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Stephen King

Incubi & deliri

Sperlimg & Kupfer, 1994, 825 p.
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Articolo di Valentina Carioni Vienna

Si è ucciso, ho pensato e ho provato un’amara delusione. O si è ucciso o è morto di paura. Dal cumulo di terra è salita una risata. Una risata cristallina, irreprensibile, totalmente sincera. Ho sentito la pelle che mi si raddensava in grossi bozzi duri. Era la risata di un uomo dalla mente disfatta. Ha riso e riso nella sua voce rauca. Poi ha gridato. Poi ha riso di nuovo. Alla fine ha riso e gridato insieme.

Credo che nessuno di voi possa non conoscere il genio dell’orrore, quello scrittore pluripremiato che trova sempre il modo per farci accapponare la pelle, che ci porta a scambiare rami tortili smossi dal vento per mostriciattoli dalle unghie lunghe ed affilate, pronte a portarci via dai nostri letti sicuri.

Stephen King ha scritto un capolavoro dietro l’altro, e Incubi & Deliri va ad aggiungersi a quella lunga ed interminabile lista. Ovviamente ognuno di noi spera che questo grandioso scrittore, che ha il talento nelle vene, non smetta mai di scrivere, ed è esattamente per questo motivo che, intanto che aspettiamo uno dei suoi nuovi ed originali romanzi, ci conviene spendere del tempo in compagnia di questo mattoncino di 826 pagine, in cui nuotano parole e storie al di là del raziocinio e del facilmente spiegabile.

In questo insieme di racconti scorrono l’inquietudine e il terrore, in un crescendo che ci porterà a non staccarne più gli occhi. Un libro che ti lascia con il fiato sospeso, che la mente ti dice di chiudere, eppure non ne sei mai capace. Gli artigli dei mostri vengono a cercarti fra questo inchiostro scuro, dove ogni storia ha un suo significato. Un mondo anni 80’ popolato da Cadillac e da Falcon, un mondo fatto di boschi americani e tiepidi sotto il sole rovente, un mondo apparentemente normale che viene stravolto dalla banalità del male, che intacca la quotidianità e ci permette di vivere un’avventura strabiliante e “fatale”, che ci condurrà nel vortice dell’orrore e dell’orripilante, ricordandoci che il terribile ed il malvagio si nascondono nelle piccole cose che popolano la nostra Terra, e non al di sotto di essa. Non sono gli spiriti, i vampiri o i licantropi a terrorizzare, sono api che volano, lavandini in un soggiorno, uomini che ridono quando di ridere non c’è alcuna necessità, e bambole che acquistano vita.

Confrontarci con l’assurdo ci permette di terrorizzare noi stessi, per poi avere meno paura in futuro, consapevoli del fatto che c’è tanto di cui averne, ma che si può vivere benissimo lo stesso. Le paure non devono essere poi tutte negative, no? Ci sono anche tanti bei timori, quelli che, pur facendo rabbrividire, ci fanno anche bene. Ci fanno crescere e maturare, ci fanno capire ciò che non vorremmo mai divenire, ciò da cui è meglio stare lontani, e, in fondo, ci aiutano a diventare le persone che siamo destinati ad essere, forse più furbe e consapevoli di come saremmo stati se non ci fossimo gettati in questa avventura che mozza il fiato.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Insomnia- Stephen King
Notte buia niente stelle – Stephen King
Stagioni Diverse – Stephen King
Al crepuscolo – Stephen King
Scheletri – Stephen King
Quattro dopo mezzanotte – Stephen King

… e guarda anche…
Pet Sematary – Mary Lambert
Misery non deve morire- Rob Reiner

… e ascolta anche…
Stand By Me – Ben E. King
The Killing Moon – Echo and the Bunnymen
The Wind of Change – Scorpions
No Mountain High Enough – Marvin Gaye

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Scorpions

Comeblack

Sony, 2011
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I’ll fight, babe, I’ll fight
to win back your love again
I will be there, I will be there

Il disco, il diciottesimo nella carriera di questo storico gruppo rock tedesco, raccoglie famosissimi brani registrati nuovamente della band e alcune cover di altri famosi gruppo degli anni Sessanta, come per esempio Beatles e Rolling Stones.
Il titolo dell’album è ironico. Nel 2010 l’album Sting in the tail avrebbe dovuto essere l’ultimo saluto della band dopo quarant’anni di onorata carriera, ma l’affetto dei fan e la partecipazione al tour che accompagnava il disco ha fatto sì che gli Scorpion rivedessero la loro scelta. Da qui nasce Come Black, che gioca con l’assonanza a “come back”, cioè ”ritorno”.
I sette brani scelti tra la sterminata produzione della band in quattro decenni di attività non hanno subito riarrangiamenti; la scelta è stata quella di stare il più vicini possibile agli originali ma utilizzando la strumentazione moderna.
La scelta invece delle Cover si basa sulle canzoni che nel corso degli anni hanno più influenzato lo stile di Klaus Meine e soci: “Tainted Love” di Gloria Jones, “Children Of The Revolution” dei T. Rex, “Across The Universe” dei Beatles, “Tin Soldier” degli Small Faces, “All Day And All Of The Night” dei Kinks e “Ruby Tuesday” dei Rolling Stones.

Ascolta tre brani dell’album:
Still loving you
Wind of change
Rhythm of love

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Scorpion, Return to forever
Metallica, Nothing else matter
Europe, The Final Countdown
Queen, The Show must go on

E guarda anche:
Ari Folman, Valzer con Bashir

E leggi anche:
Martin Popoff, Scorpion Uragano tedesco

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I CONCERTI DEL 2015

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E’ tempo di dare un’occhiata ai concerti del 2015 e scegliere quelli davvero imperdibili! Per le due date italiane del tour degli U2  ormai non c’è più tempo: tutti i biglietti  sono stati venduti in un quarto d’ora! Restano invece buone speranze di trovare un posticino per i live di altri artisti e band stranieri.  Lo scenario pare dominato dai grandi gruppi degli anni Ottanta: Kiss, AC/DC, Deep Purple, Queen, Scorpions, Spandau Ballet, UB40, Simple Minds, Sting. Ma in realtà c’è molto altro. Arriveranno da noi star come Maroon 5Slipknot, Sam Smith, Ed Sheeran e Nickelback. A partire da Marzo sarà il momento dei nomi italiani: Jovanotti, LigabueVasco Rossi, Caparezza, Afterhours, Gianna Nannini. La corsa all’acquisto dei biglietti è aperta!

Qui trovate info su altri concerti in programma.

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