Archivio tag: Simona Binni

Aidan Chambers

Ombre sulla sabbia

2016, Rizzoli, 155 p.
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Ho guardato il molo deserto, e il vecchio porto limaccioso bagnato dal sole, e il capanno dei soccorsi tutto arrugginito, e il deposito del nonno, troppo grande per il lavoro che c’era, e ho sentito il vuoto e la morte. Come l’uomo, e Susan e tutti gli altri giovani avevano sentito prima di me.Allora ho capito che dovevo andar via. E prima era, meglio era.

Il diciassettenne Kevin è nato e cresciuto a marle, piccola isola in cui non c’è nulla. L’unica coetanea ed amica, Susan, Decide di andare in città, a Newcastle, lasciando Kevin da solo.
Il ragazzo così ha modo di capire quanto Susan fosse importante per lui e quanto la vita a Marle gli stia stretta. Quindi, quando col passare del tempo Susan viene assorbita dalla sua nuova vita e smette poco a poco di scrivergli lettere, Kevin decide di partire. Dopo numerose liti in famiglia, grazie all’intercessione dell’amato nonno, a Kevin è permesso di trasferirsi dagli zii in città.Qui ritrova Susan e capisce che il sentimento che li lega non è solo amicizia e decide di riconquistarla, anche se lei ormai esce con un ragazzo belloccio di nome Chris.
Ma il nonno si ammala e Kevin è costretto a prendere una decisione che gli cambierà la vita.

Finalmente viene pubblicato in Italia il primo libro scritto da Aidan Chambers nel 1968, che, come l’autore stesso ci spiega in una nota, è stato pensato e scritto appositamente per i suoi studenti, perché imparassero ad amare la lettura.

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Simona Binni, Silverwood lake

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Simona Binni

Silverwood Lake

Tunué , 2016
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Vado via di mia spontanea volontà, non cercatemi.

Diego Lane viene svegliato ad una telefonata che cambierà la sua vita per sempre. Ricompare così il padre che dopo 17 anni di completa latitanza chiede aiuto al figlio o meglio è la sua condizione di senza tetto a indurlo a chiedere soccorso. Diego lo odia e non vuole cedere alle sue responsabilità così come pensa che suo padre si sia sottratto alle sue. Grazie all’aiuto dell’amica Patty, però, Diego è spinto a compiere un viaggio alla scoperta delle ragioni del genitore e, più in generale, di chi decide di lasciare tutto e ricominciare da zero, studiando da vicino la comunità di senzatetto che stanzia a Silverwood Lake.

Silverwood Lake è una graphic novel di formazione malinconica e potentissima. Disegnata magistralmente con un tono poetico quasi dimesso conduce in un limbo perfetto e isolato dal mondo in cui il protagonista sperimenterà l’empatia verso il prossimo e la conoscenza profonda dell’altro abbattendo pregiudizi e falsi miti del politicamente corretto. La rabbia, la frustrazione e l’impulso vendicativo lasciano spazio alla comprensione per trovare una la forza in grado di spogliare la verità dalle apparenze e mostrarla per quello che è. Il delicato equilibrio tra genitori e figli viene analizzato e superato grazie all’intervento dell’amore per la vita che pulsa dentro Diego, e in ognuno di noi. Ancora una volta il vero protagonista è il tempo che obbliga i personaggi a confrontarsi con la propria esistenza, aspirazioni e desideri spingendo alla concretizzazione della propria identità e delle proprie scelte. Simona Binni con Silverwood Lake realizza un’opera eccellente, un manifesto luminoso sulla vita e sulle mille possibilità che ci offre.

Simona Binni è brava anche nel gestire una rosa ampia di protagonisti che offre ulteriori spunti di approfondimento per una tematica complessa come quella della vita di strada. Grazie all’utilizzo dei flashback, infatti, riesce a presentare in maniera chiara la storia dietro a ogni personaggio e a scavare a fondo nel dolore degli avvenimenti che hanno caratterizzato il loro passato.

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