Archivio tag: teatro

Giorgio Gaber

Barbera e champagne

1996, Duck records
avatar

Postato da
il

Io ho sentito molte ballate
quella di Tom Dooley
quella di Davy Crocket
e sarebbe piaciuto anche a me
scriverne una così
invece invece niente
ho fatto una ballata
per uno che sta a Milano
al Giambellino
il Cerutti Cerutti Gino

Descrivere in poche parole il talento eclettico di Gaber è quasi impossibile: dall’invenzione del nuovo genere “Teatro-Canzone” si può comprendere come ogni sua canzone abbia una valenza tanto musicale quando visiva, legata alla straordinaria mimica ed espressività fisica del suo autore.
Ci sono però degli elementi costanti in tutte le canzoni scritte in quarant’anni di attività artistica di Gaber: l’ironia tagliente, l’intelligenza, l’onestà di rimanere sempre fedele al proprio pensiero.

L’atmosfera di questa raccolta è permeata da personaggi comici: dal cantante che non trova la giusta intonazione all’inizio de La Balilla e poi si dimentica le parole del testo, all’antieroe per eccellenza, quel Cerutti che non solo non riesce a rubare la Lambretta, ma non riesce nemmeno ad essere un galeotto perchè gli condonano la pena e alla fine diventa un mito da bar pur non avendo fatto nulla.Oppure la tracotanza del Truccamotori, che si finge un grande esperto di auto ma in realtà ne capisce ben poco.

Ascolta tre canzoni dell’album:
La Balilla
La ballata del Cerutti
Il Truccamotori

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Cochi e Renato, Nebbia in Val Padana
Giorgio Gaber,  Lo shampoo
Francesco Salvi, In gita col Salvi

E leggi anche:
Davide Barzi- Sergio Gerasi, G&G
Giorgio Gaber, La libertà non è star sopra un albero: antologia ragionata

E guarda anche:
Storie del signor G

 

Leggi tutto ►

Nightwish

Endless Forms Most Beautiful

2015, UE, Nuclear Blast
avatar

Postato da
il

There is grandeur in this view of life, with its several powers, having been originally breathed by the Creator into a few forms or into one; and that, whilst this planet has gone circling on according to the fixed law of gravity, from so simple a beginning endless forms most beautiful and most wonderful have been, and are being evolved.

E’ difficilissimo trasformare la scienza in arte, o far parlare l’arte nel linguaggio della scienza e Endless Forms Most Beautiful è un’opera profondamente riuscita. Abbiamo precedenti illustri come il teatro ottocentesco, quello di Brecht e alcuni episodi musicali, spesso legati al mondo metal, come il celebre disco degli Haggard Eppur si muove. Ad aprire il disco è infatti Richard Dawkins, celebre divulgatore scientifico, biologo britannico, come narratore nel disco e delle scoperte darwiniane circa l’evoluzione della nostra specie. Il mood è appunto raccontare gli eventi che hanno permesso l’evolversi della razza umana verso la conoscenza, soprattutto quella scientifica, e celebrare la potenza della vita nel suo incessante cambiamento. Il ritmo di Shudder Before the Beautiful è quello tipico dei Nightwish, che abbiamo imparato ad ascoltare negli ultimi 15 anni, elegante e sofisticato. La potente e aggressiva Weak Fantasy apre definitivamente l’atmosfera a cori e ritmi, a cui il disco capolavoro Once ci ha abituati. Il concetto élan vital, presente in molte teorie spiritualistiche, parapsicologiche e religiose sviluppato in particolare da Henri Bergson nel suo libro Evoluzione creativa dove lo slancio vitale rimanda di nuovo ad una forza innata verso la vita; viene tradotto nel  brano Élan con una melodia fresca quasi leggera e pop. Eco all’altrettanto piacevole è My Walden, pezzo non lineare dai sapori e dalle atmosfere folk, di nuovo con un ritornello quasi danzato ed orecchiabile con ampi spazi ai flauti ed alle cornamuse. Alpenglow, dedicata al fenomeno dell’enrosadira, tipico colore rossastro che assumono le montagne ed il cielo circostante all’alba ed al tramonto, ha un ottimo ritmo con l’assolo incrociato di chitarra e flauto. The Eyes of Sharbat Gula, ispirata da una famosissima foto del fotoreporter americano Steve McCurry,è un brano strumentale che ricorda la foto della giovane ragazza afghana dai grandi occhi, con le sue melodie orientali e le voci bianche. La chiusura viene affidata al brano lunghissimo e articolato The Greatest Show on Earth simbolo di un lentissimo risveglio. Il brano ci conduce attraverso quattro minuti di pianoforte, cori, splendida voce lirica della Jansen e cornamuse, all’origine del nostro pianeta: 4,5 miliardi di anni fa. Il tempo accelera, sempre con la melodia portante che crea il giusto senso di dispersione e straniamento: segue la nascita della vita nella sua forma cosmica e primordiale. Come sempre i Nightwish non producono solo un disco ma producono un mondo che rimanda ad atmosfere e ad altre opere con estrema efficacia e potenza.

Se ti è piaciuto ascolta anche:
Haggard, Eppur si muove

Leggi anche:
Marguerite Yourcenar, L’opera al nero

Guarda anche:
Wim Wenders, Il sale della terra

Leggi tutto ►

Baz Luhrmann

Moulin Rouge

Australia, 2001
avatar

Postato da
il

Amore. Io credo soprattutto nell’amore. L’amore è come l’ossigeno, l’amore è una cosa meravigliosa, ci innalza verso il cielo! Tutto quello che ci serve è amore.

Si ride, si piange, si resta a bocca aperta, guardando Moulin Rouge, lo straripante musical di Baz Luhrmann! Occorre immergersi completamente nella storia d’amore tra Satine (prostituta nel teatro parigino) e Christian, giovane scrittore di opere teatrali, ribellatosi al padre per seguire il proprio sogno. E poi lasciarsi trasportare dalla musica, dal turbinio di eventi, colpi di scena, equivoci, luci e colori bohemiens: un viaggio memorabile della fantasia!

Nel 2002 il film ha ottenuto – del tutto meritatamente – due premi Oscar per miglior scenografia e migliori costumi. Perfetta Nicole Kidman nel ruolo di Satine.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche Romeo + Giulietta – Baz Luhrmann
… leggi anche La signora delle camelie – Alexandre Dumas
ed ascolta anche Moulin Rouge – Colonna sonora

moulin rouge

Regia : Baz Luhrmann
Soggetto: Baz Luhrmann, Craig Pearce
Scenografia: Catherine Martin, Brigitte Broch
Fotografia : Donald McAlpine
Musica : Andy Nelson, Anna Behlmer, Craig Armstrong, David Baerwald
Coreografia: Catherine Martin
Costumi: Catherine Martin, Angus Strathie
Durata: 130′

Interpreti e personaggi principali:
Nicole Kidman: Satine
Ewan MCGregor: Christian
John Leguizamo: Tolouse-Lautrec
Jim Broadbent: Zidler

Leggi tutto ►

Radu Mihaileanu

Il concerto

Russia, Francia, Italia, Belgio, Romania, 2009
avatar

Postato da
il

Questo concerto è come una confessione, un grido, Anne-Marie! In ogni nota c’è la vita e tutte le note ricercano l’armonia, la felicità…

Negli anni ’80, Andrei Filipov, celebre direttore d’orchestra, viene espulso dal Bolshoi perchè accusato di opposizione al regime di Breznev. Si è infatti rifiutato di allontanare dall’orchestra i musicisti ebrei. Viene costretto a lavorare come uomo delle pulizie nello stesso teatro e proprio durante il lavoro ad Andrei si prospetta la possibilità di riscattarsi dall’umiliazione subita, organizzando con la vecchia orchestra una rocambolesca trasferta a Parigi.
Il film oscilla piacevolmente tra romanticismo, umorismo, suspence e grottesco ed affronta in modo sottile e leggero una drammatica pagina della storia dell’Unione Sovietica.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Trein de Vie – Radu Mihaileanu
Shine – Scott Hicks

e ascolta anche
Concerto in Re maggiore per violino ed orchestra – P.I. Tchaikovsky

locandina concerto

Regia: Radu Mihaileanu
Sceneggiatura: Radu Mihaileanu, Matthew Robbins
Fotografia: Laurent Dailland
Montaggio: Ludovic Troch
Musiche: Armand Amar
Durata: 120′

Interpreti e personaggi principali:
Aleksei Guskov: Andrei Filipov
Melanie Laurent: Anne-Marie Jacquet
Dmitri Nazarov: Sacha Grossman
Valeri Barinov: Ivan Gavrilov

 

Leggi tutto ►

Fiona Apple

The idler wheel…

Sony, 2012
avatar

Postato da
il

give me anything, and I’ll turn it into a gift.

E’ un carillon da fiaba gotica, Every Single Night, una voce che pare mormorare da un sogno e poi si risveglia all’improvviso nella stanza, sarcastica e grottesca.
Fiona Apple sceglie di accoglierci così nel suo quarto album, The Idler Wheel Is Wiser Than the Driver of the Screw and Whipping Cords Will Serve You More Than Ropes Will Ever Do, brulicante di fantasia e vitalità, di pianoforti percossi e accarezzati e poco altro, in cui le melodie seguono percorsi imprevedibili come il ribollire del sangue.
Valentine è una ballata jazzy a luci soffuse, apparentemente pacificata; eppure, quell’interpretazione spezzata, quell’insistente rivolgersi a qualcuno che non possiamo vedere, la rendono strisciante d’inquietudine, medesimo incantesimo di Werewolf e dello scheletro sonnambulo Regret, in cui Fiona si abbandona a urla rauche in tutto simili a una crisi nervosa.
Brani come Jonathan, Daredevil, Periphery o Anything We Want sono vita che si fa teatro, giravolte di un’anima infiammabile esposta sul palcoscenico e parenti strette di Tom Waits.
In un album memorabile dall’inizio alla fine, svettano poi due numeri di classe assoluta: il ragtime a rotta di collo di Left Alone e l’ipnotico intreccio di voci quasi hip-hop di Hot Knife, che chiude il programma lasciando la sensazione che davvero Fiona Apple possa fare di ogni cosa un dono.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Dirt in the ground – Tom Waits
20 years of snow – Regina Spektor
Stoned soul picnic – Laura Nyro
Angels gone before – Little Annie & Baby Dee
 
…e guarda anche
Magnolia – Paul Thomas Anderson
 
Scaricate gratis e legalmente i primi tre album di Fiona Apple da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

Leggi tutto ►