Archivio tag: richard curtis

Foo Fighters

Sonic Highways

Roswell, RCA- 2014
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Nothing left within, I’ve been mined
Hell and back again, subterranean
I’ve been digging in down inside
I will start again, subterranean
But the truth is so unkind
What do you know, how low the sky
(Subterranean)

Sonic Highways è una mappa musicale attraverso otto città degli Stati Uniti (Chicago, Austin, Nashville, Los Angeles, Seattle, New Orleans, Washington e New York).

L’album fa parte di un progetto, ideato da Dave Grohl, che comprende una serie di documentari, ciascuno dedicato ad un singolo luogo, significativo per la nascita della musica americana di oggi.

In ogni città, è stato scelto uno studio di registrazione, visto come luogo privilegiato di scoperta e, quindi, di memoria, dei lavori dei più significativi artisti degli scorsi decenni.

Il racconto prende forma da ricordi personali di artisti, produttori ecc. e degli stessi membri dei Foo Fighters.

Dall’esperienza fatta in questo viaggio, nascono le otto canzoni dell’album.
In ognuna di esse, si possono ritrovare dettagli raccolti nelle interviste fatte.
Tuttavia, il semplice ascolto dell’album in sé, a prescindere dalla visione dei documentari, non sminuisce affatto i brani che sembrano, anzi, acquisire sempre più fascino man mano che li si ascolta.

Sonic Higways è, senza dubbio, soprattutto una dichiarazione d’amore per la musica, un racconto di come, in certi momenti, incontrare l’opera di un determinato artista ci possa letteralmente cambiare la vita.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
One by One- Foo Fighters

…leggi anche…
Blues, Jazz, Rock, Pop- Ernesto Assante
Alta fedeltà- Nick Hornby

…e guarda anche…
That’s live. Live in Cesena 2016- Rockin’1000
Almost Famous (Quasi famosi)- Cameron Crowe
I love Radio Rock- Richard Curtis

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Barry Levinson

Rock The Kasbah

USA, 2015
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E’ tutta la vita che cerco una voce.

Richie Lanz è un talent scout sull’orlo del fallimento. Come estremo tentativo di far conoscere la sua ultima scoperta, Ronnie, accetta di organizzare un tour destinato ai soldati americani in Afghanistan.
Arrivati a Kabul, Ronnie è talmente terrorizzata dall’idea di trovarsi in una situazione palesemente pericolosa, da fuggire con i soldi e i documenti di Richie.

Rimasto solo, senza passaporto e senza denaro, Richie decide di accettare la proposta di due trafficanti d’armi americani: consegnare un carico di munizioni in uno sperduto villaggio. Qui, scopre Salima che, dotata di una voce incantevole, sembra essere il talento destinato a dare una svolta alla sua carriera.

Salima è, però, una pashtun e non le è consentito cantare, né, tanto meno, esibirsi in pubblico. Nonostante questo, sia lei che Richie concordano sul fatto che non può restare nascosta nel deserto per sempre.

A Salima viene concesso, pur tra molte resistenze, di partecipare al talent Afghan Star. La sua esibizione non può che essere accolta con ostilità dal pubblico, che non è disposto a rischiare per dare sostegno ad una ragazza che sta infrangendo tutte le regole della sua società.

Riusciranno la magnifica voce di Salima e la passione di Richie a portarla alla finale del programma?

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
School of Rock- Richard Linklater
I Love Radio Rock- Richard Curtis
Almost Famous (Quasi famosi)- Cameron Crowe

…leggi anche…
Alta fedeltà- Nick Hornby

… e ascolta anche…
That’s Live- Live in Cesena 2016- Rockin’ 1000
La colonna sonora del film

rock-the-kasbah

Regia: Barry Levinson
Sceneggiatura: Mitch Glazer
Musiche: Marcelo Zarvos
Durata: 100′

Interpreti e personaggi
Bill Murray: Richie Lanz
Bruce Willis: Bombay Brian
Kate Hudson: Merci
Zooey Deschanel: Ronnie
Leem Lubany: Salima

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L'Aura

Okumuki

Sony BMG, 2005
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If she can swim through yellow seas
i blame it all on you!
you tie your tie around her thigh
and bow to lick her shoe…
slither through the mud for the next
somebady New!

L’eterno delle tue parole sparse
Hai, hai scritto me, su un foglio senza nome
e hai raccontato una storia trasparente

Che esordio!
L’esordio di un’intensa personalità artistica, di una virtuosa voce quasi irreale, terrena e paradisiaca al tempo stesso, che penetra fino al cuore facendolo battere più forte.
Una commistione di italiano e inglese come parti di una stessa medaglia, di una vocalità ai limiti del vuoto contornato da melodie dall’ampiezza quasi sospesa ma riposata, magica eppur ancorata a terra.
L’Aura non è semplicemente una “cantante di musica leggera” e Okumuki non è semplicemente un album: non a caso okumuki è una parola giapponese che indica la parte più interna della casa e quindi più intima.
Le canzoni non sono mai banali, trasmettono emozioni senza travalicare e sopraffare gli animi: si svelano per quello che sono. Racconti, grida, felicità, passeggiate, amori, silenzi.
Possiamo ben dire che sono come i sentieri delle gocce d’acqua, creati su di un vetro appannato. Talvolta sono rettilinei e delineati, altre volte sono ondivaghi o si interrompono senza un motivo…facendo così a cosa assomigliano se non al nostro essere umani? Sono la nostra espressione.
L’album è un quadro formato da pennellate di sentimenti: il giallo delle nostre esitazioni, il nero delle nostre paure, il grigio dell’attesa, il rosso della nostra passione e voglia di vivere, il verde del futuro, il marrone della riflessione, l’azzurro dell’allegrezza.
In definitiva un album vero.

Ascolta tre brani tratti dall’album
Radio Star, Una favola, Today

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale – Sempre più vicini
Negrita – 9
Baby K – Kiss Kiss Bang Bang

… e leggi anche
Mario Calabresi – Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa
Sharon M. Draper – Melody
Jonathan Coe – La pioggia prima che cada

… e guarda anche
Spike Jonze – Lei
Richard Curtis – Questione di tempo
Jillian Schlesinger – Maidentrip

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Dido

No angel

Arista Records, 1999
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I am what I am
I’ll do what I want
But I can’t hide
I won’t go
I won’t sleep
I can’t breathe
Until you’re resting here with me

No angel, esordio di Dido, è un insieme di canzoni dolci e malinconiche che sembrano voler smentire il titolo stesso dell’album. La voce della cantante inglese non può che essere, infatti, definita angelica.

Le canzoni contenute nell’album parlano di amori travolgenti che lasciano senza fiato (come nella bellissima Here with me), di storie che finiscono e di separazioni (Don’t think of me) ma anche del desiderio di indipendenza e della voglia di lasciarsi alle spalle relazioni sfortunate (Hunter).

Ogni brano è un piccolo ma coinvolgente racconto di una storia d’amore differente che da, a chi lo ascolta, la sensazione di trovarsi di fronte ad un buon romanzo. Ci si lascia coinvolgere dai personaggi e da quello che ci stanno dicendo e si vorrebbe sapere cosa ne è di loro, finito il testo.

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1999, No Angel raggiunge un notevole successo grazie alla campionatura del brano Thank You nel singolo Stan di Eminem.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Come away with me- Norah Jones
Abbi cura di te- Levante

… leggi anche
Io e te all’alba- Sanne Munk Jensen e Glenn Ringtved
Raccontami di un giorno perfetto- Jennifer Niven
Tokyo blues- Norwegian Wood- Musarkami Haruki

e guarda anche…
La collina dei papaveri- Goro Miyazaki
Questione di tempo- Richard Curtis

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Motorhead

Ace of Spades

Bronze Records, 1980
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You know I’m born to lose
and gamblin’s for fools,
but that’s the way I like it, baby,
I don’t wanna live forever…
And don’t forget the joker!

Ci sono picche e picche.
Ad esempio, c’è il due di picche che, ahinoi, abbiamo tutti ricevuto almeno una volta.
E poi c’è l’asso di picche, Ace of Spades, album quintessenza dei Motorhead.
Classica la formazione: batteria sotto le sapienti bacchette di Phil “Philthy Animal” “Philthy Phil” Taylor, chitarra accarezzata da Edward “Fast” “Eddie” Clarke e dulcis in fundo basso e voce di Ian “Lemmy” Fraser Kilmister.
Voce che resterà scolpita nelle nostre orecchie per sempre.
Il titolo del disco è preso dalla traccia omonima: 2’e 49” di musica e parole diventati leggenda, incarnazione generazionale, splendidamente folle, di moltitudini di metallari e non.
Con altri due lavori della band inglese, Overkill e Bomber, Ace of Spades può essere considerato la base della NWOBHM con i suoi riff di chitarra impetuosi, melodie spiazzanti e travolgenti.
Lemmy, nel libro autobiografico La sottile linea bianca, dice: “Le canzoni di Ace Of Spades sono considerate dei classici dai fan dei Motörhead e, devo dire, sono davvero eccellenti. Ci divertimmo un sacco ad inciderle. Erano bei tempi; eravamo giovani e vincenti e ci credevamo davvero”.
Noi ci crediamo ancora.
Note come pugni che accarezzano i timpani, pugni gentili diventati dei classici.

Ascolta tre brani dell’album:
Ace Of Spades, (We Are) The Road Crew, The Chase Is Better Than the Catch

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Motorhead
Tool – Lateralus
Amon Amarth – Deceiver of the Gods

… e leggi anche:
La sottile linea bianca : autobiografia – Lemmy Kilmister (con Janiss Garza)
Io sono Ozzy – Ozzy Osbourne (con Chris Ayres)
Tolkien rocks : viaggio musicale nella Terra di Mezzo – Fabrizio Giosuè

… e guarda anche:
Richard Linklater – The School of Rock
Richard Curtis – I Love Radio Rock
Suroosh Alvi & Eddy Moretti – Heavy Metal in Baghdad

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Richard Curtis

Questione di tempo

UK, 2013
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Articolo di Elisa Capetti

Cosa accadrebbe se potessi rivivere ogni giorno della tua vita?

Fresco e divertente, Questione di Tempo è una commedia romantica genuina ed emozionante, lontana dalle troppo spesso volgari ed esili commedie italiane. L’idea non è certamente nuova, ma Richard Curtis (Love Actually, I Love Radio Rock) senza cadere nel banale riesce a farci riflettere su temi profondi, come l’amore, che sia tra due giovani o tra padre e figlio, come il ruolo della famiglia, come l’importanza di ogni momento e del sorriso con cui ogni giornata dovrebbe essere affrontata.
Il giorno del suo ventunesimo compleanno l’impacciato Tim (Domhnall Gleeson) viene a conoscenza di un grande segreto: tutti gli uomini della sua famiglia posseggono il dono di viaggiare nel tempo, per essere precisi, di tornare indietro nel tempo e poter rimediare ai propri errori. Tim, seduto sul divano di fronte al padre (l’evergreen Bill Nighy), è scettico, ma gli basterà stringere i pugni nell’armadio di camera sua per doversi ricredere. E per cosa sfruttare questo superpotere, se non per tenersi stretto il grande amore della sua vita (una bellissima Rachel McAdams)?
Un po’ troppo idealista, forse. Non lo so, probabilmente può esserlo per i più cinici o per quelli che hanno smesso di credere in un futuro migliore, ma certo è che uscire dal cinema col cuore leggero è una sensazione che non regalano tutte le commedie. Insomma, una buona motivazione per andare a vederlo.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Love Actually – Richard Curtis
Le Pagine della Nostra Vita – Nick Cassavetes

Questione di tempo

Regia: Richard Curtis
Sceneggiatura: Richard Curtis
Fotografia: John Guleserian
Durata: 123’

Interpreti e personaggi
Domhnall Gleeson: Tim
Rachel McAdams: Mary
Bill Nighy: padre di Tim
Lee Asquith-Coe: Bin Man
Lindsay Duncan: madre di Tim

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