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Pizzicato Five

Romantique 96

Columbia, 1995
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asa wa
kegawa no ‘COAT’ de
anata no jiman no kuruma de
‘HOTEL’ ni kaeru

itsuka
shiroi ‘DRESS’ de
kekkonshiki wo ageru no
anata mo kite ne
————————–

morning
in a fur coat
by your car you’re proud of
go back to the hotel

someday
in a white dress
I’ll hold a wedding
please come

Definire la musica dei nipponici Pizzicato Five (in giapponese ピチカート・ファイヴ, pronuncia Pichikaato Faibu) ha un che di sibillino: i generi si mischiano a piacimento e si reincarnano in note che non ti aspetti, con i synth che volteggiano e beat accomodanti.
Un disco dalla natura certamente e piacevolmente eclettica, arrangiamenti intuitivi pur nella singola spazialità di ogni brano, un piccolo mondo a sé stante ma collegato agli altri.
I Pizzicato Five mescolano la pop music degli anni ’60, la disco music degli anni ’70 e la dance degli anni ’80 con un fascino ironico: un album sorprendentemente rilassato, ma dinamico.
Non appena si schiaccia play si sente nell’aria il profumo della parola “Divertitevi!!”
Un album da esplorare in ogni sua parte, euforico e riflessivo, che trasmette voglia di playful life.
In definitiva un disco gioioso.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Good, Triste, Catwalk

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Gli album dei Pizzicato Five in RBBC
The Ting  Tings – We started nothing
Beastie Boys – Hello Nasty
Ryuichi Sakamoto – Three

… e leggi anche
Kawakami Hiromi – Le donne del signor Nakano
Murakami Haruki – Tokyo Blues : Norwegian Wood
Banana Yoshimoto – Andromeda Heights

… e guarda anche
Takashi Miike – Sukiyaki Western Django
Takashi Miike – Yattaman – Il Film

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Banana Yoshimoto

A proposito di lei

Feltrinelli 2013, 152 p.
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Perché per quanto uno possa essere forte, liberarsi di una maledizione ricevuta dai genitori è un’impresa talmente difficile che quasi nessuno ci riesce.

La solitaria Yumiko ritrova il cugino Shoichi dopo che si erano persi di vista da bambini. Sono figli di due gemelle legate da una sorte oscura: entrambe dotate di poteri magici, le due madri hanno scelto strade diverse; quella di Shoichi ha deciso di tenere sotto controllo le proprie capacità soprannaturali, mentre la madre di Yumiko le ha usate per arricchirsi e diventare sempre più potente, fino ad impazzire e commettere un delitto. Shoichi, dopo la morte dell’amatissima madre va in cerca della cugina, perché questo era l’ultimo desiderio della defunta, che si sentiva in colpa per non aver aiutato e protetto Yumiko nei momenti più drammatici della sua vita. Shoichi si prodiga per aiutare Yumiko a fare chiarezza nel suo passato. Inizia così un pellegrinaggio doloroso, ma anche pieno di complicità e di momenti sereni, che i due cugini compiono attraverso le case in cui hanno vissuto, parlando con persone a conoscenza delle loro tragiche vicende, in un paesaggio che alterna gli scenari urbani di Tokyo all’aria tersa e profumata della montagna e agli arbusti malinconici dei giardini invernali.
Le atmosfere struggenti e rarefatte di molta cultura giapponese, così come il senso di morte costante nella produzione di Banana Yoshimoto, pervadono la storia e ci accompagnano fino alla spiazzante rivelazione finale.

Ti è piaciuto?
Allora leggi Tokyo blues – Norvegian Wood – Haruki Murakami

E guarda: Trauma – Dario Argento

E ascolta: Venus as a Boy – Bjork

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