Archivio tag: si alza il vento

Pearl Jam

Yield

Epic Records, 1998
avatar

Postato da
il

I wish I was a messenger and all the news was good

Con questo quinto album, i Pearl Jam scelgono un ritorno al loro sound d’origine, dopo le sperimentazioni fatte con l’album precedente.
Per la prima volta tutti i componenti contribuiscono alla composizione dei pezzi, prima prerogativa solo del cantante Eddie Vedder.

Come ogni buon album dei Pearl Jam, le canzoni si alternano tra dolci ballate acustiche ed energici pezzi rock.

Brain of J. è l’inizio ideale per un album del genere: chitarre distorte che suonano riff semplici ma efficaci, batteria che scorre via liscia ma precisa, e voce che completa il pezzo proprio come ce se lo aspetterebbe.
Do the Evolution è la miglior canzone dell’album: la voce arrabbiatissima di Eddie Vedder esplode contro la società e l’umanità troppo ingorda di potere per poter vedere le conseguenze dell’”evoluzione”. La parola d’ordine per questo pezzo: rabbia.

Tra i pezzi lenti e molto meno aggressivi spiccano Given to Fly, con una chitarra calda e molto evocativa che intreccia arpeggi mentre la voce tinge di una bellissima atmosfera tutti i 4 minuti della canzone; Wishlist è una specie di lettera scritta da Eddie Vedder sui suoi desideri, su chi vorrebbe essere. Il risultato è una canzone molto intima e sentita, così come la voce che canta.

L’album risulta quindi completo, versatile. Farà felici sia gli ascoltatori più esigenti, sia i neofiti della musica rock.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Vitalogy – Pearl Jam
Guarda anche: Si Alza il Vento – Hayao Miyazaki
Leggi anche: Il Mio Angolo di Universo – Ann M. Martin

Leggi tutto ►

Morten Tyldum

The Imitation Game

Gran Bretagna, USA, 2014
avatar

Postato da
il

Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare.

Partiamo da un interrogatorio:  Alan Turing è stato incriminato per atti osceni nei primi anni ’50. Alan  è uno dei crittografi e matematici migliori al mondo e ora si trova a dover raccontare la sua storia personale. Seguendolo nella narrazione approdiamo nel ventre logistico della seconda guerra mondiale approfondendo l’aspetto più trascurato a livello storico ma determinante per l’esisto degli eventi: la comunicazione logistica alle forze militari. Turing insieme ad altri quattro cervelli britannici ha il compito di decifrare Enigma, la macchina che permette ai nazisti di comunicare segretamente gli ordini alle truppe e determinare gli obiettivi militari. Quello che seguiamo, in piena analogia mimetica, è anche la genesi del primo calcolatore, o meglio la base concettuale del pc, di cui Turing è il padre indiscusso.

Di questo film magistrale, con una regia coinvolgente, rapida e incalzante, restano due sensazioni nettissime: quanto la storia sia in grado di assorbire e distruggere nei propri meccanismi uomini e donne togliendo loro ogni cosa, tranne la speranza motore segreto per ogni impresa; ma soprattutto quanto la storia si accanita brutalmente contro le menti geniali che però ne hanno modificato il corso. Raccontare l’ingratitudine inglese, e mondiale, verso Turing era un atto dovuto e necessario soprattutto perché le accuse mosse a suo carico erano del tutto infondate. L’omosessualità di Turing, illegale all’epoca, venne utilizzata per frenare la sua cavalcata spregiudicata verso una visione rivoluzionaria dell’intelligenza artificiale anticipando di quasi cinquant’anni la nostra epoca.  La famosissima azienda Apple, per omaggiare questo genio volutamente dimenticato, ha deciso di dedicare il suo famoso logo (la mela morsicata) proprio a Turing che si suicidò mordendo il frutto avvelenato con del cianuro. Se possiamo utilizzare uno strumento così completo come il pc è solo grazie al coraggio di Alan che sfidò tutti per poter realizzare il suo sogno più grande, e grazie a questo film ne possiamo assaporare tutta la potenza.

Se ti è piaciuto leggi anche:

Hodges Andrew, Alan Turing : storia di un enigma
Hugh Sebag Montefiore, Il codice enigma

Guarda anche:

George Clooney, Monuments Men
Hayao Miyazaki, Si alza il vento
James Marsh, La teoria del tutto

Ascolta anche: The Smiths, Ask 

100x140_tig_rgb_FMrmvcY_jpg_1003x0_crop_q85

Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Graham Moore
Cast: Benedict CumberbatchKeira Knightley,Charles Dance, Matthew Goode, Mark Strong, Rory Kinnear, Tuppence Middleton
Soggetto: Andrew Hodges
Fotografia: Óscar Faura
Montaggio: William Goldenberg
Effetti speciali: Jason Troughto
Musiche: 
Alexandre Desplat
Scenografia: Maria Djurkovic
Costumi: Sammy Sheldon
Genere: Biografico, Drammatico
Durata: 113 min

 

Leggi tutto ►

Hayao Miyazaki

Ponyo sulla scogliera

Giappone, 2009
avatar

Postato da
il

A Ponyo piace… Sosuke!

Una piccola pesciolina dalle forme antropomorfe decide che vivere negli abissi con suo padre, ex umano e potente stregone di nome Fujimoto, non è ciò che desidera. Brunilde, questo è il vero nome della pesciolina, fugge verso la scogliera affrontando la sua sfida personale: gli esseri umani, millantanti dal padre come creature abominevoli. Come la mitica regina di Islanda che porta il suo nome, Brunilde non si lascia intimorire dai pregiudizi del padre e corre verso la superficie ma finisce incastrata in una rete di pescatori. Viene salvata dal piccolo Sosuke che si ferisce ad un dito estraendola da un barattolo di vetro. Brunilde, leccando la ferita sanguinante del ragazzino, risveglierà il suo DNA umano desiderando ardentemente fare parte del “mondo sopra la scogliera”. Ignorando il padre si trasferisce a casa di Sosuke.  Soprannominata Ponyo, ovvero soffice,  diventerà parte irrinunciabile della famiglia, grazie anche alla complicità della madre di Sosuke, Risa, giovanissima ed energica donna dal cuore generoso. I due bambini si troveranno però ad affrontare lo tsunami che affligge la costa e i suoi abitanti. E’ in questa triste circostanza che conosceremo la madre di Ponyo, la Dea della Misericordia e regina del Mare che aiuterà la figlia a realizzare il suo desiderio chiedendole però uno scambio irreversibile.

Considerato la nemesi dell’ultimo film del maestro Si alza il vento  ha connotati opposti rispetto alla consueta poetica di Hayao Miyazaki. Non abbiamo le meravigliose scene di volo, ma la profondità degli abissi con una magia sotterranea e viva. Non siamo immersi in un Giappone mitico e senza tempo, ma il film risulta essere un omaggio alle fiabe occidentali come “La Sirenetta” di H. C. Andersen e la sua trasposizione disneyana. Sentendo la necessità di tornare alle origini, Miyazaki sospende l’uso della computer graphic e restituisce la complessità salata del mare con la matita grazie a settanta artisti che hanno disegnato a mano oltre centosettantamila tavole. L’elemento comune con tutte le altre opere della sua produzione è la difficoltà di affrontare un mondo fortemente compromesso dall’inquinamento e dal consumo selvaggio delle risorse naturali. Miyazaki ci restituisce una natura viva, pulsante che chiede ed esige di essere rispettata, pena la nostra stessa distruzione. Tutti siamo legati alla natura, e la stessa natura ci mette in contatto fra di noi. Il dolore per un mare inquinato non è solo delle creature che lo popolano ma deve diventare nostro se non vogliamo privarci di tutto ciò che ci rende vivi: la terra stessa. Il rispetto di tutte le creature è quindi il vero messaggio di questo capolavoro d’animazione e poesia.

Ti è piaciuto questo film?

Guarda anche:

Si alza il vento, Hayao Miyazaki
La collina dei papaveri, Goro Miyazaki
Wolf Childern, Mamoru Hosoda
Ribelle, Mark Andrews 

Leggi anche:

Gli effetti secondari dei sogni, D.Vigan
Qualcuno con cui correre, D.Grossman 

Ascolta anche : All we are, Jonah 

locandina-ponyo-sulla-scogliera

Regia: Hayao Miyazaki
Titolo originale: Gake no ue no Ponyo
Sceneggiatura e soggetto: Hayao Miyazaki
Art director: Noboru Yoshida
Montaggio: Hayao Miyazaki
Musiche: Joe Hisaishi
Durata 100′min

 

Leggi tutto ►

Hayao Miyazaki

Si alza il vento

Giappone, 2013
avatar

Postato da
il

Si alza il vento!… bisogna tentare di vivere!

Già vent’anni fa, ai tempi di Princess Mononoke, Hayao Miyazaki aveva manifestato l’intenzione di abbandonare per sempre la carriera di regista, ma l’annuncio in occasione della presentazione di Si Alza Il Vento ha il sapore delle scelte definitive: la sua ultima opera, arrivata nelle sale a fine estate, somiglia infatti a un vero commiato.
La vita di Jirō Horikoshi – ingegnere aeronautico giapponese che progettò i caccia Zero, utilizzati nel corso della Seconda Guerra Mondiale – diviene un pretesto per riprendere tante delle tematiche care al grande cineasta: l’insensatezza della guerra, il sogno come motore dell’esistenza, il volo.
In un film che è anche un preciso affresco del Giappone della prima metà del Novecento, Miyazaki si prende poi una licenza poetica e introduce una storia d’amore fittizia, ripresa dal romanzo autobiografico Kaze Tachinu di Tatsuo Hori: l’incontro sul treno tra Jirō e Nahoko, lo sbocciare del loro amore preso per mano da un aeroplanino di carta, il matrimonio improvvisato e la malattia della ragazza, sono quanto di più dolce sia mai nato dalla matita del regista.
Di un realismo struggente, spezzato solo dalle sequenze oniriche che coinvolgono Jirō e il progettista italiano Giovanni Battista Caproni, Si Alza Il Vento traccia il bilancio di un’esistenza che pare quella di Miyazaki stesso e, congedandosi con un finale amarissimo, sembra davvero voler mettere un punto fermo alla vicenda artistica del Maestro, interrogandosi al contempo su quanto sia difficile valutare il peso delle proprie scelte quando si è animati dal fuoco di un sogno.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Una tomba per le lucciole – Isao Takahata
Millennium Actress – Satoshi Kon
Il castello nel cielo – Hayao Miyazaki
Porco Rosso – Hayao Miyazaki

…e ascolta anche…
Summer – Joe Hisaishi
Fly – Nick Drake
Given To Fly – Pearl Jam

Si alza il vento

Regia: Hayao Miyazaki
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Character design: Katsuya Kondō
Animatori: Kitarō Kōsaka
Fotografia: Atsushi Okui
Montaggio: Takeshi Seyama
Musiche: Joe Hisaishi
Durata: 126′

Leggi tutto ►