Archivio tag: storia dell’arte

Silvana La Spina

L’uomo che veniva da Messina

Giunti 2015, 348 p.
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La pittura è stata tutto per me, come cancellarla dalla mia mente? La mia pittura forse non se ne andrà nemmeno con la mia morte, perché c’è anche una pittura che non muore.

Messina, febbraio 1479. Un uomo sta morendo: è Antonello, il geniale pittore siciliano che ha trovato la fama lontano dalla sua terra. Mentre il prete impartisce l’estrema unzione, Antonello rivede la propria vita come se la stesse raccontando a Colantonio, il maestro ammirato e mai dimenticato. Dall’infanzia nel quartiere addossato al porto di Messina alla formazione presso Colantonio nella Napoli sfarzosa e miserabile della corte aragonese, passando per Roma, Mantova e Bruges, dove Antonello cercherà il segreto della pittura a olio custodito da Jan Van Eyck, fino alla Venezia dei Bellini e della peste, il romanzo ci accompagna in uno dei periodi più luminosi della civiltà europea, quel Rinascimento che ha donato all’umanità opere gigantesche. Con notevole sapienza Silvana La Spina descrive paesaggi urbani, odori, suoni, figure pittoresche, gente comune, oltre ai grandi della pittura. Petrus Christus, Pisanello, Mantegna, Piero della Francesca, i Bellini prendono vita nella narrazione. E su tutti si staglia il protagonista: uomo ambizioso, sensibile ai piaceri dei sensi, votato alla pittura più che agli affetti familiari, ci porta alla conoscenza della sua arte ma anche del suo animo, in una vicenda che cattura fin dalla prima pagina.

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Manuele Fior

Le variazioni d’Orsay

Coconino Press - Fandango 2015, 68 p.
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Bisognerebbe mostrare a questi dilettanti un torso di donna che non sembri un ammasso di carne putrefatta.

Una graphic novel dedicata agli Impressionisti. Una delle custodi del Musée d’Orsay si addormenta presso un quadro del Doganiere Rousseau e sogna le vicende di Degas, Renoir, Monet, Pissarro, Berthe Morisot, Cézanne dalla prima esposizione del gruppo, svoltasi nel 1874 fra insulti e incomprensioni, alla consacrazione dei decenni successivi. La nascita dell’arte contemporanea viene vista attraverso gli occhi e le parole dei protagonisti. Punto di partenza è la Gare d’Orsay, la grande stazione costruita per l’Esposizione Universale del 1900 e trasformata in museo dell’Impressionismo e del post Impressionismo negli anni Ottanta del secolo scorso: proprio sotto le enormi gallerie dell’edificio nasce e finisce la storia, che si snoda con un andamento circolare attraverso ripetuti slittamenti temporali fra passato e presente.
Con un tratto nitido che svela la sua formazione da architetto e un linguaggio ricco di espressioni gergali (il testo originale è stato scritto dall’autore in francese e poi tradotto in italiano con modi di dire contemporanei che un po’ stridono), Manuele Fior punta l’attenzione su un momento fondamentale della storia dell’arte.

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