Archivio tag: the xx

The XX

I See You

2017, Young Turks
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I’m in love with it
Intoxicated
I’m in rapture
From the inside I can feel that you want to
Way up high on it
Feeling suspended
I’m enamoured
Way up in the sky I could see that you want to

I’ve been a romantic for so long
All I’ve ever heard are love songs

Dopo cinque anni i The XX tornano alla carica con un album curatissimo sia a livello vocale sia musicale. A differenza dei precedenti XX e Coesist che sono stati registrati esclusivamente in studio a Londra, I see you è un album itinerante che si apre su cinque metropoli differenti: New York, Marfa TX, Reykjavik, Los Angeles e Londra.

E’ questa la differenza di base che segna una crescita e una maturazione definitiva per la band. E’ un album aperto verso il mondo esterno, molto meno introspettivo ma aperto alla ricerca di una sonorità in grado di accogliere sfumature diverse e opposte fra loro senza rinunciare al tratto tipico del gruppo e la particolare ricerca vocale e atmosferica dei pezzi più caratteristici.

Dangerous, brano che apre il disco, propone un ritmo incalzante e in divenire e introducendoci in un album capace di spiazzare e di coinvolgere in ogni pezzo. Canzoni come Lips e A violent noise segnano una sperimentazione sonora profonda che gioca con il ritmo e la voce soffusa fino a determinare pezzi estremamente incisivi e memorabili. L’intesa tra le voci di Romy Madley Croft (delicata e soave, e al tempo stesso incisiva e unica) e di Oliver Sim (più profonda e calda) è più forte e intensa che mai: perfetti, si alternano e si uniscono in brani come Replica, On Hold e I Dare You. L’approccio più intimo e introspettivo che tanto aveva caratterizzato le precedenti produzioni del trio londinese non è stato però del tutto abbandonato. Lo si ritrova, rinnovato, in canzoni come Performance, Brave For You e Taste Me, brano che chiude in maniera egregia il disco.

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The XX – XX
The XX- Coesist

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The xx

XX

Young Turks Records, 2009
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I can’t give it up
To someone else’s touch
Because I care too much, care too much, care too much

The xx sono diventati un cult in pochissimo tempo. Nel 2009, l’etichetta indipendente Young Turks propone alla band di produrre il loro debutto, XX, il quale viene accolto con favore dalla critica e arriva in vetta alle classifiche di mezzo mondo, superando le barriere de genere rock indipendente e facendosi ascoltare anche da un pubblico più vasto ed eterogeneo.

La band sa accattivare sin da Intro che anticipa una musica semplice, studiata e minimal su cui è strutturato l’intero disco. Echeggianti note di chitarra su un beat elettronico e un lieve coro cantato aprono alle sonorità successive. Crystalised, il singolo di lancio dell’album ha sonorità country e grazie all’intreccio delle due voci crea un’atmosfera elettrica e orecchiabile. Islands è uno dei pezzi migliori dell’album, i beat sono semplicemente perfetti, e si fondono perfettamente con un alone caldo ed evocativo. Infinity segna definitivamente un album sofisticato dove le due voci continuano il loro botta e risposta per tre minuti e la canzone si chiude con un crescendo che si dissolve con un assolo di chitarra appena sfumato. Capolavoro del disco resta Night Time che mischia sapientemente un ritornello pop orecchiabile con un’atmosfera sognante restituendoci perfettamente la sensazione di una notte agitata e vitale. Musica minimal, e a tratti enigmatica come il loro nome, segna l’ingresso di questo gruppo nell’indie pop con tocchi di elettronica ben dosati e mai commerciali.

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Daughter

If You Leave

4AD, 2013
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And if you’re in love, then you are the lucky one
’cause most of us are bitter over someone
Setting fire to our insides for fun
to distract our hearts from ever missing them
But I’m forever missing him

Atteso dopo due interessanti EP, If You Leave è l’album suadente e fascinoso che segna l’esordio sulla lunga distanza di Daughter.
La poesia di Elena Tonra, il suo raggomitolarsi lontano dalle luci, si sposa alla perfezione con la dolcezza di una voce moltiplicata come un canto di sirene, incrinata da un’intensità capace di far male; la sua chitarra e quella del compagno Igor Haefeli disegnano paesaggi sonori rarefatti, ombrosi e lucenti insieme, ravvivati dagli interventi percussivi di Remi Aguilella.
Ne nascono dieci tracce di strabiliante impatto emotivo, un continuum sonoro che è puro incanto, in cui raramente le battute aumentano: accade nell’opener Winter o in Human, l’ossatura di una ritmica circolare e di una chitarra acustica che lasciano alla nuda voce di Elena una chiusura raggelante.
Più spesso i crescendo assumono la forma di un tentativo vano ma necessario di raggiungere le stelle in aperture maestose, a partire dal cuore dell’album, quella Youth che toglie il fiato con una melodia epica e drammatica. Una delle cose più belle ascoltate quest’anno.
E poi, sulla medesima linea, altre meraviglie: Still, parente stretta delle elegie di Soap&Skin, e Touch, vicina ai migliori XX; la coralità di Tomorrow e le reminiscenze folk di Amsterdam, che conducono al finale struggente di Shallows.
If You Leave è il suono di una notte di fine estate, passata sotto un cielo che ci sta stretto, a medicare le ferite di cuori infranti; il racconto della malinconia di occhi troppo timidi per guardare in alto.
 

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The Wolves (Act I And II) – Bon Iver
Irene – Beach House
Angels – The xx
Cynthia – Soap & Skin
 
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L’amore che resta – Gus Van Sant

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The xx

Coexist

XL, 2012
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Romy, Oliver, Jamie: tre ragazzi poco più che ventenni e già figure di culto della scena pop internazionale.
Già, perché The XX, con l’album omonimo di tre anni fa, si sono ritrovati addosso i riflettori della critica più attenta e di un’infinità di ascoltatori.
Ora, a tre anni di distanza, tornano con Coexist, una perla di rara intensità, undici tracce traboccanti malinconica dolcezza e un’atmosfera crepuscolare che non si dimentica.
Le voci soul di Romy e Oliver si sfiorano, s’intrecciano e accarezzano su linee di basso avvolgenti e sognanti arpeggi chitarristici che contrastano con la freddezza dei battiti sintetici di Jamie, figli del dubstep e dell’elettronica di questi anni.
Complessa eppure immediata, leggera e oscura, la musica di Coexist è luce soffusa in una stanza buia, un mondo sonoro ammaliante e sensuale che toglie il fiato, in canzoni che rimarranno tra le più intense ascoltate quest’anno.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Angels, Chained, Try
 
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Beach House – Myth
Portishead – The Rip
Mazzy Star – Fade Into You
James Blake – The Wilhelm Scream

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