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K.L. Going

Una voce di piombo e oro

2017, Piemme, 216 pagine
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Non volevo essere la persona che la zia di Keisha pensava sarei diventata… volevo essere quell’altra persona, quella che sognava di cambiare il mondo con la sua voce.

Tia ha dodici anni e vive in un quartiere periferico con sua mamma che è costretta a fare due lavori per far quadrare i conti, da quando, otto anni prima, il papà di Tia è finito in prigione. Lei e la sua migliore amica, Keisha, cantano in un coro gospel, sognando di diventare delle star e cambiare così la loro vita. Mas proprio durante le prove del coro, un evento traumatico la spaventa al punto tale da perdere la sua voce. Tia inizia a ricordare qualche dettaglio del suo passato, alcuni elementi della storia di suo padre che aveva rimosso, a notare gli sguardi sprezzanti delle persone che la incrociano per strada.
Per riacquistare la sua voce e la sua vita, Tia dovrà calarsi nella verità ed incontrare suo padre.

Il titolo di questo romanzo rende perfettamente il senso della dicotomia che la voce rappresenta per la protagonista: è un dono meraviglioso, che però pesa come un macigno.
L.K.Going scrive un romanzo sull’amore del canto, ma la voce qui è contrapposta al silenzio: al silenzio di Tia, che per il dolore perde la capacità di cantare, che è la parte più importante della sua vita; al silenzio di sua madre, che per preservare l’infanzia della figlia le tace la verità su suo padre rifiutandosi di parlarne, di nominarlo, cercando semplicemente di cancellarlo; il rumorosissimo silenzio delle persone che bisbigliano alle spalle di Tia, che le sussurrano velenosamente mezze frasi, incolpandola di qualcosa che non ha commesso.

Una voce di Piombo e oro è un romanzo di dolore, di rivincita e di crescita.

Sito dell’autrice

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Alejandro Amenabar

Agora

Mikado Film, 2009
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Mi si spezza il cuore senza un centro

Ci troviamo nel 4° secolo D.C ad Alessandria d’Egitto all’epoca governata dall’Impero Romano. Convivono nella capitale i seguaci di tre religioni: il culto di Serapide divinità greco-egizia, ebraismo e cristianesimo. Le violente sollevazioni religiose dilagano per le strade di Alessandria e si diffondono fin dentro la famosa biblioteca della città. Intrappolata dentro le sue mura, la filosofa-matematica-astronoma Ipazia, ultima erede della cultura antica e forse, in quanto donna, massima espressione di una lunga evoluzione civile e di una libertà di pensiero, viene travolta dalla crisi e cerca con i suoi discepoli di salvare il sapere del mondo antico.

Ipazia è una filosofa e teorica del Sistema Tolemaico, che all’epoca si stava consolidando a scapito di tutte le altre teorie formulate, e riflette con i propri discepoli su quesiti astronomici che sarebbero poi stati risolti solo durante la Rivoluzione Scientifica. Rielaborando le teorie di Aristarco  il primo a teorizzare un sistema eliocentrico, Ipazia ipotizza che sia la Terra a girare intorno al Sole e, mediante il cono di Apollonio, intuisce la forma ellittica delle orbite dei corpi celesti. Il regista lascia inoltre intendere che, se la studiosa non fosse stata uccisa, il modello astronomico di Keplero sarebbe stato anticipato di 12 secoli.

Ecco che allora la religione si tramuta in una gabbia e non una forza spirituale, il mondo si capovolge e la biblioteca e i templi in cui venivano divulgate le lezioni vengono completamente distrutti. La religio diviene mera superstizione, anzi fanatismo e voglia di imposizione – atteggiamento a cui purtroppo siamo abituati anche nella nostra storia contemporanea. E mentre Cirillo di Alessandria, il vescovo della crescente comunità cristiana cerca di farla mettere a morte,  Ipazia riflette con i suoi discepoli sulla possibile esistenza di altri mondi oltre a quello terrestre dimostrando di possedere una visione dell’universo e dell’esistenza umana molto simile a quella contemporanea, caratterizzata da una sensazione di smarrimento nei confronti del caos dell’esistenza. Il riscatto di Ipazia avviene nel 1509 quando fu l’unica donna ad essere ritratta nella Scuola di Atene di Raffaello Sanzio nella Stanza della Segnatura in Vaticano, a dimostrazione che la verità e la grandezza non possono essere insabbiate dal tempo ma ci fanno da monito nella nostra lotta quotidiana per la libertà di pensiero.

E’ un film complesso, imponente e fondamentale girato con grande abilità registica, ritmo e grande cura per i costumi dell’epoca.

Se ti è piaciuto questo film leggi anche:
Petta Adriano, Ipazia
Moneti Codignola, Maria, Ipazia Muore

Ascolta anche:
Nightwish, Endless forms most Beautiful (tutte le canzoni sono ispirate a grandi temi scientifici)

Guarda anche:
The Others- Alejandro Amenàbar

agora

Regia: Alejandro Amenábar
Sceneggiatura: Alejandro Amenábar
Distribuzione: Mikado Film
Costumi: Gabriella Pescucci
Scenografia: Guy Hendrix Dyas
Musiche: Dario Marianelli
Cast: Rachel WeiszMax MinghellaOscar IsaacGeorge HarrisRupert Evans

 

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