Archivio tag: ritmo

Prince Of Denmark

8

A Tale Of Music, 2016
avatar

Postato da
il

8, come i vinili contenuti nel boxset, ma anche 8 come il simbolo dell’infinito.
La qualità dell’intero lavoro è eccelsa.
[ Fabio Leggere ]

8.

Pronunciatelo nel silenzio più totale: O T T O.
O in inglese: E I G H T.

Riempirà l’ambiente nel quale siete, inaspettatamente rispetto alla sua piccola grandezza.
È quello il suo essere: in orizzontale diventa il simbolo dell’infinito e chiaramente non può che essere qualcosa di coinvolgente e straniante.

Suoni che dovrebbero avere un beat esaltante, ma sono di più: le tracce sono il risultato di una lavoro a dir poco di cesello.
Musica infinita che spazia dalla house ambientale all’elettronica passando per la minimal techno.
Techno suggestiva e a tratti sia angelica che malinconica.
È una sua specialità.

Uno dei pochi casi in cui impegnarsi in parole e descrizioni di un lavoro toglie tempo all’ascolto.
Un ascolto dal quale non vorreste più staccarvi.

Ascolta l’album su Soundcloud

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
September – In Orbit
Andy Stott -Too Many Voices
Royksopp – Melody A.M.

… e leggi anche
Riccardo Balli – Frankenstein goes to holocaust
Marco Mancassola – Last love parade
Andrea Cremaschi : Francesco Giomi – Rumore bianco

… e guarda anche
Sigur Ros – Heima

Leggi tutto ►

Royal Blood

Royal Blood

Warner Bros, 2014
avatar

Postato da
il

Articolo di Elena Stombelli

Hey Little Monster
I got my eye on you
Where are you going? Where you running to?
Hey Little Monster
You know it’s all okay
I’m gonna love you, no matter what you say
I got love on my fingers, lust on my tongue
You say you got nothing, so come out and get some
Heartache to heartache, I’m your wolf, I’m your man
I say run Little Monster, before you know who I am.

Atmosfere cupe, sound energico e potente che arriva dritto allo stomaco e lascia senza fiato. Quel fiato che si perde immergendosi fin dalle prime note nelle loro canzoni. Ritmi ossessivi e travolgenti che scuotono, in contrasto con testi graffianti ed a tratti intimi ed introspettivi. Un turbinio di sensazioni forti alternate a melodie più leggere e delicate. Una base melodica esclusivamente composta da una basso supportato da amplificatori che fa vibrare ogni cellula sin dal primo ascolto. Tutto questo arricchito da una batteria ed una voce tanto particolare ed unica quanto assolutamente riconoscibile.
Mike Kerr e Ben Thatcher sono gli artefici di tutta questa magia. Due ragazzi apparentemente anonimi sui quali non si scommetterebbe mai vedendoli giù da un palco, eppure con i loro Royal Blood sono stati considerati i “next big thing” della musica britannica. Ammirati da gruppi come Muse, Metallica, Rage Against The Machine, Led Zeppelin ed Arctic Monkeys. Sono stati scelti da questi ultimi per suonare a Finsbury Park ed hanno già calcato palchi di notevole importanza. Inseriti nella lista delle band impedibili del panorama musicale britannico, portano con loro le tracce delle band da cui sono stati influenzati come i Queens of The Stone Age, I Nirvana, Jack White ed i suoi White Stripes.
Singoli come “Little Monster” e “Ten Tonne Skeleton” con i loro riff potenti, ritmi coinvolgenti e freneticamente cupi, sono solo un piccolo assaggio del loro pazzesco album di debutto: Royal Blood, che ha raggiunto il più alto numero di vendite in Gran Bretagna per una rock band debuttante.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Figure it out, Little Monster, Ten Tonne Skeleton

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Queens Of The Stone Age – …Like Clockwork
Jack White – Lazaretto
Nirvana – In Utero

…e leggi anche:
Così è (Se vi pare) – Luigi Pirandello

…e guarda anche:
I bambini di Cold Rock – Pascal Laugier [ VM 14 ]

Leggi tutto ►

Klaxons

Surfing the Void

Polydor, 2010
avatar

Postato da
il

Echoes from the other world turn the horizons into
endless ever present
Echoes, Many other worlds true horizon makes the
endless ever present
Echoes into other worlds true horizons into the
endless ever present
Echoes, Many other-worlds true horizon start to turn

Surfing the Void è il secondo album della band londinese dei Klaxons.
Sin dal singolo Echoes si capisce cosa ci dobbiamo aspettare: grassi turbinii di bassi evocativi, spettacolari beat su più registri, e, naturalmente, sintetizzatori e campionatori a go-go che fanno erompere carezze per le orecchie. Il tutto unito ad una costruzione delle canzoni molto sperimentale.
Questo LP si ascolta con piacere, ha una sua personalità perché si sente che i brani sono scaturiti da un conflitto interiore: nel void (il vuoto) si esaltano i vocalizzi del cantato quasi come fossero fuochi pirotecnici, esaltazioni alla Donnie Darko.
Brani come Flashover esaltano l’attenzione compositiva costante e quasi maniacale, ben intessuta e furibonda di un impasto sonoro talvolta imprevedibile.
I Klaxons dicono sempre senza mezzi termini il loro pensiero e anche il suo contrario, le loro verità e le loro antitesi.
E i padiglioni auricolari vi ringraziano.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
EchoesSurfing the Void, Flashover

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
The Twang – Wide Awake
Artic Monkeys – Brianstorm
Dirty Pretty Things – Bang Bang You’re Dead

… e leggi anche
La banda dei brocchi – Jonathan Coe

… e guarda anche
Grazie, Signora Thatcher di Mark Herman

Leggi tutto ►

Luc Besson

Leon

Francia, 1994
avatar

Postato da
il

- Leon, esattamente che lavoro fai per vivere?
- Faccio le pulizie.

Leon per (soprav)vivere elimina dalla vita le persone.
Mathilda è l’unica sopravvissuta della sua famiglia.

Leon è un freddo, analfabeta, noncurante, apatico killer.
E si nutre di solo latte.
Mathilda è un dolce, innocente, amorevole scricciolo.
E si nutre di sola vendetta.

Ora, l’unico scopo e aspirazione di Mathilda è vendicare la morte del suo fratellino, trucidato insieme al resto della sua famiglia, e vuole che Leon le insegni ad uccidere: è il suo eroe, nel quale nessuno vorrebbe identificarsi.
Leon è l’antieroe per eccellenza, ma è proprio questo a renderlo speciale.
Non un film sulla vita o sulla morte, non uno smielato sentimental-drama, non un action movie, Leon non è questo: è colmo del vuoto vitale dei due protagonisti, dei loro silenzi, simbolo di tensione emotiva, degli sguardi poetici in mezzo ad eventi più grandi di loro.
Leon è il malvagio e Mathilda la buona? E perché non il contrario?
Una vicenda fatta di poche parole, che permea d’assoluto e d’umano, creando un’atmosfera, un legame tra due destini in modo indissolubile, in cerca di una vita migliore ed una rinascita.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’immortale di Richard Berry
The Transporter di Cory Yuen – Louis Leterrier
Wasabi di Gerard Krawczyk

Locandina del film Leon

Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson
Musiche: Éric Serra
Fotografia: Thierry Arbogast
Durata: 119′ (versione integrale 155′)

Interpreti e personaggi principali:
Jean Reno : Leon
Nathalie Portman : Mathilda
Gary Oldman : Stanfield
Danny Aiello : Tony

Leggi tutto ►

Guy Ritchie

Snatch – Lo strappo

USA, 2000
avatar

Postato da
il

Lui è Tommy, dice che gli hanno dato il nome di un fucile, ma io so che in realtà era il nome di una famoso ballerino classico del ’900, lo conosco da una vita,  è il mio compagno… Non è che ci teniamo per mano o facciamo passeggiate romantiche, più che altro cerco di tenerlo lontano il più possibile dai guai in cui lui mi caccia, gli do il tormento, lo tengo in riga.  Ma in fondo è come un fratello. Che ne so io dei diamanti? Sono un impresario di boxe, ero un felice impresario di boxe fino a una settimana fa e poi… Che ne so io dei diamanti? Non vengono da Anversa?

“Snatch” è un film frenetico e caotico, coinvolgente ed intrigante. La trama si sviluppa attorno al furto di un grosso diamante, una storia di imbrogli, loschi traffici e scommesse tra soggetti del tutto impresentabili. Sono proprio i personaggi l’ingrediente principale del successo di “Snatch”, ben descritti nelle sceneggiature, e magistralmente interpretati dagli attori. Brad Pitt è davvero perfetto nel ruolo dello zingaro, stravagante, strambo, irriverente. Tutto in lui è in sintonia con il personaggio che interpreta:  postura, mimica, complicità, davvero uno spasso!   E poi il doppiaggio, accurato, calzante. Dialoghi che si susseguono in scene brevi e scatenate.
Di fronte a tale perfetta fusione di ritmo e comicità, di tragedia e commedia, non infastidisce il linguaggio non proprio ortodosso dei dialoghi né alcune scene decisamente crude: tutto è perdonato in nome del grottesco!

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche Lock & Stock” – Guy Ritchie
… leggi anche Fight Club – Chuck Palahniuk
ed ascolta anche Diamond- Klimt (colonna sonora)

Locandina italiana Snatch – Lo strappo

Regia: Guy Ritchie
Sceneggiatura: Guy Ritchie
Fotografia:Tim Maurice – Jones
Durata: 102′

Interpreti e personaggi principali:
Jason Statham – Turkish
Brad Pitt – Mickey O’Neill
Benicio Del Toro – Frank Quattrodita

 

 

Leggi tutto ►