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Kraftwerk

Autobahn

Philips Vertigo, 1974
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Wir fahr’n fahr’n fahr’n auf der Autobahn

Vor uns liegt ein weites Tal
Die Sonne scheint mit Glitzerstrahl

Die Fahrbahn ist ein graues Band
Weisse Streifen, gruener Rand

Jetzt schalten wir ja das Radio an
Aus dem Lautsprecher klingt es dann:
Wir fah’rn auf der Autobahn

Anche i meno avvezzi alla storia della musica hanno sentito almeno una volta il nome Kraftwerk: gruppo che ha influenzato anni di produzioni musicali in tutto il mondo.
Autobahn, il loro quarto album, è ancora più rivoluzionario dei precedenti.
È un non-luogo (fisico prima di tutto: autobahn significa autostrada in tedesco, cioè qualcosa che serve per spostarsi da un luogo all’altro ma che luogo non è); è un non-luogo dove l’elettronica è impulso di vita nascente, coinvolge in una stasi di problemi, perdurando quasi un’ipnosi sinaptica, impulso ad immergersi nella descrizione musicale.
L’eloquenza quasi stilnovista che compenetra i riff ripetuti dei sintetizzatori e delle chitarre sembra creare un’atmosfera trance ante litteram, quasi un premonitorio omaggio del gruppo ad un genere in voga molti anni dopo.
Basterebbe la title track, ma allarghiamo il pensiero a tutto l’album: un intero lavoro che ha gettato i semi dell’elettronica come oggi l’intendiamo, dell’electro-funk, della musica ambient, del synth pop solo per citarne alcuni.
Wirh far’n far’n far’n auf der autobahn” (andiamo andiamo andiamo per l’autostrada) assume una doppia valenza: oltre ad essere parte della canzone, assume il significato di andare oltre, sperimentare, creare unioni di sacro e profano.

Ascolta l’album:
Autobahn

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La Tarma

Antitarma

Qui Base Luna, 2014
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Ho tanti fiori neri nella testa che non mi fanno dormire, non lasciarmi con loro, non lasciarmi con loro.

Marta Ascari, 23 anni, cantante e musicista di Reggio Emilia, in arte “La Tarma”, ha realizzato un album denso, orecchiabile e multicolore.
Si rimane piacevolmente sorpresi dalla maturità nello stile e nella voce dell’artista, che ricorda in qualche modo le sonorita’ di Alice ed Antonella Ruggiero.
I testi sono particolari, introversi e magnetici, accompagnati da sperimentazioni sonore pop ed elettroniche: pennellate di luce e colore, che trasmettono una sensazione piacevole quasi sottopelle.
L’album si apre con “Il Sosia”,   risveglio violento da un sogno. “Icastica” a tratti ricorda, nella ricercatezza del testo, lo stile di Battiato. “Zenone” e’ un pezzo magnetico, catalizzato da energia. “Cuore D’Argento” accentua il suono pop sperimentale.
Ogni canzone è diversa: l’artista si diverte a mescolare parole e suoni rendendo questo album speciale e da scoprire.
La Tarma osserva la realtà con occhi d’insetto. Il suo sguardo é fisiologicamente differente.
Per saperne di più su La Tarma

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