Archivio tag: scott walker

Anna Calvi

One Breath

Domino, 2013
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Non l’abbiamo mai lasciato riposare a lungo fuori dallo stereo, l’esordio omonimo di Anna Calvi: troppo suadente la magia delle interpretazioni, troppo fascinoso l’impasto di sonorità rock e atmosfere noir per resistere a uno dei pochi veri classici contemporanei.
E’ da lì che One Breath sembra riprendere le fila del discorso, con una Suddenly caracollante e bluesy, fantasma che prende corpo lungo il cammino; a ruota, il singolo Eliza esplode in un incedere incalzante e un chorus subito memorabile.
Ma a partire dalla ritmica circolare di una Piece By Piece che è puro pop lunare, il disco s’incammina su sentieri ancora inesplorati: e allora elettriche noise squarciano la calma apparente di Cry, laddove invece Sing To Me avvolge di pura sensualità, vocalità sospesa nel vuoto di chitarre distanti e poco altro, fino a un’apertura melodica dall’ampiezza cinematografica.
Se Love Of My Life è un rock crudo e wave dalle distorsioni poderose, la title-track è certo uno dei vertici dell’opera: apertura rarefatta e ipnotica, un crescendo lento e inesorabile che cede il passo a una commovente aria strumentale per soli archi.
Carry Me Over è un’altra interpretazione magnetica che si regge su una melodia di sicuro impatto e sorprende nella sezione centrale, percussiva e dissonante.
Ma è il doppio finale di Bleed Into Me e The Bridge a lasciarci definitivamente senza parole: due composizioni impalpabili, della stessa materia dei sogni più eterei di Jeff Buckley, a pacificare con il suono di mille voci l’animo scuro di un altro album da ricordare.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Lilac wine – Jeff Buckley
Meet ze monsta – PJ Harvey
The day the “Conducator” died – Scott Walker
This bed of shattered bone – Colin Stetson, Justin Vernon
 
…e guarda anche
Moon – Duncan Jones
Blade Runner – Ridley Scott
 
…e leggi anche
Non lasciarmi – Kazuo Ishiguro

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Baustelle

Fantasma

Warner, 2013
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E vieni a vivere con me un mondo atroce, vieni qua a sopportarne la follia. E dammi figli e oscenità e tenerezza e dignità. Non ho amato mai nessuno come te.
 

Inizia come un film horror, il sesto album dei Baustelle, una voce di bimba che emerge dal buio a intonare un canto che si schiude in una soffusa fiaba corale. Poi è il pianoforte a introdurre uno dei pezzi più clamorosi degli ultimi anni: Nessuno è una ricerca d’amore sulle macerie di tempi in rovina, indimenticabile danza sulla polvere di stelle della Film Harmony Orchestra.
Fantasma è un affresco crudele e intenso sul trascorrere del tempo, che si canti la morte come nel funereo e ironico beat La Morte (Non Esiste Più), nella maestosa apertura di Monumentale o nella tragedia omicida di Contà L’Inverni; che si giochi con le ansie d’apocalisse vestendole di abiti country-pop (Maya Colpisce Ancora) o si narri la vicenda del compositore Olivier Messiaen e del suo Quatuor Pour La Fin Du Temps (Il Finale); che ci si smarrisca in paesaggi morriconiani (L’Orizzonte degli Eventi) o nel puro vuoto esistenziale nascosto sotto un pieno orchestrale (Il Futuro).
Fino a trovare pace nel respiro universale di Radioattività, invito a stringersi ancora più forte alla ricerca del bene e del bello.
Nonostante la pioggia, la neve, l’orrore.
 

 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Scott Walker – Farmer In The City
Ennio Morricone – C’era una volta il West
Fabrizio De Andrè – Ballata degli impiccati
Mondo Cane – Il cielo in una stanza

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