nader ha una ragazza italiana e questo comprometterà il rapporto con la sua famiglia che vorrebbe praticasse la legge islamica, la quale vieta i matrimoni misti. Questo giovane Alì, che mette le lenti colorate sugli occhi bruni, è uno straniero in ogni dove, sente l’Italia come propria e vorrebbe farne parte con tutte le sue forze. Culturalmente, però, appartiene a una religione politica che gli impone scelte radicali dalle quali cerca di allontanarsi ferendo i genitori e i suoi famigliari più prossimi. Il ragazzo è fortemente convinto di essere nel giusto finché a ribellarsi ai dettami religiosi sarà la sorella minore mettendo in crisi la battaglia di Nader per l’emancipazione culturale.

E’ un film che narra magistralmente non solo il senso di smarrimento adolescenziale, per un mondo sempre più povero e ingiusto, ma soprattutto un senso di spavento universale a causa della solitudine che ognuno di noi ha davanti alle proprie scelte cruciali. Nader è il barbaro imborghesito (i borgatari tanto cari a Pasolini in Una vita violenta o Ragazzi di vita) nato da emigranti e che pratica apatico la cultura diffusa del godimento pulsionale, dell’analfabetismo emozionale apatico e chiuso in se stesso. Un film violento, girato camera alla mano tallonando la discesa di Nader verso se stesso e le sue eterne contraddizioni.

Se ti è piaciuto anche leggi:

Pier Paolo Pasolini, Poesie
Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita

Guarda anche:

This is England, Shane Meadows

ali ha gli occhi azzurri locandina

Regia: Stefano Giovannesi
Sceneggiatura: Stefano Giovannesi
Fotografia: Daniele Cipri
Montaggio: Giuseppe Trepiccione
Interpreti principali: Nader Sarhan, Stefano Ribatti, Brigitte Abruzzesi, Miriam Valenti, Fatima Moushaseb, Yamira Kacemi

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Samuel Benchetrit

Cronache dall’asfalto

Neri Pozza, 2007, 146 pp.
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Il silenzio di periferia è un silenzio diverso: è un silenzio con del rumore.
Ascolta questo silenzio rumoroso e chiudi gli occhi.
I tuoi sogni saranno sempre di asfalto, mio piccolo Bench. Di asfalto e di neon.
Chiudi gli occhi e dormi finalmente.
Sei a casa tua.

Per pianerottoli, scale e vani ascensore: così è organizzata l’umanità descritta in questo bel libro ambientato nella banlieue parigina. La vita della grigia periferia metropolitana viene raccontata attraverso le parole del giovane Samuel e le vicende dei suoi tre amici, Karim, Dedè e Daniel.  Sono istantanee di vita di gente comune, una quotidianeità suggestiva e spietata, intrisa di precarietà e dramma, solidarietà e povertà, ma anche svago e poesia.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Kill All Enemies – Melvin Burgess
 
… ascolta anche
I shot the sheriff – Bob Marley
 
…e guarda anche
L’odio – Mathieu Kassovitz
8Mile – Curtis Hanson

 

 

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