Archivio tag: solitudine

Francisco Coloane

I balenieri di Quintay

Guanda, 1998, 166 pp.
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Quel pomeriggio il sole sembrava l’occhio di un dio primitivo. Di solito il sole spunta dalle nubi in quel modo dopo una tempesta, come per guardare cosa sia successo tra il mare e la terra. Di quella appena cessata, restava solo un mare incerto le cui onde arrivavano rotolando da lontano, simili a dorsi di giganteschi tori che stessero arando il vasto orizzonte dell’oceano Pacifico.

Se siete abituati a porre il vostro microcosmo al centro di tutto, nella convinzione che ogni cosa esista in funzione vostra e che il panorama offerto ai vostri occhi sia l’unico possibile o comunque il migliore, be’, allora provate a leggere anche uno solo dei bellissimi racconti di Coloane, uno qualsiasi di questa raccolta. Subito ogni vostra convinzione vacillera’. Gli occhi, la mente, il cuore si apriranno in orizzonti sconfinati, in una natura totalizzante, perfetta nella propria assoluta verita’, meravigliosamente indifferente alle piccolezze umane.
Paesaggi antartici indimenticabili. Marinai, cacciatori di foche, cercatori d’oro: personaggi solitari e grandiosi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Moby Dick – Herman Melville
Il vecchio e il mare – Ernest Hemingway
Capo Horn – Francisco Coloane
Racconti fantastici argentini – AA.VV.
Patagonia Express – Luis Sepulveda

e guarda anche
Moby Dick – John Huston

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Giuliana Facchini

Il mio domani arriva di corsa

El 2012, 92 p.
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“Per più di due settimane sono andata avanti così: commettendo stravaganze che Sara faceva passare per normalità. Poi, di colpo, ho capitolato e lei mi ha trascinato nella sua vita di ragazza perfetta”.

Non è facile avere quattordici anni, stare in seconda media come ripetente nonostante una notevole intelligenza ed evitare come la peste l’interessamento degli insegnanti e dei compagni. Anna, che vive con la madre e la sorella dopo che il padre le ha abbandonate, ha imparato che per proteggersi dal mondo esterno non bisogna dare confidenza alla gente: utilizza una corazza di apparente indifferenza per non avere delusioni. Nel suo mondo solitario esiste solo il suo ragazzo, Luca, bello e pieno di sé. Ma pian piano, fra i compagni inizialmente giudicati con sufficienza, qualcuno riuscirà a scalfire il muro di difese innalzato dalla protagonista e a farle capire che è possibile instaurare dei legami con gli altri.
La vita della provincia italiana, il quotidiano degli studenti e delle loro famiglie, facebook che sancisce se tu conti o no per i cosiddetti amici sono sapientemente tratteggiati in una storia veloce che si legge d’un fiato.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Come ti sequestro la prof – Francesca Longo
Sono tossica di te – Beatrice Masini

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Craig Thompson

Blankets

Coconino Press 2008, 582 p.
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Da bambino pensavo che il mondo fosse il posto più orribile in cui si potesse vivere e che ci dovesse essere qualcosa di meglio.

Un’infanzia infelice nel Wisconsin: una famiglia molto severa, i bulli della classe che ti tormentano, un letto da dividere col fratellino petulante in una casa fredda. Craig Thompson racconta con toni impietosi la propria vita dalla scuola elementare fino alla giovinezza. Con un segno cupo, che sottolinea il senso di oppressione che lo accompagna fino all’età adulta, Thompson descrive al lettore un universo di provincia caratterizzato dall’ignoranza e dalla ristrettezza di vedute, mentre il freddo persistente del paesaggio corrisponde al gelo dell’anima.
Solo il disegno è lo sfogo del protagonista, che si rifugia in un mondo di figure e storie fantasiose.
Durante l’adolescenza, la conoscenza di Raina aprirà a Craig una nuova dimensione, nella quale l’amore e il sesso saranno vissuti come esperienze vivificanti e non con il senso di colpa inculcato da una religiosità ipocrita e moralista.
Quando Craig cresce e diventa indipendente, pur restando legato alla propria famiglia, si tira un sospiro di sollievo.
Blankets è un romanzo di formazione sotto forma di graphic novel, dove i sentimenti del protagonista non sono messi in luce solo dalle parole, ma anche da un tratto duro e molto espressivo.

Ti è piaciuto? Allora leggi anche
Un complicato atto d’amore – Miriam Toews

… e ascolta anche
Un blasfemo – Fabrizio De André

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Andre Agassi

Open

Feltrinelli, 2011
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Non sono ciò che indosso. Di certo non sono il mio gioco. Non sono niente di quello che pensa di me il pubblico.

Un’autobiografia perfetta, questa di Andrè Agassi, campione statunitense di tennis: il racconto sincero ed appassionante della propria infanzia ed adolescenza e della terribile, distruttiva scalata al successo. Un’esistenza segnata dall’odio viscerale per il tennis e plasmata dall’ossessione di un padre violento che sogna di crescere un campione assoluto.
Open è un libro prezioso, che si pone nei confronti del lettore in un rapporto di totale, intima confidenza. Agassi, con uno stile impeccabile, mutuato dal bravissimo scrittore J.R. Moheringer (che lo segue nella stesura), svela senza reticenze la propria anima, offrendo a tutti noi una magnifica occasione per scavare in profondità nelle nostre ansie e paure.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Il bar delle grandi speranze – J. R. Moheringer

… ascolta anche…
Una vita da mediano – Ligabue

…e guarda anche
Momenti di gloria – Hugh Hudson
Million dollar baby – Clint Eastwood
Che tempo che fa – Intervista ad Andre Agassi 10/11/2013

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Anne Tyler

Una vita allo sbando

Guanda, 2011, 217 pp.
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Evie rimase dov’era per diversi minuti, a guardare la porta aperta. Era abituata a finali netti. Andandosene, Drum Casey aveva seminato pezzetti di conversazione come i pelucchi di un batuffolo d’ovatta, rimasti sospesi nell’aria alle sue spalle. La sua voce aleggiava nel corridoio, scorporata.

Anni Sessanta. Evie, timida diciassettenne, vive in una cittadina della provincia americana. Ha una linea non proprio perfetta, un carattere spaesato ed insicuro, una vita mediocre. Ascoltando alla radio un’intervista a Drum Casey, leader di un gruppo rock della zona, se ne innamora e decide di farsi notare da lui, in qualsiasi modo. Niente a che vedere con l’isterismo esibito da certe teenager per i propri idoli. Lei decide di compiere un gesto in solitudine, con atteggiamento dimesso, ma assolutamente clamoroso. Un comportamento autolesionista, pazzesco ed incomprensibile ai più, che la condurrà all’obiettivo di entrare in confidenza con Drum. La storia inizia qui e racconta, con tono pacato, quasi ordinario, una vita insieme, in cui qualcuno cresce e qualcuno invece resta indietro, allo sbando.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Elogio alla bruttezza – Loredana Frescura

… ascolta anche At Folsom Prison – Johnny Cash

e guarda anche Noi siamo infinito – Stephen Chbosky

 

 

 

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Duncan Jones

Moon

UK, 2009
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Chi l’avrebbe mai pensato? Tutta l’energia di cui avevamo bisogno, proprio sopra le nostre teste. L’energia della Luna. L’energia del nostro futuro.

In un futuro ricostruito come un passato prossimo, la Lunar Industries ha trovato il modo di reperire una fonte di energia alternativa, sfruttando il suolo lunare per dare nuove opportunità alla Terra.
Sam Bell è l’unico dipendente dell’unica base, un contratto di lavoro della durata di tre anni.
Tre anni passati in solitudine, con la sola compagnia di un’intelligenza artificiale, GERTY (di volta in volta glaciale e amichevole), e dei videomessaggi della moglie Tess.
A due settimane dal rientro, Sam comincia ad avvertire seri disturbi, confuso da forti mal di testa e allucinazioni, finchè un giorno non rimane coinvolto in un grave incidente.
Si sveglierà solo dopo tempo, ristabilito eccetto una lieve amnesia, e uscirà dalla base in cerca di risposte: giunto sul luogo dell’incidente, però, si troverà di fronte a qualcosa di imprevisto e terribile.
Esordio che, con il tempo, è diventato un piccolo classico contemporaneo, Moon svela il gran talento del figlio d’arte Duncan Jones.
La passione per i grandi capolavori della science fiction degli anni Settanta e Ottanta è riversata in una pellicola preziosa, che racconta con straordinario coinvolgimento emotivo l’uomo di fronte a sé stesso, il suo rapporto con la macchina, la solitudine, la distanza.
Merito della commovente interpretazione di Sam Rockwell e di scelte di regia secche ed essenziali, che consentono di aggirare i limiti imposti da un budget risicatissimo.
Un impianto narrativo solido e convincente, dalla tensione costante, costruita scena dopo scena con una gestione magistrale delle ombre, dei vuoti e dei silenzi dello spazio. Dove nessuno può sentirti urlare.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Source Code – Duncan Jones
Blade Runner – Ridley Scott
2001: Odissea Nello Spazio – Stanley Kubrick
Alien – Ridley Scott
The Prestige – Christopher Nolan
 
…e ascolta anche
Space Oddity – David Bowie
Staràlfur – Sigur Rós
Moon – Clint Mansell (Full OST)
 
Locandina di Moon, esordio alla regia di Duncan Jones
Regia: Duncan Jones
Soggetto: Duncan Jones
Sceneggiatura: Nathan Parker
Fotografia: Gary Shaw
Musiche: Clint Mansell
Durata: 93′
 
Interpreti e personaggi
Sam Rockwell: Sam Bell
Robin Chalk: Sam Bell (clone)
Dominique McElligott: Tess Bell
Kaya Scodelario: Eve Bell

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Daughter

If You Leave

4AD, 2013
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And if you’re in love, then you are the lucky one
’cause most of us are bitter over someone
Setting fire to our insides for fun
to distract our hearts from ever missing them
But I’m forever missing him

Atteso dopo due interessanti EP, If You Leave è l’album suadente e fascinoso che segna l’esordio sulla lunga distanza di Daughter.
La poesia di Elena Tonra, il suo raggomitolarsi lontano dalle luci, si sposa alla perfezione con la dolcezza di una voce moltiplicata come un canto di sirene, incrinata da un’intensità capace di far male; la sua chitarra e quella del compagno Igor Haefeli disegnano paesaggi sonori rarefatti, ombrosi e lucenti insieme, ravvivati dagli interventi percussivi di Remi Aguilella.
Ne nascono dieci tracce di strabiliante impatto emotivo, un continuum sonoro che è puro incanto, in cui raramente le battute aumentano: accade nell’opener Winter o in Human, l’ossatura di una ritmica circolare e di una chitarra acustica che lasciano alla nuda voce di Elena una chiusura raggelante.
Più spesso i crescendo assumono la forma di un tentativo vano ma necessario di raggiungere le stelle in aperture maestose, a partire dal cuore dell’album, quella Youth che toglie il fiato con una melodia epica e drammatica. Una delle cose più belle ascoltate quest’anno.
E poi, sulla medesima linea, altre meraviglie: Still, parente stretta delle elegie di Soap&Skin, e Touch, vicina ai migliori XX; la coralità di Tomorrow e le reminiscenze folk di Amsterdam, che conducono al finale struggente di Shallows.
If You Leave è il suono di una notte di fine estate, passata sotto un cielo che ci sta stretto, a medicare le ferite di cuori infranti; il racconto della malinconia di occhi troppo timidi per guardare in alto.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
The Wolves (Act I And II) – Bon Iver
Irene – Beach House
Angels – The xx
Cynthia – Soap & Skin
 
…e guarda anche
Blue Valentine – Derek Cianfrance (VM 14)
L’amore che resta – Gus Van Sant

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Paola Predicatori

Il mio inverno a Zerolandia

Rizzoli, 2012, 239 p
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Se stavi con Zero eri zero, anche se avevi i soldi, anche se eri il più bravo della classe, il più bello, il più fico. Ci sono cose che se le fai è come quando indossi una maschera, se sei sotto scompari e non conti più niente

Zerolandia è un universo a sè, Zero il suo unico abitante. Non si tratta di fantascienza, ma di un isolamento voluto. Gabriele, studente all’ultimo anno delle superiori, disinteressato ai discorsi dei compagni, chiuso, schivo e sempre serio, si è costruito un universo parallelo all’interno della propria classe e pare viverci a proprio agio, anche se quotidianamente preso di mira dai compagni. Alessandra, in classe con lui, perde la madre per una tragica malattia: il dolore è per lei devastante e mette in crisi tutto. L’unico suo desiderio è allontanarsi da ogni cosa e senza rendersene conto si avvicina proprio a Zerolandia…

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Oh, boy! – Marie-Aude Murail

e vedi anche Noi siamo infinito – Stephen Chbosky

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a cura di Lucio D'Arcangelo

Racconti fantastici argentini

Mondadori, 1999, 220 p.
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Il futuro non vive, non esiste per Cosimo Schmitz, il fabbro, non gli dà gioia nè timore. In assenza del futuro anche il passato impallidisce, perchè la memoria serve appena; ma come è intenso, totale, eterno il presente, non distratto da visioni o immagini di ciò che deve venire, nè dal pensiero che presto tutto sarà passato!

Questo raccolta comprende diciannove racconti di autori argentini, composti tra gli anni Quaranta e Sessanta ed accomunati dalla vena fantastica. In ogni racconto il fantastico assume una forma del tutto particolare, spaziando dal mistero al sogno, dall’enigma all’orrore, dall’ironia al grottesco. I racconti sono brevi e permeati dalla solitudine dei protagonisti, alle prese con un evento inspiegabile ed irreale, soprannaturale, che sconvolge la vita quotidiana e mette in crisi ogni equilibrio. Un uomo  che decide di sottoporsi ad un trattamento di “chirurgia psichica di estirpazione”, una scimmia che impara a parlare e muore subito dopo, un cataclisma cosmico che altera le normali regole della fisica, un attore defunto imprigionato nei propri film: ecco solo alcune delle affascinanti storie raccolte in questo libro!

Ti è piaciuto questo libro, allora leggi anche:
Molto dopo mezzanotte – Ray Bradury
Racconti del terrore – Edgar Allan Poe

ed ascolta anche Libertango – Astor Piazzola

 

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Karen Thompson Walker

L’età dei miracoli

Mondadori, 2012
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Forse la mia adolescenza era solo un’adolescenza come un’altra, il senso acuto di inquietudine, una sensazione ordinaria. Esiste pero’ una cosa che si chiama coincidenza: l’allineamento di due o piu’ eventi apparentemente correlati, senza connessione causale. Forse tutto cio’ che accadde a me e alla mia famiglia non ha nulla a che fare con il rallentamento. E’ possibile. Ma ne dubito. Ne dubito fortemente.

Un romanzo di fantascienza, visionario, catastrofico, appassionante.  La Terra e’ sconvolta da un inspiegabile fenomeno: un lento, ma irreversibile  rallentamento del proprio giro intorno al Sole. In questo scenario apocalittico si dipana la storia di Julia, dodicenne californiana alle prese con le normali difficolta’ della vita (famiglia in bilico, amicizie che si sgretolano, l’amore che sboccia, la solitudine, l’incomprensione dei coetanei).
L’immedesimaziome nei protagonisti e’ quasi inevitabile, ed una sottile angoscia forse vi colpira’ dopo la lettura nel contemplare un tramonto, un’alba, un riflesso arcobaleno inaspettato nel cielo!

Ti e’ piaciuto questo libro? Allora leggi anche
La zattera di pietra – Jose’ Saramago

e guarda anche
Melancholia – Lars Von Trier

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