Archivio tag: the smashing pumpkins

Casino Royale

Sempre più vicini

Black Out, 1995
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1995 punto è l’anno astrale
E questo è l’equipaggio che continua a cercare
Come fare, come comunicare
Come ti dico dico, devi decodificare il mio messaggio
Che, verso il 2000 resta “pronti al peggio”
E io! e io trasmetto dal secondo medioevo
Bip, bip, capitan Kirk, sono qui, riportami su!
Forme di intelligenza non ne vedo più
Random! Ora ti sto cercando
Se senti il mio messaggio allora sei al mio fianco!

Torno sulla base del pianeta Royale
Sincronizzo tutto sopra il ritmo in levare
Durante questi anni ho visto poco la casa
Ed alcuni di noi si sono persi per strada
Teen – teenager, rock – rockstar
La vita che accompagna la tua musica
La musica accompagna la mia vita
Questa sfida non e’ ancora finita

Rolling Stone Italia inserisce Sempre più vicini nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, alla posizione 34.
Non si può che essere d’accordo: nella metà degli anno ’90 i Casino Royale hanno gettato le basi per molta, moltissima musica che ascoltiamo tuttora e che abbiamo ascoltato, anticipando e influenzando gran parte della scena musicale italiana.
Questo disco quasi non trova paragoni talmente fa sua la prerogativa della musica: essere lingua universale.
Una miriade di generi sapientemente miscelati passano da una canzone all’altra in un continuum sonoro spaventosamente entusiasmante: reggae velato di elettronica, ska sfumato di trip-hop, rock steady venato di nu-jazz.
Ma. C’è un ma. Non solo musica, ma anche la voce è importante…e allora il ma si vaporizza.
Giuliano Palma e Alioscia Bisceglia sono le voci perfette da accoppiare alle note intessute dal gruppo.
Giuliano dall’avvolgente tono dal sapor di lentezza cadenzata e melodica in contrasto con la sincopata metrica di Alioscia buttata quasi a caso e quindi perfetta al primo colpo.
In definitiva i Casino Royale hanno viaggiato nello spazio-tempo del prima, del durante e del dopo della musica, incuranti di aver creato un piccolo grande capolavoro.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Sempre più vicino, Anno Zero, Pronti al peggio

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale
Bluvertigo – Metallo non Metallo
P. J. Harvey – To Bring You My Love
The Smashing Pumpkins – Mellon Collie And The Infinite Sadness

… e leggi anche
Banana Yoshimoto – Andromeda Heights
Jonathan Coe – La banda dei brocchi
David Foster Wallace – Infinite Jest

… e guarda anche
Fulvio Ottaviano – Cresceranno i carciofi a Mimongo
Gabriele Salvatores – Nirvana
Clint Eastwood – Million Dollar Baby

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Nirvana

Nevermind

Geffen, 1991
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Come as you are, as you were,
As I want you to be
As a friend, as a friend, as an old enemy.
Take your time, hurry up
The choice is yours, don’t be late.
Take a rest, as a friend, as an old memoria

Nervermind.    Nirvana.    Sarebbe sufficiente questo.

Non è un album dei Nirvana, è IL disco capolavoro assoluto di Kurt Cobain, della sua voce disperata, straziata e della sua chitarra sguaiata e menefreghista, di Dave Grohl e della sua batteria intimista eppur rabbiosa, di Krist Novoselic e del suo basso cupo, celestialmente infernale.
Gran giorno il 24 settembre 1991 quando uscì: ma perché è un album fondamentale della storia della musica? Perché parla a nome di una generazione che si è sentita persa in partenza, affacciata alla vita e della quale non sapeva riconoscere i problemi e che da loro è stata travolta, provando frustrazione, angoscia, rabbia, dolore e inquietudine.
La band di Seattle ha saputo convogliare tutto questo straniamento in parole e musica, facendole eruttare in un lavoro che è diventato la quintessenza del grunge.
Atmosfere ebbre della felicità per il malessere creato dal “vivere”.
Smells Like Teen Spirit, Come As You Are e Lithium sono brani diventati emblemi: canzoni che dietro la disarmante semplicità della costruzione musicale, riescono a miscelare la calma esplosiva dei testi all’armonia gracchiante delle chitarre.
Oltre che di storia della musica, si parla di bellezza, una bellezza effimera, riassunta in una delle ultime frasi scritte da Cobain prima del suicidio (?): << E’ meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente>>.

Ascolta quattro brani tratti dall’album:
Smells Like Teen Spirit, Come as You Are, Lithium

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Foo Fighters – One by One
The Smashing Pumpkins – Mellon Collie And The Infinite Sadness
Pearl Jam – Vitalogy

… e leggi anche
Tuono Pettinato – Nevermind
Richard Steep – Kurt Cobain : Nevermind

… e guarda anche
Una vita al Massimo – Tony Scott
Singles – Cameron Crowe 

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Stephen Chbosky

Noi siamo infinito

Usa, 2012
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Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta.
E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito.

Addossato a una parete come a voler scomparire, Charlie osserva le cose e le persone e percepisce il peso e la fatica di ogni sentimento.
Dopo il suicidio del suo migliore amico e un’estate di totale isolamento, si trova ora ad affrontare l’inizio del liceo potendo contare solo su di sé.
Ma proprio qui incontrerà l’amore e l’amicizia di chi aspettava da una vita: Sam e Patrick, tre anni in più e, come Charlie, un terribile passato di oscurità e solitudine che li stringe in una danza dolce e unica, di cui solo loro sembrano conoscere i passi.
Stephen Chbosky trae dal proprio romanzo The Perks Of Being A Wallflower una sceneggiatura impeccabile e si affida a uno sguardo tenero e commovente, attento a cogliere le più piccole sfumature emozionali di un cast favoloso (Logan Lerman, Emma Watson, un vulcanico Ezra Miller).
Un’opera viva e bruciante, di una leggerezza capace di alternare un gelido dolore al colore caldo e confortante di una speranza luminosa.
Celebrando quegli anni importanti, che ci fanno superare il percorso obbligato da cui arriviamo per abbracciare le scelte e la vita.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Donnie Darko – Richard Kelly
The Breakfast Club – John Hughes
 
…e leggi anche
Ragazzo da parete – Stephen Chbosky
 
…e ascolta anche
David Bowie – Heroes
The Smiths – Asleep
The Smashing Pumpkins – 1979
Perfume Genius – Dark Parts
 
noi-siamo-infinito_cover
Regia: Stephen Chbosky
Soggetto: Stephen Chbosky
Sceneggiatura: Stephen Chbosky
Fotografia: Andrew Dunn
Montaggio: Mary Jo Markey
Musiche: Michael Brook
Durata: 102′
 
Interpreti e personaggi
Logan Lerman: Charlie
Emma Watson: Sam
Ezra Miller: Patrick
Mae Whitman: Mary Elizabeth
Kate Walsh: Madre di Charlie
Dylan McDermott: Padre di Charlie
Melanie Lynskey: Zia Helen
Nina Dobrev: Candace
Johnny Simmons: Brad
Paul Rudd: Professor Anderson

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My Bloody Valentine

Loveless

Creation, 1991
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Un sogno che inizia come un incubo: le centomila chitarre di Only Shallow investono l’ascoltatore tra stridii e distorsioni titaniche. Poi, all’improvviso, tutto si placa in una strofa dolcissima, in cui la voce di Bilinda Butcher offre riparo dalla tempesta.
Un suono etereo e avvolgente, che ci stringe a sé sotto una coperta di neve in Loomer, Blown A Wish e Sometimes, dove la sei-corde del genio Kevin Shields tutto pare fuorchè una chitarra, persa a dipingere paradisi astratti.
Ma i My Bloody Valentine sanno pure esplodere in un paio di pop-song da capogiro, When You Sleep e What You Want, e si fanno pura ipnosi nei loop infiniti di I Only Said, Come In Alone e in una Soon da dancefloor.
Sopra ogni cosa, però, svetta To Here Knows When, un luogo indefinibile in cui il suono è uno sbocciare continuo di armonie, che sembrano nascere l’una dall’altra, in un canto astrale che rende Loveless uno dei dischi più belli che si possa aver la fortuna di ascoltare in una vita.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Only Shallow, To Here Knows When, When You Sleep
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Slowdive – Waves
Ride – Taste
The Smashing Pumpkins – Cherub Rock
Spiritualized – Smiles
 
…e guarda anche
Lost In Translation – Sofia Coppola

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Yuck

Yuck

Fat Possum, 2011
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Daniel, Max, Mariko, Jonny.
Quattro ragazzi poco più che ventenni da Londra, una passione divorante per le chitarre dolcemente rumorose dei ’90, un sacco pieno di sogni e melodie memorabili.
Questi sono gli Yuck e questo è il loro esordio, dodici canzoni belle e bellissime che sanno del vento caldo e lieve dei primi giorni di primavera, degli anni giovani e importanti, quando ogni piccolo sospiro del cuore è un momento da ricordare.
Le voci affogano nel magma chitarristico dei pezzi più tirati, indie-rock d’alta scuola che letteralmente travolge in Get Away, Holing Out e Operation; dipingono paesaggi da sogno pop in The Wall e Georgia.
Shook Down, Suicide Policeman e Sunday sono carezze che hanno l’aria di essersi appena svegliate, tutte melodie sussurrate e chitarre sopite e gentili; un altro mondo rispetto ai sette rumorosissimi minuti della conclusiva Rubber.
Canzoni da custodire come segreti preziosi, in attesa di qualcuno.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Get Away, Holing Out, Shook Down
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Bob Mould – The Descent
Yo La Tengo – Sugarcube
Dinosaur Jr. – The Wagon
The Smashing Pumpkins – Today
Pavement – Summer Babe
 
…e guarda anche
Scott Pilgrim Vs. The World – Edgar Wright
Juno – Jason Reitman

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The Smashing Pumpkins

Mellon Collie And The Infinite Sadness

Virgin Records, 1995
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Che nella testa non ancora completamente calva di Billy Corgan si nascondesse il capolavoro, era chiaro fin dall’inizio. Questo album ne fu la dimostrazione.
Ventotto meravigliose canzoni che narrano lo straordinario e fantasioso casino dell’adolescenza nel bel mezzo degli anni ’90, con le chitarre che piangono urlano accarezzano stridono sopra testi indimenticabili, una voce nasale e capricciosa e una batteria (Jimmy Chamberlin) che apre voragini nel pavimento. E quei video…
Gli Smashing Pumpkins non saranno mai più gli stessi, dopo questo album; ma la loro missione di cambiare la vita di molta gente era già stata compiuta: ascoltatelo e il mondo, almeno per un po’, non sembrerà più un vampiro.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Tonight, Tonight, Bullet With Butterfly Wings, 1979
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Silversun Pickups – Lazy Eye
Trail Of Dead – Caterwaul
My Bloody Valentine – Sometimes

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