Archivio tag: Tokyo

Kawakami Hiromi

Le donne del signor Nakano

Einaudi 2014, 228 p.
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Quando arriviamo alla stazione Takeo stacca la sua mano dalla mia e mi dice: – Ci vediamo – . Rimango a guardarlo fino a quando supera i tornelli, ma non si volta indietro nemmeno una volta.

In un quartiere periferico di Tokyo si trova uno strano negozio che vende oggetti usati: vestiti, stoviglie, arredi di altre vite che si offrono a nuovi proprietari. Dirige la bottega il signor Nakano, un uomo minuto, vestito sempre nello stesso modo e sempre impegnato in qualche avventura sentimentale. Aiutano il proprietario due ragazzi: il taciturno Takeo e la graziosa Hitomi, ultima arruolata nella bizzarra truppa. E proprio Hitomi descrive le vicende e le figure che ruotano intorno a questo microcosmo: il rapporto fra Nakano e la sognante sorella Masayo, i clienti che si aggirano nei locali e il legame indefinibile che si crea fra Hitomi stessa e Takeo. Di fatto non succede niente di speciale, si tratta di vite comuni, ma Hiromi Kawakami le descrive con una grazia e un’ironia così sottili, da fare amare immediatamente i personaggi e i luoghi in cui si dipana il racconto. Delicatezza e malinconia pervadono una storia dal sapore inconfondibilmente giapponese.

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La cartella del professore – Kawakami Hiromi
Ricordi di un vicolo cieco – Banana Yoshimoto
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James Mangold

Wolverine, L’immortale

Usa, 2013
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 L’eternità può essere una maledizione. Le perdite che hai subito. Un uomo può non avere più nulla per cui vivere, non avere più uno scopo

Dopo essere stato costretto ad uccidere la donna di cui era innamorato Logan, distrutto dal dolore e dal rimorso, si rintana sui monti finché una strana ragazza giapponese di nome Yukio, una mutante col potere di predire il futuro, lo scova per portargli un messaggio urgente: il ricco giapponese Yashida sta morendo e prima di esalare l’ultimo respiro vorrebbe ringraziare Logan per avergli salvato la vita durante la guerra, quando fu lanciata la bomba atomica di Nagasaki. Una volta giunto al suo capezzale a Tokyo però il vecchio fa a Logan una proposta sconcertante: scambiare la sua immortalità in cambio di una vita normale, in cui l’X-Man non sia continuamente flagellato dal dolore di dire addio alle persone che ama. Qui Logan conisce anche Mariko, la nipote di Yashida, e Viper, la sua dottoressa. Il giorno dopo Yashida muore e durante il funerale, nel tentativo di salvare Mariko da un rapimento orchestrato dalla Yakuza, Logan scopre di aver perso il suo potere di autoguarigione. Decide quindi di scappare con Mariko, ma riuscirà a proteggerla senza il suo superpotere? E per quale motivo non riesce più a rigenerarsi velocemente come prima?

Se il primo spin-off degli X-Men dedicato al personaggio di Wolverine si era concentrato maggiormente sui motivi che hanno portato alla creazione della sua straordinaria conformazione ossea di adamantio, questo secondo film si rivolge al potere originale del suo gene mutante che consente a Logan di auto rigenerarsi, rimarginare velocemente le ferite e di non invecchiare.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche:
Brett Ratner, X-Men – Conflitto finale
Gavin Hood, X-Men le origini – Wolverine

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Paul Jenkins, Bill Jemas, Wolverine. Origini
Sally Green, Half Bad

 

locandinapg4

Titolo originale: The Wolverine
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti, Giappone, Australia
Anno: 2013
Durata: 126 min- 138 min (versione estesa)
Genere: Supereroi, azione, avventura, fantasy
Regia: James Mangold
Soggetto: Chris Claremont, Frank Miller
Sceneggiatura: Christopher McQuarrie, Mark Bomback, Scott Frank
Produttore: Lauren Shuler Donner, Hugh Jackman, Hutch Parker, John Palermo
Casa di produzione: 20th Century Fox
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox
Fotografia: Amir Mokri
Musiche: Marco Beltrami

Interpreti e personaggi:
Hugh Jackman: Logan/Wolverine
Rila Fukushima: Yukio
Tao Okamoto: Mariko Yashida
Will Yun Lee: Kenuichio Harada
Svetlana Khodchenkova: Viper/Madame Hydra
Hiroyuki Sanada: Shingen Yashida
Haruhiko Yamanouchi: Ichirō Yashida/Silver Samurai
Brian Tee: Noburo Mori
Famke Janssen: Jean Grey
Ian McKellen: Erik Lehnsherr/Magneto
Patrick Stewart: Charles Xavier/Professor X
Lynn Collins: Kayla Silver Fox

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Murakami Haruki

Tokyo Blues – Norwegian Wood

Feltrinelli 2000, 330 p.
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A pensarci adesso furono davvero dei giorni strani. Nel pieno della vita tutto ruotava attorno alla morte.

Un classico della letteratura giapponese contemporanea. Il quasi quarantenne Toru torna con la mente ai giorni della sua giovinezza, quando frequentava l’università a Tokyo e stringeva legami di amicizia e d’amore, specialmente con la bella ed enigmatica Naoko, mentre le inquietudini del Sessantotto dall’Occidente giungevano fino agli atenei del Sol Levante. Nell’opera si trovano molti elementi tipici di Murakami e degli autori giapponesi in genere: la solitudine di chi vive nelle metropoli, l’incomunicabilità, la presenza costante della morte nella vita quotidiana. L’autore ci cala nella storia descrivendo con vividezza gli scenari urbani – con le stazioni affollate e i caratteristici locali dove ci si trova per consumare pasti della cucina locale – ma riuscendo al tempo stesso a farci percepire il forte legame dei Giapponesi con la natura. Ritmata da una serie di brani pop, rock e jazz, la storia evolve verso la crescita dei protagonisti e lo sviluppo delle loro dolorose vicende.
Struggente, fascinoso e scritto con eleganza, Tokyo Blues è un omaggio alla giovinezza, alla musica e a Tokyo.

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