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Modern Baseball

You’re gonna miss it all

Run For Cover Records, 2014
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I’ll walk home with my eyes low,
dreaming of conversations we’ll have tomorrow,
your loose ends, my new friends,
all the classes in high school we fell asleep in
and now I can hardly close my eyes

C’è questo video che gira su Youtube in cui Jake Ewald suona un’emozionata versione di Coals, il pezzo acustico che chiude l’esordio dei suoi Modern Baseball; ad ascoltarlo, occhi lucidi e sorriso in faccia, ci sono pure i suoi compagni di band. Ecco, i MoBo sono quella cosa lì, una specie di status update sugli anni tra high school e college, personalissimo eppure capace di annullare la distanza tra chi sta sopra e chi sta sotto il palco.
Con il nuovo You’re Gonna Miss It All, i quattro di Philadelphia tolgono un po’ di spigoli alla musica e si concentrano su una scrittura pop ben più sottile della media di genere – il loro emo non è mai inutilmente rumoroso, le chitarre sono intrecciate con cura e all’urlo rabbioso si preferisce un divertito raccontare.
In un’insalata di stili incredibilmente coerente – sentite con quanta naturalezza convivano il punk-pop di Broken Cash Machine e Charlie Black, il trottare indie-folk di Fine, Great e Going To Bed Now, i ripiegamenti acustici di Timmy Bowers e della meravigliosa Pothole – le voci di Jake e Brendan Lukens abbracciano storie di serate storte e giornate a dormire sui libri, storie finite male e lettere d’amore immaginarie.
(Auto)ironici quando serve, ma pure sarcastici e disillusi – si prenda Your Graduation, ad esempio – i Modern Baseball traducono in canzoni belle e bellissime l’ansia del non saper bene che fare e il cuore frullato dei propri vent’anni.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Passing Through A Screen Door – The Wonder Years
Falling In Love Again – Joyce Manor
Don’t Hate Me – The Get Up Kids
Hum – Tigers Jaw

…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
C’era Una Volta Un’Estate – Nat Faxon, Jim Rash
Community – Dan Harmon

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Edgar Wright

La fine del mondo

USA, Gran Bretagna, 2013
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Mi ricordo di essermi seduto lì, sangue sulle nocche, birra sulla camicia, vomito sulle scarpe, di aver visto il bagliore arancione di una nuova alba che sorgeva e di aver saputo nel mio cuore che la vita non sarebbe mai più stata così bella. E sapete una cosa? Non lo è stata mai più.

Il 22 Giugno 1990 doveva essere l’inizio di tutto, per Gary fuckin’ King; diciotto anni, piena Summer Of Love e fine della scuola, festeggiata con il tentativo fallito di portare a termine con gli amici la Golden Mile: dodici pinte in dodici pub; l’ultima, appropriatamente, al World’s End.
Una notte che anticipava un nuovo giorno e una vita pieni di promesse, ma da allora non è successo niente.
Gary è rimasto intrappolato nel suo personaggio e, ormai quarantenne alla deriva, decide di cercare una sorta di riscatto nell’unico modo che conosce: rimettere insieme la gang con Andy, Ollie, Stevie e Pete e ritornare a Newton Haven per compiere l’impresa.
Giunti sul luogo, però, scopriranno che gli abitanti sono stati sostituiti da una specie aliena dal sangue blu e da lì la vicenda prenderà a precipitare verso un finale distopico e planetario, come da titolo.
Edgar Wright chiude la mitologica Cornetto Trilogy con un capitolo che, partendo da toni apparentemente dimessi, cresce con il passare dei minuti grazie a uno script efficacissimo che, procedendo per accumulo di dettagli (i mixtape, le mappe ingiallite, i muri scrostati, i nomi dei pub), finisce per edificare un universo proprio e, al contempo, riesce ad attribuire all’opera un imprevisto valore generazionale.
Il modo in cui Gary (un fantastico Simon Pegg) vive al passato è rappresentativo di non-più-ragazzi che, privati di tutto, non riescono a trovare risposte che vadano più in là delle parole di Peter Fonda in Wild Angels: “We wanna be free to do what we wanna do / and we wanna get loaded / and we wanna have a good time”.
E se questo non bastasse a fare di La Fine del Mondo un gran film, c’è sempre Nick Frost che si ubriaca, strappa il cardigan, mena le mani e rompe cose.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’alba dei morti dementi – Edgar Wright
Hot Fuzz – Edgar Wright
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Young Adult – Jason Reitman
 
…e ascolta anche
Happy Hour – The Housemartins
Loaded – Primal Scream
What You Do To Me – Teenage Fanclub
Fools Gold – The Stone Roses
 
Locandina di La Fine del Mondo, terzo film della Cornetto Trilogy girato da Edgar Wright
Regia: Edgar Wright
Soggetto: Edgar Wright, Simon Pegg
Sceneggiatura: Edgar Wright, Simon Pegg
Fotografia: Bill Pope
Montaggio: Paul Machliss
Musiche: Steven Price
Durata: 109′
 
Simon Pegg: Gary King
Nick Frost: Andrew Knightley
Martin Freeman: Oliver Chamberlain
Paddy Considine: Steven Prince
Eddie Marsan: Peter Page
Rosamund Pike: Sam
Pierce Brosnan: Guy Shepherd

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Weezer

Weezer

Geffen, 1994
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Un giorno di primavera, il vento caldo che entra dalla finestra aperta a mettere scompiglio tra fogli, capelli, pensieri.
Questo è l’omonimo esordio dei Weezer, quartetto d’improbabilissimi rocker capeggiati dal formidabile nerd songwriter Rivers Cuomo.
Canzoni che, a quasi vent’anni dall’uscita, non hanno perso un grammo di freschezza; dieci piccoli grandi capolavori power-pop che rielaborano le lezioni alt-rock di Pixies e Nirvana in una micidiale sequenza di melodie killer, che alla solarità dei suoni contrappongono testi incentrati su paranoie da successo e voglia di cose semplici e banali, amori storti e famiglie problematiche.
Indimenticabile sin dai singoli: Buddy Holly, che fa rivivere Happy Days e l’occhialuto genio di Lubbock in un colpo solo; la pigra Say It Ain’t So, chitarra in levare nella strofa e ritornello esplosivo; il vorticare a occhi chiusi di Undone.
E poi la grandiosa apertura di My Name Is Jonas dove a un certo punto, fra le chitarre, s’insinua anche un’armonica impazzita; i punk-pop sparati di No One Else e Surf Wax America; l’abbraccio emo di The World Has Turned And Left Me Here e gli otto minuti dolci ed epici di Only In Dreams.
Un vero miracolo di pop chitarristico, da ascoltare e ascoltare e ascoltare fino a non desiderare altro.
 

 
Ti è piaciuto questo disco? Allora ascolta anche
Gigantic – Pixies
Sliver – Nirvana
When I Come Around – Green Day
Holiday – The Get Up Kids
 
…e leggi anche
Generazione X – Douglas Coupland
 
…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Noi siamo infinito – Stephen Chbosky

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Yuck

Yuck

Fat Possum, 2011
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Daniel, Max, Mariko, Jonny.
Quattro ragazzi poco più che ventenni da Londra, una passione divorante per le chitarre dolcemente rumorose dei ’90, un sacco pieno di sogni e melodie memorabili.
Questi sono gli Yuck e questo è il loro esordio, dodici canzoni belle e bellissime che sanno del vento caldo e lieve dei primi giorni di primavera, degli anni giovani e importanti, quando ogni piccolo sospiro del cuore è un momento da ricordare.
Le voci affogano nel magma chitarristico dei pezzi più tirati, indie-rock d’alta scuola che letteralmente travolge in Get Away, Holing Out e Operation; dipingono paesaggi da sogno pop in The Wall e Georgia.
Shook Down, Suicide Policeman e Sunday sono carezze che hanno l’aria di essersi appena svegliate, tutte melodie sussurrate e chitarre sopite e gentili; un altro mondo rispetto ai sette rumorosissimi minuti della conclusiva Rubber.
Canzoni da custodire come segreti preziosi, in attesa di qualcuno.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Get Away, Holing Out, Shook Down
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Bob Mould – The Descent
Yo La Tengo – Sugarcube
Dinosaur Jr. – The Wagon
The Smashing Pumpkins – Today
Pavement – Summer Babe
 
…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Juno – Jason Reitman

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Richard Linklater

The School of Rock

USA, 2004
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Dio del rock, grazie per questa occasione per spaccare, siamo i tuoi umili servitori. Ti prego, dacci il potere di mozzar loro il fiato con il nostro energetico rock. Nel tuo nome preghiamo. Amen

 

Non siamo qui per vincere, ma per fare un grande show.

 

E ora andiamo a pettinargli i capelli!!!!

 

Ehi voi! Si, dico proprio a voi, che guardate  film impegnati: School of Rock vi farà impazzire!
Jack Black è un chitarrista-sognatore-casinista che, escluso dalla sua band e perennemente a corto di soldi, si spaccia per un amico insegnante finendo a fare il supplente in un’esclusiva e boriosa scuola elementare privata. Qui insegna l’unica materia che conosce, il rock’n’roll, e apre un mondo di novità alla sua classe, portandola perfino a gareggiare in un torneo di band emergenti. Gli studenti si scoprono talenti musicali e si trasformano in eversivi profeti della musica ribelle formato mignon, finalmente appagati, scombinati e contenti di esserlo.
Senza freni che lo possano arrestare, sempre sulla rampa di lancio di montagna russe sbullonate è un film che spinge a non fermarsi mai, a non mollare e a credere in se stessi. Sempre.
E se ci scappa del rock, ancora meglio.

 

Regia: Richard Linklater
Sceneggiatura: Mike White
Fotografia: Rogier Stoffers
Musiche: Craig Wedren
Durata: 108′

 

Interpreti e personaggi principali:
Jack Black : Dewey Finn
Joan Cusack : Rosalie Mullins
Joey Gaydos Jr. : Zack Mooneyham
Kevin Alexander Clark : Freddy Jones
Mike White : Ned Schneebly
Sarah Silverman : Patty

school of rock

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche:
Scott Pilgrim Vs The World di  Edgar Wright

 

… e ascolta anche …
AC/DC – It’s a long way to the top
Black Sabbath – Iron man 
Led Zeppelin – Immigrant song
The School of Rock – School of Rock Song

 

… e leggi anche …
Storia segreta del rock – Christopher Knowles

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Edgar Wright

Scott Pilgrim Vs. The World

Marc Platt Productions, Big Talk Films, Closed on Mondays Entertainment, 2010
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La vita da videogioco di Scott Pilgrim rotola arruffata e inciampa come le corde del suo basso fino a quando, a una festa, non gli capita d’incontrare l’amore della vita, Ramona Flowers. Peccato che Scott sia già impegnato con l’urlante Knives. E peccato che per raggiungere il suo sogno sia costretto ad affrontare lotte all’ultimo sangue con La Lega dei Sette Malvagi Ex della bella e tintissima Ramona. Un’impresa mica da ridere, se fra loro si nascondono gemelli terroristi del pentagramma, vegani poco pacifisti e produttori discografici senza scrupoli.
Scott Pilgrim Vs. The World : l’amore nerd ai tempi di Amazon.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’Alba dei Morti Dementi – Edgar Wright
Super 8 – JJ Abrams
 
…e leggi anche
Scott Pilgrim – Bryan Lee O’Malley
 
…e ascolta anche
The Smashing Pumpkins – Today
Pavement – Cut Your Hair
 
Locandina di Scott Pilgrim Vs. the World, film di Edgar Wright
Regia: Edgar Wright
Soggetto: Bryan Lee O’Malley
Sceneggiatura: Edgar Wright, Michael Bacall
Musiche: Nigel Godrich
Fotografia: Bill Pope
Durata: 112′
 
Interpreti e personaggi
Michael Cera: Scott Pilgrim
Mary Elizabeth Winstead: Ramona Victoria Flowers
Kieran Culkin: Wallace Wells
Alison Pill: Kim Pine
Anna Kendrick: Stacey Pilgrim
Johnny Simmons: giovane Neil Nordegraf
Ellen Wong: Knives Chau

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