Archivio tag: spagna

Carlos Montero, Darío Madrona

Élite

Zeta Producciones, 2018
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L’ambito trofeo era destinato al migliore della classe, invece si è trasformato nello strumento di morte

Élite è la nuova serie tv spagnola di successo su Netflix;  un teen drama  composto da 8 episodi dalle tinte forti e da guardare tutti d’un fiato, che ruota attorno alle vicende di un gruppo di adolescenti, che frequentano una delle scuole più prestigiose di Spagna “Las Encinas”.
La loro vita  viene sconvolta quando nella scuola arrivano tre ragazzi di differente estrazione sociale: Samuel, Nadia (una ragazza musulmana) e Christian. I tre “fortunati” hanno vinto tre borse di studio a seguito del crollo della loro scuola statale.
Lo scontro con i compagni “ricchi” è inevitabile, e cercheranno in tutti i modi  di riscattarsi socialmente, ma a complicare il tutto, nella scuola ci sarà un omicidio (quello della compagna di scuola Marina), su cui indagare e fare chiarezza.
All’inizio si pensa che il colpevole possa essere  uno dei tre ragazzi nuovi, ma le indagini faranno emergere scheletri nell’armadio e lati oscuri di tutti gli studenti della scuola e delle loro famiglie.

La serie, anche se in apparenza vuole mostrarsi “leggera” e per un pubblico adolescenziale, affronta tematiche serissime ed esposte in maniera decisamente esplicita: bullismo, pregiudizio, omosessualità, sesso, HIV, differenze tra ricchi e poveri, tossicodipendeza, fede religiosa, intrecci amorosi,  gravidanze, tradimenti, e segreti di famiglia.

Se ti è piaciuto leggi anche:
Te la sei cercata – Louise O’Nell
Il coraggio della libellula – Deborah Ellis

Se ti è piaciuto guarda anche:
Thirteen Reasons Why
La Casa di Carta
Pretty Little Liars

Ascolta la colonna sonora della serie: elite-500x375 Genere: teen drama, thriller, drammatico Ideatore: Carlos Montero, Darío Madrona Cast: María Pedraza, Itzan Escamilla, Miguel Herrán, Jaime Lorente, Danna Paola

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Paco Roca

La casa

Tunué, 2016 - pg. 166
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Più mi faccio vecchio più sento che l’unico tema della letteratura – e probabilmente di tutto il resto – è il passare del Tempo. E  La casa, libro che un ragazzo ha voluto scrivere per la morte del padre, è anche l’opera che ha permesso a Paco Roca di disegnare il Tempo che se ne va, o che se ne è andato, o che se ne andrà.

Fernando Marías‬

Si tratta di una splendida graphic novel che proviene dalla penna di Paco Roca, tre fratelli tornano dopo un anno nella casa del padre, la seconda casa, quella in cui hanno passato le vacanze da bambini fino a diventare ragazzi. In un continuo andare e tornare tra tempo attuale e ricordi, la storia si snoda raccontando dei drammi e dei sentimenti della vita comune.

La morte del padre, è un momento di crescita inevitabile di ognuno di noi, ma l’inclinazione e il carattere che abbiamo acquisito nel tempo, ci permettono di affrontare questi ostacoli come sempre -in fondo- ci costringe la vita.

Meraviglia le tavole, la descrizione del fare azioni quotidiane, il racconto di immagini del familiare: il cavatappi e il tovagliolo abbandonati sul tavolo della cucina dopo il pranzo, i ricordi dei racconti del padre, il giardino alla sera da innaffiare. Splendido e poetico, un libro che nasce da una perdita, da un’esperienza del disegnatore, che però si ritrova nelle paure e nell’insicurezza atavica di tutti noi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Dimentica il mio nome di Zerocalcare

Lo trovi anche in biblioteca QUI

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Philippe Le Guay

Le donne del 6° piano

Francia, 2011
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 Mi sono sbagliata, lei non è un padrone come gli altri!

Nella Francia del 1962 avere a servizio una colf bretone non è più di moda, sono le spagnole le nuove immigrate, che diventano con sacrificio e a buon prezzo gli angeli del focolare delle famiglie bene di Parigi. Così Jean-Francois Joubert, agente di cambio, che delle faccende di casa si è sempre interresato un gran poco; inizia a prendere confidenza con questa nuova cultura, proprio a causa del fatto che la moglie licenzierà la precedente colf e prenderà a serivizio Maria, giovane immigrata spagnola.

Al sesto piano, della stessa palazzina dei Joubert abita non solo Maria, ma anche altre sue cinque connazionali, che lavorano a servizio delle famiglie dello stesso quartiere di Parigi. Una bella e appassionante commedia in cui il protagonista ci fa scoprire le peculiarità sia della cultura spagnola che di quella francese. La prima affronta storicamente il periodo dell’emigrazione verso un paese più ricco che può permettergli di lavorare e di arrivare ad una indipendenza economica; la cultura francese invece, in questo periodo storico, ci mostra la contaminazione di una borghesia imperante: le mogli non si occupano più delle faccende domestiche, ma giocano a bridge, si trovano per il tè, vanno a visitare le mostre; vittime di un decandentismo che porta la società al divorzio, ed a un tenore di vita del tutto diverso da quello della Provincia, da cui provengono per origine.

Un interessante spaccato di civiltà, letto in chiave lieve ed ironica, che però mostra un ciclico atteggiamento e cambiamento delle culture.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet, Marc Caro

locandina

Regia: Philippe Le Guay
Durata: 102 minuti
Sceneggiatura: Philippe Le Guay
Fotografia: Jean-Claude Larrieu
Musiche: Jorge Arriagada
Montaggio:  Monica Coleman

Interpreti e personaggi:

Fabrice Luchini : Jean-Louis Joubert, un agente di cambio
Natalia Verbeke : María Gonzalez, la nuova serva
Sandrine Kiberlain : Suzanne Joubert, la moglie di Jean-Louis

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Loreena McKennitt

The Mask and Mirror

QuinlanRoad, 1994
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Attraverso la Galizia, giù nell’Andalusia, oltre la Gibilterra fino al Marocco, Le Crociate, il pellegrinaggio per Santiago. Chi era Dio? E che cos’è la religione, la spiritualità? Che cos’è stato rivelato e che cos’è stato nascosto, qual era la maschera e quale lo specchio?

The Mask and Mirror è il quinto album della cantante canadese Loreena McKennitt, pubblicato nel 1994. E’ un viaggio nella spiritualità più antica, un percorso epico tra le culture monoteiste (cristiana, ebraica e islamica), quelle pagane (celtica e nordica) dove ancestrali poemi cavallereschi incontrano le notti infuocate di Marrakesh.

Loreena è da sempre considerata l’icona della musica celtica e della spiritualità fatta incanto. In questo lavoro la McKennit si interroga sulle diverse  culture spirituali e sui modi con cui le popolazioni, nel corso del tempo, hanno adorato le proprie divinità e quali forme di arte ne hanno tratto. The Mask and Mirror è, proprio per queste ragioni, ambientato nella Spagna del XV secolo crocevia di culture diverse ricca e meravigliosamente feconda.

Il disco si apre sulle note di The Mystic’s Dream, il coro dei monaci, squarciato d’improvviso da lontanissime percussioni, dal sitar, e dall’eco fugace del flauto. The Bonny Swans evoca la leggenda delle due sorelle, del cigno e dell’arpa, fra violoncelli, la chitarra elettrica e il ritmo del bodhran celtico. The Dark Night Of The Soul si basa sull’omonima poesia del sacerdote spagnolo San Giovanni della Croce e traccia il sentiero per la ricerca spirituale che accompagna tutto il disco. Marrakesh Night Market è, invece, dipinta da una litania appassionata, accompagnata da percussioni arabe, balalaika e dalla perdizione di un violino tzigano spingendoci verso il capolavoro del disco Santiago; una vera e propria perla: un saltarello medievale che unisce i profumi arabi, e l’armonia occidentale in un ritmo quasi tribale. E’ importante segnalare che il testo di Cé Hé Mise le Ulaingt? The Two Trees è del poeta irlandese William Butler Yeats mentre Prospero’s Speech è dialogo finale con cui si chiude La tempesta shakespeariana  confezionando così un prodotto magistrale, unico nel suo genere, indispensabile per la storia della musica mondiale. Un disco che per sua natura è portato a cambiarti.

Se ti è piaciuto leggi anche:
Le nebbie di Avalon, Marion Zimmer Bradley
Le cronache di Narnia, C.S. Lewis
L’arpa celtica, Belson Hal

Ascolta anche:
Il canto degli Alberi, Lingalad

Guarda anche:
Il signore degli anelli, J.R.R Tolkien
Le crociate, Ridley Scott

 

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Mourn

Mourn

Captured Tracks, 2014
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Jazz Rodríguez Bueno e Carla Pérez Vas (entrambe cantanti e chitarriste) sono cresciute in Catalogna, a una cinquantina di chilometri da Barcellona, imparando ad amare la vocalità aspra di PJ Harvey e l’indie-rock slabbrato delle Sleater-Kinney – queste ultime ormai pronte a un attesissimo ritorno, a dieci anni dal capolavoro The Woods, di cui vi avevamo raccontato.
Insieme scrivono brani che quasi mai superano i tre minuti e spesso non arrivano nemmeno ai due, con l’impeto e il fastidio moccioso del punk.
Piccolo particolare: le due ragazze hanno diciotto anni appena, così come il batterista Antonio Postius, mentre la bassista Leia Rodriguez (sorella di Jazz) ne ha compiuti quindici, e questo non fa altro che rendere questa musica scorticata ancora più sincera.
Mourn è l’esordio omonimo della loro band e contiene undici brani – segnatevi almeno Your Brain Is Made Of Candy, Otitis, Silver Gold, Marshall e Boys Are Cunts, scritta praticamente sotto la doccia – che in ventitre minuti si sgolano, si sbracciano e dicono quello che devono dire a qualche stupido coetaneo. Con tanta foga che la grande indie label Captured Tracks si è accorta di loro e a febbraio farà uscire questo primo album – che potete già ascoltare qui sotto, per intero.
Il futuro, almeno quello prossimo, sembra decisamente dalla loro parte.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Sheela-Na-Gig – PJ Harvey
Dig Me Out – Sleater Kinney
The Holiday Song – Pixies

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Emilio Estevez

Il cammino per Santiago

USA, 2010
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- Non sarà una vita avventurosa la mia, ma è quella che ho scelto
- E’ questo il problema, papa’. La vita non va scelta, va vissuta.

Curioso quanto il significato religioso sia assolutamente secondario in un film dedicato proprio al pellegrinaggio in un luogo di fede! Tom, affermato oftalmologo statunitense, viene informato da una telefonata che il figlio Daniel è morto sui Pirenei, durante un violento temporale. Vola quindi subito in Francia per riconoscere la salma del figlio e riportarne a casa le spoglie. Scopre dalle autorità locali che Daniel aveva intrapreso il Cammino di Santiago e decide di condurne a termine l’itinerario, quale tributo alla sua memoria e postumo atto di amore. Il lungo viaggio a piedi di Tom, tra paesaggi sterminati e di intensa spiritualità, intriso di dolore, si rivelerà costellato di incontri con uomini e donne alla ricerca di se stessi, con cui condividerà questa esperienza totalizzante. Grazie anche alla grande prova di recitazione di Martin Sheen, il film, che avrebbe potuto facilmente prestarsi ad interpretazioni propagandistiche, sa rimanere sempre sul filo della spiritualità laica, regalando davvero belle emozioni.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Una storia vera – David Linch
 
…e leggi anche
Se ti abbraccio non aver paura – Fulvio Ervas
 
…e ascolta anche
Thank you – Alanis Morrisette

Locandina Il cammino per Santiago

Regia: Emilio Estevez
Sceneggiatura: Emilio Estevez
Fotografia: Juan Miguel Azpiroz
Musiche: Tyler Bates
Durata: 123′
 
Interpreti e personaggi:
Emilio Estevez: Daniel
Martin Sheen: Tom
James Nesbitt: Jack
Deborah Kara Unger: Sarah
Yorick van Wageningen: Joost

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