Archivio tag: segregazione razziale

Peter Farrelly

Green book

USA, 2018
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Non vinci con la violenza, vinci quando mantieni la tua dignità.

Cosa possono avere in comune un buttafuori di origine italiana ed un eccentrico musicista afroamericano? Entrambi vivono a New York negli Anni Sessanta, ma appartengono a mondi completamente diversi: rumoroso e genuino l’uno, raffinato ed esclusivo l’altro.
Tony Vallelonga, il buttafuori, da un giorno all’altro si ritrova senza lavoro ed è quindi in cerca di un’occupazione per mantenere la sua famiglia.
Don Shirley, pianista, sta invece cercando un autista che lo accompagni in una lunga tournee negli Stati Uniti del Sud.
Tony risponde all’annuncio di Don ed è fatta: i due partono per il viaggio che li terrà lontani da New York per due mesi e che li porterà a condividere momenti spassosi ed esperienze drammatiche, fino a diventare veri amici.

Quella raccontata in “Green Book” è una storia vera.
Una storia che ci parla di amicizia e discriminazione, di affinità e differenze, di convivenza e segregazione razziale, di musica e schiettezza.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
The Help – Tate Taylor
Invictus – Clint Eastwood
A spasso con Daisy – Bruce Beresford
Selma – Ava DuVernay
Malcolm X – Spike Lee
Il diritto di contare – Theodore Melfi
Milk – Gus Van Sant

e leggi anche
Il buio oltre la siepe – Harper Lee
Il canto del silenzio – Maya Angelou
The hate you give – Angie Thomas

Locandina Green Book

Regia: Peter Farrelly
Durata: 130′

Personaggi ed interpreti:
Tony Vallelonga – Viggo Mortensen
Don Shirley – Mahershala Ali

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Clint Eastwood

Invictus – L’invincibile

USA, 2009
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Non importa quanto angusta sia la porta
quanto impetuosa la sentenza
Sono il padrone del mio destino
il capitano della mia anima.

Ad esattamente 27 anni dalla liberazione di Nelson Mandela proponiamo un film che ripercorre una parte della sua vita, quella immediatamente successiva all’elezione a Presidente del Sudafrica, avvenuta nel 1994.

Nelson Mandela nasce nel 1918 e conosce fin da giovane il segregazionismo razziale. Non accetta le privazioni cui sono sottoposti i neri del Sudafrica. Aderisce così all’A.N.C. (African National Congress, partito allora considerato illegale) e si impegna nella lotta per l’abolizione delle leggi razziste, organizzando proteste ed azioni di sabotaggio. Per questo motivo nel 1962 viene arrestato ed imprigionato. Resterà in carcere fino all’11 Febbraio 1990, quando – anche grazie alla crescente pressione dell’opinione pubblica mondiale – il presidente in carica De Klerk ordina il suo rilascio.

Durante gli anni di prigionia ed isolamento, Mandela sviluppa un proprio pensiero di resistenza pacifica. Matura la consapevolezza che solo superando l’odio, rifiutando la vendetta e spingendo verso l’integrazione sarà possibile assicurare una convivenza non violenta.
L’occasione per propagandare e diffondere il suo pensiero gli si presenta pochi mesi dopo l’elezione a Presidente, quando la nazionale di rugby sudafricana è impegnata nei campionati mondiali. Mandela riesce a muovere attorno alle gesta della squadra il sentimento di appartenenza nazionale di bianchi e neri, stimolando di fatto il percorso di riavvicinamento.

Grazie ad un Morgan Freeman assolutamente perfetto nell’interpretazione, all’eccellente regia di Clint Eastwood e ad un Matt Damon del tutto nella parte, il film riesce a trasmetterci la grandezza di questo protagonista della Storia del secolo scorso, insignito del Premio Nobel per la Pace – insieme a De Klerk – nel 1993.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Long walk to freedom – Justin Chadwick
Lincoln – Steven Spielberg
Selma – Ava DuVernay

… leggi anche
Ama il tuo nemico – John Carlin
Lungo cammino verso la libertà – Nelson Mandela
Invictus – William Ernest Henley

e ascolta anche
Ordinary love – U2
Mandela Day – Simple Minds
Nelson Mandela – The Specials

Invictus

Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Anthony Peckham
Montaggio: Joel Cox, Gary Roach
Musiche: Kyle Eastwood, Michael Stevens
Durata: 134′

Interpreti e personaggi
Morgan Freeman – Nelson Mandela
Matt Damon – Francois Pienaar
Tony Kgoroge – Jason Tshabalala

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Haper Lee

Il buio oltre la siepe

Universale Economica Feltrinelli, 2014, pag. 247
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Volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo con un fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare ugualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda.

Uno splendido romanzo di Harper Lee, Il buio oltre la siepe racconta dell’infanzia di Scout e Jem fratelli orfani di madre, che crescono in un paesino della provincia americana, nel sud, negli anni in cui la segregazione razziale è molto forte e continua a mietere vittime d’ingiustizia.

Il padre Atticus Finch, genitore anziano per l’epoca, svolge la professione di avvocato, e si ritrova a difendere un nero da un’accusa di violenza sessuale, che in realtà non ha palesemente commesso. Non sarà certamente l’esito del processo il colpo di scena di questo romanzo, la sua bellezza è in altro. La correttezza d’animo di Atticus; che oltre alla citazione ad incipit di questa recensione, si ritrova in molti altri momenti del romanzo, in cui insegna ai figli come si deve affrontare la vita, anche le ingiustizie. Ma sopratutto questo libro racconta del “buio”, del pregiuzio, dell’ignoranza che probabilmente stanno appena oltre il nostro sguardo.

Quello che vuol dirci è di non lasciar prevalere mai il buio, nonostante le circostanze, nonostante i condizionamenti esterni. Restate sempre nel lume della ragione, pensate: non potreste mai far del male alla quieta ghiandaia che non fa altro che cantare amabilmente. Un libro scritto con una finezza e delicatezza indimenticabili, probabilmente insuperato anche dall’autrice stessa.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
R. J., Palacio, Wonder

E guarda anche:
Robert Mulligan, Il buio oltre la siepe

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