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Makoto Shinkai

Il giardino delle parole

Nexo Digital, 2013, Giappone
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Prima di iniziare le superiori, due mesi fa, non avevo mai vissuto un’esperienza simile. La mia uniforme scolastica inumidita dagli ombrelli, l’odore della naftalina sul vestito di chissà chi, il calore del corpo di qualcuno che mi sfiora, il soffio dell’aria condizionata sul volto… Quand’ero piccolo il cielo mi sembrava molto più vicino: per questo mi piace la pioggia, perché porta con sé l’odore del cielo. Nelle mattine piovose non cambio treno, e scendo a questa fermata

Takao è una matricola con molte ambizioni ma non ama il liceo e ha pochissimi amici. Ogni giorno di pioggia decide di non prendere il treno per recarsi a scuola e si rifugia in un giardino periferico del parco cittadino, un luogo incantato in cui riesce a dedicarsi alla sua più grande passione: disegnare scarpe. Takao pur di realizzare la sua specializzazione artigianale lavora part-time, tenta di stare a galla nei test finali e abita da solo – la madre e il fratello si sono trasferiti dai rispettivi compagni.  Recarsi al parco però non è solo un rifugio solitario, lentamente si trasformerà nell’unica occasione per incontrare la bellissima  e misteriosa Yukino anche lei in cerca di una disperata fuga dalla realtà.

Il giardino delle parole è un film breve, intenso, sognante ma soprattutto simbolico. Il giardino è un Eden dimenticato dal tempo che offre una cornice sognante (quasi mitologica) in cui Takao e Yukino trovano riparo senza mai dirci cosa gli spinga reciprocamente l’uno verso l’altra. Lui intraprendente, sognante e con una voglia matta di crescere e diventare adulto.  Yukino è, invece, disillusa, distaccata e non si aspetta nulla dalla realtà se non amarezza. Il giardino diventa così  il riflesso di un tempo sospeso in cui rigenerarsi e coltivare nuove speranze. La cosa che Yukino imparerà è che la passione per la vita e per i propri sogni non ha età e necessita di straordinaria cura (verso se stessi e i propri sogni) e Takao imparerà che per crescere bisogna attraversare il tempo, la pioggia delle avversità e abitare la propria età senza per questo sentirsi in trappola, semmai profondamente connessi con la bellezza che nella gioventù è estrema e tormentata. Le parole sono fondamentali e rivelano attraverso la poesia suggestioni che apparentemente scivolano nello scorrere del tempo ma in realtà ci segnano inconsciamente

Tutti noi abbiamo bisogno di un giardino, delle parole e della passione, ecco che il film diventa riflesso di quei bisogni che sono dentro ognuno di noi.

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Il_giardino_delle_parole_(film)

Regia e sceneggiatura: Makoto Shinkai
Casa di distribuzione: Nexo Digital
Musiche: Shinakai, Daisuke Hakashiwa

 

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