Archivio tag: sessualità

Fabio Mollo

Il Sud è niente

Italia, 2013
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Nonna, cos’è successo?
Niente gioia mia. Il sud è niente. E niente succede.
Papà non ne parla mai.
Se le cose non le dici, non ti possono fare male.

Grazia è un’adolescente introversa senza alcun dialogo con il padre e in grossa difficoltà con il mondo che la circonda. Siamo in un piccolo paese del sud Italia, nella costa più estrema ed isolata che, infatti, sembra essere rimasta inalterata nel tempo. Grazia ha un aspetto mascolino che la rende oggetto di bullismo da parte dei compagni di classe. Complici anche le sue ripetute assenze dalle attività scolastiche per dedicarsi alla pescheria di famiglia, la bocciatura sembra essere dietro l’angolo facendo svanire l’unica possibilità della ragazza di salire a Torino per frequentare l’Università e fuggire dal vero e proprio nulla che la circonda. Il padre Graziano, pescatore silenzioso e attraversato dal lutto recente dell’altro figlio Pietro a cui Grazia era profondamente legata, subirà le pressioni del boss locale per la cessione della sua attività. La sagra del paese sta arrivando e Grazia scorge tra la folla la sagoma del fratello creduto morto scatenando una caccia all’uomo serrata, quanto improvvisata, aiutata da un ragazzo proprietario di una piccola bancarella di dolciumi. Il tutto scorre in un silenzio quasi costante rotto solo dalle emozioni che rischiarano il nulla e il buio in cui questa famiglia era precipitata.

È ciò che ci manca a determinare la nostra identità; così un saggio buddista apriva la sua lunga riflessione su come l’ambiente riesce a plasmare una persona senza in realtà distruggerla. Grazia brilla sotto la luce del lutto, del sud magico e superstizioso dell’amata nonna – che attende Pietro con dei biscotti per saziare il suo spirito che ha viaggiato verso il mondo dei vivi. Il sud ritratto nel film è un luogo immobile e avvolto nel silenzio, nell’assenza della civiltà urbana della cultura e della vita sociale. Proprio per questo risulta essere la culla di un viaggio ancestrale come quello di Grazia verso la sua identità, nel lutto profondo, nell’imparare a lasciare andare verso la corrente del mare la barca della sua vita. Grazia risulta in questo modo una moderna Penelope che si libera della tela e afferra essa stessa la barca e affronta la sua odissea personale. Il nulla che l’avvolge è il motore profondo per un viaggio girato con una poesia rara nel panorama cinematografico italiano, è quel Nulla ancestrale leopardiano che però da possibilità e quindi sostanza alle nostre esperienze. Le inquadrature ricordano un sogno onirico, le luci sbiadite e i colori che esaltano la corsa di Grazia verso la maturità confezionano un prodotto meraviglioso e carico di suggestione.

Presentato al Festival Internazionale di Toronto e al Festival di Cannes iha incantato la critica e il pubblico segnando l’inizio della promettente carriera cinematografica del calabrese Fabio Mollo e della straordinaria attrice Miriam Karlkvist.

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Gabriele Salvatores – Come dio comanda
Allessandro Rak – L’arte della felicità
Jillian Schlesinger -Maidentrip

Leggi anche:

Zero Calcare – Dimentica il mio nome

Ascolta anche:

Train – Drops of Jupiter
Ludovico Einaudi – Night

il sud è niente

Regia: Fabio Mollo
Sceneggiatura: Fabio Mollo, Josella Porto
Distribuzione: Rai Cinema
Cast: Vinicio Marchioni, Miriam Karlkvist, Valentina Lodovini, Andrea Bellisario, Alessandra Costanzo

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Ben Lewin

The Sessions – Gli Incontri

USA, 2012
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Poesia d’amore per nessuno in particolare:
“Lascia che io ti tocchi con le mie parole perché le mie mani giacciono flosce come guanti vuoti;
Lascia che le mie parole accarezzino i tuoi capelli, scendano lungo la tua schiena e ti solletichino il ventre;
perché le mie mani, leggere, che volano libere come mattoni, ignorano la mia volontà e rifiutano caparbiamente di realizzare i miei più segreti desideri;
lascia che le mie parole entrino nella tua mente recando fiaccole;
accoglile di buon grado nel tuo essere, così che ti possano accarezzare gentilmente l’anima.”

Sgombriamo subito il campo: di pietismo, retorica e affini non c’è minimamente presenza in questo film.
C’è tanto entusiasmo e tanta libertà, questo si. E ce n’è da vendere.
The Sessions racconta una storia vera, quella del poeta e giornalista americano Mark O’Brien che vive la sua giornata quasi interamente in un polmone d’acciaio, dal quale può staccarsi solo per poche ore: causa di tutto questo è la poliomelite che lo ha colpito nella prima infanzia, condizionandone l’esistenza.
A Mark, quasi quarantenne, non manca la voglia di vivere, anzi: vuole provare tutta l’ebbrezza che la vita può dare, compresa la gioia del sesso, che fino ad ora gli è stata negata.
Primo passo: Mark è profondamente religioso e quanto si appresta a fare si può ricondurre ad un rapporto fuori da matrimonio. Si consulta quindi con l’amico sacerdote Padre Brendan, che lo appoggia pienamente, prima di tutto come uomo e poi come ecclesiastico, “Dimentica le psico-boiate con cui sei cresciuto” dice (tra l’altro, William H. Macy si cala perfettamente nel ruolo del sacerdote-consigliere).
Secondo passo: contatta Cheryl (interpretata da una Helen Hunt in stato di grazia), una terapista sessuale che lo aiuterà e lo affiancherà nell’accettazione del proprio corpo, aiutandolo passo dopo passo nel suo intento. Il rapporto con Mark evolverà in qualcosa di inaspettato e struggente, costringendo i due a decisioni importanti.
Un film mai volgare, che tratta un argomento come l’assistenza sessuale ai disabili divenuto importante, e che soprattutto tratta il protagonista come Uomo e non come personaggio.
Un film che in definitiva è soltanto pura e splendida poesia.
E non è poco.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Breathing Lessons: The Life and Work of Mark O’Brien di Jessica Yu
Mare Dentro di Alejandro Amenábar
Quasi Amici di Olivier Nakache – Eric Toledano

…e leggi anche …
L’Accarezzatrice di Giorgia Wurth
Il mio angolo di universo di Ann M. Martin

… e ascolta anche …
The Sessions OST di Marco Beltrami
Distrofichetto dei Ladri di Carrozzelle

The Sessions_locandina

Regia : Ben Lewin
Sceneggiatura : Ben Lewin
Fotografia : Geoffrey Simpson
Musica : Marco Beltrami
Durata: 95’

Interpreti e personaggi principali:
John Hawkes : Mark O’Brien
Helen Hunt : Cheryl Cohen Greene
William H. Macy : Padre Brendan
Moon Bloodgood : Vera
Annika Marks : Amanda
Robin Weigert : Susan
Rhea Pearlman : Mikvah Lady

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Céline Sciamma

Tomboy

Francia, 2011
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Articolo di Stefano Guerini Rocco

Mikaël! Mi chiamo Mikaël!

Delicata avventura di un giovane corpo in (tras)formazione. La piccola Laure, capelli a spazzola e pantaloncini malmessi, si finge un maschietto con i nuovi amici del quartiere dove si è appena trasferita. Fiaba di formazione di rara grazia e sincerità, capace di raccontare la scoperta della sessualità con naturalezza e acume. È anche un’efficacissima incursione nel mondo dell’infanzia, di cui indaga, con sguardo sensibile e disincantato, rapporti e dinamiche. Esile e commovente, a volte brutale, mai morboso. Prezioso.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
La mia vita in rosa – Alain Berliner
Corpo celeste – Alice Rohrwacher
Il ragazzo con la bicicletta – Jean-Pierre e Luc Dardenne
XXY – Lucía Puenzo (vietato ai minori di 14 anni)
 
Locandina di Tomboy, film di Céline Sciamma
Regia: Céline Sciamma
Sceneggiatura: Céline Sciamma
Fotografia: Crystel Fournier
Musiche: Para One
Durata: 82′
 
Interpreti e personaggi
Zoé Héran: Laure/Mikaël
Jeanne Disson: Lisa
Sophie Cattani: la madre
Mathieu Demy: il padre

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