Archivio tag: raccolta 1992/2012

Alessandro Baronciani

Raccolta 1992/2012

Bao Publishing, 2013
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la mia ultima domenica mattina più bella? Forse il giorno dopo che ti ho conosciuto. Perchè sorridevo senza motivo e mi si è piazzato un grande peso sullo stomaco…sensazione che hai di fronte alle cose belle che non capisci. E tu? Dove sei questa domenica mattina?

Mattine che iniziano alle tre del pomeriggio, al suono dei My Bloody Valentine, ricordando domeniche migliori, nascoste nei filmini delle colazioni con i genitori, nelle sbronze a diciassette anni o nei negozi di dischi a Camden.
Poi si esce di casa, dimenticando canzoni punk sullo stereo acceso, addormentandosi a scuola al rientro pomeridiano, per trovare poesia e fenicotteri negli angoli grigi di una città qualunque.
Baci rubati nei modi più contorti, nastri zeppi di musica che non si potrà mai ascoltare.
Un’ultima giornata passata insieme prima dell’addio, persi tra la Malinconia e Il Bacio di Francesco Hayez.
E poi: loop psicologici cuciti su stoffa e atmosfere nerissime, coniglietti inquietanti, invasioni aliene e tramonti nucleari.
Tutto raccolto in un unico volume, a celebrare vent’anni di fumetto, vent’anni di Alessandro Baronciani e della sua arte di raccontare emozioni e disegnare storie, infilate ovunque si potesse: dalle fanzine con i compagni di classe ai programmi dei locali alternativi, dalle pagine di riviste e quotidiani alle cassette postali di chi non aspettava altro che un suo pacchetto di autoproduzioni, da scartare con sempre nuova meraviglia.
Dove il bianco e nero non ha quasi mai bisogno di colore per portare in vita e farci sentire vicini a sogni e incubi, occhi bassi e sorrisi luminosi, che potrebbero essere i nostri.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Quando tutto diventò blu – Alessandro Baronciani
Le ragazze nello studio di Munari – Alessandro Baronciani
 
…e ascolta anche
You made me realise – My Bloody Valentine
Questi anni – Kina
 

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Fast Animals and Slow Kids

Hybris

Woodworm, 2013
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Le speranze a vent’anni
ti chiudono gli occhi ma tu pensi ai tramonti

Un arpeggio delicato e poi l’onda travolgente delle elettriche, in un anthem cadenzato da cantare in coro con Aimone, Alessandro, Alessio e Jacopo nei loro memorabili live: è Un Pasto Al Giorno ad accoglierci in Hybris, secondo album dei perugini Fast Animals and Slow Kids.
Emozioni e canzoni come un ottovolante, le parole e i pensieri dei vent’anni che graffiano la pelle e colpiscono l’anima, mentre la musica si contorce, si quieta, esplode imprevedibile in ogni direzione, colorata in più di una traccia dagli inserti dei fiati e dei violini.
La lama affilata di un punk-rock romantico e melodico penetra a fondo tra la coralità catartica e le strutture fratturate dell’emo-core e l’epica sfacciata del rock alternativo più sincero, quello che non ammette pause tra musica e vita.
Che rallentino in midtempo comunque iper-eccitati (Combattere per l’Incertezza, A Cosa ci serve, Calce), aprano squarci con riff stoner (Farse) o si lancino in cavalcate a precipizio (Fammi Domande, Maria Antonietta, Troia, Canzone per un abete parte II, Treno) , i FASK accendono fuochi di rabbia e sorrisi per tutta la durata di un gran disco, bello e importante.
Da stringerci forte cuore e pugni.
 

Ti è piaciuto questo disco? Allora ascolta anche
Kids Don’t FollowThe Replacements
E’ finito il caffèGazebo Penguins
VixiFine Before You Came
 
…e leggi anche
Raccolta 1992/2012 – Alessandro Baronciani

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