Archivio tag: rage against the machine

Alex Proyas

Il Corvo

USA, 1994
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Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva un corvo portava la sua anima nella terra dei morti. A volte però accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l’anima non poteva riposare in pace. Così a volte ma solo a volte, il corvo riportava indietro l’anima perché rimettesse tutto a posto.

Non può piovere per sempre.

Detroit.
Una Detroit dall’atmosfera cupa, plumbea, distrutta nell’intimo, una Detroit al cui confronto Sin City è un luna park.
Eric e Shelley si amano, vogliono sposarsi, progettano un futuro insieme.
Eric viene ucciso a sangue freddo da un gruppo di balordi durante la “La Notte del Diavolo”, notte di distruzione e depravazione mentre Shelley viene violentata a morte.
Esattamente un anno dopo i fatti il dolore, la rabbia, il ricordo dell’amore vissuto fanno si che Eric torni alla vita, grazie anche al suo spirito guida: un corvo che lo seguirà ovunque durante il compimento della sua vendetta.
(Il cognome di Eric è Draven e si pronuncia The Raven = Il Corvo … Coincidenze? Proprio no.)
“Grigio e disperato, forte come l’acciaio ma fragile dentro, il corvo ride sotto un lampione, il sorriso spettrale di chi è vissuto e morto e vive ancora…”
È sempre difficile trovare le parola giuste per descrivere questa pellicola che ha fatto epoca senza cadere in cliché o in banalità: ogni elemento è incastonato al posto giusto.
L’amore quasi soprannaturale diventato desiderio di giustizia totalizzante, una giustizia dura eppure dolce… La giustizia di un fantasma si direbbe? Tuttavia anche l’amore è la cosa più solidamente impalpabile che esista.
Non si può che parteggiare per il Corvo, tetro eppure lieto della possibilità di poter vivere di nuovo, eroe per necessità alla ricerca del sole anche dove non splende.
Un eroe forse nascosto in ognuno di noi, che almeno una volta nella vita abbiamo sentito urlarci dentro.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
Francis Lawrence – Constantine
Robert Rodríguez, Frank Miller, Quentin Tarantino – Sin City
Guillermo del Toro – Il labirinto del fauno

… e leggi anche
James O’Barr – Il Corvo
Edgar Allan Poe – Il Corvo
Elektra, assassin – Frank Miller, Bill Sienkiewicz

…e ascolta anche
The Cure – Burn
Stone Temple Pilots – Big Empty
Rage Against the Machine – Darkness

corvo

Regia :  Alex Proyas
Sceneggiatura : David J. SchowJohn Shirley
Fotografia : Dariusz Wolski
Musica : Graeme RevellTrent Reznor
Durata: 102’

Interpreti e personaggi principali:
Brandon Lee : Eric Draven
Ernie Hudson : Il sergente Albrecht
Michael Wincott : Top Dollar
Bai Ling : Myca
David Patrick Kelly : T-Bird
Tony Todd : Grange

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At The Drive-In

Relationship Of Command

Fearless Records, 2000
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have you ever tasted skin?
sink your, sink your teeth in it

Atto finale dei grandi At The Drive-In, dopo anni di dischi ed EP, tour interminabili e un successo sempre crescente, Relationship Of Command è una bomba innescata che all’inizio del nuovo millennio esplode in tutta la sua potenza; un trauma per la band stessa, che non saprà gestire le nuove tensioni e finirà per sciogliersi in altri progetti.
Musica complessa e melodica, emotiva e politica, in cui post-hardcore ed emo-core si mischiano a sporadiche tentazioni elettroniche e a influenze etniche figlie delle origini assai varie di Cedric Bixler-Zavala, Omar Rodriguez-Lopez, Jim Ward, Paul Hinojos e Tony Hajjar.
Le undici canzoni si contorcono, sbavano rabbia, urlano per dar voce a chi ne sia stato privato, con quella sete di giustizia vera che solo in pochi conservano dopo i vent’anni: ancora oggi l’assalto di Arcarsenal è un colpo terrificante battuto alla porta dei potenti. Pattern Against User, altrimenti velocissima, vanta un prezioso stacco in levare, mentre Rolodex Propaganda si avvale degli interventi vocali di Iggy Pop.
E poi One Armed Scissor, Sleepwalk Capsules, Mannequin Republic, Cosmonaut: tutte devastanti, con il cuore in gola. Solo nella conclusiva Non-Zero Possibility e Invalid Litter Dept. i ritmi sembrano distendersi, ma la seconda è forse il capolavoro del disco, chitarre liquide e cori fluttuanti fino all’esplosione incontenibile del chorus e un finale terremotante.
In Relationship Of Command, pietra miliare del rock moderno, gli At The Drive-In suonano come fosse davvero l’ultima cosa da fare al mondo, i denti affondati nella carne viva.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Public Witness Program – Fugazi
Testify – Rage Against The Machine
Caterwaul – Trail Of Dead
For Want Of – Rites Of Spring

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Rage Against The Machine

Rage Against The Machine

Epic, 1992
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Anger is a gift.

Pochi altri, nell’intera storia rock, hanno avuto il coraggio di far esplodere una rabbia così devastante come i Rage Against The Machine in questo esordio leggendario.
Fuori: un tremendo scatto di Malcolm Browne annuncia l’inferno cui si andrà incontro, l’immagine di un monaco buddista che nel 1963 si diede fuoco a Saigon, estremo gesto di protesta contro il regime sud-vietnamita.
Dentro: dieci inni, dieci bombe scagliate contro l’indifferenza, l’ignoranza, il pensiero unico.
La musica è un magma incandescente che unisce l’hard zeppeliniano alle scansioni sincopate del funk, l’intransigenza del punk-hardcore più violento alla metrica acrobatica delle declamazioni hip-hop.
La chitarra di Tom Morello è un miracolo di inventiva e precisione, un rasoio affilato e multiforme: nel riffarama sferragliante di Bombtrack; nella cadenza sabbathiana di Killing In The Name; nell’epocale scratching di Know Your Enemy e nello stridore metallico di Bullet In The Head; nel fragore di Wake Up e della frenesia urban di Township Rebellion.
Su tutto, l’urlo animalesco dello sciamano Zack De La Rocha, che trova apice nella conclusiva Freedom, un’orgia terrificante di feedback e grida, una chiamata a raccolta per tutti gli oppressi del pianeta, da Johannesburg a South Central.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Kashmir – Led Zeppelin
Bring The Noise – Public Enemy
Kick Out The Jams – MC5
I Against I – Bad Brains
Tool – Stinkfist
 
…e leggi anche
1984 – George Orwell
 
…e guarda anche
District 9 – Neill Blomkamp
Matrix – Lana, Andy Wachowski
 
Scaricatelo gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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Quentin Tarantino

Django Unchained

Usa, 2012
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“Il vostro capo è debole di stomaco”
“No, è che non è abituato a vedere un uomo sbranato dai cani”
“E voi sì?”
“Sono solo più abituato di lui agli americani”
 

Alla luce fioca di un lume, da qualche parte nel Texas di metà Ottocento, un gruppo di schiavi incatenati segue la carrozza dei fratelli Speck. Lentamente, dal buio ne emerge un’altra: quella del dottor King Schultz, cacciatore di taglie, che uccide i due mercanti e libera gli uomini.
Ha bisogno di uno di loro, Django Freeman, per individuare i fratelli Brittle, criminali cui sta dando la caccia.
Django li conosce bene: sono stati loro a separarlo dalla moglie Broomhilda, dopo averla torturata; Schultz, in cambio, promette di aiutarlo a ritrovarla dopo l’inverno, stringendo un patto con lo schiavo che ha reso uomo libero.
La donna è stata venduta a Calvin Candie, sanguinario latifondista del Mississippi; qui i due uomini si fingeranno negrieri interessati all’acquisto di lottatori mandingo, nascondendogli il vero obiettivo della visita.
E, proprio nella lussuosa Candyland, Django troverà vendetta e giustizia.
Dopo l’apoteosi di Bastardi Senza Gloria, con il corpo di Adolf Hitler crivellato di colpi in una sala cinematografica, Quentin Tarantino ritorna con un western che riscrive la Storia.
In uno splendido racconto di amicizia e odio, amore e vendetta, Django Unchained omaggia i maestri del genere (bella l’apparizione di Franco Nero, primo Django) con stile magistrale e inattaccabile rigore morale (i flash quasi documentaristici dal passato di Hilda e Django, lo straziante combattimento in casa di Candie, l’uomo sbranato dai cani), per quasi tre ore di divertimento puro e sincera commozione.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
C’era una volta il west – Sergio Leone
Il Mucchio Selvaggio – Sam Peckinpah
Bastardi Senza Gloria – Quentin Tarantino
Kill Bill – Quentin Tarantino
 
…e ascolta anche
Ennio Morricone & Elisa – Ancora Qui
Rage Against The Machine – Renegades Of Funk
Johnny Cash – Ain’t No Grave
Jim Croce – I Got a Name
 
Locandina di Django Unchained, film di Quentin Tarantino
 
Regia: Quentin Tarantino
Soggetto: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Fotografia: Robert Richardson
Montaggio: Fred Raskin
Musiche: Mary Ramos
Durata: 165′
 
Interpreti e personaggi
Jamie Foxx: Django Freeman
Christoph Waltz: Dr. King Schultz
Leonardo DiCaprio: Calvin Candie
Samuel L. Jackson: Stephen
Kerry Washington: Broomhilda

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