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Caro prof, io quest’estate leggo mastro Don Gesualdo. Tu, in cambio, leggi…2018

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Articolo di Roberta Cirimbelli e Elena Severgnini

Ci sono libri imprescindibili, libri che ognuno dovrebbe leggere almeno una volta nella vita.

Gli stessi libri, però, se affrontati con lo stato d’animo sbagliato o in un momento non adeguato della proprio vita, possono perdere tutta la propria bellezza.

E cosa fa perdere loro ogni fascino più del divenire letture obbligate?

Anche per il 2018, proponiamo la nostra bibliografia alternativa alle letture estive date dalla scuola.

Se i ragazzi, anche quest’estate, dovranno affrontare Se questo è un uomo, I Malavoglia e La coscienza di Zeno, chiediamo ai loro insegnanti di provare a mettersi in gioco anche loro con le letture estive, con qualcuno dei libri qui elencati.

L’intento di questa sfida è quello di trasformare l’estate in un un momento in cui insegnanti e studenti possano scambiarsi consigli di lettura, magari partendo proprio da una selezione di ciò che abbiamo consigliato nell’ultimo anno (romanzi di vari generi, saggi, graphic novel).

L’ultima dei Neanderthal- Claire Cameron
Una voce di piombo e oro – K.L. Going
Il ragazzo nuovo- Tracy Chevalier
Il grido del lupo- Melvin Burgess
Apple e rain – Sarah Crossan
Mary e il mostro- Lita Judge
Cercare mondi- Guido Tonelli
Un anno senza te- Luca Vanzella, Giopota
The Hate U Give- Angie Thomas
L’ora di pietra- Margherita Oggero
Da dove la vita è perfetta- Silvia Avallone
Your name.- Shinkai Makoto
Absence- Chiara Panzuti
Ti darò il sole- Jandy Nelson

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Silvia Avallone

Da dove la vita è perfetta

Rizzoli 2017, 376 p.
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“No, non ce ne andremo mai” rispose. “Però, possiamo raccontarlo”.

Adele sta per partorire, ma non sa se terrà la bambina, perché ha diciassette anni, il suo ragazzo l’ha lasciata e sua madre già fatica a mantenere lei e la sorella. Dora di anni ne ha trenta e per avere il figlio che vuole disperatamente si sottopone da anni a quei trattamenti dolorosi e umilianti che stanno distruggendo lei e il marito Fabio.
Zeno è l’unico abitante dei Lombriconi a frequentare un liceo e quando non è a scuola sta in casa ad accudire la madre malata e a spiare Adele e Jessica dalla finestra del suo appartamento.
Manuel sembra un attore del cinema e vuol fare la bella vita, accettando anche scorciatoie pericolose pur di raggiungere i suoi obiettivi. E poi ci sono Rosaria, Claudia, Serena, Adriano e molte altre figure che si muovono e a volte si sfiorano in una Bologna rigorosamente divisa tra il centro bello ed elegante e quella distesa di casermoni alienanti che proprio Fabio, architetto, vorrebbe trasformare in un luogo vivibile.
Silvia Avallone torna nei quartieri di periferia che aveva già descritto in Acciaio, regalandoci una storia che assorbe il lettore fin dalla prima pagina con dei personaggi pieni di vita ai quali non si può non voler bene.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Acciaio – Silvia Avallone
I bambini del secolo – Christiane Rochefort
Ragazzi di vita – Pier Paolo Pasolini

…e guarda
Juno – Jason Reitman

… e ascolta
Io in terra – Rkomi

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Rkomi

Io in terra

Universal, 2017
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E ora che non ti fai più
In giro non ci sei più
Mia madre piange se le sente
Quando stacca dall’ufficio nel suo mp3
Due lettere si incontrano per sempre
Se ci senti fammi un fischio, dai
Non scordarti la pillola
Ci mangiamo le viscere
A vicenda per l’affitto fai
Che non ero in me, sì certo

a cura di Claudio D’Errico

Rkomi, pseudonimo di Mirko Martorana, è un rapper milanese del 1994, nato e cresciuto nel quartiere Calvairate. La popolarità per lui arriva nel 2016 quando pubblica l’EP Dasein Sollen, il cui titolo si richiama a concetti filosofici sull’esistenza, formulati da grandi pensatori (Kant e Heidegger) che in quel periodo il cantante sentiva vicini al proprio vissuto.
Il suo primo album Io in Terra, pubblicato da poche settimane, sta ottenendo un buon successo anche di critica, consentendo al giovane cantautore di inserirsi nel panorama della nuova scena trap italiana.
Ottiene la prima posizione della Classifica FIMI Album e buone recensioni dai critici che lo giudicano un disco colorato e vario e una tra le migliori uscite del 2017, nel genere rap italiano.
Già all’ascolto del primo brano – che dà il titolo all’album – ci si trova spiazzati: è uno stile che pare centrifugare il testo, un sound ardito che fonde trap e jazz, giocando con le parole ed incollandole quasi a caso in un puzzle sonoro.
Allo stesso modo scorrono e lasciano il segno gli altri brani, contraddistinti da una scrittura che sa fondere emozioni e immagini. Rkomi rimane profondamente legato al suo quartiere, al cemento ed ai suoi amici compagni di vita e di viaggio e tutto ciò traspare dai suoi lavori musicali.

Ti è piaciuto questo album? Allora vedi anche L’odio – Mathieu Kassovitz

e leggi anche Acciaio – Silvia Avallone

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