Archivio tag: sofferenza

SUNAO KATABUCHI

IN QUESTO ANGOLO DI MONDO

2016, Giappone
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Anche se siamo in guerra le cicale friniscono e le farfalle volano.

Giappone, 1944. Il mondo della piccola Suzu cambia radicalmente quando viene chiesta in sposa da un giovane ufficiale della marina militare in stanza a Kure, una tranquilla cittadina nella periferia di Hiroshima.

Questa nuova vita mette da subito a dura prova il temperamento genuino e solare di Suzu. Oltre alle impegnative responsabilità domestiche e al complicato rapporto con la cognata, gravano sulle sue spalle i devastanti effetti del coinvolgimento del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale.
Il pesante razionamento alimentare, i continui bombardamenti, la perdita di una mano e la morte delle persone a lei più care, piegheranno Suzu senza mai farla cadere.
La sua silenziosa lotta per la sopravvivenza e la sua implacabile determinazione guideranno lei e la sua famiglia verso la rinascita.

Presentando in modo scrupoloso una quotidianità apparentemente insignificante, In questo angolo di mondo racconta l’orrore della guerra da un punto di vista insolito, quello di una popolazione innocente e totalmente impotente.
La pellicola diretta da Sunao Katabuchi è delicata e straziante al tempo stesso; tocca lo spettatore poco a poco, coinvolgendolo profondamente.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Your name – Makoto Shinkai
Pearl Harbor – Michael Bay

… leggi anche..
Hiroshima. Nel paese dei fiori di ciliegio – Fumiyo Kono

… ascolta anche…
Light – Sleeping at Last
A real hero – Collage ft.Eletric Youth

Regia-Sceneggiatura: Sunao Katabuchi
Fotografia: Yuya Kamazawa
Montaggio: Kashiko kimura
Musiche: Kotringo
Durata: 129′

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Daniel Kraus

L’estate del coprifuoco

Einaudi, 2011, 216 p.
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Articolo di Valentina Carioni Vienna

“La porta della stanza di James si aprì, poi si richiuse. Reggie contò fino a cinquanta prima di introdursi nella stanza attraverso la finestra. Sfoggiò un sorriso.
-Ehi,- disse James, lasciandosi cadere sul copriletto arruffato. Alla cieca, infilò la mano sotto le lenzuola ammucchiate e tirò fuori il berretto da baseball (…) con una mano tormentava il bordo della visiera, sporca di terra, di sudore e di molte estati.
-Me lo dici?- Domandò Reggie.
-Cosa?
-Hai detto a tuo padre che mi avresti detto qualcosa.
-Ah, giusto.
-Dice che non dovremmo andare troppo in giro,- disse James.
-Soprattutto di sera, dice. Soprattutto di sera, non dovremmo andarcene troppo in giro. (…) Non so cos’abbia in testa veramente. Ma tu non preoccuparti, va bene? Non importa cosa dice. E’ estate.”

L’estate è sempre stata una delle migliori stagioni, fatta di quei giorni che ti rimangono addosso come il caldo ed il frenetico ghermire delle foglie dei boschi. Durante l’adolescenza, quando ci ritroviamo smarriti in un paesino che pare chiudere i battenti, dove le auto si mettono in viaggio senza meta, un gruppetto di ragazzi di dodici anni, James, Reggie e Willie, sembra aver già compreso tutto della vita.
Situazioni familiari complesse, il desiderio di essere all’altezza delle aspettative degli altri e di poter sognare sempre come se nessun tempo passasse realmente e come se nulla fosse fugace, sono le storie che uniscono e, allo stesso tempo, distanziano questi ragazzi vogliosi di avventura.

E’ estate quando sembra che una sorte macabra si sia accanita su di loro e su quella cittadina.
Un membro del gruppo viene investito da un furgone di passaggio, nello stesso tempo in cui un altro ragazzo del paese viene ucciso apparentemente dallo stesso veicolo.

Si diffonde un acuto timore e quell’afa estiva comincia a non essere più solo afa, ma anche paura ed apprensione.
Viene dato il coprifuoco, e l’istinto adolescenziale di Reggie, James e Willie li spinge ad aggregarsi e a dare inizio ad un’avventura fatta di grandi emozioni e di fughe notturne, che li porterà ad intensificare il loro legame, e ad imparare a vivere la vera vita, quella che li segnerà nel profondo e che, in un certo senso, li manterrà uniti fino alla fine, in un’amicizia fatta di dolore, di felicità, e impregnata della fragranza dolce e bruciante del sole caldo dopo una pioggia estiva. Sapere che ci sono altre cose ad attenderli oltre l’essere ragazzi rende la loro estate una sorta di rito di passaggio, attraverso il quale apprenderanno ad essere adulti e a scegliere il loro percorso, in un mondo dove le estati diverranno solo momenti di pausa da un lavoro stressante e da un’esistenza frenetica, e dove le scorribande nei boschi con il vento che soffia e la pioggia che scroscia violenta saranno solo la memoria e la traccia degli uomini che saranno divenuti.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Il buio oltre la siepe- Harper Lee
Stand By Me (racconto contenuto in Stagioni diverse)- Stephen King
Il signore delle mosche- William Golding
L’età dello tsunami- Alberto Pellai e Barbara Tamborini

…e guarda anche:
Stand by me. Ricordo di un’estate- Rob Reiner
Charlie Bartlett- Jon Poll
Ragazzi perduti- Joel Schumacher
Breakfast Club- John Hughes

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Eva Mozes Kor

Ad Auschwitz ho imparato il perdono

Sperling & Kupfer, 2017, 215 p.
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Articolo di Paola Vailati

… ogni volta che, per un motivo o per l’altro, i fantasmi del passato riemergevano, io mi sentivo crollare.
L’odio c’era ancora. Intatto, logorante, con tutta la sua forza distruttiva,
perché la più grande vittima dell’odio è chi lo cova dentro di sé. …

Eva Mozes Kor è una bambina ungherese di dieci anni quando viene deportata ad Auschwitz con la sua famiglia. I genitori e le sorelle maggiori vengono subito condannate alle camere a gas ma non Eva e Miriam che essendo gemelle vengono tenute in vita, destinate a diventare cavie umane nel laboratorio dove Josef Mengele compie i suoi esperimenti genetici. Assistono alla morte di bambini sottoposti a crudeli operazioni e sopravvivono a iniezioni di tifo e malaria che furono per molti letali.

Quando nel 1945 vengono liberate dall’esercito sovietico, Eva e Miriam sono sole e indebolite da una salute ormai compromessa di fronte ad un’esistenza da ricostruire; vivono qualche anno con una zia e a sedici anni Eva si trasferisce prima in Israele e poi, dopo essersi sposata, negli Stati Uniti, dove fonda l’associazione CANDLES (Children of Auschwitz Nazi Deadly Lab Experiments Survivors), museo e centro educativo dell’Olocausto.

Tutto sembra riequilibrarsi nella vita di Eva quando nel 1995 un inaspettato incontro con Hans Munch, medico delle SS ad Auschwitz, fa riemergere il dolore e le sofferenze del passato.
E’ proprio cinquant’anni dopo la sua prigionia e durante il confronto con un ex nazista che Eva intravede la luce di una nuova via da percorrere: il perdono, capace di donare, prima ancora che al colpevole, la libertà alla vittima.

Eva ha lasciato Auschwitz nel febbraio del 1945 ma solo scoprendo la forza del perdono è stata davvero liberata.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche…
Gli anni rubati: le memorie di Settimia Spizzichino, reduce dai lager di Auschwitz e Bergen-Belsen – Settimia Spizzichino, Isa di Nepi Olper

… guarda anche…
Volevo solo vivere: gli italiani di Auschwitz ci raccontano la Shoah – Mimmo Calopresti

…ascolta anche…
May it be – Enya

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Sharon M. Draper

Melody

Feltrinelli, 2016, 249 p.
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“Che cosa faresti se potessi volare?” mi domandò la signora V. spostando lo sguardo dall’uccellino a me.

“Avrei paura di lanciarmi” digito.

“Paura di precipitare?” mi chiede.

“No. Avrei paura che sarebbe troppo bello. Paura di volare via”

Melody ha undici anni, una spiccata intelligenza ed una grande memoria. Potrebbe vivere un’esistenza con una marcia in piu’ rispetto alla maggior parte dei coetanei. Purtroppo pero’ non e’ cosi’: la sua malattia (tetraplegia spastica) le impedisce i movimenti e la parola, imprigionandola in un corpo che non risponde ai comandi e la costringe al silenzio.

Eppure in Melody c’e’ determinazione, vitalita’, solarita’, assenza di autocommiserazione, che fanno da efficace contraltare all’inevitabile sofferenza ed alla frustrazione.
Melody vive in una famiglia che la ama incondizionatamente e si impegna per garantirle una vita piu’ serena possibile. Puo’ contare su alcuni educatori attenti e preparati (dopo una serie di disastrose esperienze) e sulla stima di chi le sta vicino. Con i compagni di classe il rapporto e’ difficile: le regalera’ gioie e dolori, ma lei si mostrera’ sempre in grado di accettarli, con spirito di adattamento ed ironia.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Io sono la neve – Elisabeth Laban
Wonder – R. J. Palacio
Stravaganza La città delle maschere – Mary Hoffman
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
L’amico immaginario – Matthew Dicks
Sono graditi visi sorridenti – Franco e Andrea Antonello
Se ti abbraccio non avere paura – Fulvio Ervas
Sirena Mezzo pesante in movimento – Barbara Garaschelli

ascolta anche
Moon River – Colazione da Tiffany

e guarda anche
The Mighty – Peter Chelsom
Touch – Tim Kring (serie tv)
Mi chiamo Sam – Jassie Nelson

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