Archivio tag: Speed Metal

Mastodon

Leviathan

USA, 2004
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This ivory leg is what propels me
Harpoons thrust in the sky
Aim directly for his crooked brow
And look him straight in the eye
White whale, holy grail
White whale, holy grail

Leviathan è il secondo album della band metal statunitense Mastodon.
La band unisce in questo lavoro discografico le sonorità quasi speed care ai fan dei Metallica a momenti prog che strizzano gli occhi (o meglio le orecchie) ai Rush. Si passa, da una battuta all’altra, da cavalcate funeste ed impetuose a momenti acustici e più di ampio respiro.
Il disco è un gran tributo al libro “Moby Dick” di Herman Melville; difatti ogni canzone riprende momenti e sensazioni che vengono trattati nel libro.

Il disco parte decisamente a mille con “Blood and Thunder“, forse la canzone più riuscita dell’album, che ricorda i primi lavori dei Metallica ma con sonorità più moderne. Si passa poi sempre scapocciando tra “I Am Ahab” e “Seabeast“. “Iron Tusk” e “Aqua Dementia” si stagliano talmente bene nell’immaginario del libro che sembra essere su una baleniera. Infine “Hearts Alive” è un pezzo di quasi quattordici minuti, e risulta essere il pezzo più elaborato e alto artisticamente di questo album.

I Mastodon sono un gruppo di musicisti che fanno felici sia i metallari classici, sia quelli moderni e questo album ne è la prova.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Hardwired… to Self Destruct - Metallica
leggi anche: Moby Dick – Herman Melville
guarda anche: The Terror – David Kajganich

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Judas Priest

Defenders of the Faith

Columbia Records, 1984
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Let’s all join forces
Rule with iron hand
And prove to all the world
Metal rules the land
We’re heavy duty
So come on let’s tell the world

We are defenders of the faith

Con l’incredibile “Screaming for Vengeance“, datato 1982, i Judas Priest sembrano aver toccato l’apice: fu un album travolgente per il mondo Metalche si chiese se fosse possibile replicare tale successo.

Bhe, nel 1984 i Judas Priest non solo lo replicano, ma lo superano anche abbondantemente.

Defenders of the Faith esordisce con la velocissima Freewheel Burning che getta le basi per lo Speed e il Power metal, proseguendo con Jawbreaker, che risulta più ricca di sfumature e armonie. L’inno di Rock Hard Ride Free è subito da cantare a squarciagola, mentre The Sentinel è puro Heavy Metal, niente di più e niente di meno: un classico che sarà sempre attuale.
L’album procede poi con altri brani i quali, considerando quelli appena ascoltati, risultano forse una spanna sotto, ma solo perché si confrontano con canzoni che, come voto, vanno dal 9 al 10. Dall’inquietante Love Bites Some Heads are gonna Roll, scritta da Bob Halligan Jr, fino ad arrivare a Night Comes Down, che riesce comunque a risultare parecchio orecchiabile.
Terminano Heavy Duty Defenders of the Faith, una la conseguenza logica dell’altra, che sono puri inni autocelebrativi da cantare col braccio alzato e le dita a mo’ di corna. Perché si sa, i Judas Priest non sono mai stati sobri e mai nessuno lo vorrebbe mai.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Screaming for Vengeance – Judas Priest
guarda anche: Rock Star – Stephen Herek
leggi anche: Storia del Metal a fumetti – Enzo Rizzi

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Motorhead

Ace of Spades

Bronze Records, 1980
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You know I’m born to lose
and gamblin’s for fools,
but that’s the way I like it, baby,
I don’t wanna live forever…
And don’t forget the joker!

Ci sono picche e picche.
Ad esempio, c’è il due di picche che, ahinoi, abbiamo tutti ricevuto almeno una volta.
E poi c’è l’asso di picche, Ace of Spades, album quintessenza dei Motorhead.
Classica la formazione: batteria sotto le sapienti bacchette di Phil “Philthy Animal” “Philthy Phil” Taylor, chitarra accarezzata da Edward “Fast” “Eddie” Clarke e dulcis in fundo basso e voce di Ian “Lemmy” Fraser Kilmister.
Voce che resterà scolpita nelle nostre orecchie per sempre.
Il titolo del disco è preso dalla traccia omonima: 2’e 49” di musica e parole diventati leggenda, incarnazione generazionale, splendidamente folle, di moltitudini di metallari e non.
Con altri due lavori della band inglese, Overkill e Bomber, Ace of Spades può essere considerato la base della NWOBHM con i suoi riff di chitarra impetuosi, melodie spiazzanti e travolgenti.
Lemmy, nel libro autobiografico La sottile linea bianca, dice: “Le canzoni di Ace Of Spades sono considerate dei classici dai fan dei Motörhead e, devo dire, sono davvero eccellenti. Ci divertimmo un sacco ad inciderle. Erano bei tempi; eravamo giovani e vincenti e ci credevamo davvero”.
Noi ci crediamo ancora.
Note come pugni che accarezzano i timpani, pugni gentili diventati dei classici.

Ascolta tre brani dell’album:
Ace Of Spades, (We Are) The Road Crew, The Chase Is Better Than the Catch

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Motorhead
Tool – Lateralus
Amon Amarth – Deceiver of the Gods

… e leggi anche:
La sottile linea bianca : autobiografia – Lemmy Kilmister (con Janiss Garza)
Io sono Ozzy – Ozzy Osbourne (con Chris Ayres)
Tolkien rocks : viaggio musicale nella Terra di Mezzo – Fabrizio Giosuè

… e guarda anche:
Richard Linklater – The School of Rock
Richard Curtis – I Love Radio Rock
Suroosh Alvi & Eddy Moretti – Heavy Metal in Baghdad

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