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Kraftwerk

Autobahn

Philips Vertigo, 1974
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Wir fahr’n fahr’n fahr’n auf der Autobahn

Vor uns liegt ein weites Tal
Die Sonne scheint mit Glitzerstrahl

Die Fahrbahn ist ein graues Band
Weisse Streifen, gruener Rand

Jetzt schalten wir ja das Radio an
Aus dem Lautsprecher klingt es dann:
Wir fah’rn auf der Autobahn

Anche i meno avvezzi alla storia della musica hanno sentito almeno una volta il nome Kraftwerk: gruppo che ha influenzato anni di produzioni musicali in tutto il mondo.
Autobahn, il loro quarto album, è ancora più rivoluzionario dei precedenti.
È un non-luogo (fisico prima di tutto: autobahn significa autostrada in tedesco, cioè qualcosa che serve per spostarsi da un luogo all’altro ma che luogo non è); è un non-luogo dove l’elettronica è impulso di vita nascente, coinvolge in una stasi di problemi, perdurando quasi un’ipnosi sinaptica, impulso ad immergersi nella descrizione musicale.
L’eloquenza quasi stilnovista che compenetra i riff ripetuti dei sintetizzatori e delle chitarre sembra creare un’atmosfera trance ante litteram, quasi un premonitorio omaggio del gruppo ad un genere in voga molti anni dopo.
Basterebbe la title track, ma allarghiamo il pensiero a tutto l’album: un intero lavoro che ha gettato i semi dell’elettronica come oggi l’intendiamo, dell’electro-funk, della musica ambient, del synth pop solo per citarne alcuni.
Wirh far’n far’n far’n auf der autobahn” (andiamo andiamo andiamo per l’autostrada) assume una doppia valenza: oltre ad essere parte della canzone, assume il significato di andare oltre, sperimentare, creare unioni di sacro e profano.

Ascolta l’album:
Autobahn

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Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush

Zootropolis

USA, 2016
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- Non si e’ mai visto un coniglio poliziotto!
- Vorrà dire che sarò la prima perche’ io voglio rendere il mondo un posto migliore.
- Tesoro, bisogna fare le cose con calma, una carota alla volta!

Judy è una dolcissima coniglietta-poliziotto, determinata a rendere il mondo un posto migliore. Persegue questa sua missione con tenacia e convinzione. Alla prima esperienza viene inviata a Zootropolis, città idilliaca, in cui animali di ogni razza paiono convivere pacificamente.
Nick vive lì: è una volpe e – come tale – furbo, inaffidabile, infido. O almeno così sembrerebbe. Insieme si trovano coinvolti nell’indagine sulla scomparsa di alcuni pericolosi animali. Da qui si sviluppano avventure e colpi di scena, in più punti davvero esilaranti. Sullo sfondo una serie di personaggi perfettamente caratterizzati, indimenticabili e spassosi.

“Zootropolis” è un film che invita ad andare oltre ai luoghi comuni, alle apparenze ed ai pregiudizi. Esorta a guardare alla sostanza delle cose. Insegna che non ci sono animali (leggi: esseri umani) intrinsecamente cattivi. Esistono individui, ciascuno dei quali con proprie prerogative e speranze. Invita a non cadere nella logica della paura dell’altro, a non delegare il compito di migliorare ciò che non piace. Ci parla di amicizia ed autodeterminazione, coraggio ed armonia.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Monsters & Co – Pete Docter, Lee Unkrich, David Silverman
Robots – Chris Wedge

zootropolis

Regia: Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush
Sceneggiatura: Jared Bush, Phil Johnston, Byron Howard, Jared Bush
Musiche: Harry Gregson-Williams, John Powell, Michael Giacchin
Durata: 108′

 

 

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