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Andy McKay

La grande scommessa

Universal Picture, 2005
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Ho la sensazione che tra qualche anno la gente dirà quello che dice sempre quando l’economia crolla. Daranno la colpa agli immigrati e alla povera gente

Meglio dirlo subito: non è facile seguire la storia di questo film se non si ha una base di conoscenze in ambito economico. Vi si parla spesso un linguaggio tecnico: il linguaggio delle banche, di Wall Street.
Nei dialoghi si ripetono sigle apparentemente incomprensibili, alle quali fino ad ora abbiamo dato poca importanza. Ci capitava di sentirle al telegiornale, ma ci sembravano termini di nicchia, lontani anni luce dalla nostra realtà.
E invece no, non sono così lontani. Quelle parole (CDO, AAA, SWAP), senza che ne fossimo consapevoli, hanno condizionato le nostre vite in maniera determinante.
Ormai è tristemente noto: nel 2008 una gravissima crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti ha portato l’economia mondiale sull’orlo del tracollo. Questa non è teoria, questo non è lontano da noi.
A causa di quel tracollo 8 milioni di persone (solo negli Stati Uniti) hanno perso il lavoro, milioni si sono trovati da un giorno all’altro senza casa, milioni sono sprofondati sotto la soglia di povertà.
Gli effetti di quel disastro sono sotto i nostri occhi da anni, anche a casa nostra, anche nel nostro quotidiano.
“La grande scommessa” prova a spiegarci i motivi di quella crisi: ci descrive come si sia arrivati al dissesto. Ci parla di un’economia falsata dalla colpevole incapacità e dalla supponenza degli operatori di borsa e dei grandi nomi della finanza. Ci parla del criminale comportamento delle agenzie americane deputate a tenere sotto controllo la solidità degli istituti bancari ed assicurativi, ma nei fatti complici della più grande truffa economica della storia.
E così il consiglio è quello di vedere questo film, con attenzione, cercando di capire, arrabbiandosi, inevitabilmente. Vi sentirete pedine di un sistema marcio fino alle fondamenta. Non cambierà molto, in realtà, ma almeno sarete vittime un po’ più consapevoli.
Nonostante il tema complesso, il film – basato sull’omonimo libro di Michael Lewis – si sviluppa in modo assolutamente scorrevole ed avvincente, anche grazie alle formidabili interpretazioni dell’intero cast.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Wall Street – Oliver Stone
Margin Call- J.C. Chandor
The Wolf of Wall Street – Martin Scorsese (VM 14)
Americani – James Foley
American Hustle – David O. Russell
Too big to fail – Curtis Hanson

e leggi anche
The big short La grande scommessa – Michael Lewis
Too big to fail Il crollo – Andrew Ross Sorkin
Il lupo di Wall Street – Jordan Belfort
Il denaro – Emile Zola

grande scommessa

Regia: Adam McKay
Sceneggiatura: Adam McKay, Michael Lewis, Charles Randolph
Musica: Nicholas Britell
Fotografia : Barry Ackroyd
Durata: 130′

Interpreti e personaggi principali:
Christian Bale – Michael Burry
Brad Pitt - Ben Hockett
Ryan Gosling – Greg Lippmann
Steve Carell – Mark Baum

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Jonathan Dayton e Valerie Faris

Little Miss Sunshine

2006, Usa, 20th Century Fox
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C’era una volta una famiglia allargata e sgangherata. Sherly madre e moglie a tempo pieno, un po’ per vocazione un po’ per rassegnazione, non riesce più a reggere le fila di questo difficile collage famigliare. Richard padre alla ricerca di un (improbabile) successo editoriale rischia il tracollo nervoso inseguendo le promesse degli agenti letterari.  Poi ci sono i figli un adolescente ribelle, cinico e nichilista affascinato dal decadentismo, e Olive una bambina che desidera a tutti i costi vincere il concorso di bellezza provinciale. Abbiamo anche un nonno cocainomane cacciato dalla casa di riposo e uno zio gay sopravvissuto al suicidio ma ancora preda di una forte depressione. Obiettivo? Portare Olive al concorso della sua vita e, inutile dirvelo, risulterà un’impresa titanica.

La pellicola diretta da Jonathan Dayton e Valerie Faris è un mix travolgente che ci regala un’opera tenera e rara in cui si mescolano emozioni a piccole tragedie. Non esistono stereotipi ma viene rappresentata la vita con le sue infinite sfumature in cui a vincere sarà il senso di profonda umanità che lega i personaggi; saldati da una reciproca appartenenza che va ben oltre il legame di sangue. Questo viaggio on the road celebra con ironia e dolcezza l’imprevedibilità dell’esistenza (a tratti tragicomica) il tutto condito con intelligente black humor ma senza scivolare mai nel grottesco. Questa Odissea moderna riesce a distruggere quel sistema che divide il mondo fra “perdenti” e “vincitori” mostrando la crudeltà e l’intrinseca follia del giudizio umano che ci porta ad escludere persone e a precluderci delle esperienze vitali.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Noi siamo infinito - Stephen Chbosky
Juno – Jason Reitman 

Leggi anche:

Dana Reinhardt – Il giorno in cui imparerai a volare
Aidan Chambers – Breaktime

Ascolta anche:

The Smiths- The queen is dead
The Smiths – Hatful of Hollow

lms-locandina

Regia : Jonathan Dayton e Valerie Faris
Sceneggiatura: Michael Arndt
Distribuzione: 20th Century Fox
Fotografia: Tim Suhrstedt
Montaggio: Pamela Martin
Musiche: Mychael Danna
Cast: Greg Kinnear, Toni Collette, Steve Carell, Paul Dano, Alan ArkinAbigail Breslin

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