Archivio tag: spiritualized

My Bloody Valentine

m b v

Self, 2013
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Bastano pochi secondi dell’opener She Found Now per essere di nuovo stretti al cuore dalla magia My Bloody Valentine.
Chitarre sognanti e voci soffici come neve arrivano da un passato remoto che suona ancora come il futuro, quel Loveless che nel 1991 segnò un punto di non ritorno per la storia della musica e la band stessa.
MBV non è quell’epocale rivoluzione, non può esserlo; eppure nelle sue nove tracce non sentiamo solo lo straordinario shoegaze che è stato, ma pure quel che di nuovo potrebbe venire da un linguaggio che si pensava irripetibile.
Only Tomorrow, Who Sees You e In Another Way sono puro Shields, un’emozione profondissima con le sei-corde che s’intrecciano proiettandosi ad altezze vertiginose.
Ma sono l’organo paradisiaco di Is This And Yes e le due agili pop-song If I Am e New You a schiudere le porte all’innovazione dell’incredibile dittico finale: il drone di Nothing Is, frastornante figlia dei Loop più radicali, e quella Wonder 2 che entra di diritto fra le loro cose migliori di sempre, sei minuti di pura estasi, un canto astrale di mille chitarre sulle rasoiate di una ritmica drum’n'bass che vale un volo nella stratosfera.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
She Found Now, Wonder 2, Who Sees You
 
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Spiritualized – Smiles
Loop – Soundhead
Talk Talk – New Grass
A.R.Kane – When You’re Sad

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My Bloody Valentine

Loveless

Creation, 1991
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Un sogno che inizia come un incubo: le centomila chitarre di Only Shallow investono l’ascoltatore tra stridii e distorsioni titaniche. Poi, all’improvviso, tutto si placa in una strofa dolcissima, in cui la voce di Bilinda Butcher offre riparo dalla tempesta.
Un suono etereo e avvolgente, che ci stringe a sé sotto una coperta di neve in Loomer, Blown A Wish e Sometimes, dove la sei-corde del genio Kevin Shields tutto pare fuorchè una chitarra, persa a dipingere paradisi astratti.
Ma i My Bloody Valentine sanno pure esplodere in un paio di pop-song da capogiro, When You Sleep e What You Want, e si fanno pura ipnosi nei loop infiniti di I Only Said, Come In Alone e in una Soon da dancefloor.
Sopra ogni cosa, però, svetta To Here Knows When, un luogo indefinibile in cui il suono è uno sbocciare continuo di armonie, che sembrano nascere l’una dall’altra, in un canto astrale che rende Loveless uno dei dischi più belli che si possa aver la fortuna di ascoltare in una vita.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Only Shallow, To Here Knows When, When You Sleep
 
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Ride – Taste
The Smashing Pumpkins – Cherub Rock
Spiritualized – Smiles
 
…e guarda anche
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