Archivio tag: techno

Prince Of Denmark

8

A Tale Of Music, 2016
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8, come i vinili contenuti nel boxset, ma anche 8 come il simbolo dell’infinito.
La qualità dell’intero lavoro è eccelsa.
[ Fabio Leggere ]

8.

Pronunciatelo nel silenzio più totale: O T T O.
O in inglese: E I G H T.

Riempirà l’ambiente nel quale siete, inaspettatamente rispetto alla sua piccola grandezza.
È quello il suo essere: in orizzontale diventa il simbolo dell’infinito e chiaramente non può che essere qualcosa di coinvolgente e straniante.

Suoni che dovrebbero avere un beat esaltante, ma sono di più: le tracce sono il risultato di una lavoro a dir poco di cesello.
Musica infinita che spazia dalla house ambientale all’elettronica passando per la minimal techno.
Techno suggestiva e a tratti sia angelica che malinconica.
È una sua specialità.

Uno dei pochi casi in cui impegnarsi in parole e descrizioni di un lavoro toglie tempo all’ascolto.
Un ascolto dal quale non vorreste più staccarvi.

Ascolta l’album su Soundcloud

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
September – In Orbit
Andy Stott -Too Many Voices
Royksopp – Melody A.M.

… e leggi anche
Riccardo Balli – Frankenstein goes to holocaust
Marco Mancassola – Last love parade
Andrea Cremaschi : Francesco Giomi – Rumore bianco

… e guarda anche
Sigur Ros – Heima

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Andy Stott

Too Many Voices

Modern Love, 2016
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Un disco vivo, generoso e tutt’altro che da sottovalutare.
[ Edoardo Bridda ]

L’ultimo lavoro di Andy Stott muove suoni in un flusso armonico che mescola toni tranquilli e vaporosi ad altri miscelati di ansia ritmata.
Un lavoro davvero ben congeniato, plastico come le tastiere melodiche che caratterizzano molti brani in uno svolgersi ordinato.
Ordinato si, ma non significa che i brani siano simili.
Alcuni sono schematici, minimali, quasi sincopati come alla ricerca di una via d’uscita verso l’eco finale della canzone, mentre altri sono avvolti dal cantato dei vocalist che infondono una pienezza compositiva al sounding.
Senza dimenticare i sintetizzatori, sempre perfetti, una tavolozza di colori dalle mille variazioni.
In definitiva un lavoro che si inserisce perfettamente nell’evoluzione del lavoro di Stott, ricco di variazioni sul tema dell’elettronica, ma sempre di qualità.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Butterflies, New Romantic, On My Mind

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Daft Punk – Random Access Memories
Gesaffelstein – Aleph
Fabio Barovero – Sweet Limbo

… e leggi anche
Electrosound – Giacomo Fronzi
Last Love Parade – Marco Mancassola

… e guarda anche
Steven Lisberger & Joseph Kosinski – Tron & Tron Legacy
Brett Leonard – Virtuality
David Cronenberg – eXistenZ
Brett Leonard – Il Tagliaerbe

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Gesaffelstein

Aleph

Vinyl Factory, 2013
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Articolo di Stefano Bergami

Mike Lévy a.k.a. Gesaffelstein a.k.a. Gesa è un Dj/Producer di Lione, Francia e il 28 ottobre del 2013 è uscito il suo ultimo album, Aleph.
Il suo nome deriva dall’unione delle sue influenze musicali, ovvero l’album Gesamtkunstwerk dei Dopplereffekt, ed il rispetto portato per Albert Einstein.
Comincia a fare musica a 16 anni, nel 2008 esce il suo primo EP per la label OD Records, dopo il successone nazionale (in Francia l’elettronica va molto forte) arriva quello internazionale: lui e Brodinski (altro Dj/Producer francese) si prendono la copertina di DjMag nel luglio del 2012.
Sempre nel 2012 esce uno dei sui pezzi bomba, Viol, video un po’ stereotipato con dei tizi tutti brutti che vanno sulle fisse, ma la canzone pesta; la stessa canzone viene presa per fare gli spot di due pubblicità, quella di una macchina e quella di un rossetto.
Nel 2013 partecipa, con Brodinski e i Daft Punk all’album Yeezus di quel capoccia di Kanye West.
L’uscita del suo ultimo album, a mio parere, vede un notevole miglioramento nei suoni, sempre e comunque caratterizzati da uno stile cupo, minimale ma molto arrabbiato. Per dirlo con le parole di chi ne sa più di me, una musica “noire, ultraviolente, [qui] renoue avec les fondamentaux techno [et] la puissance contemporaine en plus” (“nera, ultraviolenta, che si ricollega con i fondamentali techno ma con in più la potenza contemporanea”, Les InRockuptibles).
Anche i live gasano abbastanza, lo stile rimane minimal, Gesa suona da “un altare” di marmo senza nessuna visual, solo giochi di luce, giacca nera su camicia bianca, da non perdere.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Kavinsky – Nightcall
Brodinski feat Louisahhh! – Let The Beat Control Your Body
Busy P – Rainbow Man

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Primal Scream

XTRMNTR

Creation Records, 2000
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Se c’è una band da “incolpare” per l’incontro tra la cultura della dance dei rave e quella del rock, quella band si chiama Primal Scream.
XTRMNTR è però lontano dalle spiagge assolate di Screamadelica, il loro epocale capolavoro del 1991.
XTRMNTR è un album di rivolta, dove i ritmi della techno e della house si accostano alle chitarre piene di ruggine di MC5 e Stooges e a un hard-funk scurissimo e ipertecnologico per dar vita a pezzi devastanti da ballare all’infinito, come Accelerator o Swastika Eyes (da non perdere la versione remixata dai Chemical Brothers, verso la fine dell’album!), e che vi faranno muovere in piena trance, ed è quel che capita con i micidiali groove di Exterminator e Kill All Hippies.
Musica che vive degli estremi dei mostruosi strumentali Blood Money e MBV Arkestra e della dolcezza infinita a pupille dilatate di Keep Your Dreams.
Musica di dodici anni fa che pare arrivare dal futuro. Per continuare a ballare, gridando, il presente.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Swastika Eyes, Kill All Hippies, Accelerator
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Nine Inch Nails – Head Like A Hole
The Stooges – Search & Destroy
Prodigy – Firestarter
The Stone Roses – Elephant Stone
 
Scaricatelo gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sapete di cosa stiamo parlando, correte nella biblioteca più vicina a casa vostra per scoprirlo!

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