Archivio tag: storia vera

Robert Zemeckis

The walk

USA, 2015
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Tutto era silenzio. Non vedevo che il filo, una linea retta fluttuare verso l’infinito. E se avessi spostato il mio peso, sarei diventato un funambolo.

Ci siamo già chiesti, recensendo l’omonimo libro, cosa possa aver spinto nel lontano 1974 il funambolo francese Philippe Petit ad osare tanto: tendere un filo tra le Torri Gemelle dell’ormai scomparso World Trade Center di New York e percorrerlo a 400 metri di altezza. Un coup tanto pericoloso da sembrare impossibile.

Durante la visione di questo bel film, che alterna suspence e tempi lenti, si oscilla (letteralmente) tra una sensazione di estraneità ad un così folle progetto e un’intensa partecipazione.
E’ una storia di sfida personale, di determinazione, di insicurezza che spinge ad osare l’impossibile. Si percepisce a volte l’assurdità dell’impresa, ma mai se ne avverte l’inutilità.

Segno che nella vicenda di Philippe Petit c’è qualcosa di più di un gioco, di un record da conquistare : c’è la vita e l’atavico, poetico desiderio dell’uomo di superarne i limiti.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Man on the wire – James Marsh

e leggi anche
Toccare le nuvole – Philippe Petit
Trattato di funambolismo – Philippe Petit

Layout 4

Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Christopher Browne, Philippe Petit
Fotografia: Dariusz Wolski

Personaggi ed interpreti:
Philippe Petit – Joseph Gordon Levitt
Papà Rudy – Ben Kigsley

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Alessandro D'Alatri

The Startup

01 Distribution, 2017
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Egomnia sarà il motore di ricerca che vi porterà dove meritate di arrivare

“StartUp” racconta la storia di Matteo Achilli, giovane romano fondatore nel 2012 di Egomnia, social network specializzato in selezione e valutazione del personale, startup di grande successo.
All’indomani della maturità, Matteo si trova di fronte ad una importante scelta, in grado di condizionare il suo futuro. La sua domanda di ammissione alla prestigiosa Università Bocconi, infatti, è stata accolta.
Tutti – la sua famiglia in primis – danno per scontato che partirà per Milano. Lui preferirebbe continuare a vivere a Roma, proseguendo nell’attività di nuoto agonistico, che gli dà soddisfazioni.
Il suo sogno di successo sportivo naufraga però ben presto: l’allenatore lo esclude dalla squadra, preferendogli un atleta meno abile, ma raccomandato, il figlio di uno degli sponsor.
L’ennesima prova per Matteo che nella vita non è il merito ad essere premiato e che le opportunità vengono offerte ai privilegiati, non ai capaci.
Proprio mentre sta metabolizzando il significato di questa sconfitta, Matteo elabora l’idea per la creazione del social network “Egomnia”. Fortemente sostenuto dal padre e dalla fidanzata, decide con caparbietà di realizzare questo suo progetto.
In una parabola dal ritmo incalzante, si troverà a frequentare ambienti nuovi, lontani dalle proprie radici, stimolanti, ma anche potenzialmente autodistruttivi. Matteo farà i conti con la smania di successo, rischiando di perdere di vista l’obiettivo.
Non è importante quanto il film sia fedele alla realtà (da più parti ne è stata messa in dubbio la rispondenza ai fatti). Ciò che importa è il messaggio che il regista vuole veicolare e che traspare in modo diretto durante la visione: con una buona idea, sufficiente determinazione e fiducia in se stessi si possono realizzare anche i sogni più ambiziosi.

Ti è piaciuto questo film?
Allora vedi anche Social network – David Fincher
Steve Jobs – Danny Boyle
e leggi anche
The StartUp – Matteo Achilli

startup

Durata: 97′
Regia: Alessandro D’Alatri
Sceneggiatura: Alessandro D’Alatri

Personaggi ed interpreti:
Matteo Achilli – Andrea Arcangeli
Emma – Paola Calliari
Armando – Massimiliano Gallo

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Fabio Geda

Nel mare ci sono i coccodrilli

B.C. Dalai editore, 2010, p. 155
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Pakistan, Senegal, Marocco, Egitto. Tanti pensano che i talebani siano afghani, Fabio, ma non è così. Ci sono anche afghani, tra di loro, ovvio, ma non solo: sono ignoranti di tutto il mondo che impediscono ai bambini di studiare perchè temono che possano capire che non fanno ciò che fanno nel nome di Dio, ma per i loro affari.

Nel mare ci sono i coccodrilli è la storia vera di Enaiatollah Akbari, un ragazzo afghano che fugge dal suo paese d’origine e arriva in Italia, dove finalmente trova un posto da chiamare casa: un posto in cui ci sono persone che ti vogliono bene e ci tengono a te. Uscito nel 2010, ma più che mai attuale, i coccodrilli è una sorta di biografia di un tratto di vita di Enaiat; suddiviso in sei capitoli con i nomi degli stati che il protagonista ha attraversato per giungere fino in Italia.

Si parte dall’Aghanistan, Enaiat è un bambino di circa dieci o undici anni quando la madre lo abbandona, e poi seguiamo la sua storia fino al suo arrivo, ormai quindicenne. In questi anni di viaggio, e di spostamento, capiamo le condizioni di un popolo costretto alla fuga e alla rassegnazione. Passando dal Pakistan all’Iran, in cui Enaiat lavora per diversi anni come manovale in cantiere, insieme a tanti ragazzi come lui: spesso come clandistini vengono riportati dall’altra parte del confine e sono costretti a pagarsi il viaggio. Poi in Turchia, dove spera, il nostro protagonista di poter trovare lavoro e fermarsi, ma capisce di non avere possibilità e si vede costretto a ripartire, questa volta quindi per la Grecia ed è proprio qui che incontra la paura dei coccodrilli, esplicitata per la prima volta dai suoi compagni di viaggio.

I coccodrilli non sono altro che le difficoltà e le paure ancestrali dei ragazzi costretti a spostarsi, ad approdare in una terra che non conoscono e che non sanno che accoglienza gli riserverà. La paura ha mosso un mondo, e l’ignoranza gli ha fatto credere che forse, probabilmente i coccodrilli ci sono anche nel mare, ma se non hai una guida, una famiglia che ti insegna la via, come puoi saperlo?

Un libro molto intenso ma di facile lettura, una storia vera che ci aiuta ad aprire gli occhi e a conoscere meglio certi territori; ma soprattutto a vederli con occhi diversi.

Se vi è piaciuto questo libro leggete anche… L’estate alla fine del secolo e Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani e Berlin

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Andy McKay

La grande scommessa

Universal Picture, 2005
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Ho la sensazione che tra qualche anno la gente dirà quello che dice sempre quando l’economia crolla. Daranno la colpa agli immigrati e alla povera gente

Meglio dirlo subito: non è facile seguire la storia di questo film se non si ha una base di conoscenze in ambito economico. Vi si parla spesso un linguaggio tecnico: il linguaggio delle banche, di Wall Street.
Nei dialoghi si ripetono sigle apparentemente incomprensibili, alle quali fino ad ora abbiamo dato poca importanza. Ci capitava di sentirle al telegiornale, ma ci sembravano termini di nicchia, lontani anni luce dalla nostra realtà.
E invece no, non sono così lontani. Quelle parole (CDO, AAA, SWAP), senza che ne fossimo consapevoli, hanno condizionato le nostre vite in maniera determinante.
Ormai è tristemente noto: nel 2008 una gravissima crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti ha portato l’economia mondiale sull’orlo del tracollo. Questa non è teoria, questo non è lontano da noi.
A causa di quel tracollo 8 milioni di persone (solo negli Stati Uniti) hanno perso il lavoro, milioni si sono trovati da un giorno all’altro senza casa, milioni sono sprofondati sotto la soglia di povertà.
Gli effetti di quel disastro sono sotto i nostri occhi da anni, anche a casa nostra, anche nel nostro quotidiano.
“La grande scommessa” prova a spiegarci i motivi di quella crisi: ci descrive come si sia arrivati al dissesto. Ci parla di un’economia falsata dalla colpevole incapacità e dalla supponenza degli operatori di borsa e dei grandi nomi della finanza. Ci parla del criminale comportamento delle agenzie americane deputate a tenere sotto controllo la solidità degli istituti bancari ed assicurativi, ma nei fatti complici della più grande truffa economica della storia.
E così il consiglio è quello di vedere questo film, con attenzione, cercando di capire, arrabbiandosi, inevitabilmente. Vi sentirete pedine di un sistema marcio fino alle fondamenta. Non cambierà molto, in realtà, ma almeno sarete vittime un po’ più consapevoli.
Nonostante il tema complesso, il film – basato sull’omonimo libro di Michael Lewis – si sviluppa in modo assolutamente scorrevole ed avvincente, anche grazie alle formidabili interpretazioni dell’intero cast.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Wall Street – Oliver Stone
Margin Call- J.C. Chandor
The Wolf of Wall Street – Martin Scorsese (VM 14)
Americani – James Foley
American Hustle – David O. Russell
Too big to fail – Curtis Hanson

e leggi anche
The big short La grande scommessa – Michael Lewis
Too big to fail Il crollo – Andrew Ross Sorkin
Il lupo di Wall Street – Jordan Belfort
Il denaro – Emile Zola

grande scommessa

Regia: Adam McKay
Sceneggiatura: Adam McKay, Michael Lewis, Charles Randolph
Musica: Nicholas Britell
Fotografia : Barry Ackroyd
Durata: 130′

Interpreti e personaggi principali:
Christian Bale – Michael Burry
Brad Pitt - Ben Hockett
Ryan Gosling – Greg Lippmann
Steve Carell – Mark Baum

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David Fincher

Social network

USA, 2010
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 La gente vuole un sito con cui possa andare su internet e curiosare sugli amici.
Facciamo un sito e mettiamoci tutto quello che vogliono.

Marc Zuckerberg, all’epoca dei fatti geniale studente di Harvard,  non sopporta gli ambienti snob ed aristocratici dell’Università. E’ un essere asociale, sostanzialmente incapace di instaurare con le persone rapporti chiari, aperti ed alla pari.
Impronta amicizie e relazioni quasi sempre su una sorta di apatica schizofrenia emotiva: slancio, diffidenza, fiducia incondizionata.

Scaricato dalla ragazza, ormai stanca del suo sarcasmo e della sua insopportabile boria, il giovane Marc progetta e realizza in una notte la sua vendetta in rete, creando il prototipo di ciò che diventerà presto un successo mondiale, in grado di modificare le abitudini “social” del web: Facebook.
Frustrazione e desiderio di rivalsa sono quindi i motori principali della sua determinazione.

Il successo della sua idea è immediato e Facebook arriverà ad ottenere in breve tempo milioni di adesioni in tutto il mondo, dando vita ad un vero e proprio impero economico.
Gli amici di una volta – che Marc non ha esitato a scaricare affascinato dai discorsi utilitaristici di Sean Parker, inventore di Napster – rivendicano la propria parte nella creazione del network ed intentano una serie di cause giudiziarie contro di lui.
Il film, sviluppato proprio sul filo di interrogatori e dibattimenti legali, ci offre del giovane Zuckerberg un’immagine di sostanziale, disarmante fragilità ed incapacità comunicativa, che ce lo rendono, nonostante tutto, simpatico.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche Steve Jobs – Danny Boyle (in uscita il 21 Gennaio 2016)

e leggi anche Mio figlio mi ha aggiunto su Facebook – Alessandro Schwed

locandina social network

Regia: David Fincher
Durata: 120′
Sceneggiatura: Aaron Sorkin
Fotografia: Jeff Cronenweth
Musiche: Trent ReznorAtticus Ross
Montaggio:  Kirk Baxter, Angus Wall

Interpreti e personaggi:
Jesse Eisenberg – Mark Zuckerberg
Andrew Garfield – Eduardo Saverin
Justin Timberlake – Sean Parker
Armie Hammer – Cameron e Tyler Winklevoss

 

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Joe Johnston

Cielo d’Ottobre

USA, 1999
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La miniera è la tua vita, non la mia!

E’ il 1957: la radio tra entusiasmo ed incredulita’ trasmette la notizia del lancio del primo satellite sovietico Sputnik. Un evento davvero straordinario, destinato a stavolgere il modo di guardare allo spazio ed alle esplorazioni. Homer, giovane studente di un piccolo centro minerario della Virginia, ne rimane profondamente affascinato. In lui nasce l’irrefrenabile desiderio di costruire un razzo spaziale, metafora del desiderio di fuga dalla vita opprimente del paese in cui vive. Sostenuto dalla giovane insegnante di fisica e da un gruppo di amici, si dedica ad esperimenti, segnati da fallimenti e successi. Persevera nel voler realizzare il proprio sogno nonostante i frequenti scontri con il padre, che cerca di portarlo “con i piedi per terra”. Quella di Homer e’ una storia vera, con un finale sorprendente!

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Explorers – Joe Dante
Donnie Darko – Richard Kelly
Gravity – Alfonso Cuaron

… ascolta anche Space Oddity – David Bowie

e leggi anche Rocket Boys – Homer Hickam

 

cielo ottobre

Regia: Joe Johnston
Sceneggiatura: Lewis Colick
Fotografia: Fred Murphy
Montaggio: Robert Dalva
Musiche: Mark Isham
Durata: 105′

Interpreti e personaggio principali
Chris Cooper: John Hickam
Laura Dern: Miss Rilley
Jake Gillenhaal: Homer Hickam

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Giuseppe Catozzella

Non dirmi che hai paura

Feltrinelli, 2014, 236 pp.
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Ecco, la guerra, per esempio, mi ha portato via il mare. Però, in compenso, mi ha fatto venire voglia di correre. Perchè grande come il mare è la mia voglia di andare. La corsa è il mio mare.

Quando si vive in un Paese martoriato dalla guerra, soffocato dall’integralismo, imbruttito dalla miseria, il Viaggio diventa l’unica soluzione, la sola speranza di realizzare un grande sogno.

Samia vive a Mogadiscio. Fin da bambina mostra un talento innato per la corsa e si allena senza risparmiarsi tra le macerie della sua città, indossando il burqa, sfidando quotidianamente pericoli. Gode dell’appoggio incondizionato della sua famiglia, con la quale vive un rapporto di profonda unione e condivisione. Non rinuncia al proprio sogno nemmeno quando ogni cosa sembra precipitare. Decide di partire, di andar via dalla Somalia, verso un futuro costellato di riconoscimenti e serenità.

Questo libro, finalista al Premio Strega, racconta una storia vera, da scoprire pagina dopo pagina, vivendo in completa empatia con la protagonista, immedesimandosi progressivamente.

E alla fine, vi assicuro, guarderete al mondo, alle grandi migrazioni, ai fatti di cronaca con occhi diversi. E forse capirete, come è capitato a me, che dietro ad ogni viaggio c’è semplicemente l’aspirazione di un uomo (o di una donna) ad una vita migliore. Un desiderio del tutto legittimo che merita sempre il più profondo rispetto.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Nuruddin Farah – Nodi

e vedi anche
Il caso Ilaria Alpi – Le verità parallele
Terraferma – Emanuele Crialese
Captain Phillips – Paul Greengrass

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John Lee Hancock

Saving Mr. Banks

USA, 2013
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Non sono i bambini che Mary Poppins viene a salvare, ma il padre, suo padre, signora Travers

P.L. Travers, autrice nel 1934 dell’amatissimo romanzo per ragazzi “Mary Poppins”, è una donna molto determinata: per nessun motivo permetterà a Walt Disney di realizzare una pellicola che abbia come protagonista la celebre tata. La tenacia e la pazienza di Disney verranno premiate dopo ben vent’anni di tentativi. Solo nel 1961, infatti, la signora Travers, costretta da problemi economici, a malincuore accetta l’offerta e vola negli Stati Uniti per seguire da vicino la realizzazione del film.
Sarà un lavoro duro, sempre sull’orlo del fallimento a causa del carattere intransigente e capriccioso della scrittrice, che pretende l’ultima parola su ogni aspetto della sceneggiatura e  delle musiche. Durante questa parentesi americana, la Travers toglie a poco a poco il velo su un’infanzia drammatica, profondamente segnata dalla figura del padre, fragile ed inaffidabile.
Un film delizioso, volutamente imbevuto di sano sentimentalismo, che emoziona e coinvolge.
Tom Hanks molto bravo, Emma Thompson perfetta nel ruolo.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Mary Poppins – Robert Stevenson
The shadow of Mary Poppins – Lisa Matthews

e leggi anche Mary Poppins – P. L. Travers
Vita di Walt Disney. Uomo sognatore e genio – Michael Barrier

saving mr banks

Regia: John Lee Hancock
Sceneggiatura: Kelly Marcel, Sue Smith
Montaggio: Mark Livolsi
Fotografia: John Schwartzman
Musiche: Thomas Newman
Durata: 120′

Interpreti e personaggi
Emma Thompson: P.L. Travers
Tom Hanks: Walt Disney
Paul Giamatti: Ralph
Jason Schwartzman: Richard Sherman
Bradley Whitford: Don Da Gradi
Colin Farrell: Travers Goff

 

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Ben Affleck

Argo

USA, 2012
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Quindi tu vuoi venire a Hollywood e far finta che stai lavorando a un grande progetto senza realizzarlo, giusto? Allora hai scelto il posto giusto!

Nella trama pare non possa esserci spazio per imprevisti o colpi di scena, eppure dal primo minuto ci si trova catapultati in una realtà in cui l’angoscia, il ritmo frenetico, la suspence lasciano lo spettatore quasi senza respiro.
Il film racconta la nota vicenda dell’assalto all’ambasciata americana a Teheran, all’indomani della cacciata dello Scià e dell’avvento del governo dell’ayatollah Khomeini. Siamo nel Novembre 1979 e gli Stati Uniti diventano bersaglio del nuovo governo e dell’odio popolare avendo offerto asilo allo Scià in fuga.
Solo un gruppo di sei impiegati dell’ambasciata riesce a scappare all’assalto, evitando così la cattura da parte della folla inferocita e si salva grazie alla disponibilità dell’ambasciatore canadese, che offre loro rifugio.
La CIA deve elaborare un piano per far uscire dal paese i sei impiegati e si rivolge a Tony Mendez, specializzato in azioni di infiltrazione e liberazione di ostaggi, il quale elaborerà un piano assolutamente incredibile ed audace.
La vicenda narrata è realmente accaduta: il film si permette qualche “adattamento”, ma resta sostanzialmente fedele ai fatti.
E soprattutto ha il grande merito di riuscire a mantenere ritmi sempre tesi.
Una prova di regia (e di recitazione) senza dubbio di alto livello per Ben Affleck, da non perdere.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche Viaggio di nozze a Teheran – Azadeh Moaveni
 
e guarda anche Persepolis – Satrapi, Parronnaud

 

Locandina del film Argo

 

Regia: Ben Affleck
Sceneggiatura: Chris Terrio
Musiche: Alexandre Desplat
Durata: 120′
 
Interpreti e personaggi principali:
Ben Affleck: Tony Mendez
John Goodman: John Chambers
Alan Arkin: Lester Siegel
Bryan Cranston: Jack O’Donnell

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Sean Penn

Into the wild

USA, 2007
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‘Vivere soltanto vivere, in quel momento in quel luogo. Senza mappe, senza orologio senza niente. Montagne innevate, fiumi, cieli stellati. Solo io e la natura selvaggia’.

 ‘La felicità è reale solo se viene condivisa…’

 

E poi ci si accorge che forse la vita è altro, qualcosa di diverso dalla quotidianità, rassicurante ma spesso priva di emozioni vere. Chistopher McCandless ha vent’anni, non sopporta l’ipocrisia e la bigotteria che lo circondano. Risponde istintivamente al richiamo di partire per un lungo viaggio nella natura selvaggia ed inviolata, alla ricerca di se stesso, della pienezza, della libertà. Lascia alle spalle una famiglia difficile ed inizia un cammino arduo ma assolutamente coinvolgente verso l’Alaska.

Un film molto bello, dalla fotografia splendida con una colonna sonora da brivido. Un film che racconta una storia vera.

Ti è piaciuto questo film?
Allora leggi anche
Nelle terre estreme – Jon Krakauer

… e ascolta anche
No ceiling – Eddie Vedder

locandina into thw wild

Regia: Sean Penn
Sceneggiatura: Sean Penn, basata sul libro “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer
Musiche: Eddie Vedder
Durata: 148’

Interpreti e personaggi principali:
Emile Hirsch
William Hurt
Vince Vaughn
Catherine Keener

 

 


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