Archivio tag: quentin tarantino

David Ayer

Fury

USA, 2014
avatar

Postato da
il

Articolo di Michele Provezza

Gli ideali sono pacifici. La storia è violenta.

L’orrore della guerra è stato reso in molteplici modi nel corso della storia del cinema, dai colossal degli anni ’50 e ’60 con i loro eroi granitici fino ai ben più psicologici titoli moderni come Apocalypse now, Full Metal Jacket fino a The Hurt Locker che hanno sgretolato le visoni del passato mettendo a nudo gli effetti che le guerre hanno su chi le deve affrontare.

Fury tocca il tema analizzando il microcosmo dell’equipaggio di uno Sherman americano operante nel 1945 sul suolo tedesco.
Anche se spesso vengono adottati toni di eroismo tanto estremi da sfidare la verosimiglianza (se non fosse che tante storie vere di guerra hanno dimostrato che nulla è veramente impossibile), il cuore e l’interesse del film risiede proprio nello sviluppo delle dinamiche interne all’equipaggio del carro armato.

La giovane recluta aggregata al gruppo si vede inserita in un insieme di uomini induriti dagli orrori cui hanno assistito, ormai disillusi e provati dall’inferno attraverso cui sono già passati, che sembrano aver, a tratti, rinunciato alla loro umanità per permettersi di proseguire e sopravvivere.
Dovrà lui stesso riconoscere la propria oscurità per poter andare avanti.

A capo di questo gruppo di dannati il sergente Don Wardaddy Collier, un ottimo Brad Pitt che offre spessore ad un personaggio complesso e sfaccettato che, ben consapevole della strada di brutalità che li aspetta, cerca di mantenere un fondo di giustizia e virtù che impedisca a tutti di sprofondare nella più assoluta barbarie, magari mantenendosi appesi a quell’esile filo che la fratellanza d’armi e la fede nell’importanza degli ideali di libertà perseguiti offrono per sentirsi ancora uomini, fino alle estreme conseguenze.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Lettere da Iwo Jima- Clint Eastwood
Quella sporca dozzina- Robert Aldrich
Bastardi senza gloria- Quentin Tarantino

…leggi anche
Matterhorn- Karl Marlantes
Eravamo giovani in Vietnam- Harold G. Moore e Joseph L. Galloway

…e ascolta anche…
Aces high- Iron Maiden

Fury- David Ayer

Regia: David Ayer
Sceneggiatura: David Ayer
Musiche: Steven Price

Durata: 134′

Interpreti e personaggi
Brad Pitt: Don ‘Wardaddy’ Collier
Shia LaBeouf: Boyd ‘Bibbia’ Swan
Logan Lerman: Norman Ellison
Michael Pena: Trini ‘Gordo’ Garcia
Jon Bernthal: Grady ‘Coon-Ass’ Travis

Leggi tutto ►

Alex Proyas

Il Corvo

USA, 1994
avatar

Postato da
il

Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva un corvo portava la sua anima nella terra dei morti. A volte però accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l’anima non poteva riposare in pace. Così a volte ma solo a volte, il corvo riportava indietro l’anima perché rimettesse tutto a posto.

Non può piovere per sempre.

Detroit.
Una Detroit dall’atmosfera cupa, plumbea, distrutta nell’intimo, una Detroit al cui confronto Sin City è un luna park.
Eric e Shelley si amano, vogliono sposarsi, progettano un futuro insieme.
Eric viene ucciso a sangue freddo da un gruppo di balordi durante la “La Notte del Diavolo”, notte di distruzione e depravazione mentre Shelley viene violentata a morte.
Esattamente un anno dopo i fatti il dolore, la rabbia, il ricordo dell’amore vissuto fanno si che Eric torni alla vita, grazie anche al suo spirito guida: un corvo che lo seguirà ovunque durante il compimento della sua vendetta.
(Il cognome di Eric è Draven e si pronuncia The Raven = Il Corvo … Coincidenze? Proprio no.)
“Grigio e disperato, forte come l’acciaio ma fragile dentro, il corvo ride sotto un lampione, il sorriso spettrale di chi è vissuto e morto e vive ancora…”
È sempre difficile trovare le parola giuste per descrivere questa pellicola che ha fatto epoca senza cadere in cliché o in banalità: ogni elemento è incastonato al posto giusto.
L’amore quasi soprannaturale diventato desiderio di giustizia totalizzante, una giustizia dura eppure dolce… La giustizia di un fantasma si direbbe? Tuttavia anche l’amore è la cosa più solidamente impalpabile che esista.
Non si può che parteggiare per il Corvo, tetro eppure lieto della possibilità di poter vivere di nuovo, eroe per necessità alla ricerca del sole anche dove non splende.
Un eroe forse nascosto in ognuno di noi, che almeno una volta nella vita abbiamo sentito urlarci dentro.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
Francis Lawrence – Constantine
Robert Rodríguez, Frank Miller, Quentin Tarantino – Sin City
Guillermo del Toro – Il labirinto del fauno

… e leggi anche
James O’Barr – Il Corvo
Edgar Allan Poe – Il Corvo
Elektra, assassin – Frank Miller, Bill Sienkiewicz

…e ascolta anche
The Cure – Burn
Stone Temple Pilots – Big Empty
Rage Against the Machine – Darkness

corvo

Regia :  Alex Proyas
Sceneggiatura : David J. SchowJohn Shirley
Fotografia : Dariusz Wolski
Musica : Graeme RevellTrent Reznor
Durata: 102’

Interpreti e personaggi principali:
Brandon Lee : Eric Draven
Ernie Hudson : Il sergente Albrecht
Michael Wincott : Top Dollar
Bai Ling : Myca
David Patrick Kelly : T-Bird
Tony Todd : Grange

Leggi tutto ►

Sanne Munk Jensen, Glenn Ringtved

Io e te all’alba

Piemme 2016, 318 p.
avatar

Postato da
il

E in quel momento, quando ha recitato quella strofa, sono stata sicura di aver capito di cosa parlava. E ho avuto la certezza che quello che stavamo facendo era la cosa giusta. Che era la nostra unica via d’uscita. E che, in qualche modo, da qualche parte, lo avevamo sempre saputo.

I cadaveri di un ragazzo e una ragazza vengono ripescati nel Limfjord, in Danimarca: sono ammanettati insieme e tutto fa pensare che si tratti di un suicidio. La giovane annegata, Louise, diciassette anni, ci racconta la loro storia. Lei e Liam si sono conosciuti una sera su un autobus. Da quel momento non si sono più lasciati. L’amore totale che li ha coinvolti fa sì che affrontino insieme un destino prima esaltante, poi disperato. Liam vive di espedienti, ma vuole guadagnare facile: insieme all’amico del cuore Jeppe, decide di spacciare e si propone a un pesce grosso del traffico di droga, Jonathan. Ma entrare in contatto con certe realtà ti può portare a una strada senza uscita. Mentre la storia si fa sempre più cupa, la voce narrante descrive quello che è successo ai protagonisti prima della loro morte e quello che sta accadendo ora ai superstiti, i genitori e l’amica di Louise e il padre e il fratello di Liam. Famiglie apparentemente serene ma svuotate dall’interno, padri e figli allo sbando, delinquenti spietati delineano un quadro sordido e angosciante, in cui l’amore dei due protagonisti per sopravvivere può giungere solo alla soluzione estrema. Una storia cruda, consigliata a palati forti.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino – Christiane F.
Il rumore dei tuoi passi – Valentina d’Urbano
Il seggio vacante – J.K. Rowling

… e guarda anche
Pulp Fiction – Quentin Tarantino
All’ultimo respiro – Jim McBride

Leggi tutto ►

Kings Of Leon

Mechanical Bull

Usa, RCA Records, 2013
avatar

Postato da
il

I got my hands in my pockets
And I’m crossing my fingers
She’ll find I am simple
Stone washed up and so slow

I Kings of Leon sono un gruppo rock statunitense formatosi a Franklin (Tennessee). Il sound dei loro primi lavori era molto influenzato dal southern rock e dal blues, ma gradualmente hanno incluso nel loro stile una varietà di generi che va dall’alternative rock fino a scivolare verso influenze più melodiche. Dopo l’uscita di Only by the Night nel 2008, sono arrivati ad ottenere per nove volte il disco di platino diventando una band riconosciuta a livello internazionale.

Parliamo del loro sesto album, Mechanical Bull, uscito ormai nel lontano 2013. E’ il disco più maturo della band dove si fondono non solo generi musicali, ma anche temi come la guerra, la spiritualità e le emozioni che attraversano le diverse fasi della vita. Il disco è semplice e chiaro. Scorre veloce alternando momenti ritmati e dichiarazioni intime e romantiche, grazie a una voce sensuale e ruvida divenuta un marchio distintivo e unico. A differenza degli splendidi singoli precedenti come Closer e Sex on fire, che vivevano di ombrosità e tensioni, questo disco è vitale attraverso il quale si possono toccare temi molto delicati e complessi con una leggerezza armonica e un’ironia arrabbiata che però lascia spazio una grande speranza, come sottolinea la magnifica Temple. Non mancano gli assoli di chitarra che sviluppano un vero e proprio concentrato di energia; uno su tutti il compatto ed aspro Don’t Matter o il coinvolgente blues di Family Tree. Non manca lo spazio per l’introspezione che suona quanto mai sincero ed autentico in Wait For Me, l’andamento springsteeniano di Beautiful War o i suggestivi archi della superba Comeback Story. Mechanical Bull sembra essere proprio completo, e come più volte i componenti della band hanno confessato, sembra essere proprio arrivato ciò che aspettavamo: l’album maturo, pacato, l’album perfetto e tranquillo ma anche sofisticato al punto giusto e senza pretese se non quella di regalarvi una vera e pura magia.

Se ti è piaciuto questo album ascolta anche:
The Black Keys – Attack & Release
The White Stripes – Elephant
Cousteau – Cousteau

Leggi anche:
Nick Cave, La morte di Bunny Murno

Guarda anche:
Rob Epstein, Jeffry Friedman – Urlo
Quentin Tarantino – Django Unchained

Corri a prenotare il disco sul nostro Opac

Leggi tutto ►

Takashi Miike

Sukiyaki Western Django

Giappone, 2007
avatar

Postato da
il

Alla fine il potente crollerà

Chi poteva dirigere un film unendo l’epica compostezza crepuscolare dei samurai alla disarmonia fangosa e perfettamente calcolata degli spaghetti western? Solo Takashi Miike. E il risultato è qualcosa d’elegantemente surreale e strambo, IL Sukiyaki Western per eccellenza (d’altra parte, il sukiyaki è il perfetto contraltare degli italici spaghetti). Miike dimostra ancora una volta sapienza registica: campiture azzeccate, colori fluidi e movimenti della cinepresa compongono un’estetica che da sola vale la visione. E la storia? I Genji e gli Heike – i bianchi e i rossi – si fanno la guerra per un gran bel mucchio d’oro, in una cittadina spossata dal tempo e dalle pallottole chiamata Nevada (proprio come lo stato americano… che caso vero?).Tutto è raccontato da Piringo, pistolero-narratore interpretato da Quentin Tarantino in uno strabiliante cameo recitativo. Non occorre dirlo, ma tutti i personaggi sono cullati dall’inizio alla fine dall’abbraccio di proiettili che accarezzano la pelle e da katane che trapassano corazze neanche fossero missili. E una domanda si insinua: chissà se Tarantino ha deciso di creare il suo Django Unchained dopo aver recitato in questo film.
Non si sa, ma se 2 colt + 2 colt fanno una squisita sparatoria… non lo si può escludere.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Django Unchained – Quentin Tarantino
Per un pugno di dollari – Sergio Leone
Yattaman – Takashi Miike

… e leggi anche …
Django Unchained – Opac RBC

… e ascolta anche …
Sukiyaki OST (Django Sasurii) – Koji Endo
Per Un Pugno Di Dollari (Theme) – Ennio Morricone
Wild Wild West – Will Smith

western django

Regia : Takashi Miike
Sceneggiatura : Takashi Miike – Masa Nakamura
Fotografia : Toyomichi Kurita
Musica : Kôji Endô
Durata: 121’

Interpreti e personaggi principali:
Hideaki Ito : Gunman
Kaori Momoi : Ruriko
Yusuke Iseya : Minamoto no Yoshitsune
Yoshino Kimura : Shizuka
Teruyuki Kagawa : Lo sheriffo
Quentin Tarantino : Piringo

Leggi tutto ►

The Black Angels

Indigo Meadow

Blue Horizon, 2013
avatar

Postato da
il

Indaco è il colore rassicurante dei campi fioriti del Texas, durante la primavera; ma della serenità evocata dal titolo non si trova molto, nel nuovo album dei fenomenali Black Angels.
Il quartetto di Austin si conferma come la più favolosa realtà psichedelica del nuovo millennio, una realtà in continuo divenire: dalle cattedrali elettriche circolari del monumentale Directions To See A Ghost si è approdati al puro 60’s garage di Phosphene Dream, loro maggiore successo commerciale.
E ora Indigo Meadow, nuovo manifesto psych-rock che spande a piene mani un senso di minaccia incombente, una palude in cui melodie avvolgenti impiegano assai poco a farsi pericolosa ossessione.
La voce tagliente di Christian Bland si innesta su un magma di chitarre fuzzate, organo Sixties e drumming eccitatissimo, in tredici brani da tre-quattro minuti che saturano di colori le casse, tra spettacolari ganci Nuggets-pop (Don’t Play with Guns, The Day, War on Holiday, I Hear Colors), psicotiche esplosioni hard (Evil Things, Twisted Light), pura ipnosi acida (Indigo Meadow, Love Me Forever, Black Isn’t Black) e sterrati notturni in dissolvenza (Holland, Always Maybe).
Da qualche parte tra Roky Erickson e Velvet Underground, il nero fantasma Black Angels prende definitivamente corpo in una delle band più importanti in circolazione.
 

 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
You’re gonna miss me – 13th Floor Elevators
Anemone – The Brian Jonestown Massacre
Next Girl – The Black Keys
 
…e guarda anche
Non è un paese per vecchi – Joel Coen, Ethan Coen
Django Unchained – Quentin Tarantino
 
Scaricate gratis e legalmente i primi tre album dei Black Angels da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

Leggi tutto ►

Quentin Tarantino

Django Unchained

Usa, 2012
avatar

Postato da
il

“Il vostro capo è debole di stomaco”
“No, è che non è abituato a vedere un uomo sbranato dai cani”
“E voi sì?”
“Sono solo più abituato di lui agli americani”
 

Alla luce fioca di un lume, da qualche parte nel Texas di metà Ottocento, un gruppo di schiavi incatenati segue la carrozza dei fratelli Speck. Lentamente, dal buio ne emerge un’altra: quella del dottor King Schultz, cacciatore di taglie, che uccide i due mercanti e libera gli uomini.
Ha bisogno di uno di loro, Django Freeman, per individuare i fratelli Brittle, criminali cui sta dando la caccia.
Django li conosce bene: sono stati loro a separarlo dalla moglie Broomhilda, dopo averla torturata; Schultz, in cambio, promette di aiutarlo a ritrovarla dopo l’inverno, stringendo un patto con lo schiavo che ha reso uomo libero.
La donna è stata venduta a Calvin Candie, sanguinario latifondista del Mississippi; qui i due uomini si fingeranno negrieri interessati all’acquisto di lottatori mandingo, nascondendogli il vero obiettivo della visita.
E, proprio nella lussuosa Candyland, Django troverà vendetta e giustizia.
Dopo l’apoteosi di Bastardi Senza Gloria, con il corpo di Adolf Hitler crivellato di colpi in una sala cinematografica, Quentin Tarantino ritorna con un western che riscrive la Storia.
In uno splendido racconto di amicizia e odio, amore e vendetta, Django Unchained omaggia i maestri del genere (bella l’apparizione di Franco Nero, primo Django) con stile magistrale e inattaccabile rigore morale (i flash quasi documentaristici dal passato di Hilda e Django, lo straziante combattimento in casa di Candie, l’uomo sbranato dai cani), per quasi tre ore di divertimento puro e sincera commozione.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
C’era una volta il west – Sergio Leone
Il Mucchio Selvaggio – Sam Peckinpah
Bastardi Senza Gloria – Quentin Tarantino
Kill Bill – Quentin Tarantino
 
…e ascolta anche
Ennio Morricone & Elisa – Ancora Qui
Rage Against The Machine – Renegades Of Funk
Johnny Cash – Ain’t No Grave
Jim Croce – I Got a Name
 
Locandina di Django Unchained, film di Quentin Tarantino
 
Regia: Quentin Tarantino
Soggetto: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Fotografia: Robert Richardson
Montaggio: Fred Raskin
Musiche: Mary Ramos
Durata: 165′
 
Interpreti e personaggi
Jamie Foxx: Django Freeman
Christoph Waltz: Dr. King Schultz
Leonardo DiCaprio: Calvin Candie
Samuel L. Jackson: Stephen
Kerry Washington: Broomhilda

Leggi tutto ►