Archivio tag: serie tv

Jannik Tai Mosholt, Esben Toft Jacobsen e Christian Potalivo

The Rain

Danimarca, 2018
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Non sai mai quando il tuo mondo sta per cambiare

Simone e Rasmus vengono prelevati velocemente dai loro genitori e fatti salire in auto.
Il padre guida veloce uscendo dalla città. Scendono dal veicolo ed entrano in un bosco. Poco dopo arrivano in un bunker costruito dal padre. Ci entrano. Simone e Rasmus non ne usciranno per sei anni. Infatti, un virus letale portato dalla pioggia annienta la società.
Ben presto si uniscono a un gruppo di giovani sopravvissuti e insieme partono per una ricerca piena di pericoli attraverso la Scandinavia abbandonata, alla ricerca di qualsiasi segno di vita.

Liberati dal loro passato e dalle regole della società, il gruppo ha la libertà di essere ciò che vuole essere. Nella loro lotta per la sopravvivenza, scoprono che anche in un mondo post-apocalittico c’è ancora amore, gelosia, età avanzata e molti dei problemi che pensavano di aver lasciato con la scomparsa del mondo che un tempo conoscevano.

Riuscitissima l’ambientazione (sembra davvero di farsi un bel viaggio di Danimarca). La trama è fin da subito intrigante, evolvendosi bene e con la giusta tensione. Gli attori sono abbastanza riusciti, principalmente i due fratelli.

Il risultato? Una buona serie che si ispira tantissimo a The Walking Dead, ma dove i veri protagonisti sono gli adolescenti.

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Interpreti:

Alba August: Simone Andersen
Lucas Lynggaard Tønnesen: Rasmus Andersen
Mikkel Boe Følsgaard: Martin
Angela Bundalovic: Beatrice
Sonny Lindberg: Jean
Jessica Dinnage: Lea
Lukas Løkken: Patrick

Se ti è piaciuto guarda anche: Annientamento - Alex Garland
leggi anche: L’Acchiappasogni - Stephen King
ascolta anche: Have you ever seen the rain? – Creedence Clearwater Revival

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Lord Huron

Strange Trails

Iamsound, 2015
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I’m leaving this place behind
And i’m heading out on the road tonight
I’m off for the winter lands
Where i’m known to have taught you to stand
Before…

Strange Trails è il secondo album (Iamsound Records, 2015) della band americana indie-folk Lord Huron (il loro primo  l’album è Lonesome Dreams del 2012). Già a partire dalla copertina di Strange Trails, che ricorda quella di un vecchio disco, ci si immerge in una malinconica atmosfera pronti ad affrontare un viaggio attraverso terre selvagge alla ricerca di qualcosa fuori e dentro se stessi. L’album  composto da 14 tracce, narra brevi racconti di vita e d’amore che colpiscono dritto al cuore, senza inutili giri di parole, travolgendo e risvegliando i sentimenti più profondi grazie alla voce dolce e intensa, del leader della band, Ben Schneider, solitario menestrello di un libro senza tempo. Apre l’album la traccia “Love Like Ghosts” dove il cantante racconta la storia di un uomo che ha perso il suo amore ed è ossessionato dai fantasmi del suo ricordo. Ci soffermiamo poi su “Hurricane (Johnnie’s Theme)” che con la sua melodia graffiante ci riporta direttamente agli anni cinquanta. “I get a thrill outta playing with fire / ‘Cause you hold your life when you hold that flame”.
In “La Belle Fleur Sauvage“, si parla dell’amore provato per una donna bellissima e del sogno di poterla trovare al proprio fianco.
Fool for Love” si tinge di tinte più romantiche che ricordano le ballate di Bruce Springsteen con quella punta di  ottimismo che riequilibra in maniera divina il sapore malinconico del disco.
Torniamo a  farci cullare dalla malinconia con la canzone in stile vecchio West “The World Ender“.
Ci perdiamo nella selva  oscura  in ”Meet Me in the Woods, dove vengono  affrontati i demoni di un mondo sconosciuto e inquietante radicato misteriosamente dentro la nostra anima, “The truth is stranger than my own worst dreams”.

Chiude l’album la canzone “The Night We Met“, che troviamo in un episodio della famosa serie prodotta da Netflix “13 Reasons Why” perfettamente adatta al “mood” della serie tv. La canzone si apre con una chitarra lenta e una voce dolce per poi scoppiare in un ritornello disperato “I had all and then most of you, some and now none of you take me back to the night we met

Strange Trails è incantevole, ci porta in un mondo malinconico dal gusto incredibilmente “dolceamaro”, rendendolo l’album perfetto per chi ama l’avventura  fuori e dentro di sé.
Consigliato ai fan di “13” e a tutti i romantici vagabondi.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Born to run – Bruce Springsteen
Mumford & Sons – Babel
Bon Iver, For Emma, Forever Ago

… Leggi anche
13 di Jay Asher

…Guarda anche
Thirteen Reasons Why

 

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Dan Harmon

Community

Usa - 2009
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Cos’è il Community Collage? Bhe, ne avrete sentite di tutti i colori! Avrete sentito che è un collage da perdenti per ragazzi problematici, da ultra-ventenni che avevano mollato gli studi, da persone divorziate di mezza età, o da anzianotti che tentano di tenere sveglio il cervello mentre galoppano verso la tomba. Questo è quello che avete sentito.
Comunque io vi dico…buona fortuna!

Community è una serie trasmessa dal 2009 al 2015 sulla NBC, e racconta le avventure di un gruppo di studenti di un college fittizio in Colorado frequentato unicamente da studenti poveri, criminali e disadattati. Protagonista è Jeff Winger, interpretato da Joel McHale, avvocato a cui hanno revocato la licenza poiché sprovvisto di laurea che è costretto quindi a guadagnarne una per tornare ad esercitare la professione. Fin dal primo giorno adocchia la studentessa Britta Perry, interpretata da Gillian Jacobs, che cercherà di conquistare creando un finto gruppo di studio di spagnolo, a cui però si aggiungeranno gli altri co-protagonisti della serie, facendo sfumare il piano iniziale di Jeff.
Nonostante la grande varietà di età, personalità e carattere, il gruppo cresce e tutti sviluppano una stretta amicizia, minata però da costanti competizioni che scaturiranno per tutta la durata del telefilm.

Ciò che contraddistingue questa serie rispetto ad altre che potrebbero assomigliarle, come Modern Family o The Office, è la sua atipicità. Guardando Community si va incontro ad un umorismo cerebrale e metatestuale, che mette in scena e allo stesso ridicolizza i cliché delle serie stesse e dei generi televisivi, creando puntate indimenticabili come “Greendale in guerra”, diretta da Justin Lin che fa una divertentissima parodia dei film action, o “Cuscini e coperte” fatto stile documentario di guerra, dove le due fazioni lottano a suon di cuscini e coperte.
La serie è costellata da battute sferzanti che non risparmiano nessuna ideologia, buona o cattiva che sia, sapendo scherzare davvero su tutto, come ad esempio la mascotte della scuola: un essere umano creato senza connotati umani in modo da non offendere alcuna etnia, con il risultato di essere davvero inquietante.

Forse è per questo che Community non è stata capita dal grande pubblico: l’atmosfera che si crea guardando gli episodi è bellissima solo se uno si presta a farsi accogliere dai personaggi controversi e sarcastici, dalle situazioni che si vengono a creare e dall’umorismo tagliente e quasi sempre provocatorio ma comunque di altissimo livello.
Chi mastica già le serie tv non potrà non innamorarsene.

Ti è piaciuta questa serie tv? Guarda anche…
Master of None – Aziz Ansari
Love - Judd Apatow, Paul Rust e Lesley Arfin
Malcolm in the middle – Linwood Boomer
Scrubs - Bill Lawrence

Leggi anche: Il mio primo dizionario delle serie TV cult – Claudio Gotti e Matteo Marino

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Interpreti e personaggi:

Joel McHale: Jeff Winger
Gillian Jacobs: Britta Perry
Danny Pudi: Abed Nadir
Yvette Nicole Brown: Shirley Bennett
Alison Brie: Annie Edison
Donald Glover: Troy Barnes
Jim Rash: Craig Pelton
Ken Jeong: Ben Chang
Chevy Chase: Pierce Hawthorne

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Carlo Lucarelli

Nikita

EL, 1997, 60 pg
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“Perchè non li hai fermati?” chiede Nikita, pallida come uno straccio lavato in candeggina.
“Perchè erano armati” dico io.
“E allora? Eri armato anche tu”
“Si, ma quelli di più. Come dice Clint Eastwood in Per un pugno di dollari, bestiale: quando uno uomo con la pistola incontro un uomo con il fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto”
Figurarsi due col mitra.

Una delle cose che si pretende (o quantomeno si auspica) scegliendo di leggere un determinato libro è che abbia una scrittura coinvolgente, vibrante e faccia figurare davanti a noi quello che racconta.
Decisamente è quello che accade leggendo questo racconto di Carlo Lucarelli: si sente l’odore sgangherato di una Bologna immersa nel clima estivo, l’altalenante vociare delle persone, i rumori… E poi un’immagine ti si schiaffa davanti: Nikita.
Non puoi non riconoscerla: slanciata, una minigonna che nulla lascia all’immaginazione.
Indossa delicati anfibi.
È il suo, bellissimo, modo di essere punk.
Sid, suo amico, ha finito col lasciarci la pellaccia per una brutta faccenda: lei, il Vopo, il Gà devono trovare i colpevoli.
Non sono però soli in questa ricerca: con loro c’è l’ispettore Cogliandro … scusate Coliandro: è che la g a volte proprio se la merita.
Coliandro è un tipo bravissimo nel complicare storie semplici, parlare a sproposito, svenire quando non serve, citare le frasi di Clint Eastwood che ritiene essere suo ispiratore di vita.
Nikita e Coliandro si intrufoleranno nel vostro cervello e vi spappoleranno lo stomaco con le loro avventure, un guazzabuglio d’indagini miste a humor nero di ottima qualità che vi farà pentire di non averli incontrati prima.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Carlo Lucarelli for Y.A.
Carlo Lucarelli – L’Ispettore Coliandro
Elisabetta Bacchereti – Carlo Lucarelli

…e ascolta anche
Pivio e Aldo de scalzi – Wolf Tune
Punkreas – Tutto Vero
Neffa – Quando finisce così

… e guarda anche
L’Ispettore Coliandro
Il ritorno del Monnezza – Carlo Vanzina
Sulle mie labbra – Jacques Audiard

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Steven Moffat- Mark Gatiss

Sherlock

2010- BBC
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Siete tutti così distratti, è bello non essere me. Deve essere rilassante.

Sociopatico, del tutto indifferente a cosa accade intorno a lui, esasperante nel suo egocentrismo, arrogante, con una inguaribile dipendenza dalla nicotina, Sherlock Holmes è un uomo perennemente annoiato e sempre alla ricerca di un caso abbastanza interessante da catturare la sua attenzione. Il Dottor Watson, reduce dalla guerra in Afghanistan, si trova a condividere con lui sia la casa che le indagini in cui viene coinvolto.

Sherlock Holmes è un personaggio iconico, sul quale è stato scritto e detto tanto. Questa nuova, brillante versione è stata ideata per la BBC da Steven Moffat e Mark Gatiss, entrambi autori di Doctor Who, altra geniale serie televisiva inglese.

Gli episodi, ambientati nella Londra dei nostri giorni, riprendono tanto le caratteristiche dei personaggi quanto le idee alla base di alcuni dei racconti originali, senza snaturare per nulla quanto pensato, a suo tempo, da Arthur Conan Doyle.
Arricchisce la narrazione anche l’ottima scelta degli interpreti, tutti perfetti nel proprio ruolo.

Ti è piaciuta questa serie? Allora guarda anche…
Sherlock Holmes- Guy Ritchie
Piramide di paura- Barry Levinson
Doctor Who (Serie televisiva)
Elementary (Serie televisiva)

…leggi anche
Un gioco da bambini- J.G. Ballard
I libri di Arthur Conan Doyle

Sherlock- Steven Moffat e Mark Gatiss

Ideatori: Steven Moffat- Mark Gatiss

Interpreti e personaggi:
Benedict Cumberbatch: Sherlock Holmes
Martin Freeman: John Watson
Una Stubbs: Mrs. Hudson
Rupert Graves: Lestrade
Mark Gatiss: Mycroft Holmes
Andrew Scott: Jim Moriarty

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Graeme Manson, John Fawcett

Orphan Black

2013, BBC America
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Si bè, a me preoccupano più gli scienziati che la scienza

Mettiamo un mix tra fantascienza, distopia, black humor, commedie americane e avremo Orphan Black, una serie tv tanto affascinante quanto attuale. Non si riesce ad inquadrare il genere essendo un cocktail esplosivo e una citazione più o meno velata di altre serie tv cult. La trama è articolata e il prologo ci introduce senza mezzi termini sulla scena. Ignari di tutto esattamente come la protagonista Sarah Manning, ci ritroviamo in una stazione ad assistere al suicidio di una donna identica alla stessa Sarah. Di lì un furto d’identità spalancherà la ragazza in un mondo che fino a quel momento le era stato risparmiato. Nuove persone entreranno nella vita di Sarah, ognuna di esse uguale nell’aspetto, ma completamente differente nel carattere, nell’estrazione sociale, addirittura nella nazionalità. Si potrebbe pensare, in primo momento, che il nucleo della storia sia la ricerca della verità, ma riusciamo ad andare oltre vivendo tante verità differenti finendo per farci travolgere dall’apprensione per tutte le protagoniste e le loro tribolazioni.

Orphan Black vive grazie ad una complicazione costante della trama. È un divertente thriller fantascientifico nel quale il tema della clonazione non è il punto d’arrivo, ma quello di partenza. I protagonisti interpretati dalla medesima attrice sono credibili e retti da una bravura straordinaria che le permette di differenziare i cloni attraverso i dettagli caratteriali, l’accento, la lingua di provenienza, l’atteggiamento e le fobie e non solo attraverso il cambio di look. Siamo quindi  impegnati a conoscere i vari cloni, dalla apparente pacata Alison, alla nerd e brillantissima genetista Cosima, alla killer Helena e le loro costellazioni di personaggi. Tatiana Maslany è talmente brava da farci dimenticare che i personaggi sono interpretati dalla stessa attrice grazie anche ad un intelligente lavoro di costruzione dei caratteri estremizzati e ipercaricati per accentuarne le differenze ma senza eccedere.

Un prodotto originale e denso di fascino, unico nel suo genere.

Se ti è piaciuta questa serie tv allora leggi anche:
Non lasciarmi – Ishiguro Kazuo
Roberto Recchioni – Orfani

Ascolta anche:
Iron Maiden – The book of souls 

Guarda anche il film:
Lana Wachowski, Andy Wachowski, Tom Tykwer – Cloud Atlas

OrphanBlack-cover

Regista e sceneggiatore: Graeme Manson, John Fawcett
Produttore: BBC America
Genere: Fantascienza, Thriller
Stagioni: 4 – in corso
Interpreti: Tatiana MaslanyDylan BruceJordan GavarisMichael MandoMaria Doyle KennedyEvelyne Brochu

 

 

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