Archivio tag: psichedelia

The Frowning Clouds

Legalize Everything

Rice Is Nice, 2014
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Si sono incontrati ai tempi del liceo, i Frowning Clouds, e sin dal giorno del diploma non hanno mai smesso di suonare in giro, per puro divertimento.
Cinque ragazzi di Geelong, Australia, ormai al terzo studio album e animati da una passione divorante per gli anni 60: garage-punk e Nuggets, occhiali a specchio e giri di Rickenbacker.

Legalize Everything è un disco semplice e bellissimo, di quelli in cui non sembra esserci molto e invece nascondono tesori: pescando a caso tra i dodici pezzi ci si ritrova a rimirare piccole pepite – una No Blues ironica e tirata per i piedi come una vecchia canzone di Ray Davies, le squillanti Carrier Done e Leopard Print Tint oppure l’uno-due di chiusura con See The Girl e You Do To Me Too, tanto tenere e vivaci nel loro romanticismo svagato.
E poi ci sono certe esplosioni di melodie e colori che durano lo spazio di qualche istante eppure aprono al cielo: succede nella strofa di Move It, così incredibilmente dolce e solare; succede nello stacco che spezza la marcetta circense di Inner Circle. E sono istanti che non ti danno nemmeno il tempo di capire bene cosa stia succedendo, ma ti lasciano lì con il cuore appeso.

I piedi ben piantati nei sixties e la testa fra le nuvole, i Frowning Clouds regalano anche a questo giro una manciata di canzoni adorabili, da tenerci il cuore caldo per giorni.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
I Had Too Much To Dream Last Night – The Electric Prunes
Night-Time – The Strangeloves
I’ll Remember – The Kinks
Catamaran – Allah-Las

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Deerhunter

Halcyon Digest

4AD, 2010
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only fear can make you feel lonely out here.

Se si volesse raccontare la musica importante di questi anni, fatta di elettricità, sperimentazione e grandi, grandissime canzoni, i nomi di Bradford Cox e dei suoi Deerhunter sarebbero di certo tra gli imprescindibili.
Halcyon Digest è il picco di una produzione di altissimo livello, vero capolavoro che spande manciate di polvere di stelle e sogni a occhi aperti.
Gli effetti delle chitarre di Cox e Pundt disegnano traiettorie aeree, mentre basso e batteria richiamano ipnosi kraut e la voce è la dolce cantilena di un ragazzo addormentato nella stanza a fianco.
Un mondo affascinante e nervoso, concentrato di dream-pop, shoegaze e psichedelia moderna, dove la concisione pop dei momenti più immediati (l’interferenza di Don’t Cry, il jingle-jangle squillante di Memory Boy o la strokesiana Coronado, in cui fa capolino un sax), si affianca a bozzetti in cui pare di vedere la band suonare sul fondo di un acquario (Basement Scene, Helicopter o la commovente Sailing, in cui è facile immaginare Cox nella propria stanzetta, chino sulla chitarra e intento a mormorare qualcosa con gli occhi umidi) e dilatazioni soniche in cui le evoluzioni laterali valgono quanto il centro (l’apertura di Earthquake e il memorabile intrico di arpeggi di Desire Lines).
E, proprio in fondo, il dono più bello: He Would Have Laughed, dedica allo scomparso Jimmy Lee Lindsay Jr., altro grande irregolare dalla storia sfortunata; un ricordo tenero e delicato, sette minuti che sembrano arrivare da un altro mondo e sfiorano il cielo.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Mona Lisa – Atlas Sound
Strangers – Lotus Plaza
Selina’s Melodie Fountain – Serena Maneesh
Shady Lane – Pavement

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The Black Angels

Indigo Meadow

Blue Horizon, 2013
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Indaco è il colore rassicurante dei campi fioriti del Texas, durante la primavera; ma della serenità evocata dal titolo non si trova molto, nel nuovo album dei fenomenali Black Angels.
Il quartetto di Austin si conferma come la più favolosa realtà psichedelica del nuovo millennio, una realtà in continuo divenire: dalle cattedrali elettriche circolari del monumentale Directions To See A Ghost si è approdati al puro 60’s garage di Phosphene Dream, loro maggiore successo commerciale.
E ora Indigo Meadow, nuovo manifesto psych-rock che spande a piene mani un senso di minaccia incombente, una palude in cui melodie avvolgenti impiegano assai poco a farsi pericolosa ossessione.
La voce tagliente di Christian Bland si innesta su un magma di chitarre fuzzate, organo Sixties e drumming eccitatissimo, in tredici brani da tre-quattro minuti che saturano di colori le casse, tra spettacolari ganci Nuggets-pop (Don’t Play with Guns, The Day, War on Holiday, I Hear Colors), psicotiche esplosioni hard (Evil Things, Twisted Light), pura ipnosi acida (Indigo Meadow, Love Me Forever, Black Isn’t Black) e sterrati notturni in dissolvenza (Holland, Always Maybe).
Da qualche parte tra Roky Erickson e Velvet Underground, il nero fantasma Black Angels prende definitivamente corpo in una delle band più importanti in circolazione.
 

 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
You’re gonna miss me – 13th Floor Elevators
Anemone – The Brian Jonestown Massacre
Next Girl – The Black Keys
 
…e guarda anche
Non è un paese per vecchi – Joel Coen, Ethan Coen
Django Unchained – Quentin Tarantino
 
Scaricate gratis e legalmente i primi tre album dei Black Angels da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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King Of The Opera

Nothing Outstanding

Trovarobato, 2012
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pay no mind, if I look confused when you smile.

Dove abitino testa e cuore di Alberto Mariotti è un bel mistero che forse è meglio non svelare.
Prima in solitaria, con lo pseudonimo sghignazzante di Samuel Katarro, e ora in trio, per il progetto King Of The Opera: sempre sogni a occhi aperti e incubi buffi, deformi.
Da quelle canzoni scoordinate e nervose si giunge ora a brani più lineari guidati da una voce ispiratissima, dove l’amore per la psichedelia liquida si unisce a una scrittura scintillante, che non perde mai equilibrio: non sull’orlo del precipizio dei riverberi di Heart Of Town, dagli arpeggi Red House Painters; non in quel magico messaggio in bottiglia che è Nothing Outstanding e nemmeno nel miraggio infinito di Pure Ash Dream.
Eppure il meglio arriva quando i tempi si stringono e i tre si gettano a capofitto in vere perle pop come Worried About e The Floating Song (la prima un vero incontro in cielo tra Television e i Pavement di Brighten The Corners) e nei sogni folk di GD e The Halfduck Mistery (da primo Tim Buckley); senza dimenticare la straordinaria apertura di Fabriciborio, dolce risveglio floydiano che si avvita in un memorabile turbinio elettrico.
 

 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Pink Floyd – If
Pavement – Date With Ikea
Red House Painters – Medicine Bottle
Samuel Katarro – 9v
Tim Buckley – Wings
 
Scaricatelo gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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The Smashing Pumpkins

Mellon Collie And The Infinite Sadness

Virgin Records, 1995
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Che nella testa non ancora completamente calva di Billy Corgan si nascondesse il capolavoro, era chiaro fin dall’inizio. Questo album ne fu la dimostrazione.
Ventotto meravigliose canzoni che narrano lo straordinario e fantasioso casino dell’adolescenza nel bel mezzo degli anni ’90, con le chitarre che piangono urlano accarezzano stridono sopra testi indimenticabili, una voce nasale e capricciosa e una batteria (Jimmy Chamberlin) che apre voragini nel pavimento. E quei video…
Gli Smashing Pumpkins non saranno mai più gli stessi, dopo questo album; ma la loro missione di cambiare la vita di molta gente era già stata compiuta: ascoltatelo e il mondo, almeno per un po’, non sembrerà più un vampiro.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Tonight, Tonight, Bullet With Butterfly Wings, 1979
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Silversun Pickups – Lazy Eye
Trail Of Dead – Caterwaul
My Bloody Valentine – Sometimes

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