Archivio tag: the get up kids

Modern Baseball

You’re gonna miss it all

Run For Cover Records, 2014
avatar

Postato da
il

I’ll walk home with my eyes low,
dreaming of conversations we’ll have tomorrow,
your loose ends, my new friends,
all the classes in high school we fell asleep in
and now I can hardly close my eyes

C’è questo video che gira su Youtube in cui Jake Ewald suona un’emozionata versione di Coals, il pezzo acustico che chiude l’esordio dei suoi Modern Baseball; ad ascoltarlo, occhi lucidi e sorriso in faccia, ci sono pure i suoi compagni di band. Ecco, i MoBo sono quella cosa lì, una specie di status update sugli anni tra high school e college, personalissimo eppure capace di annullare la distanza tra chi sta sopra e chi sta sotto il palco.
Con il nuovo You’re Gonna Miss It All, i quattro di Philadelphia tolgono un po’ di spigoli alla musica e si concentrano su una scrittura pop ben più sottile della media di genere – il loro emo non è mai inutilmente rumoroso, le chitarre sono intrecciate con cura e all’urlo rabbioso si preferisce un divertito raccontare.
In un’insalata di stili incredibilmente coerente – sentite con quanta naturalezza convivano il punk-pop di Broken Cash Machine e Charlie Black, il trottare indie-folk di Fine, Great e Going To Bed Now, i ripiegamenti acustici di Timmy Bowers e della meravigliosa Pothole – le voci di Jake e Brendan Lukens abbracciano storie di serate storte e giornate a dormire sui libri, storie finite male e lettere d’amore immaginarie.
(Auto)ironici quando serve, ma pure sarcastici e disillusi – si prenda Your Graduation, ad esempio – i Modern Baseball traducono in canzoni belle e bellissime l’ansia del non saper bene che fare e il cuore frullato dei propri vent’anni.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Passing Through A Screen Door – The Wonder Years
Falling In Love Again – Joyce Manor
Don’t Hate Me – The Get Up Kids
Hum – Tigers Jaw

…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
C’era Una Volta Un’Estate – Nat Faxon, Jim Rash
Community – Dan Harmon

Leggi tutto ►

Weezer

Weezer

Geffen, 1994
avatar

Postato da
il

Un giorno di primavera, il vento caldo che entra dalla finestra aperta a mettere scompiglio tra fogli, capelli, pensieri.
Questo è l’omonimo esordio dei Weezer, quartetto d’improbabilissimi rocker capeggiati dal formidabile nerd songwriter Rivers Cuomo.
Canzoni che, a quasi vent’anni dall’uscita, non hanno perso un grammo di freschezza; dieci piccoli grandi capolavori power-pop che rielaborano le lezioni alt-rock di Pixies e Nirvana in una micidiale sequenza di melodie killer, che alla solarità dei suoni contrappongono testi incentrati su paranoie da successo e voglia di cose semplici e banali, amori storti e famiglie problematiche.
Indimenticabile sin dai singoli: Buddy Holly, che fa rivivere Happy Days e l’occhialuto genio di Lubbock in un colpo solo; la pigra Say It Ain’t So, chitarra in levare nella strofa e ritornello esplosivo; il vorticare a occhi chiusi di Undone.
E poi la grandiosa apertura di My Name Is Jonas dove a un certo punto, fra le chitarre, s’insinua anche un’armonica impazzita; i punk-pop sparati di No One Else e Surf Wax America; l’abbraccio emo di The World Has Turned And Left Me Here e gli otto minuti dolci ed epici di Only In Dreams.
Un vero miracolo di pop chitarristico, da ascoltare e ascoltare e ascoltare fino a non desiderare altro.
 

 
Ti è piaciuto questo disco? Allora ascolta anche
Gigantic – Pixies
Sliver – Nirvana
When I Come Around – Green Day
Holiday – The Get Up Kids
 
…e leggi anche
Generazione X – Douglas Coupland
 
…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Noi siamo infinito – Stephen Chbosky

Leggi tutto ►