Archivio tag: solitudine

Tony Sandoval

Doom Boy

Tunuè, 2013
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Chi è Doomboy?
Se lo domandano tutti nella piccola città dove abita D. Nessuno lo sa. Tutti però lo ascoltano, alla radio, su una frequenza trovata per caso, tutti i venerdì verso le cinque. E’ spettacolare la musica di Doomboy.

D, è il protagonista di Doom Boy, la graphic novel di Tony Sandoval, edita in italia dalla case editrice Tunuè. In questo romanzo grafico viene narrata la storia struggente di un adolescente e del sul dolore per la morte improvvisa del suo unico grande amore: Anny che ha lasciato al biondo protagonista un buco immenso al centro del petto colmato solo dal potere della musica.
Nella malinconica vita del protagonista l’unico sollievo è dato dalla sua chitarra, anestetico per la sua sofferenza.
La musica suonata da Doom Boy colpisce al cuore di tutte le persone che sentono la sua musica per caso.
Tony Sandoval in questo piccolo gioiello illustrato narra con eleganza, poesia e delicatezza una vicenda toccante che sa fare emozionare lettori di tutte le età, facendo vibrare corde che sono presenti in ognuno di noi.
L’autore cerca di spiegare attraverso meravigliosi disegni onirici e visionari il dolore della perdita per una persona cara, che prende forma attraverso una moltitudine di mostri da affrontare e domare, che sono reali e presenti nel nostro io interiore.

Tony Sandoval da voce al dolore, alla musica e alla rabbia adolescente di Doom Boy con dei disegni dai colori delicati ed evanescenti che permettono di alleviare tutto il dolore che Doom Boy si porta dentro senza trovare pace.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche:
Un anno senza te di Luca Vanzella e Giopota
Il blu è un colore caldo di Julie Maroh

Ascolta anche:
La mia vita senza te – Tre allegri ragazzi morti

e guarda anche:
La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche

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Gail Honeyman

Eleanor Oliphant sta benissimo

Garzanti 2018, 344 p.
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Alla fine quel che importa è questo: sono sopravvissuta.

Eleanor Oliphant ha circa trent’anni, vive sola a Glasgow in un piccolo appartamento assegnatole dai servizi sociali e lavora come segretaria in una agenzia di graphic design. Eleanor è una ragazza particolare: fatica a socializzare, spesso fa affermazioni che lasciano perplessi i suoi interlocutori, è considerata un po’ tocca, ma è una persona che riesce a condurre una vita autonoma. Un giorno, però, le emozioni irrompono nella sua esistenza ordinata e la corazza che l’aveva protetta comincia a sgretolarsi: un po’ alla volta, intuiamo il passato drammatico di Eleanor, la crudeltà e la solitudine che hanno accompagnato la sua infanzia, mentre la seguiamo in un’evoluzione favorita dalla scoperta dell’amicizia e di quanto sia bello che qualcuno si prenda cura di noi. Perché, a volte, un gesto gentile può innescare una serie di eventi a valanga.
Gail Honeyman ha creato un personaggio commovente e una bella storia di resilienza e coraggio.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
L’Arminuta – Donatella Di Pietrantonio
Magari domani resto – Lorenzo Marone
Onora il padre – Eliza Wass

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Margherita Oggero

L’ora di pietra

Mondadori 2011, 270 p.
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Poi è successa una cosa dentro di me, cioè che mi sono sentita forte e non mi sono più lasciata spingere in un angolo. Doveva essermi cambiato lo sguardo o non so cos’altro, comunque hanno abbastanza smesso di tormentarmi.

Imma guarda dalla finestra di un palazzo la vita che si svolge in strada: ha poco più di tredici anni ed è salita al Nord dal suo paese vicino a Napoli perché deve nascondersi. Imprigionata in un appartamento poco accogliente, ospite di una lontana parente che la lascia sola tutto il giorno e non è entusiasta di doverla tenere con sé, torna col pensiero alla famiglia lontana, ai profumi della sua terra e a tutto quello che ha lasciato. Ma una ragazzina intelligente e curiosa non può restare chiusa in eterno: un giorno, Imma riesce a sgattaiolare fuori dal condominio e inizia a perlustrare la città, arrivando a un mercato rionale dove conosce un giovane e simpatico venditore di libri che le consiglierà storie bellissime e le offrirà qualche piacevole conversazione.
Un po’ alla volta, a capitoli alterni, scopriamo la storia della famiglia di Imma e di un mondo ancora prigioniero della malavita e di tradizioni antiche, mentre vediamo ciò che sta accadendo oggi alla protagonista. E abbiamo anche la conferma che i libri possono darci, insieme al conforto, il coraggio di ribellarci alla violenza.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Io non ho paura – Niccolò Ammaniti
Ciò che inferno non è – Alessandro d’Avenia
L’abusivo – Antonio Franchini

… e guarda anche…
La mafia uccide solo d’estate – Pif
Io non ho paura – Gabriele Salvatores

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Sabrina Rondinelli

Camminare correre volare

EL 2008, 155 p.
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Adora la musica di Eminem: bello, controcorrente, coraggioso; ce l’ha fatta solo con le sue forze, nonostante la madre alcolizzata, nonostante la vita in una squallida roulotte.

Il bullismo visto anche dalla parte del bullo, anzi, della bulla.
Maria è la classica secchiona, vestita in modo antiquato e con qualche chilo di troppo, dovuto ai gran piatti di pasta che la madre le prepara amorevolmente: la vittima ideale per Asja e le sue tirapiedi. Le angherie, le prese in giro e le umiliazioni continuano fino a quando qualcuno si fa male veramente. Allora, per fortuna, emerge tutto quello che la vittima non aveva voluto denunciare, gli adulti intervengono e il terzetto di persecutrici si scioglie. Ma anche i bulli possono avere dei problemi. Così, la storia segue Asja e la sua vita, in una Torino anonima, delineata solo dagli squallidi quartieri di periferia e dai centri commerciali dove si va per rubare i vestiti e i trucchi che tanto si desiderano e non si possono comprare.
Famiglie problematiche, adulti fragili e immaturi, ambienti deprimenti e una profonda solitudine: se le azioni dei bulli non possono mai essere giustificate, a volte le condizioni in cui crescono non aiutano a fare di loro delle persone perbene.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Tredici – Jay Asher
Due o tre cose che avrei dovuto dirti – Joyce Carol Oates

… e ascolta anche
Mean – Taylor Swift
Popular Song – Mika

…guarda anche
Il ragazzo invisibile – Gabriele Salvatores

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Mariapia Veladiano

La vita accanto

Einaudi 2011, 172 p.
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Tu suonerai ragazzina. E mangerai e dormirai e andrai a spasso. La vita la si deve prendere all’ingrosso altrimenti se ci fai troppo le pulci non si salva nessuno.

Dal giorno in cui Rebecca è nata, sua madre è sprofondata in una depressione che l’ha isolata dal resto del mondo e il padre, dolce ma fragile, non riesce ad aiutare né lei, né la bambina. Condannata fin dai primi giorni di vita a stare nell’ombra perché figlia bruttissima di due genitori molto belli, la piccola Rebecca cresce sola nel grande palazzo vicentino acquistato dai suoi. Le saranno di conforto la fedele governante Maddalena e l’amica Lucilla, esuberante e chiacchierona quanto Rebecca è chiusa e silenziosa. Grazie all’irruente zia Erminia, Rebecca scoprirà di possedere un raro talento musicale, che riuscirà a coltivare nella profonda solitudine in cui vive. Ma, nonostante gli sforzi dei suoi genitori, il mondo esterno non può essere lasciato fuori per sempre e così la bambina dovrà affrontare la crudeltà e l’indifferenza dei compagni, i meschini pettegolezzi di una città di provincia, ma anche l’incontro con figure fondamentali per la sua maturazione.
Scritto con toni sommessi e composti, il libro descrive la vicenda dal punto di vista della protagonista, ragazzina sfortunata ma capace di affrontare con silenzioso coraggio le avversità che l’hanno accompagnata fin dalla nascita. La musica, col suo potere salvifico, è un elemento sostanziale della storia.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
L’eleganza del riccio – Muriel Barbery
La lunga vita di Marianna Ucria – Dacia Maraini
Fosca – Igino Ugo Tarchetti
Bruttona & Lingua Lunga – Joyce Carol Oates

… e guarda anche
Tutti i battiti del mio cuore – Jacques Audiard

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Ava Dellaira

Noi siamo grandi come la vita

Sperling & Kupfer, 2014
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Invece nessuno può salvarci. Non da noi stessi. Ci addormentiamo sulle colline ai piedi delle montagne, e arriva il lupo. E speriamo che qualcuno ci svegli. O che lo cacci via. O che lo ammazzi.
Ma poi ti rendi conto che il lupo è dentro di te, ed è allora che ne hai la piena consapevolezza: non puoi sfuggirgli. E nessuno di quelli che ti amano può ucciderlo, perchè è parte di te. Vedono la tua faccia impressa su di lui. E non sparano.

Laurel ha quindici anni e sulle spalle il peso di una storia familiare tutt’altro che semplice, segnata dalla morte dell’amatissima sorella, May, e dalla fuga della madre all’indomani della tragedia.
Una vita fatta di ricordi, segreti e sensi di colpa, che passa attraverso emozioni profonde e drammatiche, con un ritmo lento e pacato, per nulla eclatante. Pare quasi che la sofferenza si insinui nella quotidianità di Laurel piano piano, in punta di piedi. E che lei si lasci trasportare dal fluire degli eventi senza opporvisi, quasi una resistenza passiva.
Eppure in Laurel piano piano qualcosa cambia: è l’inarrestabile soffio della vita, che si manifesta regalandole amicizie ed amore, sentimenti ed emozioni intense. L’intima sofferenza di Laurel pare quindi quasi compensata e finalmente riesce a fare i conti con i propri conflitti irrisolti.
In questo bel romanzo epistolare, Ava Dellaira dà voce alle discrete richieste di aiuto di chi ancora giovane è segnato dalla vita ed insegna che si può passare attraverso il dolore, riaffacciandosi al mondo e costruendo con passi cauti, ma determinati, il proprio futuro.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Ragazzo da parete – Stephen Chbosky
Le vergini suicide – Jeffrey Eugenides
L’eleganza del riccio – Muriel Barbery
Tredici – Jay Asher
La pioggia prima che cada – Jonathan Coe
Amy Winehouse Fino alla morte
Graffi in paradiso – La vita e i tempi di Janis Joplin
Kurt Cobain – Più pesante del cielo

… vedi anche
Noi siamo infinito – Stephen Chbosky
Donnie Darko – Richard Kelly
Il cavaliere oscuro – Christopher Nolan
Stand by me Ricordo di un’estate – Rob Reiner
Bright Star – Jane Campion
Amelia – Mira Nair

ed ascolta anche
Back to black – Amy Winehouse
In utero – Nirvana
Nevermind – Nirvana
The Doors – The Doors
Half Moon – Janis Joplin

 

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Jillian Schlesinger

Maidentrip

USA, 2013
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Sono nata su una barca in Nuova Zelanda. Ho vissuto i miei primi cinque anni in barca. E da allora ho sempre voluto tornare a quella vita.

Le hanno affibbiato i giudizi più disparati: pazza, egocentrica, coraggiosa. Hanno cercato in tutti i modi di impedirle di partire per il viaggio che fin da bambina aveva sognato: il giro del mondo in barca a vela, in solitaria.

Senza alcun appoggio o equipaggi a supporto, l’olandese Laura Dekker alla fine ce l’ha fatta ed è partita per un viaggio assolutamente emozionante ed incredibile, durato due anni.
In un’epoca in cui ogni luogo pare immediatamente raggiungibile e si sta forse perdendo il piacere della scoperta, Laura a sedici anni ha realizzato il proprio sogno.

Guardando il bellissimo e coinvolgente documentario da lei stessa realizzato con ore ed ore di riprese dalla barca, viene da chiedersi se questo “andar per mare”, sprezzante dei pericoli, sia più voglia di avventura o drammatico desiderio di libertà.
Laura infatti nei propri appunti di viaggio racconta, con lucidità da adulto, le grandi difficoltà nel rapporto con i genitori, ed in particolare con l’amatissimo padre, che pur standole sempre accanto, le ha per lungo tempo rovinato la vita a causa di una forte depressione.

Il documentario dura un’ora ed occorre per forza ricorrere ai sottotitoli in italiano in quanto mai doppiato. Nonostante questa scomodità, il coinvolgimento è totale: amerete Laura, la sua pazzia, la sua incredibile forza, la sua determinazione.

E forse riconoscerete in tutto questo anche la sua meravigliosa, dolcissima fragilità.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Into the wild – Sean Penn
I diari della motocicletta – Walter Salles
Moby Dick – John Houston

e leggi anche
One girl one dream – Laura Dekker
I balenieri di Quintay  Francisco Coloane
Nelle terre estreme – Jon Krakauer
Moby Dick – Herman Melville

maidentrip

Regista: Jillian Schlesinger
Fotografia: Hillary Spera
Musiche: Ben Solee
Montaggio: Penelope Falk
Sceneggiatura: Laura Dekker, Penelope Falk, Jillian Schlesinger

Interpresti e personaggi:
Laura Dekker: se stessa

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Halsey

Badlands

Astralwerks Capitol, 2015
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We are the new Americana,
High on legal marijuana,
Raised on Biggie and Nirvana,
We are the new Americana.

a cura di Claudio D’Errico

“Badlands” è il concept album della ventunenne cantautrice  Halsey (al secolo Ashley Nicolette Fragipane), nota inizialmente al pubblico grazie a Youtube.

Pensato come una sorta di percorso interiore, l’album rispecchia probabilmente lo stato d’animo dell’artista, affetta da disturbi bipolari.
Appare infatti quasi diviso in due: da un parte brani come Hold me down, Roman holiday, Colors,  New Americana e Drive, solari e pop; dall’altra Castle, Ghost e Control, dal mood desolato e permeato di solitudine.Il brano più conosciuto – e più commerciale – dell’opera è senza dubbio New americana.

Il cd oscilla con eleganza tra il genere pop contemporaneo ed atmosfere underground e dark: propone ritmi piani ed indolenti (Castle) e ci invita a proseguire nel viaggio al nostro interno, esortandoci ad aprirne una dopo l’altra le molteplici porte.

Secondo la critica, “Badlands” sarebbe da vedere come una sorta di continuazione del precedente EP Room 93: dalla desolazione provata in una camera d’albergo, ci si imbatte in un intero mondo di sconforto e sogni.

Potrai ascoltare Halsey dal vivo in Italia nel 2016: il tour internazionale prevede infatti anche una tappa a Milano.

Ti è piaciuto questo album? Allora guarda anche
Noi siamo infinito – Stephen Chbosky
The Hours – Stephen Daldry

e ascolta anche:
Nevermind – NIrvana

 

 

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Dino Buzzati

Il deserto dei tartari

Mondadori, 2012, 202pg
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A poco a poco la fiducia si affievoliva. Difficile è credere in una cosa quando si è soli, e non se ne può parlare con alcuno. Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.

Questo romanzo di Buzzati venne pubblicato nel 1940 e lo decretò da quell’anno, nella folta schiera dei grandi autori del Novecento italiano; e se ben tuttavia siano passati più di settant’anni da quella data, queste parole e questo racconto restano pur sempre attuali e forti.
Come avrete compreso dalla citazione iniziale si tratta di un romanzo che parla della solitudine dell’uomo, in modo onesto e trasparente: sincero, che per quanto amore esista anche la solitudine esiste, ed è un sentimento pieno e concreto che tutti, di noi, si riesce a toccare.
Ma non è solo quello. Si tratta anche di un racconto di speranza e di attesa, che in fondo altro non sono che componenti fondamentali della nostra vita. La speranza che il meglio debba ancora venire, che qualcosa succederà e che noi saremo pronti ad affrontarlo, ed è per questo che tutti i giorni ci alziamo e combattiamo i “Tartari”; e poi l’attesa. Perchè non c’è speranza senza attesa.
Ci sentiamo dire di smettere di aspettare qualcosa che arriverà, di uscire fuori e prendercelo, eppure, ci sono momenti in cui, e questo racconto ne è la “prova”, la vita non è fatta e non può essere fatta d’altro che d’attesa. Posso raccontarvi dettagli della trama di questo romanzo, se volete. Il protagonista è questo Tenente Giovanni Drogo e il posto in cui aspetterà tutta la vita è la Fortezza Bastiani, ultimo baluardo di un impero molto vasto, che però si trova in un punto strategico e di difficile attacco: il deserto.
Tuttavia la parte davvero interessante del libro, non sta certo nel dove e nel nome dei protagonisti; ma sono le magiche allegorie di Buzzati. Il deserto, il luogo isolato in cui le visioni e la perdita della cognizione del tempo sono abitudine; e appunto la fuga del tempo, il continuo ripetersi di un ciclo di gesti che si perde e riprende sempre uguale a sé stesso. L’angoscia, vista per intero, come se si potesse toccare e conoscere: che probabilmente a conoscerla si è più preparati, alla vita, dico.
Ultima citazione che vorrei leggeste di questo testo, riguarda proprio loro: i Tartari, perchè nel romanzo di questi non si fa altro che parlarne, e tanto, per cui fateci caso, e fate in modo che di quello che è fatta la vostra vita, non si faccia solo che “parlarne tanto”.
I Tartari… I Tartari… Da principio sembra una stupidaggine, naturalmente, poi si finisce a crederci lo stesso, almeno a molti è successo così, effettivamente.

Ascolta anche
Nevermind – Nirvana

Guarda anche
Il deserto dei tartari – Valerio Zurlini

Prenotalo qui oppure scarica l’ebook gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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Banana Yoshimoto

A proposito di lei

Feltrinelli 2013, 152 p.
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Perché per quanto uno possa essere forte, liberarsi di una maledizione ricevuta dai genitori è un’impresa talmente difficile che quasi nessuno ci riesce.

La solitaria Yumiko ritrova il cugino Shoichi dopo che si erano persi di vista da bambini. Sono figli di due gemelle legate da una sorte oscura: entrambe dotate di poteri magici, le due madri hanno scelto strade diverse; quella di Shoichi ha deciso di tenere sotto controllo le proprie capacità soprannaturali, mentre la madre di Yumiko le ha usate per arricchirsi e diventare sempre più potente, fino ad impazzire e commettere un delitto. Shoichi, dopo la morte dell’amatissima madre va in cerca della cugina, perché questo era l’ultimo desiderio della defunta, che si sentiva in colpa per non aver aiutato e protetto Yumiko nei momenti più drammatici della sua vita. Shoichi si prodiga per aiutare Yumiko a fare chiarezza nel suo passato. Inizia così un pellegrinaggio doloroso, ma anche pieno di complicità e di momenti sereni, che i due cugini compiono attraverso le case in cui hanno vissuto, parlando con persone a conoscenza delle loro tragiche vicende, in un paesaggio che alterna gli scenari urbani di Tokyo all’aria tersa e profumata della montagna e agli arbusti malinconici dei giardini invernali.
Le atmosfere struggenti e rarefatte di molta cultura giapponese, così come il senso di morte costante nella produzione di Banana Yoshimoto, pervadono la storia e ci accompagnano fino alla spiazzante rivelazione finale.

Ti è piaciuto?
Allora leggi Tokyo blues – Norvegian Wood – Haruki Murakami

E guarda: Trauma – Dario Argento

E ascolta: Venus as a Boy – Bjork

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