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Zerocalcare

Dimentica il mio nome

Bao Publishing, 2014, p. 236
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Io ne ho avuti tanti di nomi. Uguali a quelli di tanta altra gente. L’identità invece è una cosa solo tua. E l’unica cosa che hai solo tu, sono i tuoi segreti. Un uomo senza un segreto, è un uomo senza identità.

Zerocalcare è il nome, nome d’arte o meglio nickname, di Michele Rech; classe ’83 con madre di origine francese e padre romano. Intorno al Duemila inizia la sua attività fumettistica, collaborando con diverse testate italiane e dall’ottobre Duemilaundici pubblica il suo primo libro La profezia dell’armadillo. Da novembre Duemilaundici Zero, cura un blog a fumetti Zercocalcare.it sul quale bisettimanalmente escono diverse sue strisce.

Il libro -di cui vi raccontiamo in questo post- è Dimentica il mio nome, edita da Bao Publishing nell’ottobre del Duemilaquattordici. La storia di questi fumetti, è autobiografica, 236 pagine in cui il protagonista, racconta il funerale della nonna materna; come se la ricorda da piccolo e ricostruisce pezzo per pezzo il passato della sua famiglia. Con molta immaginazione e con momenti di pura astrazione, Calcare affronta dei temi davvero complessi la morte di una persona cara, il concetto di memoria ed identità, la fatica e il coraggio di crescere. Intervallati da parti davvero ironiche e spesso inconcludenti, con capitoli brevi e metafore fulminanti, questo Dimentica il mio nome, si merita a pieno titolo la candidatura allo Strega 2015 (del quale arriva secondo nella sezione giovani). Particolare nel libro è l’uso del colore, solo un personaggio infatti è rosso; e si tratta dell’elemento più emblematico della storia, quello su cui l’attenzione del lettore dev’essere focalizzata: il nonno di Zero. Ma non è solo quello, la volpe rossa rappresenta il suo passato, con una non troppo velata critica alla stereotipizzazione da parte della società del concetto di identità: Se noi siamo qui oggi, è perché abbiamo avuto qualcuno su cui contare.

Vi lasciamo riflettere sui tanti spunti del libro, perché anche se la lettura a fumetti è molto veloce, ha bisogno di sedimentare il concetto per scalfirci e portarci un significato più profondo. Se vi è piaciuto questo libro potete anche leggere gli altri suoi libri QUI.

L’autore ha presenziato all’edizione 2015 del Festivaletteratura.

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Giulia Carcasi, Feltrinelli, 2007

Io sono di legno

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Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano. La ceramica si rompe , fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finchè può nasconde, si lascia torturare ma non confessa. Io sono di legno.

Giulia, nel tentativo di comprendere la figlia, Mia, ne inizia a leggere segretamente il diario. Parallelamente rivive il proprio doloroso passato, riportandone per iscritto emozioni e ricordi.
Una storia irrompente, dirompente, profonda. Un romanzo breve, da leggere in due ore, tutto d’un fiato, senza interruzioni. Perche’ deve arrivare al cuore ed essere vissuto per intero da li’! Sarebbe un disastro interrompere il flusso oceanico delle emozioni, la sequenza di questi diari speculari, aperti sulla realtà.
 
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