Archivio tag: romanticismo

Iceage

You’re nothing

Matador, 2013
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But bliss is momentary anyhow, yet worth living for

New Brigade, nel 2011, aveva fatto gridare al miracolo: dodici brani dall’ossatura post-punk (le stanze oscure di Wire e Joy Division, per citare due modelli piuttosto evidenti) e hardcore, che rivelavano tutto il talento e l’intensità del giovanissimo quartetto danese Iceage.
You’re Nothing, oggi, è quanto di meglio ci si potesse aspettare a conferma di quelle promesse.
Un vetro rotto di fastidio e disgusto, che degenera in nausea più che in rabbia, tutta proiettata verso l’analisi interiore e non verso la società; in questo, lontana anni luce dallo spirito condivisivo e aperto di tanto hardcore americano, cui pure deve molto in termini di suoni e modi.
Più Germs che Minor Threat, insomma, per rimanere da quella parte dell’Oceano.
Una musica che procede per lacerazioni e spasmi, strappi e conati: il ruggito bestiale delle chitarre degli anthem a precipizio It Might Hit First e Rodfæstet, quasi Motorhead nell’assalto ritmico; il terrificante uno-due d’apertura Ecstasy/Coalition, con la vocalità devastata di Elias Rønnenfelt che barcolla frastornata tra estasi e vuoto, desiderio e alienazione.
Come per l’esordio, l’atmosfera è quella ombrosa del Nord Europa ed echi del post-punk si percepiscono fortissimi nei riff taglienti di In Haze e Everything Drifts o nel basso portante di Burning Hand, dove le sei-corde si fanno quasi noise, e nei cori minacciosi e distanti di Wounded Hearts.
A dare la misura della crescita espressiva della band provvedono quelle che un tempo sarebbero state chiusure di facciata del vinile: il divorante inno esistenziale You’re Nothing e la lucente perla nera Morals, melodia infetta di elettricità cadenzata e sparse note di pianoforte, singolarmente ispirata a L’Ultima Occasione, singolo di Mina degli anni ’60, e dimostrazione di quanto romanticismo covi sotto tanta angoscia.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Mr Marx’s table – Wire
Blank generation – Richard Hell & The Voidoids
Transmission – Joy Division
Manimal – Germs

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Radu Mihaileanu

Il concerto

Russia, Francia, Italia, Belgio, Romania, 2009
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Questo concerto è come una confessione, un grido, Anne-Marie! In ogni nota c’è la vita e tutte le note ricercano l’armonia, la felicità…

Negli anni ’80, Andrei Filipov, celebre direttore d’orchestra, viene espulso dal Bolshoi perchè accusato di opposizione al regime di Breznev. Si è infatti rifiutato di allontanare dall’orchestra i musicisti ebrei. Viene costretto a lavorare come uomo delle pulizie nello stesso teatro e proprio durante il lavoro ad Andrei si prospetta la possibilità di riscattarsi dall’umiliazione subita, organizzando con la vecchia orchestra una rocambolesca trasferta a Parigi.
Il film oscilla piacevolmente tra romanticismo, umorismo, suspence e grottesco ed affronta in modo sottile e leggero una drammatica pagina della storia dell’Unione Sovietica.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Trein de Vie – Radu Mihaileanu
Shine – Scott Hicks

e ascolta anche
Concerto in Re maggiore per violino ed orchestra – P.I. Tchaikovsky

locandina concerto

Regia: Radu Mihaileanu
Sceneggiatura: Radu Mihaileanu, Matthew Robbins
Fotografia: Laurent Dailland
Montaggio: Ludovic Troch
Musiche: Armand Amar
Durata: 120′

Interpreti e personaggi principali:
Aleksei Guskov: Andrei Filipov
Melanie Laurent: Anne-Marie Jacquet
Dmitri Nazarov: Sacha Grossman
Valeri Barinov: Ivan Gavrilov

 

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Nicolas Winding Refn

Drive

Usa, 2011 - vietato ai minori di 16 anni
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Siamo qui per festeggiare, ma so che ho fatto una cosa indegna e che devo farmi perdonare da tutti voi. Avere una seconda chance è raro, giusto? Ed è questo che festeggiamo.
 

 
Tutto sembra già accaduto, quando veniamo rapiti dai tentacoli della notte di Los Angeles.
Un uomo, di cui non conosceremo il nome, guida un’auto tra luci al neon e ombre infinite, mettendo in salvo due rapinatori; questo è il suo lavoro notturno, dopo giornate passate tra officina e set cinematografici.
La sua vita cambia all’incontro con Irene, giovane madre del piccolo Benicio; sola, in attesa che Standard, il marito, esca dal carcere.
Quello che pare amore, ma forse è semplice affetto, porta l’uomo ad aiutare Standard in una rapina per saldare conti in sospeso ed evitare ritorsioni sulla famiglia.
Qualcosa, però, andrà male, e le vite di tutti inizieranno a correre come su un piano inclinato verso destini inevitabili, nonostante ciascuna di esse si aggrappi all’illusione di una seconda opportunità.
Il regista danese Nicolas Winding Refn, con una prova letteralmente sensazionale, trasforma una trama all’apparenza scontata in un visionario capolavoro noir, in cui terrificanti esplosioni di violenza pulp si contrappongono ai silenzi del protagonista impersonato da un grande Ryan Gosling (le emozioni celate dietro minime variazioni espressive, la rabbia repressa che monta scena dopo scena) e alla complicità di sguardi e sorrisi scambiati con commovente tenerezza.
Avvolti dal soffice manto dei synth della splendida colonna sonora, i novanta minuti di Drive non lasciano respiro allo spettatore neppure quando il ritmo pare collassare, facendosi semplicemente indimenticabili.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Carlito’s way – Brian De Palma
 
…e ascolta anche
A Real Hero – College feat. Electric Youth
Under Your Spell – Desire
Nightcall – Kavinsky feat. Lovefoxxx
 
Locandina di Drive, film di Nicolas Winding Refn
Regia: Nicolas Winding Refn
Soggetto: James Sallis (romanzo)
Sceneggiatura: Hossein Amini
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Montaggio: Mat Newman
Musiche: Cliff Martinez
Durata: 95′
 
Interpreti e personaggi
Ryan Gosling: Il pilota
Carey Mulligan: Irene
Bryan Cranston: Shannon
Albert Brooks: Bernie Rose
Oscar Isaac: Standard Gabriel
Christina Hendricks: Blanche
Ron Perlman: Nino
Kaden Leos: Benicio

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David Nicholls

Un giorno

Neri Pozza, 2010
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Lei lo abbracciò di nuovo, stringendolo forte. Si sentiva ubriaca, traboccante di affetto e anche un po’ triste, come se fosse la fine di un’era. Voleva dire qualcosa su questa falsariga, ma pensò che fosse meglio condensarlo in una battuta: “Ovviamente mi hai appena distrutto qualsiasi possibilità di un futuro decente, ma sono davvero felice per te”.

Emma e Dexter sono amici, grandi amici. Tra loro negli anni dell’università nasce un’affinità emotiva istantanea, viscerale, anche volubile, ma destinata comunque a perdurare nel tempo, contro ogni logica ed evidenza, nonostante la  volontà autodistruttiva di lui e l’indole un po’ nostalgica di lei. E’ amore, il più grande, istintivo degli amori?

Riga dopo riga, nei molti dialoghi tra i due personaggi si costruisce la trama di questo bel romanzo, che si svolge sul filo di un romanticismo vero, coinvolgente, impregnato di realtà: due vite, due tempi  che scorrono parallelamente.

 

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche:
Le domande di Brian – David Nicholls

.. e guarda anche
One day – Lone Sherfig

.. e ascolta anche
Angel – Robbie Williams

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