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Maieutica

Logos

De Fox - Heart Of Steel, 2012
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Restate immobili tra celle solide, rivoluzioni immaginarie
su letti comodi tra gabbie insolite, prigioni con finestre aperte,
come cadaveri, teatranti in replica, tuo figlio non si chiederà,
evaporare poi fuggire poi fuggire di qua.

Articolo di Arianna Mossali

Caspita se fanno sul serio i Maieutica, rockers padovani col
pallino della filosofia e del teatro: con quel nome, e il
consequenziale titolo ”Logos”, devono aver fatto drizzare i
capelli in testa a tutti i maturandi all’ascolto. Diamine, il buon
vecchio Socrate in versione rockstar è praticamente la sintesi
dei nostri peggiori incubi di liceali lavativi (con tanto di capello
incolto e T-shirt d’ordinanza delle band preferite).
Ma no, tranquilli: è vero che la musica dei Maieutica è
impregnata di materia grigia e di appassionata ricerca
intellettuale, ma il risultato è piacevole oltre che di assoluto
pregio, e sapete benissimo che non è facile coniugare le due
cose.
I Maieutica definiscono la propria musica “Rock Pensante”, una
definizione sicuramente calzante se si considera non solo la
loro scrupolosa ricerca lirica, ma la stringente logica che
emerge dalla strutturazione del pensiero espresso nei testi. La
maieutica, infatti, altro non è che la tecnica socratica di
estrapolazione del concetto e della ragione (il ‘logos’, appunto)
da uno scambio di ragionamenti tra i due interlocutori.
L’eloquio della band padovana è un acceleratore di particelle
cerebrali, un propellente di idee guizzanti, un potente motore
di riflessione, un gioco e una sfida intellettuale continua. Quello
che fa strano, è che questo vortice di splendente ingegno è
innestato su tonanti riff hard rock, addirittura con qualche
sfuriata metal, che scongiurano il temuto effetto “ecco-unaltro-gruppo-di-snob-finti-rockers-alternativi-con-la-puzzasotto-il-naso”, a vantaggio dell’accessibilità dell’album.
Il primo singolo Sinestetica Apparenza è incalzante e ricco di
virtuosismi tecnici, molto carico e drammatico. In Preda Alla
Fuga è un brano dalla struttura sfalsata e irregolare, una
metafora dell’irrequietezza della mente umana. A.D.I.D.M. è
l’unico esempio di brano socialmente impegnato all’interno
dell’album. La Teoria Delle Stringhe presenta parti chitarristiche
più ampie e distese e spezza un po’ il ritmo forsennato, che
però riappare subito nella tiratissima L’Oracolo. Curiosa
l’orientaleggiante Tre, complessa e variegata La Scelta con
l’inserimento di diversi ambienti musicali.
Particolarmente interessante e polimorfa la suite conclusiva
Natale di S’Odio + Primaneve, che riafferma la propensione
della band a un tipo di spettacolo crossover, incentrato tanto
sulla musica quanto sulla rappresentazione delle emozioni e
sulla valenza teatrale dei brani.
Un consiglio? Non lasciatevi spaventare dal peso della cultura…
Vale davvero la pena dedicare qualche minuto di attenzione
incondizionata a questo album bello, aggressivo e profondo
senza essere troppo astratto, in cui chiunque può trovare una
parte di sè.

Ascolta tre brani dell’album:
Sinestetica apparenza, Il suono del pensiero, Natale di s’odio

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
I nastri – I nastri
Dream Theater
Tool – Lateralus

… e leggi anche:
Fabio Rossi – Quando il rock divenne musica colta
Riccardo Storti – Rock map
Alessandro Gaboli, Giovanni Ottone – Progressive italiano

…e guarda anche:
Alejandro Amenabar – Agora
Maurizio Ferraris racconta Socrate, Platone, Aristotele e la scuola di Atene
Franco Battiato – Perduto amor

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Alejandro Amenabar

Agora

Mikado Film, 2009
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Mi si spezza il cuore senza un centro

Ci troviamo nel 4° secolo D.C ad Alessandria d’Egitto all’epoca governata dall’Impero Romano. Convivono nella capitale i seguaci di tre religioni: il culto di Serapide divinità greco-egizia, ebraismo e cristianesimo. Le violente sollevazioni religiose dilagano per le strade di Alessandria e si diffondono fin dentro la famosa biblioteca della città. Intrappolata dentro le sue mura, la filosofa-matematica-astronoma Ipazia, ultima erede della cultura antica e forse, in quanto donna, massima espressione di una lunga evoluzione civile e di una libertà di pensiero, viene travolta dalla crisi e cerca con i suoi discepoli di salvare il sapere del mondo antico.

Ipazia è una filosofa e teorica del Sistema Tolemaico, che all’epoca si stava consolidando a scapito di tutte le altre teorie formulate, e riflette con i propri discepoli su quesiti astronomici che sarebbero poi stati risolti solo durante la Rivoluzione Scientifica. Rielaborando le teorie di Aristarco  il primo a teorizzare un sistema eliocentrico, Ipazia ipotizza che sia la Terra a girare intorno al Sole e, mediante il cono di Apollonio, intuisce la forma ellittica delle orbite dei corpi celesti. Il regista lascia inoltre intendere che, se la studiosa non fosse stata uccisa, il modello astronomico di Keplero sarebbe stato anticipato di 12 secoli.

Ecco che allora la religione si tramuta in una gabbia e non una forza spirituale, il mondo si capovolge e la biblioteca e i templi in cui venivano divulgate le lezioni vengono completamente distrutti. La religio diviene mera superstizione, anzi fanatismo e voglia di imposizione – atteggiamento a cui purtroppo siamo abituati anche nella nostra storia contemporanea. E mentre Cirillo di Alessandria, il vescovo della crescente comunità cristiana cerca di farla mettere a morte,  Ipazia riflette con i suoi discepoli sulla possibile esistenza di altri mondi oltre a quello terrestre dimostrando di possedere una visione dell’universo e dell’esistenza umana molto simile a quella contemporanea, caratterizzata da una sensazione di smarrimento nei confronti del caos dell’esistenza. Il riscatto di Ipazia avviene nel 1509 quando fu l’unica donna ad essere ritratta nella Scuola di Atene di Raffaello Sanzio nella Stanza della Segnatura in Vaticano, a dimostrazione che la verità e la grandezza non possono essere insabbiate dal tempo ma ci fanno da monito nella nostra lotta quotidiana per la libertà di pensiero.

E’ un film complesso, imponente e fondamentale girato con grande abilità registica, ritmo e grande cura per i costumi dell’epoca.

Se ti è piaciuto questo film leggi anche:
Petta Adriano, Ipazia
Moneti Codignola, Maria, Ipazia Muore

Ascolta anche:
Nightwish, Endless forms most Beautiful (tutte le canzoni sono ispirate a grandi temi scientifici)

Guarda anche:
The Others- Alejandro Amenàbar

agora

Regia: Alejandro Amenábar
Sceneggiatura: Alejandro Amenábar
Distribuzione: Mikado Film
Costumi: Gabriella Pescucci
Scenografia: Guy Hendrix Dyas
Musiche: Dario Marianelli
Cast: Rachel WeiszMax MinghellaOscar IsaacGeorge HarrisRupert Evans

 

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