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Carlo Lucarelli

Nikita

EL, 1997, 60 pg
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“Perchè non li hai fermati?” chiede Nikita, pallida come uno straccio lavato in candeggina.
“Perchè erano armati” dico io.
“E allora? Eri armato anche tu”
“Si, ma quelli di più. Come dice Clint Eastwood in Per un pugno di dollari, bestiale: quando uno uomo con la pistola incontro un uomo con il fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto”
Figurarsi due col mitra.

Una delle cose che si pretende (o quantomeno si auspica) scegliendo di leggere un determinato libro è che abbia una scrittura coinvolgente, vibrante e faccia figurare davanti a noi quello che racconta.
Decisamente è quello che accade leggendo questo racconto di Carlo Lucarelli: si sente l’odore sgangherato di una Bologna immersa nel clima estivo, l’altalenante vociare delle persone, i rumori… E poi un’immagine ti si schiaffa davanti: Nikita.
Non puoi non riconoscerla: slanciata, una minigonna che nulla lascia all’immaginazione.
Indossa delicati anfibi.
È il suo, bellissimo, modo di essere punk.
Sid, suo amico, ha finito col lasciarci la pellaccia per una brutta faccenda: lei, il Vopo, il Gà devono trovare i colpevoli.
Non sono però soli in questa ricerca: con loro c’è l’ispettore Cogliandro … scusate Coliandro: è che la g a volte proprio se la merita.
Coliandro è un tipo bravissimo nel complicare storie semplici, parlare a sproposito, svenire quando non serve, citare le frasi di Clint Eastwood che ritiene essere suo ispiratore di vita.
Nikita e Coliandro si intrufoleranno nel vostro cervello e vi spappoleranno lo stomaco con le loro avventure, un guazzabuglio d’indagini miste a humor nero di ottima qualità che vi farà pentire di non averli incontrati prima.

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Jacques Audiard

Sulle mie labbra

Francia, 2001
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Carla è impiegata in un’agenzia immobiliare, sola donna tra uomini che la ignorano, la deridono, la sfruttano.
Soffre di un grave problema all’udito, cui cerca di ovviare con un apparecchio acustico e leggendo le labbra: è il suo unico accesso alle parole degli altri.
La sua vita è chiusa nel raggio di ciò che il suo corpo può raggiungere, ma i suoi occhi vedono ogni cosa: l’incontro con Paul, appena uscito dal carcere e con un forte debito da pagare, la trascinerà in un mondo spietato e attraente, dove il confine tra lecito e illecito si assottiglia fino a diventare invisibile, in una sequenza di eventi imprevedibili e in una tensione da thriller che cresce fino a sciogliersi nella dolcezza di un finale memorabile.
La macchina da presa di Jacques Audiard è un portento che si confonde con la pelle dei protagonisti, a dire che è negli scatti ansiosi della superficie che si nascondono le più profonde verità del cuore.
 
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Locandina di Sulle Mie Labbra, film di Jacques Audiard
Regia: Jacques Audiard
Sceneggiatura: Jacques Audiard, Tonino Benacquista
Fotografia: Mathieu Vadepied
Musiche: Alexandre Desplat
Durata: 118′
 
Interpreti e personaggi
Emmanuelle Devos: Carla
Vincent Cassel: Paul

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