Archivio tag: The Clash

The Clash

London Calling

Epic
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London calling to the faraway towns
Now war is declared and battle come down
London calling to the underworld
Come out of the cupboard, you boys and girls
London calling, now don’t look to us
Phony Beatlemania has bitten the dust
London calling, see we ain’t got no swing
‘Cept for the ring of that truncheon thing

London Calling è il quarto album della popolare band punk The Clash.
L’album, per la precisione doppio, spicca per la sua complessità compositiva ed eterogeneità dei brani; nessun brano può essere classificato come puro punk (come ad esempio lo erano i Sex Pistol), ma ogni brano ha un suo ramo compositivo e sonoro che attinge da vari generi: lo Ska di Rudie Can’t Fail, il Pop di Lost in the supermarket, il Reggae di The Guns of Brixton, spaziando poi dal jazz al Rhythm and Blues, toccando punte qualitative elevatissime con London Calling e Train in Vain.

Il cantante, chitarrista e compositore Joe Strummer, coadiuvato dall’altro chitarrista Mick Jones, crea un capolavoro universalmente riconosciuto, facendolo entrare a pieno diritto nell’Olimpo degli artisti immortali: ogni canzone è ben identificabile, ognuna con un ritornello azzeccatissimo, testi profondi e di protesta, suonata da musicisti ottimi che sperimentano col punk come non succederà più.
La vera ciliegina sulla torta è la cover dall’album: una foto del bassista Paul Simonon che sfascia il proprio strumento durante un concerto a New York; foto che verrà poi definita “La più grande fotografia rock di tutti i tempi”.
Molto Punk.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Rocket to Russia – Ramones
Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols – Sex Pistol
Raw Power – The Stooges

Leggi anche: La Rabbia (Fumetto) – Autori vari, tra cui Zerocalcare e Bambi Kramer

Vedi anche: Stranger Things – Matt e Ross Duffer

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The Police

Outlandos d’Amour

A&M Records/CBS, 1978
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Welcome to this one man show
Just take a seat they’re always free
No surprise no mystery
In this theatre that I call my soul
I always play the starring role

Album d’esordio della band inglese, Outlandos d’Amour viene pubblicato nel 1978. Caratterizzato da sonorità punk rock e reggae, definisce da subito lo stile del gruppo, che verrà confermato nei dischi successivi. The Police è un trio di musicisti costituito da Sting (basso e voce, che vivrà anche una fortunata carriera da solista), Stewart Copeland (batteria) e Andy Summers (chitarra). Nati nel 1977 e scioltisi (anche se non ufficialmente) nel 1984, i Police si sono distinti come una delle band più grintose degli anni Ottanta. Già in questo primo disco troviamo alcuni dei loro successi, in particolare Roxanne, storia di un uomo che si innamora di una prostituta, che diventerà un pezzo famosissimo. Anche So lonely e Can’t stand Losing You raggiungeranno grande notorietà. All’album seguiranno Reggatta the Blanc, Zenyatta Mondatta, Ghost in the Machine, Synchronicity, che contengono tutti canzoni indimenticabili, tra le quali Message in a Bottle, Walking on the Moon, Don’t Stand So Close to Me, King of Pain, per citarne alcune. Echi punk, ritmi rock, suoni reggae in declinazione bianca, la grande capacità tecnica di Copeland e Summers insieme alla voce acida e ai bei testi di Sting sono gli elementi che hanno permesso alla band di lasciare un segno nella storia del rock.

Ascolta alcuni brani dal disco
Roxanne
So Lonely
Can’t Stand Losing You

Ti è piaciuto?
Allora ascolta anche…
Message in a Bottle – The Police
King of Pain – The Police
Rock the Casbah – The Clash

E leggi anche…
Il gruppo – Joseph O’Connor

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Zerocalcare

Un polpo alla gola

Bao Publishing, 2012
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Ricorda: nessuno guarisce dalla propria infanzia.

Una prova di coraggio, nel bosco dietro la scuola elementare; è così che i piccoli Zero, Secco e Sarah s’imbattono in un teschio umano, finito lì chissà come.
Nel breve tempo di una ricreazione, la loro fantasia di bimbi si spinge ad immaginare spaventosi scenari da favola nera, ma ci penserà la temibile maestra Arbizzati a riportare Zero alla dura realtà: messo alle strette, dirà di essere stato spinto alla spedizione da Sarah, che sarà punita al suo posto.
Subito il rimorso s’impadronisce di lui, un polpo che gli toglierà sonno e respiro e lo accompagnerà attraverso l’adolescenza e l’età adulta, insieme a una strampalata galleria di eroi e modelli da cartone animato; con il loro conforto e i loro insegnamenti, il nostro vivrà una carrellata di avventure e situazioni esilaranti e drammi veri, raccontati con la matita impaziente e gli occhi sgranati di un bambino alle prese con un mondo che pare gigantesco, cambia e cresce, mentre dentro tutto sembra rimanere fermo.
Dopo il gran successo dell’esordio La Profezia dell’Armadillo e di quel blog che da un anno e mezzo rende più tollerabile il lunedì mattina (almeno, uno su due), Michele Rech/Zerocalcare conferma il proprio talento con una storia impegnativa, di ampio respiro, che, se da un lato diluisce l’impatto comico delle strisce settimanali, dall’altro diviene strada facendo una splendida riflessione su quanto l’infanzia sappia essere un’età dell’oro, ma pure uno strambo antro oscuro, zeppo di segreti che si annodano intorno alla gola.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
La profezia dell’armadillo – Zerocalcare
 
…e ascolta anche
Police on my back – The Clash
La lotta armata al bar – Le Luci della Centrale Elettrica
 
…e guarda anche
Star Wars – George Lucas
Super 8 – J.J.Abrams

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Social Distortion

Hard Times and Nursery Rhymes

Epitaph, 2010
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Il punk e il country. I Clash e Johnny Cash. La rabbia e la speranza. La galera e gli spazi sterminati.
Questo è il sangue bollente che scorre nelle vene della leggenda Mike Ness.
Uno che da trent’anni, semplicemente, è il rock’n'roll.
Uno che parla solo quando ha qualcosa da dire, e infatti questo disco si è fatto attendere a lungo: ma ne è valsa la pena, decisamente.
Hard Times And Nursery Rhymes è il settimo album dei suoi Social Distortion, una sfilata di undici nuovi piccoli e grandi classici, tra il punk melodico sparato di Gimme The Sweet And Lowdown, i rock’n’roll stradaioli, polverosi, scintillanti di Far Side Of Nowhere, Still Alive e California, le ballate strappacuore Diamond In The Rough e Writing On The Wall.
Il fuoco inestinguibile di una musica nata eterna.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
Gimme The Sweet And Lowdown, Machine Gun Blues, Diamond In The Rough, Far Side Of Nowhere
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Johnny Cash – The Man Comes Around
The Clash – Police On My Back
Rancid – Roots Radicals
The Saints – Messin’ With The Kid

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Shane Meadows

This Is England

UK, 2006
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Un’ombra accompagna il piccolo Shaun, dodici anni e uno sguardo spaurito nell’estate inglese del 1983: l’ombra di un padre amato e troppo presto perduto, nella sanguinosa guerra delle Falkland.
A scuola è spesso bersaglio degli scherzi più crudeli, ma è proprio in uno di quei giorni grigi che incontra un gruppo di pacifici skinheads che daranno nuovo colore alla sua vita.
Woody, Lol, Gadget, Smell, Milky. Semplici nomi, ma per Shaun significheranno scoperta, appartenenza, amicizia, amore, condivisione…fino all’arrivo di Combo, uscito dal carcere dopo tre anni di reclusione, che trascinerà lui e altri membri del gruppo in una spirale di rabbia e frustrazione cieca, violenta e razzista, nascosta dietro il comodo paravento del nazionalismo.
Ma Shaun saprà dimostrare ben più dei propri dodici anni, quando sarà il momento di cambiare e prendersi, per la prima volta, la vita che gli spetta.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora scopri anche le serie televisive
This Is England ’86 e This Is England ’88
 
…e ascolta anche
Please Please Please (Let Me Get What I Want) – The Smiths
Roots Radicals Rockers And Reggae – Stiff Little Fingers
White Man In Hammersmith Palais – The Clash
Dark End Of The Street – Percy Sledge
 
Locandina di This Is England, film di Shane Meadows
Regia: Shane Meadows
Sceneggiatura: Shane Meadows
Fotografia: Danny Cohen
Musiche: Ludovico Einaudi
Durata: 101′
 
Interpreti e personaggi principali
Thomas Turgoose: Shaun
Stephen Graham: Combo
Andrew Shim: Milky
Vicky McClure: Lol
Joseph Gilgun: Woody
Rosamund Hanson: Smell
Andrew Ellis: Gadget

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Jonathan Coe

La banda dei brocchi

Feltrinelli, 2002
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‘Non avrebbe mai capito il mondo, ma avrebbe sempre amato quella musica. E allora l’ascoltò, sicuro che Dio era dalla sua parte, e si sentì a casa’.

‘Fantasia e memoria, ecco  sono queste le mie armi nella lotta contro il tempo, la mia scommessa con l’infinito, finchè ho loro non ho niente da temere…’

 
Il romanzo ha come protagonisti un gruppo di amici che frequenta un’elegante scuola di Birmingham.
La storia è articolata, molti personaggi e vicende si intersecano, storie quotidiane cui fanno da sfondo i grossi cambiamenti e conflitti sociali dell’Inghilterra degli anni Settanta, dilaniata dai sanguinosi attentati dell’IRA.
Un romanzo coinvolgente, in cui si susseguono esperienze, emozioni, slanci, sconfitte, avventure, permeate in ogni pagina da un gran senso dell’umorismo.
 
Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche Un ragazzo – Nick Hornby
 
… e guarda anche The Rotters’ Club (in inglese)
 
… e ascolta anche
God save the queen – Sex Pistols
London calling– The Clash

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